arbitrigli arbitri VISTI DAGLI ATLETI…Maria Grazia Pinna – Maria Silvia Falchi

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gli arbitri VISTI DAGLI ATLETI…
di Maria Grazia Pinna – Maria Silvia Falchi

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I giudici di gara hanno intervistato due arcieri azzurri di rango internazionale come Stefano Travisani e Marcella Tonioli, quest’ultima impegnata in più occasioni anche come organizzatrice di eventi federali, per meglio comprendere come viene visto, che tipo di giudizio viene dato e qual è il miglior modo per relazionarsi con un arbitro nel corso di una competizione.

 

Durante il tuo abituale ruolo sul campo di gara, come interagisci con i Giudici?

Stefano Travisani: “In maniera gentile e rispettosa per il ruolo che ricoprono; un ruolo fondamentale per il corretto svolgimento della competizione.”

Marcella Tonioli: “Da atleta chiamo l’arbitro al momento del bisogno su un punto dubbio. Da organizzatrice di competizioni, invece, mi interfaccio con il giudice di gara per eventuali dubbi, e cerco di esaudire tutte le richieste che mi vengono fatte, nel caso ci fossero. Ovviamente sempre rapportandomi con gentilezza e rispetto.”

Quali sono, secondo il tuo punto di vista, le caratteristiche che rendono un Giudice di Gara un bravo Giudice di Gara?

S.T.: “Correttezza, onestà, comprensione e preparazione, anche su quali possano essere le necessità che un atleta con disabilità può avere.”

M.T. : “La conoscenza del regolamento e l’elasticità nell’applicazione dello stesso, oltre all’empatia e la cordialità.”

 

Vista la tua esperienza anche in campo internazionale, quali sono le differenze che hai trovato tra il movimento arbitrale italiano e gli arbitri del resto del mondo?

S.T.: “Viene meno il rapporto ‘umano’ poiché in campo internazionale non vi è modo di poter interagire molto, così come invece avviene in Italia, durante la competizione.”

M.T.: “Generalmente gli arbitri internazionali sono più preparati, soprattutto per quanto riguarda la gestione delle finali, ma ovviamente questo discorso non vale per tutti quanti. Ho visto cose in campo sia nazionale che internazionale che voi umani non potete immaginare…”

 

Cosa suggeriresti ai Giudici di Gara per migliorare il rapporto con figure come la tua e favorire la collaborazione sui campi di gara?

S.T.: “Chiedere semplicemente se abbiamo bisogno di qualcosa, in particolare per far sì che si agevoli lo svolgimento della competizione. Per esempio non far riprendere la gara dopo l’intervallo se l’atleta con disabilità non è tornato in tempo, tenendo presente che ha tempistiche diverse. ”

M.T.: “Per quanto riguarda la mia figura da atleta non ho nulla da dire. Parlando da organizzatrice, cercare per quanto possibile di venire incontro a chi lavora per la gara, e spiegare con garbo se ci sono delle cose da sistemare cercando insieme una soluzione, invece di limitarsi a far notare il problema.” •

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