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finale coppa del mondo
MARCELLA TONIOLI REGINA DEL COMPOUND
di Matteo Oneto – Foto Dean Alberga

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Dopo il bronzo del 2011 e l’argento del 2013, al terzo tentativo la campionessa azzurra sale sul primo gradino del podio nella finalissima di Odense

L’arco compound ha una nuova regina, è italiana e si chiama Marcella Tonioli. L’incoronazione è arrivata a Odense, in Danimarca, il 24 e 25 settembre. L’azzurra ha vinto le finali della World Cup 2016 dopo un’accesa battaglia con le otto migliori specialiste del mondo. È vero, non c’è la colombiana Sara Lopez, assoluta dominatrice della scena da due anni a questa parte, ma questo non rende il successo meno importante. Per la prima volta nella storia è l’Italia a vincere il titolo compound femminile proseguendo una tradizione che aveva visto salire sul tetto del mondo tra il 2009 e il 2010 Marco Galiazzo nell’olimpico e due volte Sergio Pagni nel compound. Per Marcella Tonioli il sogno tanto inseguito è finalmente arrivato al terzo tentativo dopo il bronzo alle finali di Istanbul 2011 e l’argento di Parigi nel 2013. Un premio che va ad impreziosire un palmarès eccellente che può contare anche sui due titoli mondiali mixed team conquistati con Sergio Pagni nel 2011 e nel 2013.

IL TRIONFO DI MARCELLA TONIOLI – A Odense le sfide compound più importanti dell’anno vanno in scena di sabato e i primi segnali sono più che buoni. Ai quarti di finale Marcella non fa nessuna fatica a eliminare Lily Chanu Paonam con un secco 147-140 che non lascia respirare l’indiana. Inesorabile anche la marcia in semifinale dove l’avversario è la statunitense Crystal Gauvin. L’azzurra impartisce subito un ritmo infernale alla gara: doppio 29 e poi un trenta nelle prime nove frecce; l’americana è alle corde. Il risultato di 144-139 certifica il meritato passaggio in finale che vale già il miglior piazzamento in carriera per Tonioli mentre Gauvin dovrà aspettare la gara successiva per prendersi il bronzo ai danni della turca Yesim Bostan. La sfida per la corona è contro la beniamina di casa Sarah Holst Sonnichsen, il gioiello di un’arcieria, quella danese, che nel compound è da tempo tra le migliori del mondo. I decibel del tifo salgono altissimi, la padrona di casa vince con un doppio 29-28 le prime due volée. Poi l’azzurra rosicchia un punto e pareggia il quarto parziale 29-29. Chi ha pensato il film della finale di certo non ha avuto occhi di riguardo per le coronarie degli spettatori. Gli ultimi tre tiri vedono il pareggio della sfida sul 142 che rimanda il verdetto allo shoot off. Tutto in una freccia, tutto nello spazio di un respiro. Le due campionesse scoccano i dardi, entrambe le frecce centrano il bersaglio sul 9 ma a occhio nudo è impossibile capire quale sia la più vicina al centro. Entra così in scena l’arbitro che si avvicina e misura. I secondi non passano mai “una volta viste le frecce sul bersaglio pensavo che la mia fosse più vicina – dirà Tonioli nel dopo gara – ma fino a quando non lo hanno detto i giudici non ci volevo credere”. Ed è proprio l’arbitro dopo l’attenta misurazione ad alzare la mano in favore di Marcella Tonioli. La corona finisce sulla testa dell’azzurra che mai avrebbe immaginato un epilogo del genere per sua stessa ammissione: “ero così entusiasta di partecipare a questa finale, ma non pensavo che avrei potuta vincerla” e invece il sogno è diventato realtà…

SERGIO PAGNI SI FERMA AI QUARTI – La Coppa del Mondo per l’Italia non è però finita in quell’istante. Grazie alle ottime frecce scoccate nelle precedente tre tappe di Shanghai, Medellin ed Antalya, le porte del campo di gara di Odense si sono aperte anche per Sergio Pagni e Guendalina Sartori. Lo specialista del compound arriva in Danimarca forte dell’oro a Medellin e di una esperienza nella competizione di tutto rispetto visti i due successi consecutivi del 2009 e del 2010 e i bronzi del 2011 e 2013. Purtroppo per lui il sogno del tris d’oro termina al primo scontro con il giovane croato Domagoj Buden. L’azzurro parte meglio e si porta subito a più due con il 29-27 della prima volée. Il vantaggio viene però subito annullato dal 30-27 avversario. Il primo sorpasso della gara è anche l’ultimo perché Buden accelera ancora e si presenta all’ultima tornata di frecce sul 116-112. Pagni ci prova fino all’ultimo, scocca tre 10 in fila ma il giovane croato non trema e chiude la gara sul 143-142.

