giochi paralimpici – rio 2016GLI AZZURRI NON DELUDONO MAIGabriele Giovine e Matteo...

giochi paralimpici – rio 2016
GLI AZZURRI NON DELUDONO MAI
di Gabriele Giovine e Matteo Oneto – Foto Dean Alberga e Ability Channel

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L’Italia dell’arco sale sul podio delle Paralimpiadi per la nona edizione consecutiva grazie all’argento compound di Alberto Simonelli e al bronzo misto ricurvo di Elisabetta Mijno e Roberto Airoldi conquistati  al Sambodromo di Rio

Un evento che si costruisce, si prepara e si aspetta per quattro lunghi anni. Un evento che alla fine si consuma in pochi minuti, o addirittura alcuni giorni se va bene. Una manciata di frecce che possono fare la differenza, che possono confermare quanto di buono fatto nel quadriennio, oppure stravolgere completamente le carte in tavola. Sono le Paralimpiadi, la massima competizione sportiva mondiale cui ogni atleta e ogni arciere ambisce.
La XV edizione dei Giochi Paralimpici Estivi è andata in scena, per la prima volta, in Sud-America. Il centro del mondo per 8 giorni è stato Rio de Janeiro, Brasile, dal 10 al 17 settembre. Sotto lo sguardo vigile del Cristo Redentore, i migliori atleti di tutto il mondo (Russia esclusa, a causa dello scandalo doping) si sono sfidati per la gloria nella stessa location dove, poche settimane prima, si erano dati battaglia gli arcieri impegnati nei Giochi Olimpici: il Sambodromo.
La tradizione paralimpica porta con sé anche il tiro con l’arco, quello stesso tiro con l’arco capace di fare il sold-out di biglietti nella precedente edizione di Londra 2012. L’Italia c’è, anche lei fa ormai parte della tradizione, una delle principali protagoniste a livello mondiale. L’Italia c’è con 9 arcieri, 4 dei quali esordienti (Airoldi, Bonacina, Erario e Sarti): nove carte conquistate lungo tutto il cammino di avvicinamento e qualifica, dove non sono mancate sorprese ed emozioni, compreso il rimpianto di non aver potuto vedere in gara anche Monica Borelli nel W1, che il pass lo avevo ottenuto sul campo, ma che in extremis non ha ricevuto il nulla osta dell’Istituto di Medicina dello Sport del CONI per poter prendere parte a quella che sarebbe stata la sua prima partecipazione.
E così sulla linea di tiro brasiliana si sono susseguiti, nelle varie giornate di gara Elisabetta Mijno e Veronica Floreno nel ricurvo open femminile; Roberto Airoldi e Alessandro Erario nel ricurvo open maschile; Eleonora Sarti nel compound open femminile; Alberto Simonelli, Giampaolo Cancelli e Matteo Bonacina nel compound open maschile e Fabio Azzolini nel W1 maschile.
Vietato tralasciare chi invece era dietro quella stessa linea di tiro a sostenere e consigliare i protagonisti azzurri: il Responsabile Tecnico Guglielmo Fuchsova, il tecnico del ricurvo Marco Pedrazzi, il tecnico del compound Antonio Tosco e l’immancabile fisioterapista Chiara Barbi.
L’Italia c’è e alla fine conquista due medaglie: il bronzo mixed team olimpico grazie alle frecce di Elisabetta Mijno e Roberto Airoldi, cui segue l’argento individuale di Alberto “Rolly” Simonelli nel compound open. Due medaglie che fanno proseguire la scia di vittorie che la Nazionale azzurra Para-Archery vanta nella sua storia ai Giochi, portando a 9 le edizioni consecutive in cui gli arcieri italiani sono saliti sul podio.

LE NOVITÀ – Diverse le novità di questa edizione brasiliana dei Giochi. Innanzitutto l’assenza della gara a squadre maschile e femminile cui ha fatto da contraltare l’esordio delle sfide mixed team.
C’è chi ha apprezzato e chi no l’ingresso nel programma della squadra mista; indubbiamente l’assenza delle squadre classiche con tre componenti, non ha permesso a tutte le Nazionali di esprimersi al meglio e di avere un elevato numero di partecipanti in gara, senza considerare il numero inferiore di eventi che assegnavano medaglie. Dall’altra parte però l’esperienza delle “coppie” è sicuramente stata un buon primo test, qualcosa di diverso agli occhi del grande pubblico, dei media e del Comitato Olimpico Internazionale stesso che potrebbe avere ripercussioni anche nei Giochi a cinque cerchi del futuro.
In secondo luogo, dopo l’introduzione del nuovo regolamento Para-Archery (in vigore da aprile 2013), per alcune Numeri queste erano Paralimpiadi “diverse” dalle precedenti; difficile quindi il confronto diretto, come nel caso del Ricurvo Open o del W1.

