europei para-archery – romaIL PALCOSCENICO DI OSTIA ANTICA OFFRE STORIA E...

europei para-archery – roma
IL PALCOSCENICO DI OSTIA ANTICA OFFRE STORIA E VITTORIE
di Marco D’Incà– Foto Fausto Ercoli

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L’Italia conquista 13 medaglie nella rassegna continentale di Roma. Da brividi le finali disputate per la prima volta in un luogo iconico e meraviglioso come il Parco Archelogico di Ostia. Mijno e Piran si confermano campioni d’Europa

Vecchio continente, nuove emozioni. La Nazionale italiana Para-Archery manda in archivio i Campionati Europei Para-Archery di Roma con tredici medaglie: due d’oro, tre di bronzo. E ben otto d’argento: il metallo dominante di una competizione le cui finali sono andate in scena nel maestoso scenario del Parco Archeologico di Ostia Antica, con diretta trasmessa dalla Rai in uno scenario da favola, mentre le fasi di qualifica e le eliminatorie sono state disputate nel Centro Polifunzionale della Polizia di Stato a Spinaceto. E se Elisabetta Mijno e Daniele Piran riconfermano il titolo continentale, e individuale, nell’arco olimpico e tra i Visually Impaired, nella classifica generale l’Italia si piazza in terza posizione, alle spalle di una eccellente Turchia e della Repubblica Ceca.

IN CIMA ALL’EUROPA – Entrando nel dettaglio, Elisabetta Mijno, già vincitrice dell’oro a Roma 2022 e Rotterdam 2023, consolida la sua posizione di vertice nell’arco olimpico femminile, conquistando l’oro con una vittoria schiacciante sulla polacca Milena Olszewska: 7-1 il punteggio. Già dominatrice nella fase di qualificazione, Mijno mantiene saldo il controllo per l’intera finale: dopo il 27-24 iniziale e la parità a quota 27, maturano due parziali vincenti (27-22, 27-25). Ed Elisabetta si conferma sul gradino più alto del podio. Daniele Piran, invece, difende con successo il titolo continentale nella categoria VI 2/3. Il suo match contro lo spagnolo Adrian Orjales Vidal si rivela combattuto ed elettrizzante dall’inizio alla fine. Tanto è vero che termina allo shoot off. A questo proposito, entrambi gli arcieri piazzano le frecce sul 7, ma quella di Piran è più vicina al centro. E vale il metallo più prezioso. In seguito a un ottimo avvio (21-18), Piran viene raggiunto dal suo avversario (24-22), mantiene un buon equilibrio nel terzo parziale (22-22) e prevale nel quarto (27-21), prima del trionfo allo spareggio.

ONDATA D’ARGENTO – L’argento è un comune denominatore per molti azzurri. Nel settore olimpico femminile a squadre, Elisabetta Mijno e Vincenza Petrilli escono sconfitte allo shoot off contro la Turchia: 5-4. La sfida si sviluppa sul filo: basti pensare che il duo formato da Ergoglu e Sengul si porta in vantaggio due volte, ma le italiane riescono a ricucire lo strappo. E a recuperare in entrambe le occasioni, portando la gara alle frecce di spareggio. L’ultima parola, però, spetta alle turche.
Nella prova a squadre maschile, invece, Stefano Travisani e Davide Bettoni vengono piegati dalla Gran Bretagna per 5-1. Phillips e Radigan prendono subito il comando: scattano con un secco 4-0 dai blocchi di partenza (37-35 e 37-36). E la spuntano.
Per quanto riguarda il compound femminile a squadre, Eleonora Sarti e Maria Andrea Virgilio sono costrette a cedere a Cure e Yorulmaz: 152-147. La competizione è serrata nei primi due set (con un doppio 38-35: all’attivo e al passivo), ma le turche prendono poi il largo vincendo i successivi due parziali (39-37 e 40-37). Eleonora Sarti ottiene quindi un altro argento nel mixed team, insieme a Matteo Bonacina, fermandosi davanti alla coppia Cure-Korkmaz: 150-155. I turchi si aggiudicano le prime due volée (38-36) e mantengono il vantaggio fino alla linea del traguardo. Sarti completerà il suo tris di medaglie: nell’individuale, è seconda solo a un’infallibile Oznur Cure, abile a piazzare la freccia ripetutamente sul 10.
Pure la coppia formata da Matteo Bonacina e Giampaolo Cancelli conclude il suo percorso continentale al secondo posto, dietro alla sola Slovacchia di Doric e Pavlik. Dopo un avvio equilibrato (38-38), gli azzurri sorpassano (38-35), ma non riescono a tenere il vantaggio e prestano al fianco alla rimonta avversaria. Fatale il “redde rationem” allo shoot off, nel quale gli slovacchi confezionano due 10 contro un 9 e un 10 italiani: 149-149 (20-19).
Argento, infine, per la coppia femminile Dalia Dameno e Asia Pellizzari: nel W1, si arrendono alla Repubblica Ceca (Brandtlova-Musilova) per 140-129, mentre Maurizio Panella e Paolo Tonon non riescono a completare la rimonta contro la Turchia (Aydin, Hekimoglu) e portano a otto il conto delle volte in cui la Nazionale italiana ha raggiunto la piazza d’onore.

