editorialeUNA SFIDA COINVOLGENTE Vittorio Polidori Presidente FITARCO

editoriale
UNA SFIDA COINVOLGENTE
di Vittorio Polidori Presidente FITARCO

3
0

Sembra già passato molto tempo, eppure sono solamente pochi mesi. Ripenso alla campagna elettorale, che ho provato a gestire con serietà senza fare improvvide promesse mirabolanti ai nostri tesserati, ma badando al concreto, al realizzabile; ripenso allo scorso 16 febbraio, a una palpitante e partecipatissima assemblea elettiva, conclusa con la profonda soddisfazione e la pesante e gratificante responsabilità di vedermi accordata la fiducia del mondo arcieristico per ricoprire il ruolo di Presidente. Al mio fianco sono stati eletti dei consiglieri di primordine, con i quali sono certo che potremo far crescere il nostro movimento. Ci siamo messi subito a lavoro, senza perdere nemmeno un minuto. Tra innumerevoli ore passate al computer, telefonate, incontri, videoconferenze, appunti, fogli e foglietti, tabelle e conti sempre pronti sulla scrivania, alcune importanti decisioni sono già state prese e ratificate in occasione del primo Consiglio Federale dello scorso 22 marzo. Ma è solo l’inizio, perché questo stesso lavoro, giorno dopo giorno, ci vedrà impegnati per tutto il quadriennio 2025-2028.

Così, in un batter d’occhio, ecco arrivato anche il momento del mio primo editoriale su Arcieri, la rivista ufficiale della Federazione che racconta da oltre 50 anni a questa parte la realtà arcieristica in ogni sua sfaccettatura, tra approfondimenti, rubriche, storie e interviste, passando in rassegna l’atmosfera, il vissuto e i risultati negli eventi federali e illustrando le emozioni provocate dai grandi successi degli azzurri in ambito internazionale. Attraverso queste pagine continueremo a raccontarvi il nostro mondo sportivo e le decisioni prese dalla dirigenza, con la ferma volontà di ascoltare le necessità e le problematiche provenienti dal territorio, trovando di volta in volta le soluzioni più adeguate.

Alla base di tutto il nostro lavoro c’è l’amore per questa disciplina sportiva, e la voglia di impegnarci al massimo per raggiungere gli obiettivi prefissati, per dare risposte ai quesiti che ci vengono posti e, complessivamente, migliorare quanto di buono fatto in questi quadrienni dalla gestione di Mario Scarzella, dimostratosi – numeri e risultati alla mano – un dirigente di rango internazionale, capace di rendere la FITARCO una federazione modello in Italia, in Europa e nel Mondo. Per questo lo ringrazio ancora una volta anche attraverso queste pagine e ribadisco che è motivo di grande orgoglio per me essere diventato il nono Presidente della Federazione, raccogliendo la sua eredità.

È una sfida coinvolgente e affascinante quella di calcare la medesima via del successo, cercando al contempo di innovare la macchina organizzativa federale, ampliare il movimento di base guardando ai giovani e alla scuola, all’integrazione e alla socializzazione attraverso lo sport sviluppando ulteriormente la promozione e l’attività paralimpica; implementare il supporto della Federazione alle esigenze del territorio, innalzare i livelli qualitativi di atleti, tecnici e dirigenti, per garantirci una prospettiva internazionale ancora vincente e una crescita in ambito nazionale che sia in grado di garantire un futuro solido e duraturo alla famiglia arcieristica.

I primi passi sono stati mossi, guardando, ad esempio, al rinnovato organigramma dello staff tecnico federale e al rinnovamento delle cariche dopo le elezioni dei Comitati Regionali. Il tiro con l’arco italiano sta vivendo un periodo di cambiamento epocale e faremo tutto il possibile per coinvolgere e convogliare il movimento verso la visione e i valori che l’attuale dirigenza intende veicolare all’esterno per rendere questa disciplina sempre più riconoscibile e praticata. Presupposti che ci permetteranno di far crescere nuovi campioni e arrivare ad altre vittorie memorabili, come quelle che abbiamo recentemente vissuto agli Europei Indoor in Turchia, dove i nostri azzurri sono stati davvero insuperabili. Così come considero esperienze vittoriose quelle vissute a Novara e Pordenone per i tricolori paralimpici e i tricolori indoor, dove la nostra base insieme agli atleti di alto livello, con tecnici e dirigenti, hanno vissuto con trepidazione il raggiungimento di risultati agonistici rilevanti e, allo stesso tempo, hanno avuto modo di confrontarsi e di sviluppare quel fondamentale spirito comunitario che cementa la voglia di essere squadra, di far parte di qualcosa in cui si crede, che si ama e che, con unità di intenti, può permetterci di raggiungere traguardi molto ambiziosi, ma alla nostra portata. •

Condividi
Share

NO COMMENTS