GUENDALINA SARTORI ESCE AI QUARTI – Il giorno successivo scocca l’ora di Guendalina Sartori che di fronte si trova già ai quarti di finale uno degli avversari più duri al mondo: la coreana Ki Bo Bae. L’arciera asiatica arriva a Odense dopo il bronzo individuale e l’oro a squadre di Rio 2016 che fanno eco al doppio oro di Londra 2012. I primi due set finiscono in parità 28-28 e 27-27 poi la coreana prende il volo e chiude la gara 6-2 con il 28-27 e il 27-26 dei successivi parziali aprendosi così la strada verso l’oro vinto contro la compagna Misun Choi. Bronzo all’arciera di Taipei Yan-Ting Tan.

GLI ALTRI PODI – Nell’arco olimpico maschile Brady Ellison, bronzo individuale a Rio 2016, conferma il suo feeling speciale con la Coppa del Mondo vincendo la competizione per la quarta volta in carriera. Un record eccezionale che arriva battendo allo shoot off, in una finale appassionante, l’olandese Sjef Van Den Berg 6-5 (9-8). Il campione olimpico in carica Bonchan Ku si deve invece accontentare del terzo posto.
Tra gli uomini del compound vince la World Cup l’olandese Mike Schloesser: “Mr. Perfect” batte in finale il sudafricano Seppie Cilliers. Bronzo allo statunitense Reo Wilde vincente 145-143 contro il croato Domagoj Buden.
Nelle gare dedicate al mixed team successo nel compound per la coppia danese Damsbo-Jensen sulla Colombia (Cardona-Usquiano) 155-152. Nell’olimpico successo della Corea del Sud (Choi-Ku) 5-1 sui padroni di casa della Danimarca (Jager-Weiss). •

