settore giovanile compoundLA FENICE RISORGEFlavio Valesella – Direttore Tecnico Settore Compound

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LA FENICE RISORGE
di Flavio Valesella – Direttore Tecnico Settore Compound

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La nascita e lo sviluppo del progetto giovanile della Federazione rivolto alla crescita quantitativa e qualitativa del settore compound, attraverso un lavoro svolto sul territorio con i giovani atleti e i tecnici personali

Il Progetto “La Fenice”, nacque due anni fa quando il consigliere federale Vittorio Polidori chiese il mio consiglio per implementare i numeri del panorama compound giovanile, numeri duramente colpiti dalla pandemia, ma che già da prima contavano su un più che timido vivaio e ricambio.
Attorno ad un tavolo e a mente lucida abbiamo valutato i vari interventi necessari, a partire dai regolamenti, all’approccio con i tecnici personali e alle necessità delle Società, alle differenze e difficoltà dei vari territori regionali, fino ad arrivare agli atleti.
La prima versione del progetto fu approvata dal Consiglio Federale e partì, un po’ in sordina e non senza timori da parte mia che pensavo a quante volte negli anni passati ci fossimo trovati ad operare con ragazzi alle prime frecce, escludendo ogni possibile intervento tecnico. Oppure ragazzi già formati ma troppo avanti con l’età, consumando tempo e risorse senza ottenerne un reale e concreto beneficio per il movimento di base. L’inizio, come detto in precedenza, fu lento e contavamo numeri molto ridotti, nell’attesa che le varie modifiche ai regolamenti, come dare la possibilità ai giovanissimi compound di gareggiare, la riduzione di distanza e il cambio targa per la categoria ragazzi, cominciassero a mettere radici e dare i loro frutti.
Il primo anno vide l’organizzazione di due raduni zonali a Rovereto e a Latina assieme ai tecnici Stefano Mazzi e Andrea Falcinelli, per poi convocare gli stessi ragazzi in concomitanza del raduno della Nazionale Giovanile a Grosseto in preparazione del Campionato Europeo.
Proprio in quelle occasioni emerse la bontà e potenza del progetto che, seppure in fase di sviluppo, stava regalando alla nazionale giovanile compound forze fresche destinate poi a diventare in seguito punti fermi nelle rose dei convocati. In quell’occasione si univa allo staff per la prima volta anche il coach Francesco Gogioso.
Improvvisamente ci accorgemmo che le cose erano cambiate quando, ai campionati Italiani Targa del 2023, le linee di tiro contavano su numeri promettenti, considerando che, a differenza del passato, dietro ai qualificati c’erano in ranking molti altri ragazzi non riusciti ad entrare nei pochi posti disponibili. Fu chiaro a tutti che le cose dovevano necessariamente cambiare.
Il fitto e stretto calendario del 2024 non facilitò l’organizzazione e, anche se delusi dalla notizia dello sfumato ingresso della divisione compound nel programma olimpico di Los Angeles 2028, possibilità momentaneamente accantonata, ci siamo rimboccati le maniche e abbiamo riorganizzato l’intero settore.
Mentre la Nazionale Giovanile apriva per la prima volta le porte ai tecnici personali, col primo incontro alla Scuola dello Sport a Roma, si cominciavano a riformare anche le regole per gli incontri futuri del progetto “La Fenice”.
I numeri erano diventati troppo alti per essere accorpati in soli due o tre raduni e, anche se non sarebbe stato facile, avremmo dovuto provare a visionare più atleti possibile. Il censimento fatto da me e Francesco portava alla luce circa 150 arcieri giovanili che avevano gareggiato nelle discipline indoor e targa nel 2024: da lì siamo partiti.
Abbiamo diviso le Regioni in macro zone e così, sempre con la supervisione e l’aiuto di Vittorio, col prezioso sostegno dei Comitati Regionali, dei tecnici personali e dei genitori dei ragazzi, ha ripreso vita anche il progetto territoriale, non più fine a se stesso, ma anticamera e trampolino di lancio per il progetto.
Purtroppo, lo scarso tempo a disposizione ha imposto una scrematura ed è stato necessario scegliere dei criteri, viste anche le diversità di prestazione e numeri nelle diverse zone. Abbiamo studiato la situazione di ogni arciere valutandone l’età, i punteggi, la quantità di gare e in ultima analisi abbiamo voluto garantire, oltre tutti questi aspetti, la rappresentanza dei comitati senza escludere a priori regioni con atleti ancora arceristicamente in via di formazione. La finalità, infatti, di questo gran tour per il paese è, oltre che osservare i tiratori finora valutati solo dai puri dati statistici, anche portare supporto dove necessario e creare un ponte con i tecnici che lavoreranno poi nelle società e nelle regioni.
Il programma del 2024 troverà il suo espletamento dopo il mese di settembre quando, concluso l’ultimo incontro, si tireranno le somme e dei circa 140 ragazzi visionati, ne verranno selezionati 30/35, i quali verranno convocati in uno o più raduni – tenendo presenti collocazione e logistica – non più mirati all’osservazione e alla correzione di passaggi tecnici, ma all’inizio di un vero e proprio lavoro impegnativo che, speriamo, porti i giovani ad acquisire competenze e abilità che permettano loro di aprirsi la strada nei Gruppi Nazionali Giovanili e in futuro ai gruppi senior.

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