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“PROGETTO FENICE” E LOS ANGELES 2028: IL COMPOUND GUARDA AL FUTURO
di di Giusi de Angelis

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Il DT Flavio Valesella ci parla dello sviluppo del settore compound: è stato avviato un lavoro rivolto ai giovani talenti e ai tecnici personali in vista del possibile esordio di questo arco nel programma olimpico

Facciamo il punto sul compound giovanile con Flavio Valesella, direttore tecnico di settore. La crescita, la promozione, i corsi di formazione, sono percorsi che si stanno tracciando verso un unico traguardo: l’approdo di questa divisione ai Giochi Olimpici. Una decisione importantissima per il mondo arcieristico che vedrà una risposta ufficiale del CIO già nel 2023, quando verrà deciso se anche l’arco compound potrà fare il suo esordio olimpico a Los Angeles 2028.
Questo tema ha portato la Federazione a dare il via al “Progetto Fenice”, il quale prevede un lavoro specifico rivolto ai giovani talenti della divisione compound. La volontà è quella di aumentare quantità e qualità delle prestazioni dei giovani arcieri affinché la FITARCO abbia un numero di atleti adeguato per confrontarsi con la concorrenza internazionale anche in futuro nel caso anche questa divisione venisse inserita nel programma olimpico.
Per svolgere un lavoro che sia davvero fruttuoso, sono stati organizzati degli incontri tecnici che Valesella, in accordo con il consigliere Vittorio Polidori, ha gestito insieme ai coach Stefano Mazzi, Andrea Falcinelli e Francesco Gogioso. Raduni dove il lavoro con i giovani talenti è stato condiviso a stretto contatto con i loro tecnici personali proprio per percorrere un cammino comune verso lo sviluppo qualitativo di questo settore.
Quello dei tecnici personali è un tema che ti sta a cuore sulla formazione dei ragazzi: perché?
“I tecnici personali sono essenziali per la formazione del tiratore, sia di base e anche evoluta se il progetto venisse portato avanti su un fronte più ampio di quello attuale. Il loro interfacciarsi con i tecnici federali è un valore aggiunto che fa crescere tutti: tiratore, tecnici personali e tecnici federali. Un tecnico personale lavora molto sul tiratore e lo accompagna alle porte della Nazionale, dove il giovane arciere nei raduni si confronta con altri più o meno al suo livello, ma ci sono cose che in qualche modo lo possono frenare o, peggio ancora, far crescere in lui dei dubbi. Un esempio: le annotazioni tecniche che può sentirsi fare dal tecnico federale nei raduni, il quale usa modalità di lavoro o di comunicazione diverse dal suo coach personale, al tiratore possono sembrare cose molto diverse. Da qui, la necessità di interfacciarsi il più possibile, senza nessuna prevenzione, personalismi o visioni monomandatarie della tecnica. Bisogna anche tener conto che un tecnico federale dopo un anno di trasferte internazionali vede e osserva moltissimi arcieri e da molti di questi riscontra novità tecniche e novità sui materiali. Questa fortuna il tecnico personale non la può sfruttare e questa è un’opportunità di crescita che può servirgli se la collaborazione è puntuale e continua. In quasi vent’anni di lavoro con la Federazione, prima come tecnico, ora come direttore tecnico, la collaborazione tra tecnici personali e tecnici federali è sempre stata, oltre che sottovalutata nella sua basilare importanza, poco ricercata. Proprio in funzione di questo progetto, con il consigliere Vittorio Polidori abbiamo posto le basi per coinvolgere il più possibile i tecnici degli atleti. Sono sicuro che i coach federali Andrea Falcinelli e Francesco Gogioso, capitanati da Stefano Mazzi, daranno un’impronta significativa al nuovo corso”.
Quali sono le difficoltà e le potenzialità di questa collaborazione?
“Dove la volontà di collaborare da entrambe le parti è già in essere ha permesso di raccogliere buoni frutti, come si è visto dai risultati ottenuti nelle tappe di Youth Cup e agli Europei Giovanili. Mentre una collaborazione meno efficace, basata sul solo contatto telefonico o uno sporadico sopralluogo, frena inevitabilmente il progredire di alcuni appartenenti ai Gruppi Nazionali. È pur vero, sempre in merito ai tecnici personali, che i motivi che limitano una fattiva collaborazione a volte sono legati a fattori esterni, come ad esempio quello economico o dovuto alla mancanza di permessi lavorativi. In ogni caso la collaborazione resta un percorso indispensabile per la crescita dei tiratori e non credo sia tempo perso dedicare un’ora durante le sedute di aggiornamento ai tecnici per l’acquisizione dei crediti, insistere su questo argomento”.
