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IL VALORE DI UNA MAGLIA
di Marco d’Incà – foto Fausto Ercoli

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Anche quest’anno la Federazione ha sostenuto la Fondazione Gigi Ghirotti, grazie alla sensibilità del campione paralimpico Stefano Travisani che ha messo all’asta la sua maglia di Parigi 2024

Ci sono maglie che raccontano storie. Storie di fatica, di sacrifici, di sudore, di traguardi raggiunti. Maglie che, a un certo punto, smettono di essere solo tessuto e diventano simbolo. Come la divisa azzurra di Stefano Travisani.
L’ha indossata sul palcoscenico più importante: Parigi 2024. La città delle luci, del Louvre, di Notre-Dame. Ma soprattutto, per l’arciere lombardo, la città dell’oro. Un metallo che brilla, che pesa, che sa di consacrazione. Ora quella maglia, con la sua firma, non è più solo un ricordo personale: è un gesto. Un atto di generosità. Una mano tesa a chi ha bisogno, visto che ha alimentato l’Asta Benefica delle Stelle, organizzata dall’associazione Stelle nello Sport, alla quale la FITARCO partecipa ogni anno. E il cui ricavato va a sostegno della Fondazione Gigi Ghirotti: una realtà che si occupa di assistenza socio-sanitaria per chi necessita di cure palliative, sia a domicilio, sia nei due hospice.
“Prendere parte a questa nobilissima causa, per quanto mi riguarda, è un vero piacere – afferma proprio Travisani, campione paralimpico nel Ricurvo Open del mixed team, insieme a Elisabetta Mijno -. Perché mi dà l’opportunità di fare del bene e di contribuire, nel mio piccolo, ad aiutare persone che vivono una condizione difficile”.
Nel complesso, sono state circa una trentina le offerte arrivate. Chi si è aggiudicato la maglia di Stefano – per la cifra di 260 euro – non ha portato a casa solo un pezzo di storia recente dello sport paralimpico, bensì un frammento di una storia più grande: quella della solidarietà. Quella che, in fondo, vale più di qualsiasi vittoria.
E a compiere questo bel gesto è stata la società Arcieri dell’Ortica, con il suo Presidente William Tondelli, da sempre in prima linea per svolgere attività rivolta alla crescita dei giovani e anche degli arcieri paralimpici. “Quando ho letto dell’iniziativa portata avanti dalla Federazione – spiega Tondelli – non ho esitato un attimo a voler partecipare all’asta per riuscire ad avere questo importante cimelio appartenente a un grande campione come Stefano Travisani. L’obiettivo era di fare un’offerta congrua per poterci aggiudicare la sua maglia autografata e poi, con l’aiuto della Federazione, avremmo il desiderio di invitare Stefano nella nostra Società per fargli incontrare i nostri tesserati e, con il supporto del Comune di Novellara, organizzare anche un incontro con i giovani delle scuole dove da diversi anni facciamo praticare l’attività arcieristica. Sarebbe un ottimo modo per far conoscere agli studenti la storia di Stefano, le sue imprese e il nostro sport, avvicinandoli a una disciplina che ti può dare grandissime soddisfazioni”.
Naturalmente, venuto a conoscenza della richiesta di Tondelli, Stefano Travisani ha immediatamente raccolto l’invito, dando la sua disponibilità a partecipare a questo incontro nel Comune di Novellara. Inutile dire che, come si dice in questi casi, vi terremo informati… •

