world cup – antalyaIMPRESA RONERGuido Lo Giudice – Foto World Archery

world cup – antalya
IMPRESA RONER
di Guido Lo Giudice – Foto World Archery

7
0

Straordinaria impresa di Elisa Roner che batte la numero uno al mondo Ella Gibson dopo lo spareggio, vincendo il suo primo bronzo individuale compound nella tappa d’esordio di Coppa

C’era grande attesa per l’esordio del circuito di Coppa del Mondo che, partita ancora una volta da Antalya, ha visto in gara i migliori del mondo impegnati in una stagione particolarmente probante considerando che saranno in palio le qualificazioni continentali e mondiali per i Giochi di Parigi 2024.
In Turchia erano presenti 238 arcieri per il ricurvo e 151 per la divisione compound in rappresentanza di 52 Nazioni. La grande assente è stata la Corea del Sud, che attende la seconda tappa di Shanghai per portare sulla linea di tiro i suoi fuoriclasse. Indipendentemente da questo dato, pur rilevante, la competizione ha goduto di spunti agonistici di primissimo livello. Ma sono stati soprattutto i compound a ottenere risultati rimarchevoli, mentre nell’olimpico sono da sottolineare alcune “prime volte” tra i vincitori, fatto che sottende la continua capacità delle nazionali di tirar fuori nuovi atleti di valore, in grado di impensierire gli arcieri più abituati a calcare i palcoscenici che valgono le medaglie.
A sottolineare la qualità delle prestazioni dei compound sono stati, già dalla prima giornata di gare, i punteggi e gli otto record realizzati di cui parliamo a parte. L’Italia, nonostante una concorrenza a dir poco agguerrita, ha saputo ritagliarsi uno spazio di rilievo grazie soprattutto alla giovane Elisa Roner che, per la prima volta in carriera, ha vinto una medaglia in una tappa di World Cup. L’atleta roveretana, da poco passata tra le senior, per la gioia della sua allenatrice – nonché nonna – José Fontana, ha vissuto un’altalena di emozioni fino a riuscire a prendersi un pesante bronzo superando in finale la prima del ranking mondiale, la britannica Ella Gibson. E ci è mancato davvero poco affinché le medaglie diventassero due. Sì, perché Elisa, in coppia con Marco Bruno, è arrivata a un passo dal bronzo anche nella competizione mixed team: i due azzurri si sono infatti dovuti accontentare del quarto posto, arrendendosi alla Malesia solamente dopo le frecce di spareggio.
ELISA RONER DI BRONZO – Inutile girarci intorno, è stata una vera impresa quella della Roner, capace di conquistare il bronzo superando un’avversaria di primissimo livello, la stessa Ella Gibson che in Coppa del Mondo l’anno scorso aveva vinto tre tappe su quattro e aveva concluso con l’argento la finalissima della competizione andata in scena in Messico. Risultati che, non a caso, l’hanno portata fino alla cima della graduatoria mondiale.
Questo il resoconto del match per la medaglia. L’azzurra parte forte e va in vantaggio 28-27; la britannica rimette subito tutto in parità (29-28) mentre nella terza volée nessuna riesce a prevalere (29-29). Nelle ultime sei frecce il copione si ripete, Roner si porta avanti (30-29), ma Gibson recupera (30-29) e così si va allo shoot off con le frecce che terminano la propria corsa entrambe sul 10, ma quella di Elisa è più vicina al centro e vale qualche lacrima di commozione per il 144-144 (10-10*) finale.
In precedenza l’atleta del Kosmos Rovereto aveva perso la semifinale contro la campionessa in carica del circuito Sara Lopez (COL) 146-144, ma aveva raggiunto quella sfida al termine di un percorso eccellente che l’ha vista primeggiare 144-141 sull’ucraina Shkliar, 147-146 sull’indiana Swami, 141-139 sulla portoricana Ramirez Gonzalez e, infine, 145-143 sulla francese Sophie Dodemont.
Per la cronaca, la medaglia d’oro non è poi andata alla Lopez, superata dall’indiana Vennam 146-149, brava a festeggiare con l’oro anche il record del mondo eguagliato nel corso della qualifica, con grande soddisfazione di Sergio Pagni che la affiancava nell’angolo dei tecnici, alla sua prima trasferta da coach del compound dell’India. Nel maschile, invece, lo slovacco Bosansky è salito sul gradino più alto del podio battendo lo statunitense Sawyer 149-148, mentre “Mr. Perfect” Mike Schloesser si è fermato ai piedi del podio battuto dall’indiano Mazuki 146-148.
Nelle prove a squadre maschile, gli USA, dopo aver realizzato il record mondiale in qualifica, non sono riusciti e festeggiare anche il primo posto, superati in finale dalla Danimarca 234-233. Bronzo per Taipei che ha avuto la meglio su El Salvador per 230-229. Gli azzurri si erano invece fermati agli ottavi davanti alla Malesia, vincente 235-232.
Nella gara femminile le statunitensi sono riuscite ad aggiudicarsi la finale superando di misura la Colombia 230-229, mentre il Messico si è guadagnato il bronzo battendo Taipei 234-230. L’Italia (Franchini, Roner, Tonioli) è invece uscita agli ottavi contro la Gran Bretagna, dopo uno spareggio concluso in parità: 233-233 (28-28*).
BRUNO-RONER QUARTI – Come detto, nella gara a squadre miste si è fermata a un passo dal podio la corsa di Marco Bruno ed Elisa Roner. Il duetto azzurro ha ceduto solamente allo shoot off alla Malesia (Mat Salleh, Mazuki) nella sfida che valeva il bronzo, con il risultato di 157-157 (18-19).
La gara viaggia in parità per le prime due volée entrambe concluse 39-39, poi l’Italia va in vantaggio (40-39), ma gli avversari sono bravi a recuperare nell’ultimo parziale (40-39). Si va così allo spareggio che premia la maggior precisione dei malesi.
L’Italia era arrivata alla finalina dopo aver battuto la Turchia 155-153, la Colombia allo shoot off 157-157 (19-18), per poi fermarsi in semifinale davanti a Taipei, vincente 157-156. Gli asiatici non riescono poi a prendersi il metallo più prezioso, battuti dall’India 159-154.


