La Corea del Sud domina il medagliere vincendo tutti gli ori a disposizione. L’Italia non raggiunge il podio: gli azzurri fermati ai quarti dalla Francia, nell’individuale maschile e nel misto sono gli asiatici a estrometterci dalla corsa al podio
Dodici giorni di gare, con l’antipasto delle 72 frecce di ranking round ancora prima della cerimonia di apertura, come spesso accade ai Giochi, e poi dal 28 settembre al 4 agosto la competizione che entra nel vivo con gli scontri a squadre, mixed team e individuali.
La gara olimpica di Parigi è lunga e spettacolare fin dal primo giorno dove a prendersi la scena è sicuramente la coreana Lim Sihyeon che piazza 694 punti nel ranking round, è il nuovo record del mondo, battuto di due lunghezze quello precedente del 2019 di Caheyoung Kang. Alle spalle della neoprimatista del mondo c’è la compagna di squadra Nam Suhyeon con 688 (record mondiale Under 21) mentre in terza piazza si assesta la cinese Yang con 673. Corea del Sud al comando anche al maschile con Kim Woojin a 686 e Kim Je Deok a 682 a occupare le prime due posizioni, terzo il tedesco Florian Unruh con 681. Nel complesso i coreani stabiliscono solo nella prima giornata due primati mondiali senior e junior, oltre a tre primati olimpici: Lim, la squadra maschile e il mixed team. Un avvio che ha subito fatto capire agli avversari che, come da tradizione, erano loro gli avversari da battere per sperare di raggiungere le medaglie.
E gli azzurri? Le 72 frecce a testa degli italiani non sono da incorniciare: Mauro Nespoli è ventesimo con 670 punti, Federico Musolesi è trentaquattresimo con 662 e Alessandro Paoli è trentasettesimo con 658. Meglio fa Chiara Rebagliati, quindicesima con 663 punti, seconda miglior prestazione stagionale per l’unica azzurra qualificata per Parigi. Una gara di qualifica che sicuramente non ha favorito gli accoppiamenti nel tabellone degli scontri diretti per l’Italia.
LA GARA A SQUADRE FEMMINILE – L’arco alle Olimpiadi si ferma per qualche giorno, ma riprende la sua strada subito con le medaglie, è il 28 luglio quando a giocarsi il primo podio olimpico sono le squadre femminili. E qui inizia il dominio coreano con Nam, Lim e Jeon che portano a casa il decimo oro di fila nella gara femminile, soffrendo soprattutto in semifinale, dove l’Olanda non molla un centimetro e porta il team coreano fino allo shoot off dopo essere stata sopra anche 4-2. L’impresa non riesce perché le asiatiche con un 26-23 evitano la clamorosa sconfitta e volano in finale. La sfida per l’oro è la grande classica con la Cina, brava a vincere senza troppi problemi con Indonesia e Messico e a volare alla gara per l’oro contro le coreane per la quarta volta nella storia. Li, Yang e An vanno sotto 4-0, sembra tutto finito ma così non è perché le cinesi recuperano fino al 4-4 e rimandano il verdetto allo spareggio: qui però le coreane ritrovano il giusto feeling con il bersaglio e festeggiano la vittoria con il 29-27 delle ultime tre frecce. Il bronzo va invece al Messico con Vasquez, Ruiz e Valencia che battono 6-2 l’Olanda di Van der Winkel, Roeffen e Schloesser grazie l’accelerazione degli ultimi set dopo il 2-2 delle prime dodici frecce.
