Italia grande protagonista in Polonia: 2 ori, 1 argento e 3 bronzi valgono il primo posto nel medagliere, oltre al pass femminile per Parigi 2024 arrivato grazie a Chiara Rebagliati
Primo posto nel medagliere per Nazioni, sei medaglie con 2 ori, 1 argento e 3 bronzi e il pass olimpico femminile individuale conquistato. L’Italia torna da Cracovia e dai Giochi Europei con una valigia piena zeppa di soddisfazioni dando un corposo contributo alle 100 medaglie che hanno portato l’Italia Team in cima al medagliere della manifestazione.
L’unico neo è la mancata qualificazione per Parigi 2024 al maschile, ma gli azzurri avranno la possibilità di rifarsi al Mondiale di Berlino di inizio agosto, quando in palio ci saranno le carte per le squadre.
LE MEDAGLIE DEL RICURVO A SQUADRE – Per raccontare le gesta arcieristiche dell’Italia in Polonia è meglio andare con ordine. Dopo la giornata dedicata alla qualifica e la grande emozione di vedere Mauro Nespoli portabandiera, gli azzurri iniziano a fare sul serio, soprattutto dopo aver vissuto la delusione dell’esclusione del misto composto da Nespoli e Andreoli agli ottavi contro la Moldavia, vincente 5-1. Un’eliminazione che fa saltare la prima possibilità di qualifica per i Giochi, ottenuta poi dalla Spagna vincente in finale sull’Ucraina 5-1. Una medaglia d’oro che vale per gli spagnoli il biglietto al maschile e al femminile per la capitale francese. Ma il sabato dedicato alle squadre vede subito reagire l’Italia: Tatiana Andreoli, Lucilla Boari e Chiara Rebagliati avanzano fino a salire sul terzo gradino del podio battendo in rimonta la Germania. La sfida non si mette bene, le tedesche partono forte e si portano sul 3-1, ma le azzurre reagiscono e nelle ultime due volée ribaltano tutto portandosi a casa la medaglia. Poco dopo la vetrina se la prendono Mauro Nespoli, Alessandro Paoli e Federico Musolesi che completano l’opera di una gara perfetta vincendo l’oro dominando la finalissima con la Spagna. Un 5-1 senza appelli per gli iberici liquidati in soli tre set.
BRUNO E RONER BRONZO – Domenica inizia invece lo show di Marco Bruno ed Elisa Roner, assoluti protagonisti nel compound. I due azzurri nel misto si prendono il bronzo battendo in finale la Turchia 153-152, cancellando il ko con la Danimarca. La sfida per salire sul podio è una dimostrazione di forza e concentrazione per gli azzurri che vanno in vantaggio (38-37), lo tengono nelle quattro frecce successive (37-37) e poi danno l’accelerata decisiva (40-39), rendendo vano il tentativo di rimonta degli avversari (39-38). Per l’Italia è anche la prima medaglia in questa divisione nella storia della manifestazione. Ma non è finita qui.
REBAGLIATI BRONZO E PASS OLIMPICO – I due giorni successivi sono quelli delle eliminatorie individuali del ricurvo con “schema olimpico”, un match dietro l’altro sugli stessi bersagli, nessuna contemporaneità. Si arriva così al momento clou dei Giochi Europei, gli ultimi due giorni del programma in cui si scende in campo anche per i pass olimpici. Mercoledì 28 giugno l’Italia festeggia insieme a Chiara Rebagliati che vince il bronzo al termine di una lunga battaglia contro l’ucraina Pavlova che si protrae fino al quinto set in cui l’azzurra vince 27-26 e chiude i conti con il 6-4. La contemporanea finale della spagnola Canales, già qualificata per Parigi col mixed team, vale il pass individuale per l’Italia.