UN TRIS DI BRONZO – Doppia medaglia di bronzo, nel giro di poche ore, per Asia Pellizzari. Nel W1, la ventiduenne originaria di Riva del Garda travolge la britannica Victoria Kingstone 129-113. La sfida decisiva, in realtà è un monologo, se è vero che, una volta scoccate le prime sei frecce, Asia ha già dodici punti di vantaggio (29-21, 27-23) sull’avversaria. La quale proverà a tornare in linea di galleggiamento, nel terzo e quinto parziale (25-24 e 24-23), ma l’azzurra fa suo il quarto round (26-20) e chiude ogni discorso. Pellizzari concede poi il bis insieme a Maurizio Panella, grazie al successo nel duello contro la Gran Bretagna (c’è ancora Kingstone, oltre a Saych) nel mixed team: 137-126 il punteggio, frutto di una bella rimonta. Perché il duo italiano cede il primo parziale 34-31, ma il resto del match si colora d’azzurro: 35-32, 35-29 e 36-31. Bronzo pure Matteo Panariello nella categoria Visually Impaired 1. Il livornese è il padrone del confronto con Jordi Casellas Albiol di Andorra, tanto da vincere tutti e tre i set (20-7, 23-12 e 16-6). A testimonianza non solo delle qualità tecniche di Matteo, ma anche della sua capacità di mantenere elevata la concentrazione sotto pressione.

VERSO PARIGI – La Nazionale italiana Para-Archery si conferma quindi in salute e pronta ad affrontare le prossime Paralimpiadi di Parigi. Al di là del medagliere, dagli Europei è arrivata l’ennesima conferma che lo spirito di gruppo e la coesione tra gli arcieri rappresentano i reali valori aggiunti di una Nazionale desiderosa di alzare ulteriormente l’asticella.
Sul versante organizzativo, invece, il COL è riuscito a far strabuzzare gli occhi a tutti i partecipanti. Mai prima d’ora il Parco Archeologico di Ostia Antica aveva infatti ospitato una manifestazione sportiva internazionale: un palcoscenico d’eccezione per i migliori arcieri d’Europa. Un luogo di gara che, oltre a galvanizzare i partecipanti, ha goduto di una visibilità meritata grazie alla diretta delle finali per l’oro trasmesse dalla Rai. Il comitato organizzatore, dopo i successi della Youth Cup 2015, della finale di Coppa del Mondo del 2017, delle edizioni 2018 e 2019 del Roma Archery Trophy e del doppio europeo paralimpico del 2022 e 2024, sta già lavorando per mettere sul tavolo da gioco un tris per il 2025, con una tappa della para-archery cup. Ancora una volta lo farà contando sul supporto dei Corpi Militari e Civili dello Stato per la logistica e sulla disponibilità di Roma Capitale che si è prodigata con l’assessore Alessandro Onorato e la Direzione del Parco Archeologico per fornire questo luogo di gara a dir poco iconico.

 

 

 

 

 

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Piran e il terzo titolo europeo di fila: “Magico e indimenticabile”

Daniele Piran cala un tris d’autore. Dopo essere salito sul tetto d’Europa nel 2022, l’arciere vicentino si è ripetuto lo scorso anno. E ora anche nella massima rassegna continentale di Roma: “È un titolo davvero speciale, non lo nascondo. Prima di tutto perché è arrivato in Italia, poi perché è il terzo di fila. Sentire l’inno di Mameli è sempre un’emozione indescrivibile. E, per di più, in un contesto da brividi: già nel 2022, è stato magico conquistare l’oro nello Stadio dei Marmi. E a Ostia, tra le rovine romane, ancor di più: uno spettacolo che non dimenticherò mai”.
Il sacrificio e l’impegno profusi negli ultimi mesi hanno dato i frutti sperati: “Un simile traguardo è il risultato di tanti, tanti allenamenti. A fare la differenza, inoltre, sono state la convinzione, la voglia di vincere e la forza che sentivo dentro. Ci ho sempre creduto, fino in fondo. Anche se non va mai dimenticato quel pizzico di fortuna che è sempre necessario per vincere. Il titolo, infatti, è arrivato per pochissimo”. A tale proposito, la finale con lo spagnolo Adrian Orjales Vidal si è rivelata poco adatta ai deboli di cuore: “In realtà, almeno inizialmente, non ho tirato benissimo. Non mi sentivo in gran forma. Alla lunga sono poi riuscito a emergere da una situazione non semplice: allo shoot off, al termine di un lungo equilibrio”. Il veneto riavvolge il nastro: “In generale, se ripenso al mio primo Europeo, il livello degli avversari si è alzato di parecchio. E questo mi rende ancor più soddisfatto della medaglia d’oro”.
Piran intende proseguire su questo trend: “Continuerò ad allenarmi per ottenere i migliori risultati. In questo senso, spero di vincere un Mondiale, che ancora manca nel mio palmares. Per quanto riguarda la Paralimpiade, invece, lo sappiamo: la categoria Visually Impaired non è stata ancora inserita nel circuito. E, di conseguenza, i Giochi Paralimpici sono destinati a rimanere un sogno. Ma, in fondo, anche una speranza”.
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