LA GARA A SQUADRE MASCHILE – Ventiquattro ore dopo è il turno delle squadre maschili e del ritorno in campo anche degli azzurri con Mauro Nespoli, Federico Musolesi e Alessandro Paoli che iniziano la propria strada con il match al cardiopalma con il Kazakistan (Abdullin, Zhangbyrbay, Yeremenko). L’Italia va subito avanti, poi viene riprese e nel terzo e quarto set la partita corre sui binari della parità, si va così allo shoot off, vinto 28-26. Ai quarti di finale gli avversari sono i padroni di casa della Francia che infiammano le migliaia di spettatori sugli spalti de Les Invalides. Il tifo è tutto per loro e non è solo una questione di puro patriottismo, la Francia infatti ha chiuso seconda le qualifiche e il supporto è forte perché c’è il profumo dell’impresa. Nespoli e compagni provano a spezzarlo, e ci riescono nei primi due set (2-2), poi Chirault, Addis e Valladont prendono il volo e chiudono i conti fino al 6-2 che li aiuta ad arrivare alla finalissima. Proprio in questa sfida ci sono i rimpianti maggiori per gli azzurri che, senza nascondersi, puntavano a ottenere una medaglia con il terzetto, ma non sono riusciti a offrire una prestazione che riuscisse a scalfire la galvanizzazione dei padroni di casa. Sono i transalpini, infatti, l’ultimo ostacolo per la Corea del Sud verso il bis d’oro, che arriva con una prestazione eccellente di Lee Woo Seo, Kim Je Deok e Kim Woojin bravi a non farsi distrarre dalla torcida francese e a chiudere i conti sul 5-1 dopo le vittorie con Giappone 6-0 e Cina 5-1. Primo posto in qualifica, tre match senza lasciare nemmeno un set agli avversari, che si tramutano in un dominio assoluto salutato dai numerosissimi tifosi coreani arrivati in Francia per assistere alle performance delle loro star arcieristiche.
Sul terzo gradino del podio sale la Turchia con Gazoz, Tumer e Yildirmis: i vicecampioni del mondo scrivono nuovamente la storia del proprio paese, perché il 6-2 sulla Cina (Wang, Li, Kao) vale la prima medaglia a squadre di sempre della Turchia alle Olimpiadi, in ogni disciplina.
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Mauro Nespoli: “Siamo partiti bene contro la Francia purtroppo la terza volée ci ha sorpreso, il mio primissimo sette non pensavo andasse così tanto fuori, la seconda freccia ancora a sinistra mi ha destabilizzato e questo ci ha fatto allargare il focus, pensare meno al tiro e al centro del bersaglio e dare più occhio allo stadio per capire se c’era un po’ di aria. L’ultima volée l’abbiamo tirata di nuovo compatti, loro sono stati bravi, ci hanno creduto anche grazie al loro pubblico”.
Federico Musolesi: “È stata una gara molto particolare, arrivare su questo campo fa effetto, avevamo tutto il pubblico a nostro sfavore, ma volevamo riuscire a passare il turno perché credevamo in una medaglia e quindi non siamo contenti. La pressione c’era, però sapevamo che era così, quando sei qui adrenalina e tensione sono diversi rispetto a qualsiasi altra gara. Almeno una medaglia la meritavamo”.
Alessandro Paoli: “Dopo l’ultima freccia di spareggio contro il Kazakistan l’umore era ritornato in alto, la fiducia era buona e infatti siamo partiti bene. Poi c’è stato un attimo di insicurezza nel terzo set. C’è dispiacere anche per quell’ultimo errore, senza il quale potevamo andare allo shoot off, ma non abbiamo rimpianti”.
I PRIMI TURNI ELIMINATORI INDIVIDUALI – L’Olimpiade continua fino al 2 agosto con i primi turni eliminatori individuali che vedono purtroppo uscire di scena tre azzurri su quattro: Alessando Paoli ha la meglio 6-0 con l’arciere del Buthan Lam Dorji 7-3, ma viene fermato nel turno successivo dall’inarrestabile Lee Wooseok (Kor) con un netto 6-0. Subito dopo tocca a Chiara Rebagliati che, prima ha la meglio allo shoot off 6-5 (10-9) sulla malese Ariana Nur Dania Mohamad Zairi, ma poi si arrende 7-3 alla rumena Madalina Amaistroaie, autrice di un’ottima prestazione. Continua invece la corsa di Mauro Nespoli con il doppio successo per 6-0 contro MD Sagor Islam (BAN) e per 6-4 sull’uzbeko Sadikov, che parte fortissimo con due “perfect score”, ma viene rimontato splendidamente dall’azzurro che non molla un colpo, nemmeno dopo essersi ritrovato sullo 0-4. L’1 agosto, dopo il rinvio della sua gara causato dal maltempo, è il turno di Federico Musolesi, vincente 6-4 con lo sloveno Ziga Ravnikar e poi a un passo dall’impresa con il coreano Kim Je Deok: la sfida è lunga ed equilibrata con l’asiatico che riesce a vincere 6-4 solo all’ultimo set.