Una freccia verso il futuro: l’accordo con Obiettivo3 sarà quadriennale

Ci sono incontri che cambiano la traiettoria di una vita. Persone che incrociano il proprio destino con uno sport e scoprono una nuova forma di libertà. Il tiro con l’arco è indubbiamente una di queste discipline. E se oggi è in aumento il numero di atleti con disabilità che riescono a impugnare l’arco e a scoccare la loro personale freccia verso il futuro, è anche grazie alle forme di collaborazione che la FITARCO intreccia con altre realtà: come Obiettivo3.
Tutto è nato nel 2021, in seguito alla firma di un protocollo d’intesa, utile a spalancare le porte del magico mondo dei bersagli e ad accompagnare diversi arcieri nel terreno della competizione.
Ora questo legame si rafforza ulteriormente, se è vero che, per la prima volta, la sinergia non verrà rinnovata su base annuale, ma si estenderà lungo un intero quadriennio, fino al 2028. Il segnale è chiaro: non si tratta di un progetto temporaneo, bensì di un percorso strutturato, solido, destinato a lasciare una traccia profonda.
Dopo l’approvazione, lo scorso 22 Marzo da parte del Consiglio Federale, prosegue il viaggio insieme a Obiettivo3, l’associazione fondata da Alex Zanardi con l’intento di offrire alle persone con disabilità un’occasione per riscoprire loro stesse attraverso la pratica sportiva. E seguendo un’idea nata sulle due ruote del paraciclismo, ma che ha allargato progressivamente il raggio d’azione, fino a includere discipline come il tiro con l’arco.
L’intesa ha già dato frutti succosi. E la conferma è emersa dagli ultimi Tricolori Indoor Para-Archery: a Novara, dove gli atleti cresciuti grazie a Obiettivo3 hanno dato prova del loro talento e della loro determinazione. Nomi che oggi compongono una squadra, fino a qualche anno fa erano degli aspiranti arcieri alla ricerca di un’occasione: Davide Bettoni e Alessandro Tondello nella categoria Seniores maschile dell’arco olimpico; Christian Seneca, Irene Picci, Letizia Visintini e Gloria Lorenzetti nel Compound Seniores; Riccardo Bruno tra gli Juniores; Francesco Tomaselli e Daila Dameno nella categoria W1 Seniores. Alcuni di questi hanno già vestito la maglia azzurra, partecipato a eventi internazionali e non solo, se consideriamo che Daila Dameno ha raggiunto uno speciale traguardo come quello di vincere la medaglia bronzo mixed team ai Giochi Paralimpici di Parigi 2024.
Ma certi traguardi non sarebbero mai stati raggiunti senza l’instancabile impegno e la professionalità di tecnici come Ezio Luvisetto e Alessandra Mosci. I quali hanno seguito diversi atleti dai primi scocchi fino ai campionati italiani e alla maglia della Nazionale.
Così, mentre il protocollo d’intesa si espande nel tempo, ad ampliarsi è anche la lista di chi trova nello sport un’occasione di crescita. E di scoperta.

Lo sport come rinascita: ai World Transplant Games di Dresda per fare centro

Un atleta capace di trasformare il proprio trapianto in un progetto di speranza e di rinascita. O meglio, in una missione. Protagonista dei World Transplant Games di Newcastle nel 2019, rappresentava l’Italia insieme a un solo altro connazionale. E ha fatto centro: nello sport. Nel tiro con l’arco. E nel simbolico bersaglio della vita. Il riferimento è a Stefano Selva: classe 1973, di Città della Pieve (in provincia di Perugia).
Ma le sfide, per Stefano, sono come le ciliegie: una tira l’altra. E così, il cinquantunenne pluricampione invita tutti i trapiantati che condividono la passione per l’arco olimpico a unirsi alla Nazionale Italiana Trapiantati e Dializzati. L’obiettivo? Portare una rappresentativa azzurra ancor più forte e numerosa ai prossimi World Transplant Games, in programma dal 17 al 24 agosto 2025 a Dresda, in Germania. La competizione rivolta ad atleti che hanno subito un trapianto si svolgerà nello splendido scenario dello Sport Park Ostra: una cornice simbolica di sport e integrazione. “Nel 2019 eravamo solo in due – ricorda Selva – ma ora vogliamo fare di più. Invito chiunque abbia subìto un trapianto, che sia di organo o di midollo e abbia la passione per l’arco, a unirsi a noi”.
Partecipare non è solo un’occasione per competere, ma per dimostrare che una vita attiva è possibile dopo un intervento così rilevante. E a tale proposito, i World Transplant Games rappresentano una piattaforma globale per promuovere la donazione di organi e sensibilizzare il pubblico sull’importanza della solidarietà. Qualsiasi atleta, infatti, gareggia con un duplice scopo: celebrare il proprio ritorno allo sport e rendere omaggio ai donatori che hanno spalancato nuovi orizzonti.
In ogni caso, non manca l’aspetto agonistico. E la competizione di Dresda è particolarmente ambiziosa per l’Italia arcieristica. Perché si punta a schierare una formazione in grado di competere nella gara a squadre. “Sarebbe un grande passo avanti. Perché significherebbe portare l’Italia a un livello ancor più alto, dimostrando che, anche in seguito a un trapianto, si possono raggiungere traguardi significativi”.
Quello di Selva è uno stimolo fondamentale per i trapiantati che vedono nel tiro con l’arco una possibilità di riscatto: “Non importa il livello di esperienza, ciò che conta è la voglia di mettersi in gioco”. In questo senso, il motore è garantito da una realtà come ANED Aps, che offre il supporto necessario per prepararsi al meglio.
Al di là di classifiche e piazzamenti, i World Transplant Games rappresentano un’occasione straordinaria per stringere legami con persone provenienti da ogni parte del mondo, accomunate dalle stesse esperienze di vita: “Partecipare a queste rassegne, significa entrare in una sorta di grande famiglia, in cui ogni medaglia è una vittoria per tutti”.
Per avvicinarsi alla Nazionale Italiana Trapiantati e Dializzati, è possibile contattare l’associazione ANED Aps (02-8057927 e aned.sport@aned-onlus.it).

 

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