MARCELLA TONIOLI DA 10 IN PAGELLA
Intervista di Guido Lo Giudice

La scalata verso il successo è arrivata dopo un lungo lavoro e alcuni importanti cambiamenti nella preparazione tecnica e mentale. A guidarla in questo percorso di modifiche e di crescita è Sergio Pagni, un campione che di vittorie se ne intende, soprattutto se si parla di Coppa del Mondo… Insieme a lui Marcella Tonioli ha vinto due titoli iridati mixed team e, ormai da diversi mesi, i due hanno intrapreso un cammino insieme in allenamento che ha portato i suoi frutti. Così, dopo un bronzo e un argento ottenuti nel 2011 e nel 2013, per l’azzurra della Polisportiva Adrense è arrivato un oro accecante dopo due annate tra luci e ombre.
L’azzurra ha inaugurato la stagione estiva col titolo europeo mixed team con Federico Pagnoni e il 5° posto individuale. Un trampolino che l’ha catapultata al bronzo individuale e a squadre e all’argento misto nella tappa di Coppa del Mondo di Medellin. Poi, nella tappa di Coppa ad Antalya, ecco il 4° posto individuale che le ha dato i punti necessari per qualificarsi tra le migliori 8 per la finalissima di Odense, e il bronzo mixed team sempre con il compagno di Società Federico Pagnoni. La premiata ditta si è confermata anche ai Tricolori di Monte Argentario vincendo il terzo titolo italiano consecutivo nel misto e, a meno di una settimana dalla partenza per la Danimarca, Tonioli si prende anche il bronzo individuale assoluto. E dopo un percorso del genere la finalissima di Odense era più che meritata, anche se la vittoria non era data per scontata dalla campionessa azzurra.
“In realtà la vittoria non me l’aspettavo. Quando sei lì ci speri sempre, ma non ero sicura di poter arrivate all’oro. Sicuramente ho lavorato molto con Sergio Pagni per ottenere questo risultato e alla fine posso dire che l’impegno ha fruttato. Un po’ la forza delle avversarie, un po’ i cambiamenti nel tiro che hanno ancora bisogno di essere assimilati al 100% non mi facevano essere del tutto tranquilla. Questo cambio di rotta però è servito: ad ogni allenamento sento che aggiungo qualcosa in più che mi sarà utile in futuro”.
Tra incertezze e vittorie, che annata hai vissuto?
“La stagione mi ha soddisfatto in pieno. Arrivavo in Danimarca con il bronzo di Medellin e il 4° posto di Antalya perso allo shoot off. Poi sono arrivati i podi a squadre miste con Federico Pagnoni con tanto di titolo europeo e record del mondo. Insomma, posso dire che è stato un grande anno dopo due stagioni non positive. Una conclusione col botto che mi ha ripagato dell’insoddisfazione per le annate precedenti. Nel 2015 avevo addirittura rinunciato all’ultima tappa di Coppa perché mi ero accorta che qualcosa non andava sul lato mentale. Ora sto lavorando anche su questo aspetto, la strada è lunga ma vado avanti e voglio ottenere il meglio”.
Come hai vissuto i match di Odense e la finale risolta con uno spareggio al cardiopalma?
“Nei quarti di finale ho acquisito subito grande convinzione perché non pensavo di ottenere i punteggi più alti, anche rispetto agli uomini. È stato un match tirato bene tecnicamente ed emotivamente. Poi la semifinale te la giochi sapendo che puoi arrivare a una finale sicura. Il tiro c’era, la testa un po’ meno per la paura di non riuscire a dare il meglio. Questi pensieri ti distraggono e a quei livelli non puoi permetterti certi errori. La mia avversaria mi ha un po’ aiutata perché non ha tirato benissimo e raggiungere la finale è stata già una vittoria, anche se sapevo che me la sarei giocata fino alla fine, cercando di non farmi travolgere dalle emozioni che un match del genere può comportare. La presenza di Sergio sulle tribune mi ha trasmesso un po’ più di sicurezza: anche se sussurrava riuscivo comunque a sentire i suoi consigli. Quando ero in svantaggio ho tenuto duro e ho sfruttato le imprecisioni della mia avversaria per restare in gara, fino a raggiungere lo shoot off. La freccia dello spareggio mi sembrava di averla tirata bene e invece qualcosa non è andato, perché invece del 10 è arrivato il 9. Sinceramente lo avevo già dato per perso e mentre lei tirava la sua freccia non ho voluto guardare il responso. Quando però ho sentito lo speaker annunciare il suo 9 ho capito guardando Leonardo alle mie spalle che forse c’era la possibilità di farcela… Sono stati attimi infiniti, dalla tribuna mi dicevano che avevo vinto, altri dicevano il contrario ma alla fine è stato il giudizio definitivo dell’arbitro a darmi la vittoria che attendevo da tanto. Non ho idea di cosa ho pensato in quei momenti: tutto e niente, un’emozione talmente grande che non mi rendevo bene conto di cosa fosse successo”.
Messo in bacheca anche questo oro, che voto dai alla tua stagione?
“Una gran bella stagione, mi do un 10 e se arrivasse qualcosa di meglio in futuro mi darò un 10 e lode”.
Quali sono i nuovi obiettivi di Marcella Tonioli?
“Vorrei mantenermi ai livelli di quest’anno per tutto il 2017. Lavorerò duro e porterò avanti questa passione con la voglia di indossare la maglia dell’Italia il più a lungo possibile. Per me è un grande onore rappresentare i colori azzurri. Questo inverno cominciamo con la Coppa del Mondo indoor e, per la prima volta, a parte il Mondiale Indoor del 2012, prenderò parte anche alla gara di Las Vegas, che per me rappresenta una bella novità alla quale tenevo particolarmente”.
Come ben sanno tutti i compoundisti, purtroppo questa divisione ha dignità olimpica solamente alle Paralimpiadi: come hai vissuto l’estate durante le gare del Sambodromo di Rio 2016?
“Ho passato l’estate davanti alla tv a seguire le gare. Le ragazze hanno ottenuto un gran risultato a squadre e naturalmente speravamo in qualcosa di più con gli uomini, che ci avevano abituato bene… La cosa sicura è che tutti hanno dato il massimo. Almeno alle Paralimpiadi il compound c’è e sono felice per le medaglie che hanno riportato in Italia. Purtroppo dell’inserimento di questa divisione ai Giochi se ne parla da tanto ma poi non ci arriviamo mai. Sarebbe stato un vero sogno realizzato gareggiare ai Giochi di Tokyo 2020. Sono un’appassionata della cultura asiatica e giapponese, tanto da essere stata in vacanza nella capitale nipponica qualche mese fa. Per me sarebbe stato il top, ma questa soddisfazione non potrò togliermela…”. Chissà se questo sogno che abbraccia gli arcieri compound di tutto il mondo prima o poi si avvererà, ma intanto Marcella Tonioli potrà continuare a regalarci tante altre emozioni tra Coppa del Mondo, Mondiali ed Europei…

 

 

 

 

 

 

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