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Alessandro Paoli: “Sono arrivato sul campo delle finali forse un po’ troppo concentrato a fare il compitino, ho perso un po’ il focus e il tecnico mi ha giustamente ripreso. I risultati a quel punto si sono visti con un 30 e altri 10 già nel primo match, poi mi sono scontrato con il coreano e sai che devi sempre fare dieci, non puoi mai uscire dal giallo perché quando sbagli una freccia gli lasci la strada libera e loro non sbagliano mai. E’ stata la mia prima Olimpiade, l’ho vissuta al meglio, ma ora è il momento di pensare al futuro, so su cosa devo lavorare, quello che c’è da migliorare e da evitare per raggiungere una medaglia olimpica, ci lavoreremo per tutti i prossimi quattro anni”.
Federico Musolesi: “Tornare sul campo delle finali dopo le prove a squadre non è stato semplice perché quella gara non è andata come volevamo. Nel primo scontro ero tranquillo, ho vinto ma non ero contento di come ho tirato anche se l’importante era passare. Nel secondo turno non avevo nulla da perdere contro il coreano e quindi ero ancora più tranquillo, devo farmi i complimenti, ho perso, non è andata, però il mio l’ho fatto perché l’ho messo in difficoltà. Battere un coreano sarebbe stato fantastico così come arrivare agli ottavi, il meteo non ha aiutato, c’era un po’ di vento e un otto è arrivato proprio per quello, non è una giustificazione ma un dato di fatto. L’ultima volée sono partito bene con un 10, poi sull’8 ho proprio visto il mirino spostarsi con il vento. Ho chiuso comunque la mia Olimpiade con un altro 10 e questo è di buon auspicio. Sicuramente non è un punto d’arrivo ma un trampolino di lancio, però dobbiamo lavorare tanto perché il livello si è alzato in maniera spropositata, abbiamo quattro anni per prepararci, anzi tre, per la qualificazione a Los Angeles, io già ci penso anche perché voglio portare a casa almeno una medaglia”.
LA GARA MIXED TEAM – Il 2 agosto si torna in campo per le medaglie, nello specifico per quelle del mixed team e in campo per l’Italia scendono Chiara Rebagliati e Mauro Nespoli, sicuramente non aiutati dal tabellone. La prima sfida è infatti contro la Francia e questa volta gli azzurri danno un dispiacere al folto pubblico sulle tribune, entrambi sono perfetti e vincono 6-0 contro Addis e Barbelin. Il problema è che, superato questo scoglio, ai quarti c’è la Corea del Sud. Rebagliati e Nespoli approfittano nel primo set di qualche sbavatura avversaria per volare sul 2-0, poi però Lim Sihyeon e Kim Woojin alzano i giri del motore e chiudono la gara sul 6-2: per loro è l’inizio della corsa verso il titolo che arriva in finale con il 6-0 sulla Germania. Florian Unruh e Michelle Kroppen possono solo applaudire i maestri coreani che completano così l’en plein nelle gare a squadre. Il bronzo va al collo degli Stati Uniti con Kaufhold e Ellison che battono l’India (Bakhat-Bommadevara) 6-2.
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Mauro Nespoli: “Ci abbiamo creduto dall’inizio alla fine, il fatto di essere passati in vantaggio ci aveva dato un pochino di fiducia, contro la Corea del Sud però non puoi mai abbassare la guardia. Purtroppo, nel terzo set abbiamo avuto qualche imprecisione che loro hanno sfruttato, poi nel quarto sono stati perfetti. Con la Corea bisogna tirare al meglio, ci abbiamo provato, questo giro però è stato il loro”.
Chiara Rebagliati: “Credo che abbiamo tirato bene, nella prima volée si è visto, poi c’è stato qualche errorino che loro non permettono. Non siamo partiti con il timore reverenziale nei confronti della Corea ed è stato un bel segnale. Sicuramente questa Olimpiade per me è stata meglio di quella di Tokyo, questo ultimo match mi ha fatto capire che sono cresciuta e che c’è ancora tanta voglia di lavorare per raggiungere risultati importanti”.
