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para-archery cup – finale
ITALIA PRIMA NELLA PATRIA DI ROBIN HOOD
di di Guido Lo Giudice – Foto World Archery Europe

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Primo posto nel medagliere per gli azzurri nella finale della European Para-Archery Cup di Nottingham. Gli azzurri hanno messo in bacheca 5 ori, 3 argenti e 1 bronzo

Che la stagione della Nazionale Paralimpica fosse cominciata col piede giusto si era capito fin dal Mondiale outdoor disputato in pieno inverno a Dubai, dove gli azzurri avevano collezionato 6 podi e il terzo posto nel medagliere. Un avvio che ha poi premiato il lavoro del gruppo azzurro anche negli impegni successivi: primo posto nel medagliere alla Para-Archery Cup di Nove Mesto, primo posto nel medagliere anche agli Europei di Roma, dove sono stati definiti i finalisti per la finale della European Para-Archery Cup che si è disputata a settembre a Nottingham, in Gran Bretagna, nella patria di Robin Hood.
E in questa importante occasione che andava a concludere la stagione agonistica internazionale l’Italia ha nuovamente dato mostra delle sue qualità, riuscendo a portarsi a casa nel complesso nove medaglie. Sono 5 gli ori arrivati grazie alle prestazioni da incorniciare delle donne: nel ricurvo open vince l’iridata Enza Petrilli, nel compound Maria Andrea Virgilio in finale contro Eleonora Sarti che si prende l’argento e nel W1 vince Asia Pellizzari. A questi primi posti si aggiungono il podio delle squadre miste: gli azzurri festeggiano l’oro nell’olimpico (Travisani, Petrilli) e nel W1 (Pellizzari, Tonon), mentre gli argenti vanno a Stefano Travisani nel ricurvo e al mixed team compound (Bonacina, Virgilio), cui si aggiunge il bronzo nel W1 di Paolo Tonon che supera nel derby italiano Francesco Tomaselli, quarto così come Matteo Bonacina nel compound.
ITALIA PRIMA NEL MEDAGLIERE – La classifica per Nazioni vede quindi l’Italia prima tra le concorrenti che si erano guadagnate la finale del circuito. Il gruppo guidato dal direttore tecnico Willy Fuchsova, coadiuvato dal coach Fabio Fuchsova e dalla fisioterapista Chiara Barbi, è tornato in Italia con un bottino complessivo di 5 ori, 3 argenti e 1 bronzo, davanti ai padroni di casa della Gran Bretagna che di medaglie se ne prendono 8 (3 ori, 1 argento e 4 bronzi) e alla Francia, terza con un oro.
LE FINALI INDIVIDUALI – Andando ad analizzare i risultati delle finali nel dettaglio, nel ricurvo la medaglia d’oro se la guadagna la campionessa del mondo in carica Vincenza Petrilli che conquista la vittoria con un 7-3 sulla polacca Milena Olszewska, mentre termina con l’argento la corsa di Stefano Travisani che in questa occasione non riesce a superare il francese Guillaume Toucoullet come aveva fatto nella finale per il bronzo agli Europei paralimpici di Roma. Il transalpino vince la sfida 7-3.
La finale per l’oro compound femminile è una questione tutta azzurra tra Maria Andrea Virgilio ed Eleonora Sarti: a spuntarla è la prima con il risultato di 135-132, mentre il vicecampione europeo Matteo Bonacina si ferma al 4° posto, superato dallo slovacco Marcel Pavlik 138-137.
A festeggiare un altro oro ci ha poi pensato Asia Pellizzari nel W1 grazie al 126-125 rifilato in finale all’atleta della Repubblica Ceca Tereza Brandtlova. Nel maschile la finale per il bronzo è un derby tutto italiano: ad aggiudicarselo è Paolo Tonon che supera Francesco Tomaselli 129-118.
LE FINALI MIXED TEAM – Il mixed team dell’arco olimpico composto dagli iridati Petrilli-Travisani si è guadagnato l’oro battendo 5-1 la Polonia (Olszewska, Ciszek), così come i campioni europei Tonon e Pellizzari dominano la finale del W1, vincendo sul duo della Gran Bretagna (Kingstone, Saych) 144-125, mentre nel compound i vicecampioni continentali Bonacina e Virgilio sono d’argento, battuti in finale dai padroni di casa inglesi (Paterson, Harris) dopo lo spareggio 149-149 (20-18).
La stagione della Nazionale Paralimpica si è chiusa con questa trasferta e, ancora una volta, il gruppo azzurro ha dimostrato di essere ai vertici mondiali. Dopo le trasferte gli azzurri non si sono fermati, visto che sono partiti i numerosi raduni tecnici che precedono la prossima stagione outdoor. L’Italia in questa stagione ha inserito forze fresche nel gruppo e sa che, risultati alla mano, il percorso intrapreso è quello giusto. L’inverno permetterà a tutti di prepararsi al meglio in vista della nuova stagione: sono già stati numerosi i raduni svolti tra Cantalupa e Rovereto. I programmi di lavoro sono ben delineati e il percorso verso Parigi 2024 è tracciato. Come sempre, sarà il campo a dare il responso. •