COMPOUND PROTAGONISTA – Un momento di festa che non fa passare in secondo piano l’impresa di Elisa Roner che continua nel suo 2023 da favola. Dopo il bronzo nella prima tappa di Coppa del Mondo, l’arciera del Kappa Kosmos vince l’oro battendo in finale la n.1 del mondo Ella Gibson che nella giornata di qualifica aveva fatto segnare il nuovo primato mondiale con 715 punti su 720. La britannica passa subito in vantaggio (29-28), ma Roner reagisce pareggiando il secondo parziale (28-28) e vincendo tutti gli altri 30-28, 29-27 e 30-27, tirando otto delle ultime nove frecce sul “10”. L’azzurra si conferma così, nonostante la giovane età, nel gotha del compound internazionale.
Il giorno successivo a mettere la ciliegina sulla torta è ancora il compound con Marco Bruno che, dopo aver vinto tutti gli scontri eliminatori, compreso quello ai quarti contro il numero uno al mondo Mike Schloesser, cede solo in finale e si porta a casa uno splendido argento, perdendo con lo slovacco Joezef Bosansky, arrivato a Cracovia dopo un oro in Coppa del Mondo. L’azzurro, appena passato nelle Fiamme Azzurre, regge l’urto nel primo parziale (28-28), poi va sotto nel secondo (30-29) e non riuscirà più a recuperare perché l’avversario lascia solo le briciole. La terza volée è in parità (29-29), la quarta va a Bosansky (29-28) mentre Bruno prova a mettergli pressione con un “30”, ma l’avversario risponde con tre frecce sul “10” e vince 146-144.
Poco prima si era interrotta l’avventura degli azzurri del ricurvo. Se Musolesi era uscito al primo scontro, Mauro Nespoli e Alessandro Paoli nella gara individuale sono stati fermati agli ottavi rinviando l’assalto al pass olimpico. Il primo ha la peggio contro il tedesco Florian Unruh 6-2, il secondo esce di scena dopo una lunga sfida con l’olandese Wijler, vincente 6-4.
GLI ALTRI RISULTATI – Come detto nessun arciere italiano si è guadagnato il podio nell’olimpico maschile: l’oro va al collo del giustiziere di Nespoli, Unruh, che batte lo spagnolo Alvarino Garcia 6-2, sul terzo gradino del podio sale l’altro iberico Acha dopo il 7-1 con il moldavo Olaru. Nel femminile il primo gradino del podio è britannico con la giovanissima Healey che batte 6-2 la spagnola Canales accompagnando così Chiara Rebagliati nella cerimonia di premiazione. Nel compound, dove sono Bosansky e Marco Bruno a prendersi i primi due posti, il bronzo è del turco Haney vincente 149-146 sul polacco Przybylski. Nel femminile prima Elisa Roner, seconda Ella Gibson e terza ancora la Turchia con Burun dopo il 146-138 sulla danese Gellenthien.
Nelle gare a squadre del ricurvo, detto dell’oro maschile azzurro e dell’argento alla Spagna, il terzo posto va alla Svizzera dopo il 6-2 rifilato all’Olanda. Nel femminile vittoria della Gran Bretagna 5-3 sulla Francia nella finalissima, con l’Italia terza. Per quello che riguarda i mixed team nel ricurvo è oro per la Spagna grazie al 5-1 sull’Ucraina, bronzo per la Germania vincente 5-4 (19*-19) sulla Moldavia. Nel mixed team compound davanti all’Italia ci sono Estonia e Danimarca con la coppia estone che vince la sfida per l’oro allo shoot off 156-156 (20-19). •
I qualificati per Parigi 2024
Ai Giochi Europei di Cracovia sono state assegnate le prime carte olimpiche individuali continentali. L’Italia si è qualificata nel femminile per Parigi 2024 grazie a Chiara Rebagliati. Vola in Francia tra le donne anche la Gran Bretagna grazie all’oro di Healey, mentre nel maschile il pass è andato alla Germania, con il successo di Florian Unruh e alla Moldavia con il quarto posto di Dan Olaru. La prima Nazionale a staccare i pass al maschile e al femminile è stata la Spagna che ha vinto la competizione mixed team; la squadra iberica ha poi portato sul podio individuale tre arcieri tra uomini e donne facendo così scalare l’assegnazione a Rebagliati, terza, e Olaru, quarto. Il prossimo appuntamento per qualificarsi alle Olimpiadi 2024 saranno i Mondiali di Berlino di inizio agosto: a disposizione i pass per le squadre che verranno assegnati ai terzetti che salgono sul podio.