Il tecnico degli azzurri Matteo Bisiani: “Partire senza la paura di incontrare i padroni di casa o la Corea del Sud è sicuramente una cosa buona, ci sono stati degli errorini ma i ragazzi sono sempre rientrati subito in linea con i loro punteggi e questa è una dimostrazione di forza. Purtroppo ci siamo fermati ai quarti. La Corea del Sud non ti lascia scampo, sono partiti nel primo set con una rosata molto aperta, poi si sono ridati la carica e forse gli serve proprio questo per dare una sferzata al match. Non siamo troppo lontani dalle prestazioni della Corea, loro sono un gradino più su rispetto agli altri, ma quando entri nelle prime otto quasi ci si equivale, una volta si vince, una volta si perde, ma il percorso è stato buono. Probabilmente in futuro sarà sempre più difficile perché tutte le Nazioni stanno andando nella stessa direzione e questo è stimolo, oggi purtroppo siamo usciti ma a testa alta perché esserci e giocarsela a questo livello è già molto”.
LA GARA FEMMINILE INDIVIDUALE – È l’antipasto del gran finale olimpico con le ultime sfide individuali. Si parte con le donne il 3 agosto e la Corea del Sud anche qui non sbaglia un colpo: la finale è tutta coreana con Lim Shiyeon che completa l’opera di una gara condotta dall’inizio alla fine, partita con il record del mondo e conclusa con la vittoria contro la compagna di squadra Nam Suyheon 7-3. È il terzo oro al collo per lei e il rischio di vedere un podio tutto coreano è reale fino alla finale per il bronzo, dove è la padrona di casa Lisa Barbelin a spezzare il sogno delle asiatiche. La padrona di casa lotta e batte Jeon Hungyong 6-4 facendo impazzire di gioia l’Invalides. Lim Sihyeon è la quarta campionessa olimpica di fila per la Corea del Sud, la decima nelle ultime undici edizioni con il solo successo di Pechino 2008 di Zhang a interrompere la striscia coreana.
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Chiara Rebagliati: “Nel primo match sono partita sottotono, ci ho messo le prime due volée per ritrovare il giusto mirino, sono riuscita ad arrivare allo shoot off con un gran dieci, sono contenta di come è andata. Nella seconda sfida l’avversaria è stata molto forte, io ho fatto un po’ di fatica a ritrovare il centro, sicuramente qualche folata di vento mi ha portato a fare qualche errore. Il tiro però c’era, mi aspettavo qualche freccia in più nel giallo, va comunque detto che lei non ha lasciato molto margine. L’intento era quello di andare avanti il più possibile purtroppo però così non è andata”.
LA GARA INDIVIDUALE MASCHILE – Il 4 agosto si chiudono le Olimpiadi e il mondo del tiro con l’arco applaude ancora una volta il coreano Kim Woojin che vince l’oro, anche per lui il terzo a Parigi, e riporta la Corea sul tetto del mondo olimpico dopo che nel 2021 Mete Gazoz si era infilato nell’albo d’oro composto nelle precedenti due edizioni con vittorie di Ku Bonchan e Oh Jin Hyek. Troppi otto anni senza esultare ma per Kim Wojin l’oro non è per niente una passeggiata, soprattutto in finale dove il match è epocale. Davanti al coreano si pone infatti il monumento dell’arcieria mondiale Brady Ellison a cui manca solo l’oro olimpico per completare un palmares più unico che raro e prendersi la rivincita dopo l’argento a squadre di Londra, il bronzo individuale di Rio e il bronzo nel misto a Parigi ancora caldo. La finalissima è uno spot per il tiro con l’arco, Ellison va avanti due volte ma viene ripreso in entrambe le occasioni, si va al quinto set e la battaglia si fa durissima, entrambi gli arcieri lasciano l’Invalides di stucco piazzando tre 10 a testa, rimandando il verdetto olimpico allo shoot off. La tensione sale, sullo splendido campo francese tutti trattengono il fiato, partono le due frecce ed è di nuovo 10, entrambi di riga, ma quella di Kim Woojin è più vicina al centro di un paio di millimetri e vale l’oro. Il coreano esulta, l’americano si prende con gran sportività il secondo podio consecutivo e a vincere nel complesso è il tiro con l’arco, che ha regalato uno spettacolo unico.