I RISULTATI DEL RICURVO – Per quanto riguarda gli olimpici, avevamo accennato al fatto che diversi giovani emergenti si sono fatti largo per andare a vincere le medaglie: il moldavo Dan Olaru, per esempio, è stato capace di battere in finale un osso duro come il francese Valladont 6-4, mentre il terzo posto va all’indiano Bommadevara, vincente 7-3 sul kazako Abdullin.
Nel femminile è gloria per la 18enne Penny Healey; la giovane britannica ripete quanto fatto lo scorso anno ad Antalya dalla compagna di squadra Bryony Pitman. Healey ha messo in scena il remake della finale del Grand Prix di Lilleshall: tra le mura di casa aveva vinto la finale contro la 20enne tedesca Elina Iedensen per 7-1, mentre in Turchia è riuscita a fare ancora meglio chiudendo la finalissima 6-0, un risultato che la porta dritta dritta al primo posto del ranking mondiale. A guadagnarsi la terza piazza è stata invece la cinese An che ha superato l’olandese Van Der Winkel 7-3.

Nelle prove a squadre la Cina non si è fatta pregare per andare a vincere il metallo più prezioso, ma ha dovuto penare per riuscirci, superando allo spareggio un’India in grande spolvero: 5-4 (28*-28). Bronzo per la Slovenia che, dopo aver battuto agli ottavi Nespoli, Paoli e Musolesi 5-3, supera in semifinale la Francia e poi vince l’oro per 5-3 contro l’Olanda.
Altro esito ha avuto la finale femminile: in questo caso il Messico è riuscito a superare tutte le avversarie, compresa l’Italia (Andreoli, Boari, Rebagliati) ai quarti per 5-3, fino ad avere la meglio in finale sulla Cina con un netto 6-0. Terzo posto per la Francia che supera nel derby europeo la Spagna 6-2. Per quanto riguarda il mixed team, a esultare per la vittoria in finale su Taipei sono gli USA, vincenti 5-3, mentre il bronzo se lo aggiudica la Spagna allo spareggio sulla Turchia: 5-4 (19-17).
Prima della trasferta si sperava in un primo acuto da parte delle frecce azzurre che hanno riportato in gara da titolare l’immarcescibile Michele Frangilli a fianco al trio campione continentale: Nespoli, Paoli, Musolesi. Tra le donne, le quattro atlete titolari sono state le azzurre di Tokyo, Lucilla Boari, Tatiana Andreoli e Chiara Rebagliati, supportate dalla punta di diamante della nazionale paralimpica Elisabetta Mijno, alla sua terza trasferta con i “normodotati”.
Purtroppo le aspettative di un buon risultato sono svanite dopo i primi turni eliminatori. Gli atleti italiani speravano di andarsi a giocare almeno un podio ma né le squadre, né il mixed team con Nespoli e Rebagliati sono riusciti nell’intento e, nella gara individuale, Mauro Nespoli è quello che ha fatto maggior strada fermandosi però al terzo turno.
Questa l’analisi dell’olimpionico del-l’aeronautica affidata ai suoi profili social: “La prima trasferta dell’anno volge al termine ed è inutile girarci intorno: non era questa la performance per la quale mi sono allenato. La strada per il Campionato del Mondo di Berlino è sicuramente in salita, ma non mi spaventa camminare”.
Se per il mondiale in Germania bisogna attendere la prima settimana di agosto, il prossimo appuntamento è dietro l’angolo: la seconda tappa di Coppa si disputerà a Shanghai dal 16 al 20 maggio e in Cina scenderà in campo anche lo spauracchio Corea del Sud. Insomma, le difficoltà saranno ancora maggiori, ma certe sfide è bene affrontarle a viso aperto mettendo da parte ogni rimpianto. Gli azzurri stanno lavorando per questo. •

