Abbiamo lavorato alacremente per un quadriennio per poter vivere le emozioni olimpiche al Sambodromo di Rio de Janeiro. Dopo cinque edizioni consecutive dei Giochi Olimpici nelle quali la Fitarco aveva sempre ottenuto una medaglia, questa volta torniamo a casa con il podio sfumato in extremis della squadra femminile e con un ottimo piazzamento nell’individuale maschile. In pratica siamo usciti dal campo con la sensazione che avremmo meritato qualcosa di più. Sì, perché la squadra azzurra, sorretta dai tecnici e dallo staff federale, che ringrazio per l’impegno e lo sforzo profusi, ha dato tutto ciò che era nelle sue possibilità per farci vivere dei momenti indimenticabili.
Grazie a Guendalina Sartori, Claudia Mandia e Lucilla Boari per essere andate sulla linea di tiro convinte di poter scrivere la storia dell’arcieria azzurra. Naturalmente ho vissuto in prima persona la loro enorme delusione per il 4° posto conclusivo, la posizione più difficile da digerire per un atleta alle Olimpiadi. Le ragazze erano a un passo da una medaglia sicura durante la semifinale e invece si sono ritrovate, nonostante delle prestazioni ottime, con nulla in mano. Le loro lacrime di delusione sono state la dura rappresentazione di quanto ci tenessero a regalarsi e regalarci un altro sogno. E seppur la delusione sarà difficile da metabolizzare, va ricordato che il 4° posto delle nostre atlete esordienti resta il risultato migliore della squadra femminile Fitarco nella storia dei Giochi Olimpici. Le prestazioni viste al Sambodromo hanno tracciato il percorso da seguire per arrivare ai Giochi di Tokyo 2020 con ancora maggior convinzione e voglia di stupire.
Per quanto riguarda il trio maschile, è inutile negare che, da campioni uscenti, non siamo riusciti a difendere l’oro di Londra nel migliore dei modi. Ma i nostri alfieri Marco Galiazzo, Mauro Nespoli e David Pasqualucci hanno tentato di rifarsi con lucidità e maturità nei match individuali. David ha bagnato l’esordio con una gara di qualifica eccellente: 3° posto e record europeo junior. Un risultato che però non lo ha premiato nel secondo turno degli scontri. Marco Galiazzo non è stato fortunato uscendo allo spareggio dopo una bella rimonta ai 32esimi. Infine Mauro Nespoli ha saputo trasformare la rabbia per la deludente gara a squadre in energia positiva nei match singoli. Il nostro aviere ha sfiorato le semifinali, eliminato allo shoot off da Valladont, che ha poi vinto l’argento. Un’altra medaglia solo accarezzata che ci ha amareggiati, ma che ha confermato quanto di buono è stato fatto per arrivare con le squadre al completo fino al Sambodromo. Non possiamo infatti dimenticare che l’Italia è stata l’unica Nazione europea ad aver qualificato entrambi i terzetti. Unici a riuscirci insieme alle potenze asiatiche Taipei, Cina e naturalmente Corea del Sud che, avendo vinto tutti e 4 gli ori a disposizione, ha dimostrato di essere ancora al di sopra di tutti.
Con questi risultati abbiamo dimostrato che l’arcieria italiana continua ad essere valida a livello mondiale e la mancata conquista della medaglia servirà per ripartire con più convinzione e forza di prima. Con gli azzurri, con i tecnici e lo staff federale, con il lavoro svolto giornalmente sul territorio dai Comitati, dalle Società e dai tecnici personali, ci impegneremo ancora più a fondo affinché l’esperienza brasiliana sia solo un punto di passaggio e non un punto d’arrivo. Il nostro obiettivo primario non sarà un riscatto, ma la prosecuzione di un lavoro che dovrà portarci a migliorare le posizioni ottenute al Sambodromo che, nel mese di settembre, ha poi ospitato la Nazionale Para-Archery, i cui risultati approfondiremo nel prossimo numero di Arcieri.
E se gli azzurri ci hanno provato in tutti i modi a regalarci delle emozioni profonde, altrettanto hanno fatto gli arcieri della Nazionale 3D che, agli Europei in Slovenia, hanno vinto per la quarta volta consecutiva il medagliere per Nazioni: un sentito ringraziamento va quindi agli atleti, dai più giovani fino ai più esperti, e allo staff tecnico, per aver creato un gruppo unito e vincente che aveva dimostrato le sue grandi qualità già ai Campionati Italiani Campagna svolti a Cantalupa proprio nei giorni in cui la Nazionale Olimpica lasciava il Centro Tecnico Federale per partire alla volta di Rio.
Chiudo rivolgendo un ringraziamento anche agli organizzatori e ai partecipanti dei Tricolori Targa. A Monte Argentario tanti giovani si sono giocati le medaglie con gli atleti più esperti. Segno che il movimento può guardare al futuro con fiducia. Non sarà facile rimpiazzare atleti di rango internazionale come Natalia Valeeva che, proprio ai Campionati, ha ufficializzato l’addio alle gare. Natalia è stata un gigante dell’arcieria internazionale e, nel ringraziarla per tutto ciò che ha dato alla maglia azzurra, sono sicuro che sarà proprio attraverso l’esempio di atleti come lei e alla loro voglia di trasmettere ai giovani la loro preziosa esperienza che le nostre classi giovanili potranno crescere e diventare quanto prima i Campioni di domani
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