Il bronzo va invece a Lee Wooseok con il 6-0 su Florian Unruh, il coreano è il giustiziere dei sogni azzurri di medaglia, perché nell’ultima giornata di gare c’è anche Mauro Nespoli sulla linea di tiro a giocarsi l’ennesimo podio della carriera: l’aviere di Voghera batte 6-2 il vicecampione mondiale Peters (Can) e poi si trova ai quarti, alle porte delle finali, proprio contro Lee Wooseok. Nespoli parte meglio e va sul 2-0, poi lotta e pareggia i successivi due set 29-29, la sfida è alla pari, il 4-4 arriva con il 30-29 in favore del coreano al quarto set, il quinto diventa decisivo e l’olimpionico lombardo si arrende di un solo punto, 29-28: la terza freccia del suo avversario colpisce la riga e quei pochi millimetri non gli permettono di guadagnarsi nemmeno lo spareggio, mettendo fine alla sua avventura a Parigi e quella di tutta la Nazionale italiana.
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Mauro Nespoli: “Non c’è stata differenza con Lee Wooseok, ho tirato molto bene, ma non sono contento di tornare a casa con questa sconfitta, perché il match è stato equilibrato. Nell’ultimo set ho scelto di mirare verso sinistra dopo aver valutato il vento, è stato un nove così come la seconda freccia, mentre la terza ho cercato di ritrovare il centro ma senza arrivare al 10. Sono contento di come ho tirato, è stata una bellissima esperienza che purtroppo finisce a un passo dalle sfide per le medaglie”. L’azzurro ha parlato poi delle insidie portate dal campo di gara: “C’erano due tribune molto alte sui lati, alle spalle no, ogni tanto sentivi aria addosso ma non sul bersaglio e viceversa, questo ha distratto un pochino e poi c’è chi ha saputo gestire meglio e chi peggio questa situazione. Mi dispiace per come è andata, anche guardando i punteggi degli altri match dei quarti di finale: c’è sicuramente chi ha tirato peggio di me in termini di punti, me la sarei probabilmente giocata in semifinale. Purtroppo nel ranking round ho avuto qualche passaggio a vuoto e questo mi ha portato nel lato del tabellone con i due coreani più forti. Potevo fare meglio in quella circostanza, ma c’è stata anche un po’ di sfortuna”.
I coreani sono irraggiungibili? “In Corea del Sud lo sport è molto importante fin dalle scuole, poi si differenziano tra le varie discipline, hanno un bacino enorme, hanno investito sulla formazione dei tecnici e i risultati arrivano. Noi abbiamo avuto i nostri anni d’oro e forse ci siamo un po’ seduti sugli allori, stiamo recuperando con alcuni ragazzi giovani con margini di crescita e poi bisogna puntare sull’attività di base, che è fondamentale per crescere ulteriormente”.
Sul futuro dice: “Ora ho bisogno di recuperare, questo triennio è stato molto impegnativo, ho speso tanto, farò le analisi opportune, di sicuro non chiudo con Parigi, ma se arriverò fino a Los Angeles 2028 lo saprà il tempo, non posso dirlo con certezza adesso. Il bilancio per il gruppo in generale è positivo, la squadra è giovane, a casa ci sono atleti ancora più giovani che stanno crescendo bene, ci è mancata un po’ di freddezza in qualche occasione, a partire dalla qualifica. Ovviamente non siamo soddisfatti del risultato finale, volevamo una medaglia e bisognerà lavorare tanto perché il livello a cui eravamo abituati non è più sufficiente. Bisogna tornare ad avere la fame di risultati, probabilmente dopo la striscia positiva fino a Londra questa è venuta un po’ a mancare, mentre gli altri sono cresciuti tantissimo e forse le due medaglie individuali di Tokyo ci hanno dato l’illusione che la strada fosse corretta, ma credo che sia il risultato a squadre che possa dare il vero polso della situazione e purtroppo non arrivano medaglie a squadre dal 2012, questo deve farci riflettere per puntare più in alto in futuro”.