Le dichiarazioni dell’azzurra

“Sono molto felice del risultato e della medaglia. È un grande risultato – ha detto a caldo l’arciera roveretana, uscita dal campo di gara dopo la finale che è valsa il bronzo –. Se devo essere sincera non sono del tutto soddisfatta del mio tiro, le frecce andavano un po’ a destra e un po’ a sinistra, però alla fine sono riuscita a rimanere concentrata e ad ottenere il risultato. A cosa ho pensato durante lo spareggio decisivo contro Ella Gibson? Mi sono concentrata solamente sul braccio dell’arco e sulla posizione della spalla. Ed è andata bene…”.
Quello dell’atleta trentina non è un fortunato exploit, considerando che questo inverno, alla sua prima annata da senior, aveva già dato prova di essere cresciuta molto e di vivere un buon periodo di forma che si è protratto fino all’esordio della stagione outdoor: dopo aver vinto il circuito di Coppa del Mondo indoor superando tutte le avversarie nella finalissima di Las Vegas (USA) e aver vinto il suo primo titolo italiano assoluto indoor lo scorso marzo a Rimini, adesso è arrivato il suo primo podio individuale anche nel circuito outdoor. Un ottimo viatico per proseguire una stagione ricca di impegni, vissuta con la speranza che il CIO in questo 2023 dia finalmente il via libera per l’inserimento della divisione compound nel programma dei Giochi Olimpici di Los Angeles 2028.

Esordio da record

La prima giornata di gare ad Antalya, in Turchia, è stata contraddistinta subito da un livello altissimo della competizione, come testimoniano i punteggi della qualifica, in special modo dei compound.
Al termine delle 72 frecce di ranking round sono infatti arrivati record, nuovi ed eguagliati. Il punto esclamativo lo ha messo la squadra maschile degli USA, che migliora il suo precedente primato mettendo a segno 2140 punti grazie alle frecce di Gellenthien, Lutz e Sullivan. Nella stessa divisione, altri due primati sono stati uguagliati: quello dell’indiana Vennam con 713 punti e quello nel mixed team dove i colombiani Lopez e Munoz chiudono la qualifica con 1424. In entrambi i casi il risultato vale comunque rispettivamente come record asiatico e del continente americano.
Nel complesso sono stati realizzati 8 primati. I 703 punti della francese Dodemont, per esempio, valgono sia come primato mondiale che europeo tra le atlete master (+50), mentre i 717 punti di Fullerthon valgono il record europeo Under 21 compound. L’arciere danese, insieme a Bjarnarson e Hansen, ha anche siglato il nuovo primato europeo compound in qualifica con 2136.
E l’Italia? Anche l’Italia si è distinta nelle prestazioni, visto che Marco Bruno (715), il mixed team con Bruno e Roner (1414) e il trio maschile con Bruno, Costantino e Sut (2110) hanno realizzato in tutti e tre i casi il nuovo primato italiano. Questi i precedenti record superati dagli azzurri: 714 nell’individuale maschile, 1411 nel misto e 2105 punti per il trio maschile.

 

 

 

 

 

gallery

 

 

 

risultati

 

 

 

Condividi
Share

NO COMMENTS