Nella classica indoor di Nimes, ottime le prove degli atleti italiani dell’arco nudo, entrambi d’oro.
Per i nostri rappresentanti in Francia sono 5 in totale i podi conquistati
Piove. Piove per tre giorni quasi senza sosta su Nimes, dal latino Nemausus, in passato importante avamposto dell’Impero Romano. È metà gennaio e sotto la pioggia non è piacevole visitare l’Arena, un anfiteatro che sembra un Colosseo in piccolo, o lo spettacolare acquedotto Pont du Gard, ma tanto noi ci troviamo qui nel Sud della Francia non per fare turismo. La città vive lentamente, sembra quasi deserta mentre l’acqua scende costante dal cielo cupo, ma nei due grandi padiglioni del Parnasse e del Parc-Expos Hall esplode la vita. La vita degli arcieri venuti da tutto il mondo per gareggiare nella quinta tappa delle Indoor World Series: sono oltre mille, per la precisione 1.355 di ben cinquanta Paesi, dall’Algeria alle Mauritius, da Singapore al Qatar. Ovviamente è la Francia a farla da padrona con oltre cinquecento iscritti, ma anche l’Italia è ottimamente rappresentata: siamo in 115 per dar battaglia, e ci riusciamo anche abbastanza bene. Alla fine torniamo a casa con cinque ori, un argento e un bronzo, secondi nel medagliere, preceduti solamente dai cugini transalpini. Ovvio, erano cinque volte noi italiani.
Ma andiamo con ordine. Il risultato più importante, quello di maggior valore tecnico, è sicuramente quello di Giulia Mantilli, che nell’arco nudo stravince prima la fase di qualificazione con un punteggio da sogno, a soli 3 punti dal record mondiale: 554. La seconda in classifica, tanto per rendere l’idea della straordinaria performance della romana, è la lettone Rjabkova (poi medaglia di bronzo) che si ferma a 513. Giulia negli scontri diretti prosegue a tirare in modo impeccabile e dopo aver eliminato nei quarti la statunitense Otajagic e in semifinale la spagnola Cano Garcia, nella sfida per l’oro supera la francese Pasquet con il punteggio di 6-4. Non se l’aspettava, Giulia, questo successo. “Non sapevo quali avversarie straniere avrei dovuto affrontare, certo non sono andata per vincere, ma solo per fare del mio meglio, come sempre in ogni gara. Stavolta è andata benissimo anche perché ho trovato condizioni ottime per tirare e questo mi ha aiutato a raggiungere quel risultato che rappresenta il mio record personale”. Il suo precedente primato era di 553, ottenuto lo scorso anno a Pordenone ai campionati italiani indoor. “Sono felice, ma non posso dire sia stata la mia vittoria più bella, perché ogni vittoria dà grande soddisfazione, tutte sono importanti. E per questo non voglio pormi obiettivi per il futuro, quello che verrà sarà gradito: in fondo il tiro con l’arco è un divertimento che condivido con tante belle persone. Ma purtroppo non mi dà da vivere, tanto che per lavoro dovrò rinunciare ai prossimi campionati europei”. Peccato.
Ma torniamo a Nimes. Sempre nel barebow trionfo anche per Simone Barbieri, che dopo aver chiuso i round di qualifica al comando con un ottimo 565, elimina negli scontri prima lo sloveno Resnick, quindi il francese Souchaud (poi bronzo), sempre per 6-2. Infine, nella sfida per l’oro, Barbieri supera per 7-3 il temibile spagnolo Moncada Atienza.
Nel ricurvo un promettentissimo successo arriva nella categoria degli under 15, grazie a Francesco Crino che, in una finale senza storia per la medaglia più pregiata, batte il turco Celikturk per 6-2. Francesco aveva chiuso le qualificazioni al secondo posto con un benaugurante 567, dietro solo al francese Roth vincitore nella finale per il bronzo.
Altre due medaglie d’oro italiane nel ricurvo, a opera dei master (categoria over 50). Natalia Valeeva, che sa dimostrarsi ancora competitiva, arriva agli scontri dopo aver totalizzato un buon 561 con le frecce di qualificazione. Dopo non lascia nemmeno le briciole alle sue rivali: nei quarti batte 7-1 la francese Duchene, poi 6-0 la svizzera Desponds e infine, con un altro 6-0 tutto d’oro, supera l’altra francese Gillet. Percorso quasi netto. Tra gli uomini, a conquistare la vittoria è Nikolay Vinograd, che dopo un 564 in qualifica elimina il belga Callewaert con un perentorio 6-0, soffre un po’ in semifinale contro il turno Erbay (6-4), ma poi chiude il discorso per il gradino più alto del podio con un altro 6-0 inflitto al francese Goubeau.
Le ultime medaglie italiane arrivano da Christian Maranto, con l’argento nel compound under 21 e, con Matilde Manini, bronzo nel ricurvo under 18.
E i nostri promettenti campioni italiani di Rovereto che fine hanno fatto? Parliamo ovviamente di Emiliano Rampon e Lorenzo Gubbini, rispettivamente ricurvo e compound. Bravissimi, ma altrettanto sfortunati. Nel ricurvo, gara vinta dal campione del mondo spagnolo Temino Mediel che in finale per l’oro supera Wei, rivale di Taiwan, il bronzo se l’aggiudica il titolato brasiliano D’Almeida. I tre sul podio non a caso sono i primi del ranking delle Iws. Allora, il nostro azzurro, Emiliano, si qualifica con un ottimo 592: con un punto in più sarebbe stato davanti anche al mitico Brady Ellison. Negli scontri Rampon si trova ad affrontare nei sedicesimi il messicano Grande: all’italiano non bastano due 30 e due 29, il rivale anella dodici 10 di fila e purtroppo non lascia scampo a Rampon, che esce comunque a testa alta. Fuori al primo turno anche Nespoli, Borsani e Gregori. Fra le donne eliminate ai sedicesimi Boari, Compagno e Di Francesco.
Nel compound grandissimo Gubbini che, in qualifica, dopo le prime dieci volee chiuse a 296, nella seconda parte realizza uno strepitoso 300, eguagliando così il suo record di 596. Ma negli accoppiamenti degli scontri gli va davvero male: si trova contro il danese Hansen. Sapete come è piazzato Hansen nel ranking delle Iws? Primo. Sapete chi ha vinto la gara di Nimes? Hansen. Avversario peggiore non poteva capitare a Lorenzo, che però combatte a testa altissima e chiude le cinque volée a pari punti col danese: 148-148. Si va allo shoot off: Gubbini stampa sulla visuale l’ennesimo 10, Hansen lo imita, ma per qualche maledetto millimetro la sua freccia è più vicina al centro. Peccato, ma Lorenzo cresce eccome.
Per la cronaca l’argento va all’olandese Schloesser e il bronzo al danese Fullerton. Altri big sempre capaci di arrivare in fondo alle competizioni.
Gli altri italiani classificati per gli scontri: Morello, Pagni, Corgiat Loia escono ai sedicesimi; Bruno negli ottavi. In campo femminile Tonioli, Natale e Aloisi finiscono la gara ai sedicesimi; Di Nardo e Baldo agli ottavi; la Roner saluta ai quarti.