Siamo nell’era dei corsi di aggiornamento: nel progetto ce n’è uno specifico per i tecnici personali degli arcieri. Come pensi di realizzarlo?
“I corsi di aggiornamento sono indispensabili per la crescita del settore tecnico compound, anche se reputo più produttivo il percorso che la formazione quadri ha intrapreso nell’entrare nello specifico della materia compound nei corsi di primo e secondo livello. A mio avviso nei corsi di aggiornamento il tempo dedicato alla didattica dovrebbe cedere qualche ora alla parte pratica e tutti i docenti dovrebbero parlare la stessa lingua, soprattutto in merito alla tecnica. Prendendo esempio da nazioni che in questi ultimi anni hanno fatto un salto qualitativo enorme, parlando in trasferta con altri coach, emerge un punto importante: grande pratica sul campo, sia con i tiratori ma soprattutto con i tecnici. Da questo esempio escluderei la Corea: trovo la scuola coreana compound una delle più evolute ma nello stesso tempo semplice, dal momento che la tecnica applicata a tutti gli arcieri non ha nessun riferimento verso le tecniche utilizzate in altri paesi dove il compound è apparso circa cinquant’anni fa”.
Cosa pensi della possibilità di vedere il compound alle Olimpiad? Los Angeles 2028 è vicina e c’è molto da fare se questa opportunità si verificasse…
“Sarebbe il realizzarsi di un sogno che dura da trent’anni. In questa direzione, con Vittorio Polidori, Stefano Mazzi, Andrea Falcinelli e Francesco Gogioso, abbiamo impostato in gran parte il lavoro del settore giovanile. Con l’apertura alle gare delle Numeri più giovani al compound, per ora a 40 metri con un bersaglio diverso, si sono già visti i risultati ai Campionati italiani di Oderzo, dove molti ragazzi erano ben impostati e con materiale adatto. Per incrementare ancor più il numero di ragazzi ed allievi abbiamo elaborato un piano che, oltre a tener conto dei minimi prefissati per entrare in Nazionale, si possano valutare quei tiratori che nei raduni ci vengono segnalati dai comitati regionali. A questo proposito è stato formato un gruppo che abbiamo soprannominato “La Fenice”, dal quale sono usciti diversi talenti ed altri si stanno mettendo in mostra dopo il recente raduno di Latina. Un gruppo fortemente voluto da Vittorio, che si sta rilevando, sia nei numeri e spero anche in qualità, all’altezza di tutti quei tiratori e tiratrici che il prossimo anno faranno il salto di categoria, passando tra i senior. Se veramente tra sei anni si aprissero i Giochi Olimpici anche al compound, vorremmo essere pronti e poter scegliere tra ottimi tiratori partendo dai vent’anni, fino ad arrivare a trenta, trentacinque. L’Italia deve farsi trovare pronta a questa eventualità e questo progetto è stato avviato seguendo questi presupposti. Non possiamo permetterci di essere in ritardo rispetto agli altri paesi, riuscendo ad essere competitivi sia sotto l’aspetto quantitativo e qualitativo dei tiratori, ma soprattutto sotto l’aspetto organizzativo e logistico. Per esempio penso al fatto che ad oggi gli atleti dei Gruppi Nazionali compound del giovanile sono studenti, mentre i senior per mantenersi devono avere un lavoro e, nel caso dovessero preparare una Olimpiade, non potrebbero dedicare tutto il tempo che servirebbe per raggiungere determinate prestazioni”. •

Atleti compound e tecnici personali Leonardo Costantino (G. Seimandi/ I.Franchini)
Arianna Valent (L. De Angeli)
Martina Serafini (L. De Angeli./T.Xotti)
Caterina Moroldo (L. De Angeli)
Alessandro Bombana (D. Bertagnoli)
Francesco Sterza (M. Latini)
Giulia Di Nardo (G. Botto)
Andrea Nicole Moccia (A.V. Moccia)
Martina Del Duca (D. Raffolini)
Elisa Bazzichetto (S. Mazzi/R.Bazzichetto)
Rosario Sidoti (M. Palumbo)
Andrea Marchetti (A. Matteucci)
Ginevra Lencioni (A. Matteucci)
Matteo Viviani (A. Matteucci)
Valentino De Angeli (A. Matteucci)
Alessio Giannecchini (A. Matteucci)
Lorenzo Gubbini (R. Gubbini)
Marco Tosco (A. Tosco)
Antonio Brunello (T. Xotti)
Michelle Bombarda (G. Celi)
Leonardo Covre (L. Marchet)
Fabrizio Aloisi (B. Marco/M. De Paoli)
Caterina Gallo (G. May)
Giacomo Cuogo (G. May)

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