Nella gara internazionale valida per il World Ranking, ultima test internazionale prima di Parigi 2024, l’Italia ottiene due podi grazie alle azzurre del W1. Ottimi i risultati azzurri nella classifica della Para-Archery Cup
Dalla Repubblica Ceca, la Nazionale italiana Para-Archery torna con due medaglie e diverse indicazioni in più, anche rispetto a quanto c’è da rivedere o migliorare, in ottica Giochi Paralimpici. Due medaglie ottenute nel W1 e fatte dello stesso materiale: impegno, abnegazione, passione, oltre ovviamente alle indiscutibili qualità tecniche. E divise da trentatré anni. Perché da un lato c’è l’esperienza di Daila Dameno, che grazie al tiro con l’arco sta vivendo una seconda, anzi, una terza vita sportiva; dall’altro c’è la freschezza della non ancora ventitreenne Asia Pellizzari. La quale, alla European Para-Archery Cup di Nove Mesto, riesce a mettersi l’oro al collo, al termine di un percorso esaltante. E di una finale impeccabile contro la coreana Kim Ok Geum, piegata 132-123. Asia ha subito un approccio felice al confronto (26-25 e 27-24) e, nel terzo set, dimostra di avere la necessaria freddezza per sfruttare un errore dell’avversaria, far lievitare il vantaggio a dodici lunghezze. E, di fatto, ipotecare la sfida.
Sempre nel W1, grande soddisfazione per Daila Dameno, abile ad aggiudicarsi la sfida per il bronzo (135-129), al cospetto dell’arciera di casa, Sarka Pultar Musilova: il 135-129, da consegnare agli archivi, è frutto di una prestazione molto solida. E confermata dal fatto che Daila ha messo la propria impronta su quattro dei cinque parziali (28-26, 27-25, 24-26, 28-26 e 28-26). Podio soltanto sfiorato, invece, nell’arco olimpico, con Vincenza Petrilli costretta a cedere alla greca Dorothea Poimenidou 7-1. Dopo un avvio in salita (23-26), Enza obbliga al pareggio un’avversaria in grande spolvero, nel secondo parziale (27-27). Nel finale, però, Poimenidou non sbaglia più nulla e conquista la terza piazza.
All’asciutto di medaglie anche il resto della spedizione italiana. A cominciare dall’arco olimpico, in cui tutti gli azzurri vengono eliminai ai sedicesimi: Stefano Travisani da Ivan (Slovacchia), Alessandro Tondello da Arab Ameri (Iran) e Davide Bettoni da Tseng (Taipei). Semaforo rosso, inoltre, per Veronica Floreno. Dopo aver superato di slancio Abdullayeva (Aze) 6-0 e Sternfeld (Usa) 6-2, la “gazzella” di Erice esce di scena agli ottavi per mano della solita Poimenidou: l’arciera greca, infatti, ha la meglio 7-3.
Per quanto riguarda il compound maschile, Matteo Bonacina fa suo il derby italiano ai sedicesimi con Christian Seneca 140-137, ma nulla può, al turno successivo, contro il portacolori di Taipei: Wu, abile a spuntarla 141-142. A livello femminile, Giulia Pesci non dà scampo alla cilena Zuniga (136-132), ma trova nella coreana Choi (131-143) un ostacolo insormontabile.
E le altre azzurre? Salutano al primo turno: Irene Picci contro la polacca Markitantova (136-142), Eleonora Sarti con la francese Rigault Chupin (138-139) e Maria Andrea Virgilio con la brasiliana Gogel (136-138).
Ottavi fatali pure nel W1: in particolare per Paolo Tonon, battuto dal britannico Saych (124-126) e Maurizio Panella, sconfitto dal creano Park (127-133).
I RISULTATI A SQUADRE – Azzurri giù dal podio pure nelle competizioni a squadre. Anche se, nel mixed team, la medaglia non arriva davvero per pochissimo. E la finalina per il bronzo sorride alla Repubblica Ceca: 144-128. In avvio, Daila Dameno e Paolo Tonon non riescono a tenere il ritmo degli avversari Pultar Musilova e Drahoninsky. E il primo set (35-26) indirizza subito il duello sul binario dei padroni di casa.
Ininfluenti ai fini del medagliere per Nazioni, ma utili a fornire spunti, in sede di preparazione ai prossimi appuntamenti, sono state le finali per l’oro che hanno coinvolto le due coppie azzurre (maschile e femminile).
La Cina, però, è riuscita a primeggiare sia in ambito maschile (su Maurizio Panella e Paolo Tonon, piegati 147-132 da Zhang e Han), sia femminile, con Dalia Dameno e Asia Pellizzari vicinissime (132-130), ma non abbastanza a Chen e Lui. Nel doppio olimpico, Davide Bettoni e Stefano Travisani liquidano la Slovenia (6-2), ma non l’Indonesia (Kholidin, Setiawan), che ha la meglio allo shoot off 5-4 (18-16). E lo spareggio è beffardo pure per la coppia formata dalle “Veroniche”: Floreno e Petrilli, sconfitte 5-4 (14*-14), nel testa a testa contro gli Stati Uniti (Caesar, Sternfeld). Nulla da fare nemmeno nel compound con Bonacina-Seneca e Sarti-Virgilio. Ma nel cielo di Nove Mesto brillano le medaglie, e i sorrisi, di Asia e Daila, mentre si confermano temibili avversarie in ottima forma, in vista di Parigi, la Cina, l’India e l’Indonesia che mettono in bacheca rispettivamente 7, 9 e 2 podi.
Il World Ranking Tournament di Nove Mesto, oltre ad essere stato l’ultimo test internazionale probante in vista dei Giochi Paralimpici, rappresentava anche la seconda e ultima tappa del circuito della European Para-Archery Cup che, nell’anno olimpico, non prevede un terzo appuntamento finale come nelle precedenti stagioni.
I punteggi di questa manifestazione sono stati infatti sommati a quelli ottenuti in occasione degli Europei di Roma e da qui sono state stilate le classifiche conclusive che, per quanto riguarda il mixed team, hanno visto l’Italia vincere l’oro nel compound e nell’arco olimpico, oltre all’argento nel W1 dove si è invece imposta la Repubblica Ceca.
Gli altri podi azzurri: Matteo Bonacina bronzo nel compound, Stefano Travisani argento nel ricurvo, così come Eleonora Sarti nel compound. Asia Pellizzari e Daila Dameno rispettivamente bronzo e quarto posto nel W1 e, a chiudere, l’oro di Elisabetta Mijno nell’arco olimpico.