Giochi Europei terra di conquista azzurra
A Cracovia sono andati in scena i Giochi Europei per la terza edizione nella storia e per la terza volta l’Italia ha vinto il medagliere per Nazioni. La prima edizione è stata quella di Baku del 2015 quando gli azzurri vinsero due ori con il mixed team Valeeva-Nespoli e con il terzetto femminile Tonetta, Sartori, Valeeva. Quattro anni dopo la replica a Minsk con 5 medaglie italiane: l’oro mixed team Boari-Nespoli, l’oro e l’argento individuale femminile di Andreoli e Boari, l’oro individuale di Nespoli e il bronzo a squadre maschile con Galiazzo, Nespoli e Pasqualucci. Questa volta sono state sei: oltre alle affermazioni nel ricurvo anche le tre del compound, le prime per la Nazionale in questa competizione, grazie a Roner e Bruno.
Italia Team: un vero dominio a Cracovia
Cento podi, undici pass olimpici e il trionfo nel medagliere. L’Italia Team saluta Cracovia e la terza edizione dei Giochi Europei con numeri da record. Il conto finale delle medaglie azzurre è eloquente: 35 ori, 26 argenti e 39 bronzi, quasi il doppio dei podi conquistati dalla Spagna (57), dalla Germania (63) e dalla Francia (62).
Il confronto con Baku 2015 (47 podi) e Minsk 2019 (41 podi) racconta della crescita dell’Italia Team, rappresentata in Polonia da 164 donne e 165 uomini. Negli undici giorni di gara, con oltre 7.000 atleti impegnati in 28 discipline diverse, la squadra azzurra ha primeggiato in lungo e in largo, conquistando la certezza aritmetica del trionfo nel medagliere con un giorno di anticipo.
LE PAROLE DEI PROTAGONISTI
di Guido Lo Giudice
Emozioni a non finire per gli azzurri dopo i risultati eccellenti ottenuti a Cracovia. La prima a esprimere la sua gioia è Chiara Rebagliati: per lei una medaglia che vale il primo pass italiano per Parigi 2024. “Prima di tutto c’è grande soddisfazione per la medaglia a squadre: abbiamo lottato con la Germania fino a ribaltare il risultato che ci ha portate sul podio. Questo mi ha dato spunto e motivo per far bene nell’individuale – ha detto la portacolori delle Fiamme Oro –. Sentivo molto il peso della responsabilità: il programma è come quello olimpico, con lunghe pause tra un match e l’altro che vanno gestite bene. L’obiettivo era la qualificazione e l’eliminazione di Tatiana e Lucilla ha aggiunto sia pressione che motivazione. Mi è dispiaciuto non aver dato il massimo in semifinale, anche perché non eravamo certe che anche il bronzo potesse valere come qualificazione. Per fortuna prima della finale ho avuto conferma che la qualificazione non era ancora sfumata e contro l’atleta ucraina sapevo cosa serviva e cosa fare. Ci sono riuscita e sono davvero felice. Inutile dire quante emozioni ho vissuto in quei momenti e si è visto anche da qualche lacrima che è scesa dopo il match. Casa Italia? È bellissimo condividere con altri atleti quei momenti di festeggiamento: non solo rivivi i tuoi successi ma anche quelli degli altri. C’è passione, divertimento ed è bellissimo vedere che non siamo da soli. Nel complesso sono soddisfatta perché sapevo che stavo gareggiando per tutto il movimento. Prima di scendere in campo mi sono caricata proprio pensando che dovevo raggiungere un risultato per un’intera nazione e non solo per me stessa e in queste occasioni è molto importante sentire il sostegno di chi è a casa e ci segue con passione”.
