È stata presentata al mondo dello Sport la BIO – Blind International Orchestra, la prima orchestra che raccoglie musicisti con disabilità. La FITARCO era presente
al grande concerto
Un evento all’insegna dell’inclusione, dove musica e sport trovano spesso il giusto connubio e dimensione per esplorare i rispettivi mondi ed integrarsi. Questo quello che ha spinto la creazione di Sport in Musica, una serata evento, a scopo benefico, realizzata nel Salone d’Onore del CONI lo scorso 20 gennaio, con la partecipazione di 20 Federazioni e, tra queste la FITARCO, che hanno condiviso e promosso una iniziativa che conferma il profondo sentimento filantropico e culturale dello sport italiano ed il filo sottile che da sempre lega la musica all’attività sportiva.
Per l’occasione alcune Federazioni hanno premiato dei propri tesserati per l’attività sportiva solidale e sociale svolta: FIBA (Badminton), FIBS (Baseball e Softball), FIC (Canottaggio), FICR (Cronometristi), FIH (Hockey). FITARCO ha dato un riconoscimento, attraverso il Segretario Generale Ivan Braido, al Vicepresidente vicario Sante Spigarelli per la preziosa opera svolta alla diffusione del tiro con l’arco, prestata con generosità a favore di istituti e associazioni benefiche.
La serata ha accolto in una location prestigiosa come il Salone del CONI il concerto della BIO – Blind International Orchestra. Una storia, nata da un progetto di un musicista illuminato, il compositore e Maestro d’orchestra Alfredo Santoloci, docente, tra l’altro, al Conservatorio Santa Cecilia di cui è stato direttore fino al 2016.
La BIO – Blind International Orchestra è la realizzazione di un’utopia, di un progetto estremamente ambizioso che permette a musicisti non vedenti e ipovedenti di diverse nazionalità e di tutte le età (i più giovani hanno 12-13 anni) l’integrazione all’interno di un’orchestra professionale anche se non possono seguire i gesti del direttore; con loro il Maestro Santoloci comunica a voce per mezzo di un auricolare.
Abbiamo rivolto al Maestro alcune domande per meglio comprendere lo sviluppo di questo progetto anche attraverso l’uso del nostro sport, di quanto il tiro con l’arco nel solo gesto del lancio della freccia riesca a creare similitudini con l’attimo in cui un musicista fa vibrare una nota.
Come è nata l’iniziativa?
“L’idea di affiancare lo sport e la musica, quali strumenti formidabili per l’integrazione e la realizzazione professionale di persone con disabilità è nata in occasione di un nostro concerto, al quale aveva assistito il prof. Sergio Mignardi, Presidente della Federazione Italiana Hockey. Ci siamo da subito trovati in sintonia, concordando l’importanza di realizzare un evento in cui lo sport e la musica, insieme, avrebbero amplificato il forte significato etico e sociale di questi due ambiti. Il successo e l’entusiasmo della manifestazione alla presenza delle più alte autorità istituzionali e sportive presenti ha lasciato presagire sviluppi futuri molto importanti, in cui si vedranno nuovamente insieme sport e musica quali portatori di messaggi educativi e formativi soprattutto per le nuove generazioni”.
La musica abbraccia tanti generi come lo sport tante discipline: li unisce tanto l’esercizio pratico, la concentrazione e l’ispirazione. Ma se dovesse scegliere uno sport in particolare da accostare alla musica dove andrebbero le sue scelte sportive?
“Un’orchestra può essere considerata una sorta di squadra, nella quale ogni atleta deve comunicare ed interagire con gli altri per ottenere il massimo dei risultati. Il direttore d’orchestra può essere paragonato all’allenatore. Dall’impegno di ogni singolo atleta/musicista dipenderà il risultato di una gara o di una esecuzione musicale. Dovendo pensare ad una disciplina specifica direi che il tiro con l’arco si avvicina molto all’intenzione del suono e del gesto musicale: la corda vibra come una freccia. Prima di ogni assolo strumentale, il solista affronta l’esecuzione con il massimo della concentrazione, della tensione emotiva e psicologica, fidando in un magico equilibrio dal quale risulterà un’eruzione perfetta”.
Qual è l’ambizione di questa Orchestra?
“Di permettere ai musicisti non vedenti e ipovedenti di svolgere una professione che fino ad oggi è stata loro preclusa. La Blind International Orchestra si avvia a diventare un’orchestra stabile, con una propria stagione concertistica che partirà dal prossimo autunno”.
Qual è l’opera musicale più vicina allo scocco di una freccia che fa centro?
“Più che un’intera opera, direi che è l’inizio della Quinta Sinfonia di Beethoven quella che mi fa pensare allo scocco di una freccia”.
Un “Allegro con Brio” per le grandi e tante vittorie della FITARCO!
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