LA LOCATION – Per la prima volta nella storia dei Giochi, Olimpiadi e Paralimpiadi hanno condiviso lo stesso campo di gara. E che campo! Considerato quasi un luogo sacro dai brasiliani, il Sambodromo “Marques de Sapucai” di Rio de Janeiro si è svestito dei panni (esigui) indossati durante il carnevale carioca con le sue gare di samba, per vestirsi a festa in occasione delle competizioni arcieristiche.
Progettato dall’architetto brasiliano Oscar Niemeyer nel 1984, l’enorme stadio del samba dista circa un’ora e mezza dal centro città e dal Villaggio Olimpico/Paralimpico.
L’impianto, esattamente come per le gare olimpiche, era diviso in due settori: quello usato inizialmente per le 72 frecce della gara di qualifica e successivamente per i tiri di allenamento e il campo destinato alle eliminatorie e finali, sia individuali che a squadre, che aveva le tribune su entrambi i lati con maxischermo a favore di pubblico e telecamere. •

UN BILANCIO DA RECORD PER L’ITALIA
Quella di Rio de Janeiro è stata un’edizione da record per il Comitato Italiano Paralimpico. L’Italia ha infatti salutato il Brasile con un bottino di 39 medaglie che le consentono, per la prima volta dopo 44 anni, di rientrare tra le prime dieci nazioni nel medagliere finale. A partire dalle ottanta medaglie conquistate ai Giochi di Roma 1960, era da Atlanta 1996 che non si vedeva un risultato così altisonante, mentre bisogna risalire addirittura al 1972 per trovare un piazzamento nella top ten delle migliori.
I risultati previsti alla vigilia sono quindi stati raggiunti e spesso superati in molte discipline: rispetto a Londra 2012, per quanto riguarda gli ori è arrivata l’attesa doppia cifra, ma soprattutto va annoverato l’incremento di undici podi totali, che è passato da 28 a 39.
Insieme a numerosi nomi nuovi, l’Italia ha dimostrato di essere altamente competitiva in quasi tutte le discipline nelle quali era presente. A trascinare la spedizione sono state le tredici medaglie del nuoto, con ben otto atleti diversi, ed i cinque ori del ciclismo su strada. Non hanno tradito le attese neppure atletica e scherma, così come il tiro con l’arco che ha portato il suo consueto contributo di medaglie. Piacevole novità, infine, quella del triathlon, che al suo esordio paralimpico ha subito fornito due medaglie alla spedizione del CIP.
Sul podio del medagliere di Rio, com’era prevedibile, sale ancora una volta la Cina. Per la quarta Paralimpiade di fila è il Paese asiatico a chiudere in testa il medagliere: con 239 medaglie complessive, per la prima volta nella sua storia la Cina riesce anche a superare la quota 100 ori. I britannici si confermano ai vertici, arrivando secondi con un balzo assolutamente formidabile. Se a Londra le medaglie erano state 120 con 34 ori, a Rio ne sono arrivate 147, e con un numero di ori strabiliante, ben 64, cui si aggiungono 39 argenti e 44 bronzi. Al terzo posto, riesce a conservare la posizione dopo averla occupata praticamente per tutti i primi dieci giorni di gare l’Ucraina, che conquista un totale di 117 medaglie, di cui 41 d’oro, 37 d’argento e 30 di bronzo. Rispetto a quattro anni fa il bottino è sensibilmente migliorato (oltre 30 medaglie, di cui nove d’oro, in più) e l’assenza della Russia consente di issarsi al terzo e non più al quarto posto finale.

medagliere

L’ITALIA SI CONFERMA TRA LE MIGLIORI – Con 3 ori, 2 argenti e 1 bronzo è la Gran Bretagna a trionfare al Sambodromo nel medagliere per Nazioni del tiro con l’arco. Secondo posto per la Cina (3 ori, 2 argenti) e terzo per l’Iran (2 ori, 1 argento e 1 bronzo). L’Italia è sesta a pari merito con la Repubblica Ceca grazie all’argento individuale compound open di Alberto Simonelli e al bronzo mixed team arco olimpico open firmato da Elisabetta Mijno e Roberto Airoldi.
Quella di Rio è stata la nona edizione consecutiva in cui la Nazionale italiana ha riportato a casa almeno una medaglia Paralimpica. Il conto aggiornato dopo Rio è entusiasmante: 8 ori, 10 argenti e 10 bronzi per un totale di 28 podi. Un risultato che sottolinea la grande capacità del movimento nostrano di confermarsi vincente e capace di rinverdire di volta in volta la rosa dei suoi campioni. (redazione)

I PODI DI RIO 2016

Olimpico Open Mixed Team
1. Cina (Wu-Zhao)
2. Iran (Nemati-Ranjbarkivaj)
3. Italia (Mijno-Airoldi)

Compound Open Mixed Team
1. Cina (Ai-Zhou)
2. Gran Bretagna (Grinham-Stubbs)
3. Corea del Sud (Kim-Lee)

Olimpico Open Maschile Individuale
1. Rahimi (IRI)
2. Netsiri (THA)
3. Ranjbarkivaj (IRI)

Compound Open Maschile Individuale
1. Shelby (USA)
2. Simonelli (ITA)
3. Milne (AUS)

Olimpico Open Femminile Individuale
1. Nemati (IRI)
2. Wu (CHN)
3. Olszewska (POL)

W1 Maschile Individuale
1. Walker (GBR)
2. Drahoninsky (CZE)
3. Kinik (SVK)

Compound Open Femminile Individuale
1. Zhou (CHN)
2. Lin (CHN)
3. Kim (KOR)

W1 Femminile Individuale
1. Stretton (GBR)
2. Frith (GBR)
3. Jenkins (GBR)

W1 Mixed Team
1. Gran Bretagna (Frith-Walker)
2. Corea del Sud (Kim-Koo)
3. Repubblica Ceca (Drahoninsky-Musilova)

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