Anche per Marco Bruno quelle di Cracovia sono state emozioni uniche: “Un’avventura emozionante, in un ambiente pieno di campioni. Condividere con atleti di altre discipline queste competizioni è un sogno che si realizza. Per quanto riguarda il bronzo nel misto siamo molto affiatati con Elisa, credevo nel podio più che nell’individuale e portare a casa una medaglia e celebrarla a Casa Italia è stata un’emozione unica. Sul mio percorso individuale, purtroppo sono abituato a guardare il bicchiere mezzo vuoto, quindi in qualche modo sento di aver perso l’oro. Resta comunque un argento compound che in questa manifestazione non avevamo mai vinto, quindi sono molto orgoglioso. Era un obiettivo che mi ero posto a inizio stagione, soprattutto dopo la qualificazione ottenuta a Lilleshall. Le difficoltà? Il programma gestito come alle Olimpiadi è stato una novità: tirare un solo match in un giorno, poi tornare in campo per le eliminatorie e attendere diverse ore prima della finale. Trovarsi di fronte uno come Schloesser era un grande scoglio da superare, ma ho avuto la meglio nonostante lo spareggio sia il suo campo preferito. Purtroppo non ho fatto altrettanto in finale. La condizione climatica era difficile da gestire, con vento che arrivava a folate e che cambiava di direzione: i punteggi non erano i nostri, né i miei né i suoi. Emozioni olimpiche? È stato bellissimo vivere questa realtà e spero che l’accesso del compound a Los Angeles 2028 diventi realtà. Naturalmente bisogna programmare per questa eventualità, che a mio avviso non significa sperare nella qualificazione, ma arrivare ai Giochi con atleti competitivi. Se poi il CIO accetterà la proposta di World Archery di inserire la gara indoor io ne sarei molto felice, perché è un tipo di competizione che sento mia. I festeggiamenti a Casa Italia? Ti sembra di entrare in paradiso. Arrivarci con una medaglia è stato bello ed emozionante, aver ricevuto i complimenti e gli applausi per quello che hai fatto è un ricordo che non ha prezzo. L’approvazione di tutta la Nazionale è una cosa unica e indescrivibile. Desidero tornare in questo ambiente e farò di tutto per riuscirci”.
Elisa Roner – La campionessa in carica delle Indoor World Series, autrice di un avvio di stagione eccellente in Coppa del Mondo, ha battuto quattro grandi nomi per vincere l’oro a Cracovia. Prima ha superato Mariya Shkolna (148-138); la vittima successiva è stata la vincitrice della squadra mista Lisell Jaatma (144-142) e poi l’ex numero uno del mondo Tanja Gellenthien superata allo spareggio (10-9). Un ottimo viatico per arrivare a giocarsi l’oro contro la numero uno al mondo, Ella Gibson, un’avversaria contro la quale Elisa ha un record di vittorie negli ultimi 18 mesi: tre vittorie e due sconfitte.
“È vero, avevo già battuto Ella – ha detto l’azzurra ai microfoni di World Archery, dopo aver versato qualche lacrima di commozione al termine del match che è valso il primo gradino del podio –. So che se mi concentro solo su me stessa, sul mio tiro e su cosa devo fare per colpire il 10, allora arriveranno i 10”. Una serie di 10 che le ha garantito anche la medaglia nel mixed team con Marco Bruno: “Prima di venire in Polonia era il compleanno di mio padre. E mi ha detto di non tornare a casa senza una medaglia”, ha aggiunto Elisa. “Alla fine di medaglie ne ho vinte due, quindi lui è molto felice, così come tutta la mia famiglia e naturalmente anche io! Se ho sentito il sostegno da casa? Dopo le semifinali ho guardato il telefono e i messaggi della mia famiglia. Poi ho messo giù il telefono e mi sono detta: ok, ho ancora un altro match da giocarmi, il lavoro non è finito”. Ed Elisa ha saputo concluderlo nel migliore dei modi.