Enza Petrilli e Stefano Travisani ricevono il Collare d’Oro(di Marco D’Incà)

Cambiano i riconoscimenti, ma il materiale è sempre lo stesso: oro. Dopo il trionfo iridato a Dubai, i campioni del mondo del tiro con l’arco paralimpico si sono meritati la massima onorificenza sportiva conferita dal CONI e dal Comitato Italiano Paralimpico. Di chi si parla? Ovvio, di Stefano Travisani (open mixed team) e Vincenza Petrilli (oltre al mixed team, iridata pure nell’individuale).
A tenere a battesimo la cerimonia, svolta a Roma lo scorso 14 novembre e trasmessa in diretta televisiva su Rai 2, hanno pensato il Presidente del CONI, Giovanni Malagò, il Presidente del Comitato italiano paralimpico, Luca Pancalli, e il neo ministro dello Sport, Andrea Abodi. «C’è un organo del corpo – ha affermato proprio il ministro – che indica alla perfezione lo stato della nostra salute: è il cuore. Il mio, oggi, segnala emozioni forti».
Emozioni che ha vissuto pure Vincenza Petrilli, chiamata sul palco dai presentatori Arianna Secondini e Marco Franzelli: «Questo è stato l’anno delle prime volte – ha sorriso “Enza” -. E delle prime medaglie. Mi ritengo fortunata perché ho avuto in Stefano Travisani un grande punto di riferimento. Insieme abbiamo lavorato per portare a casa dei risultati importanti».
A proposito di Travisani, non è mancato un passaggio su una delle fonti d’ispirazione per Stefano: Alex Zanardi. «Ho avuto il piacere di incontrarlo – sono state le parole dell’arciere azzurro –; Alex è uno dei tanti ad avermi dato forza, nel mio momento peggiore. La forza di risollevarmi, di rialzarmi e di essere ancora qui». Non è la prima volta, peraltro: il primo Collare d’Oro di Travisani risale al 2017, l’anno dell’esordio al Campionato mondiale di Pechino, dove è riuscito a conquistare il titolo iridato nel misto con Elisabetta Mijno.
Ecco perché, nel momento in cui scorrono i titoli di coda sulla cerimonia arricchita da tantissimi campioni (da Benedetta Pilato a Gregorio Paltrinieri, passando per “Pecco” Bagnaia), la sensazione è netta, unanime, concreta: in futuro, sul palcoscenico dei Collari d’Oro, ci potrebbe essere ancora ampio spazio per Stefano, Vincenza e altri azzurri del tiro con l’arco.

 

 

 

 

 

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