All’Esplanade des Invalides è la Corea del Sud la grande protagonista delle gare arcieristiche. Gli asiatici vincono il medagliere portandosi a casa tutti e 5 gli ori a disposizione, aggiungendo anche un argento e un bronzo per completare un capolavoro da 7 podi. Al secondo posto gli USA e i padroni di casa della Francia con 1 argento e 1 bronzo, seguono al quarto posto Cina e Germania con un argento ciascuno e infine Turchia e Messico, entrambe con 1 bronzo.
Quaranta medaglie (12 ori, 13 argenti, 15 bronzi) come a Tokyo 2020, ma con due ori (12 a 10) e tre argenti (13 a 10) in più. I Giochi Olimpici di Parigi 2024 si chiudono con numeri da record per l’Italia Team, capace di migliorare ancora il primato fatto segnare tre anni fa, nell’ultima edizione olimpica disputata in Giappone, considerando anche il primo posto nella classifica dei quarti posti che, nel complesso, sono stati 20.
Nel medagliere generale dei Giochi Olimpici l’Italia si è classificata al 9° posto. Sul primo gradino del podio gli USA con 126 podi (40 ori, 44 argenti, 42 bronzi), seconda la Cina con 40 ori, 27 argenti e 24 bronzi, terzo il Giappone con 20 ori, 12 argenti e 13 bronzi. L’Australia è quinta (18 ori, 19 argenti, 16 bronzi) e i padroni di casa della Francia quinti (16 ori, 26 argenti, 22 bronzi). A seguire, prima degli azzurri, ci sono l’Olanda (15 ori, 7 argenti, 12 bronzi), la Gran Bretagna (14 ori, 22 argenti, 29 bronzi) e la Corea del Sud (13 ori, 9 argenti, 10 bronzi), per la quale pesano tantissimo i 5 primi posti conquistati nel tiro con l’arco.
Giorgio Botto: “I Giochi Olimpici sono stati molto emozionanti e faticosi. Nel complesso soddisfacenti anche se non sono arrivate le medaglie. I ragazzi erano preparati e pronti. Il livello della gara è stato molto alto, chi è sceso in campo ha dato il massimo, ma gli avversari in alcune circostanze si sono dimostrati più forti e bisogna accettarlo. Siamo soddisfatti come staff tecnico e ringrazio per il loro impegno e il loro lavoro i tecnici Matteo Bisiani e Amedeo Tonelli, lo psicologo Manolo Cattari, il fisioterapista Francesco Berardi e il preparatore atletico Jacopo Cimmarrusti. Spero sia lo stesso anche per la Federazione e per i tifosi. La Corea del Sud si è confermata la squadra da battere? Sapevamo che avevano i favori del pronostico e si sono confermati sul campo vincendo l’oro in tutte le competizioni e non solo, però non credo siano imbattibili. Non li vedo irraggiungibili, anche se per arrivare al loro livello bisogna lavorare ancora meglio”.
Il Direttore Tecnico azzurro, concluse le Paralimpiadi, ha commentato anche i risultati di Elisabetta Mijno, atleta che ha cresciuto arcieristicamente con la maglia degli Arcieri delle Alpi, per poi guardare più in generale al futuro dell’Italia: “La seguo da sempre, è bravissima e fortissima. Con lei non c’è più solamente un rapporto tecnico-atleta, è un’amica, per questo sono andato a Parigi per vederla nella gara individuale, volevo condividere con lei questa emozione e ci sono riuscito, visto che ha conquistato il bronzo individuale. L’oro nel misto è stata poi la ciliegina sulla torta, che meritava. Elisabetta in questi anni è stata convocata nei raduni e nelle gare internazionali con la Nazionale Olimpica solamente per meriti, grazie ai risultati che ha ottenuto. Los Angeles 2028? Progetti familiari, carriera lavorativa e competitività in ambito internazionale ci diranno fin dove potrà arrivare Elisabetta ma, tornando ai Gruppi Nazionali e al futuro, ricordiamoci che ci sono tanti giovani che stanno crescendo dimostrandosi competitivi. Sicuramente c’è da aggiustare qualcosa, bisogna arrivare agli appuntamenti internazionali rilevanti ancora più consapevoli delle nostre possibilità e seguendo questa strada, con la crescita delle nuove leve, possiamo puntare ad essere competitivi nel prossimo quadriennio”.
I RISULTATI
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