grave lutto per il tiro con l’arco mondialeADDIO A FRANCESCO GNECCHI RUSCONE,...

grave lutto per il tiro con l’arco mondiale
ADDIO A FRANCESCO GNECCHI RUSCONE, PADRE DELL’ARCO ITALIANO E MONDIALE
di Guido Lo Giudice – Foto World Archery

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È mancato all’età di 98 anni una delle figure più autorevoli del panorama arcieristico italiano e internazionale: Francesco Gnecchi Ruscone, Presidente FITARCO dal 1969 al 1980 e Presidente FITA dal 1977 al 1989

Nato a Milano il 3 marzo 1924, Francesco Gnecchi Ruscone è venuto a mancare lo scorso 20 settembre, all’età di 98 anni. Il Presidente FITARCO Mario Scarzella, il Segretario Generale Ivan Braido, il Consiglio Federale e tutto il mondo del tiro con l’arco hanno immediatamente espresso le più sentite condoglianze ai famigliari di un dirigente che rimarrà nella storia di questo sport per aver scritto pagine memorabili della crescita e dello sviluppo del tiro con l’arco in Italia e in ambito internazionale.
La vita di Francesco Gnecchi può essere definita un vero e proprio romanzo. Resterà indelebile il suo contributo allo sport al quale ha dedicato gran parte della sua vita. È stato il terzo Presidente della FITARCO, che ha guidato dal 1969 al 1980 portandola al riconoscimento ufficiale da parte del CONI, diventando nel frattempo uno dei massimi dirigenti in ambito mondiale, fino a ricoprire il ruolo di Presidente della FITA (poi divenuta World Archery) dal 1977 al 1989.
Durante il suo mandato, ha lavorato con successo con il Comitato Olimpico Internazionale per introdurre gli eventi a squadre ai Giochi Olimpici di Seul 1988, ha introdotto la Grand FITA e ha ristrutturato la governance della Federazione Internazionale, ampliando il campo di azione del consiglio di amministrazione e delle associazioni continentali, oltre ad essere stato il padre dei match a scontri diretti per garantire al tiro con l’arco una visibilità televisiva che avrebbe garantito a questo sport di rimanere nel programma olimpico. Andando a scavare nel passato, sono tantissime le iniziative che lo hanno coinvolto in prima persona e che hanno permesso al tiro con l’arco di evolversi e raggiungere le massime vette dello sport internazionale.
Per ricordare la sua figura, utilizziamo di seguito alcune righe del racconto scritto per i 60 anni della FITARCO da Nino Oddo, amico di Francesco Gnecchi, che lo ha affiancato per un triennio come Segretario Generale FITA, prima di lasciare spazio a un’altra figura storica che ha affiancato Ruscone, Beppe Cinnirella.
“Uomo di fantasia, cultura e inarrivabile “charme’’, una volta arrivato al vertice FITARCO iniziò una politica di consolidamento organizzativo su tutto il territorio, concentrò gli sforzi sullo sviluppo tecnico ed iniziò una capace opera diplomatica nei confronti delle alte sfere del CONI e nei confronti della Federazione Internazionale. Si può dire che, dal punto di vista diplomatico, dove Annibale non arrivò grazie alla sua simpatia Francesco arrivò grazie al suo “savoir faire”. In circa dieci anni Gnecchi portò al riconoscimento da parte del CONI, al consolidamento tecnico della FITARCO e, soprattutto, arrivò ad essere eletto con grande consenso alla Presidenza della Federazione Internazionale, che mantenne fino al 1989 per diventarne poi Presidente Onorario. Francesco è ancor oggi riconosciuto in tutto il modo dell’arcieria come un dirigente che ha fatto la storia del nostro movimento sportivo non solo in Italia”.
Il Presidente World Archery, prof. Ugur Erdener, ha reso omaggio al Presidente onorario con queste parole: “Intelligente e raffinato, con un’incredibile passione per le sue attività nella vita, che includevano il tiro con l’arco e la nostra organizzazione, Francesco sarà ricordato calorosamente per i suoi grandi contributi al nostro sport. Siamo fortunati che anche al di là del suo servizio come Presidente, durante il quale ha ottenuto così tanto, sia rimasto fortemente impegnato con il tiro con l’arco mondiale, partecipando regolarmente a congressi e partecipando a discussioni che hanno plasmato il suo presente e futuro. A nome della famiglia World Archery, le mie più sentite condoglianze vanno alla sua famiglia e ai suoi amici”.
Il segretario generale World Archery, Tom Dielen, ha aggiunto che Francesco è stato definito “una fonte di ispirazione e un vero gentiluomo”. “Gli ho detto spesso che era un peccato che non avesse scritto un libro durante il suo periodo come Presidente della FITA poiché gli altri suoi libri sono una gioia da leggere. Abbiamo trovato un compromesso, facendo una lunga videointervista con lui e il confidente Beppe Cinnirella, il nostro ex segretario generale, e sicuramente conserveremo le loro intuizioni a lungo. Era un vero diplomatico e un maestro nel trovare soluzioni. Il contributo di Francesco al mondo dello sport e del tiro con l’arco in particolare è molto significativo. Grazie per le preziose lezioni che mi avete dato durante i nostri numerosi e piacevoli incontri e le mie più sincere condoglianze a tutta la vostra famiglia”.

Una vita, un romanzo:
tra Resistenza e architettura…

Grande appassionato di sport, Francesco Gnecchi Ruscone è stato un atleta multi-sport, praticando oltre al tiro con l’arco, anche canottaggio, equitazione, tiro a segno, vela e nuoto a lunga distanza. Era un noto architetto che si è distinto nel suo lavoro per aver affiancato progettazione e attività didattica, distinguendosi per il suo rigore etico e morale e per il suo approccio profondamente umanistico. Dopo la seconda guerra mondiale, in cui partecipa alla Resistenza (a tal proposito si consiglia la lettura del libro “Missione «Nemo». Un’operazione segreta della Resistenza militare italiana 1944-1945”, Mursia 2011 oppure il libro di memorie “When being Italian was difficult”, Milano 1999), si laurea in architettura al Politecnico di Milano, nel 1949. Nello stesso anno è Segretario di Commissione al congresso CIAM di Bergamo e dal 1951 al 1954 dirige il Centro Studi dell’UNRRA-CASAS a Roma.
Insegna a Londra, a Yale e al Politecnico di Milano, dove è assistente di Ernesto Nathan Rogers. Avvia l’attività professionale con Giovanna Pericoli, e tra le opere più significative, si ricordano l’allestimento della mostra sulle proporzioni alla IX Triennale di Milano, la Villa Tosi a Porto Santo Stefano, la sede Pirelli a Cagliari, la torre di controllo della pista prova pneumatici Pirelli a Vizzola Ticino, la casa in via Pietro Mascagni a Milano. Lo studio chiude l’attività nel 2003.

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