campionati mondiali campagnaDOMINIO ITALIANO A DUBLINOMatteo Oneto – Foto Dean Alberga

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DOMINIO ITALIANO A DUBLINO
di Matteo Oneto – Foto Dean Alberga

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Gli azzurri si impongono al primo posto del medagliere con 5 ori,
4 argenti e 2 bronzi in un Mondiale con numeri record che ha visto
in gara anche alcuni protagonisti dei Giochi di Rio 2016

Nessuno come l’Italia nel tiro di campagna. Gli azzurri conquistano il primo posto nel medagliere dei Campionati Mondiali di Dublino. Undici medaglie vinte (5 ori, 4 argenti e 2 bronzi) per tenersi alle spalle altri colossi della specialità come Stati Uniti (5 ori, 3 argenti, 2 bronzi) e Gran Bretagna (2 ori, 2 argenti, 3 bronzi). I percorsi irlandesi si colorano d’azzurro al termine di cinque giorni in cui pioggia e freddo hanno spesso imperversato senza però fermare la Nazionale di Giorgio Botto. L’Italia migliora così i risultati della rassegna iridata di Zagabria (2 ori, 2 argenti e 3 bronzi) e mette basi importanti per i Mondiali del 2018 che si svolgeranno a Cortina d’Ampezzo.
Un risultato davvero eccellente se si analizzano i numeri record della rassegna iridata, che contava 32 Nazioni partecipanti e che presentava anche alcuni dei protagonisti che sono saliti sul podio a Rio 2016, come gli olimpici Brady Ellison e Jean Charles Valladont, rispettivamente bronzo e argento al Sambodromo.
L’altra nota da sottolineare è che l’affermazione dell’Italia è avvenuta grazie al contributo di tutto il gruppo, ancora una volta dimostratosi compatto e mai appagato nei match che valgono l’accesso al podio. Il risvolto più positivo di questo atteggiamento vincente arriva soprattutto dai giovani, che hanno saputo cogliere dai campioni esperti la mentalità giusta per giocarsela fino in fondo. Le medaglie delle classi giovanili sono 7 sulle 11 totali e rappresentano la continuità di rendimento e i risultati necessari alla Nazionale azzurra per mantenere quel ruolo di leadership che si è costruita a suon di vittorie nel corso degli ultimi quadrienni. Ed è stato ancor più positivo notare l’impatto che hanno avuto alcuni giovani esordienti nell’hunter & field come Yuri Belli nel ricurvo e Jesse Sut nel compound i quali, pur essendo abituati a gareggiare con la Nazionale Giovanile Targa, si sono immediatamente ambientati nel nuovo contesto confermando sui percorsi di Dublino la stessa voglia di vincere che li accompagna normalmente sulla linea di tiro.
Andiamo allora a vedere nel dettaglio tutti gli acuti del gruppo azzurro.

I CAMPIONI DEL MONDO AZZURRI – Da Ankara a Dublino la musica non cambia, che sia una gara indoor o una di tiro di campagna sul primo gradino del podio mondiale trovi sempre Irene Franchini. L’atleta della Fiamme Azzurre dopo aver vinto il titolo in Turchia si ripete in Irlanda. Il suo compound non tradisce mai e questa volta a piegarsi per ultima è la messicana Linda Ochoa-Anderson. La rimonta di Franchini arriva nel terzo e quarto parziale e pone la firma sul finale di 64-62.
Gli altri ori mondiali arrivano tutti dagli Junior e dalla Liguria. Nell’arco nudo il primo gradino del podio è una questione di famiglia. Sara Noceti vince in campo femminile grazie al 43-39 sulla svedese Malin Medbo, mentre Alessio Noceti trionfa tra gli uomini spazzando via in finale lo statunitense Mark Schlaudraff 50-33.
Più equilibrata ma con lo stesso verdetto azzurro è l’ultima partita dell’arco olimpico Junior femminile. Chiara Rebagliati vince 48-46 contro la britannica Bryony Pitman rosicchiando i punti partita nella prima e nell’ultima volée mentre le altre terminano pari.
L’Italia sale una quinta volta sul tetto del mondo grazie al trio Juniores formato dalle già iridate individuali Sara Noceti e Chiara Rebagliati e dall’altra ligure Erica Benzini. Ad arrendersi per ultima è la Gran Bretagna sconfitta 50-47.

LE MEDAGLIE D’ARGENTO – Una sola sconfitta preclude il titolo mondiale all’Italia in quattro occasioni. In finale si ferma la corsa nell’arco nudo senior di Eleonora Strobbe battuta 43-37 dalla francese Chantal Porte dopo essere stata a lungo in vantaggio. Cinque punti dividono Jessica Tomasi dal primo gradino del podio nell’arco olimpico. La sua finale termina 50-45 contro la britannica Amy Oliver e anche in questo caso il verdetto amaro arriva nelle ultime tre frecce. Si inchinano contro i fortissimi Stati Uniti i ragazzi azzurri nella gara a squadre maschile. Marco Morello, Fabio Ibba e Giuseppe Seimandi perdono 63-50 contro Ellison, Cousins e Demmer III. Tra gli Junior dell’arco olimpico si infrange contro il croato Alen Remar il sogno di Yuri Belli. L’azzurrino perde il primo e il terzo set e non riesce nell’impresa di recuperare tre punti nelle ultime tre frecce, la sconfitta arriva per 58-55.