IL COMMENTO DEI DIRETTORI TECNICI
L’Italia ha messo in bacheca tre medaglie e un pass olimpico femminile per Parigi 2024. Il direttore tecnico del ricurvo Giorgio Botto giudica così la trasferta degli azzurri: “Nel complesso è stata una trasferta positiva: due squadre sono salite a podio, entrambi risultati utili anche per il ranking internazionale che come sappiamo avrà un peso per la qualificazione olimpica. Se guardiamo alle prestazioni fin dalla prima giornata, la gara di qualifica è andata bene, il gruppo ha realizzato ottimi punteggi. Nella gara mixed team non abbiamo però ottenuto ciò che volevamo: un peccato uscire al primo scontro, perché volevamo almeno giocarci il pass olimpico negli scontri del giorno successivo. In questo caso credo che abbia avuto un’incidenza l’arrivo a Cracovia subito dopo la lunga trasferta di Medellin. Se avessimo avuto almeno un giorno in più di riposo probabilmente avremmo potuto gestire meglio l’avvio della competizione. Per quanto riguarda le prestazioni individuali, i punteggi e le prestazioni ci dicono che siamo in crescita rispetto a quanto fatto finora nel corso della stagione. I meriti vanno sicuramente a Chiara, che oltre a vincere il bronzo è riuscita a strappare la carta olimpica. Un risultato che ci fa ben sperare in vista del Mondiale di Berlino. Certo, il livello della competizione sarà sicuramente maggiore rispetto ai Giochi Europei, ma ci sono segnali positivi di miglioramento, pur sapendo che sarà una competizione ancora più difficile da affrontare. Per prepararci al meglio alla trasferta in Germania abbiamo programmato un raduno in Liguria, in un luogo un po’ più ventoso rispetto a Cantalupa, perché dobbiamo lavorare su questa importante variabile che in Polonia ci ha messo un po’ in difficoltà. Poi, prima della partenza, faremo un ultimo raduno al centro federale per affinare l’affiatamento delle squadre. Non dimentichiamoci che c’è anche la gara di Parigi e anche lì sarà importante fare punti con le squadre per scalare posizioni nel ranking”.
Se gli olimpici possono essere soddisfatti delle medaglie, finalmente anche la divisione compound ha riportato a casa dai Giochi Europei le sue. Una grande gioia per il direttore tecnico della divisione Flavio Valesella: “Questa seconda partecipazione ai Giochi Europei ha evidenziato l’innalzamento del livello prestazionale del compound nel nostro continente. Questo mi porta a cercare ulteriori accorgimenti per restare al livello degli avversari, ma allo stesso tempo mi dà il segno di quanto questi ragazzi siano forti, come dimostra il terzo posto nel mixed team. Poi, partendo da Elisa, incontrando in un girone di ferro tre avversarie molti forti ed esperte, è riuscita nel capolavoro di meritarsi l’oro, arrivando in finale attraverso una semifinale da urlo. Elisa aveva già avuto delle ottime prestazioni nella World Cup, è in classifica per la finale messicana, ma in Polonia si è superata, a cominciare dalla qualifica dove ha eguagliato il suo record italiano. Penso che per lei sia un’annata da incorniciare, cominciata con la vittoria di Las Vegas, dei tricolori indoor, passando per le finali disputate in Coppa e ora i podi ai Giochi Europei per arrivare carica al Mondiale di Berlino.
Parlando di Marco Bruno, ha fatto un record italiano strepitoso ad Antalya e ha confermato qui la sua fame di vittorie: se continua con questa opera di autoconvincimento, potrà ottenere altre grandi prestazioni. Non posso pretendere che in soli due anni di Nazionale targa possa sbaragliare avversari o colleghi che sono sulla cresta dell’onda da anni, ma ai Giochi Europei, superato il primo impatto, ha fatto una buona gara di qualifica e affrontato col piglio necessario le eliminatorie. I suoi tre scontri per arrivare alla finale sono da incorniciare, a partire dalla vittoria con uno come Schloesser. La finale per l’oro si è giocata con un vento fastidioso che ha compromesso una volée e l’ha costretto a rincorrere un avversario forte e più abituato a gare di questo genere. Resta comunque un medagliere pieno e una trasferta che appaga il gruppo e il sottoscritto, ottimo viatico per il Mondiale berlinese”.