DOPPIA MEDAGLIA DI BRONZO – Gli Junior azzurri dimostrano grande forza d’animo a Dublino. C’è chi non riesce ad arrivare sul gradino più alto del podio ma risponde alla sconfitta in semifinale con un successo nelle frecce successive per vincere comunque una medaglia. È il caso di Eric Esposito straordinario protagonista per tutte le giornate dell’arco nudo e vincente in finale 54-36 sul francese Corentin Angot. Un’ottima risposta arriva anche dalla squadra maschile composta da Alessio Noceti, Jesse Sut e Yuri Belli. Il trio Junior batte all’ultima volée l’Austria (Gstoettner, Weber e Wiener) 51-49.
Sfiorano il podio il terzetto femminile Senior di Irene Franchini, Eleonora Strobbe e Jessica Tomasi, battuto 59-51 dalla Slovenia (Ellison, Gutman e Umer) e Marco Morello nell’arco olimpico. Il piemontese perde contro il francese Jean Charles Valladont con il risultato di 57-56 in una finale thrilling. Il transalpino rischia di diventare una vera e propria bestia nera degli azzurri, pochi mesi prima infatti era stato proprio lui a escludere dalla corsa alle medaglie alle Olimpiadi di Rio de Janeiro Mauro Nespoli ai quarti di finale.
Le 11 medaglie conquistate dagli azzurri lanciano in orbita un movimento che da sempre è ai massimi livelli mondiali. La Nazionale di Giorgio Botto è un gruppo unito e compatto con campioni già affermati che non falliscono mai gli impegni importanti e giovani che lasciano intravedere un futuro brillante. Nel 2018 appuntamento a Cortina d’Ampezzo, qui gli azzurri oltre alla loro classe avranno dalla loro parte anche l’affetto del pubblico di casa, e il mondo del tiro con l’arco di campagna già trema. •

Il commento del Responsabile Tecnico Giorgio Botto
di Guido Lo Giudice

Non può che ritenersi soddisfatto il Responsabile Tecnico del Settore Campagna e 3D Giorgio Botto. A Dublino il suo gruppo non ha deluso le aspettative nonostante il numero delle Nazionali e la qualità degli atleti in gara non garantivano alcuna supremazia come invece poi è accaduto.
“I risultati ci dicono in effetti che è stato un ottimo Mondiale per l’Italia, una competizione difficile dove ognuno ha dato il proprio contributo. È vero che le prestazioni dei giovani hanno fatto la differenza, ma non dimentichiamoci che anche i senior hanno confermato la loro competitività essendo stati presenti in quattro semifinali individuali su sei. L’unico dispiacere che ho è il risultato della squadra femminile che avrebbe meritato la medaglia e invece si è ritrovata ai piedi del podio”.
Per il C.T. è stata una grande soddisfazione vedere in gara alcuni azzurri che sono normalmente impegnati con la Nazionale Targa: “Jesse Sut nel compound, Yuri Belli nel ricurvo, così come Marco  Morello, sono ragazzi abituati ad altri tipi di competizione, ma si sono calati perfettamente nella realtà del tiro di campagna. Come si è visto, in Irlanda c’erano tanti campioni del Targa presenti sui percorsi e questo non può che aggiungere valore all’intero movimento arcieristico. Per quanto riguarda i nostri atleti devo ringraziare i tecnici che li hanno preparati: dai coach della Nazionale giovanile, passando per Flavio Valesella e Wietse van Alten e concludendo con i tecnici personali e il lavoro giornaliero delle Società. Questi atleti crescono e hanno dimostrato di essere capaci di gestire ogni tipo di competizione, mettendo a frutto il lavoro che svolgono quotidianamente. Da questo punto di vista sono felice di constatare che chi viene con noi per la prima volta non rimane mai spaesato. I giorni di raduno che normalmente precedono le trasferte internazionali ci permettono di cementare il gruppo: di certo lavorare tutti insieme fa bene e porta risultati”.
Dopo tanti successi e la difficoltà di continuare a confermarsi a livelli altissimi cosa possiamo attenderci dal prossimo quadriennio?
“Se i risultati del 2016 sono stati eccezionali, non è detto che in futuro si riesca sempre a chiudere le grandi manifestazioni tra i migliori. Naturalmente il nostro impegno è volto a mantenere questo obiettivo e per riuscirci dovremo continuare ad avere una fruttuosa commistione tra i senior e il settore giovanile. Vedere grandi campioni che passano dalle Olimpiadi ai Mondiali Campagna con la stessa determinazione è molto positivo e se questa è la strada da seguire io accompagnerò gli azzurri in questo percorso molto volentieri. Continuo a ripetere alla squadra che in trasferta ciò che conta è la gara di qualifica: dai percorsi iniziali si misura il vero livello e tutti hanno dimostrato di essere all’altezza della situazione. Poi alle eliminatorie può succedere di tutto, puoi venire premiato, ma anche rimanere deluso. Il sistema finora ha funzionato e mi sento di poter garantire lo stesso impegno nei prossimi anni. La prima aspettativa che ho per il quadriennio è di avere qualche spazio in più con gli azzurri, soprattutto a livello giovanile. Con i dirigenti vogliamo far crescere ulteriormente i ragazzi e se davvero si deve puntare al medagliere questo tipo di impegno si rivelerà fondamentale per garantire un futuro all’Italia con un gruppo qualitativo. Si può vincere o perdere, ma deve esserci il valore degli atleti per provarci”.

 

 

 

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