Ennesimo successo italiano: l’ottima organizzazione degli Europei Para-Archery disputati a Roma tra il CPO “Giulio Onesti” e lo Stadio dei Marmi ha visto gli azzurri in cima al medagliere con 5 ori, 4 argenti e 5 bronzi
Secondo un’antica locuzione latina, “nemo propheta in patria”. E invece, l’Italia del tiro con l’arco paralimpico, di profeti nella propria terra, ne vanta ben 12. Coloro che hanno avuto il merito di salire sul podio dei Campionati Europei Para-Archery, andati in scena a Roma.
Tra lo Stadio dei Marmi “Pietro Mennea” e il Centro di Preparazione Olimpica “Giulio Onesti”, dove si sono svolte qualifica ed eliminatorie, oltre alla cerimonia inaugurale, alla presenza delle autorità istituzionali e sportive che si sono complimentate con il comitato organizzatore e i volontari per l’ottimo lavoro svolto. Esibirsi in casa, si sa, non è mai facile. Soprattutto per le altissime aspettative che accompagnano la nostra Nazionale che, prima del bollente agosto romano – che ha messo a dura prova gli atleti con condizioni estreme – aveva raccolto ottimi risultati ai Mondiali di Dubai e alla competizione di Nove Mesto. Ma anche all’ombra del Colosseo gli azzurri si confermano all’altezza. E, alla fine, possono guardare tutti dall’alto nel medagliere: sono 14, frutto di 5 ori, 4 argenti, 5 bronzi. A seguire, la Turchia con un solo podio in meno (13) e la Gran Bretagna con 8 medaglie.
LE MEDAGLIE A SQUADRE – È d’oro la coppia del compound maschile formata da Giampaolo Cancelli e Matteo Bonacina, capaci di superare la Spagna (Galé Montorio, Martinez Torre) col punteggio di 149-142. D’oro è anche l’olimpico femminile con le infallibili Elisabetta Mijno e Vincenza Petrilli: Turchia battuta (Eroglu, Sengul), sì, ma al termine di una finale tiratissima, in cui le azzurre si sono rivelate perfette allo shoot off, centrando due 10. Perfette, come nelle qualifiche, in cui le regine del ricurvo hanno stabilito il record mondiale sulle 144 frecce, mettendo a referto 1246 punti: letteralmente sbriciolato il precedente primato di 1184 della Russia, realizzato ai Mondiali di Dubai.
Oro da favola pure nel W1, grazie ad Asia Pellizzari e a Paolo Tonon: 123-120 sulla Gran Bretagna di Kingstone e Saych, con il duo tricolore abile a rimediare a una “M” nella seconda volée e a ribaltare poi la situazione.
Tre ori a squadre, quindi. E tre sono gli argenti. Come quello ottenuto da Salvatore Demetrico e Paolo Tonon, secondi soltanto ai turchi Aydin ed Hekimoglu, che vincono la sfida del W1 per 144-139. È un argento vivo anche quello firmato da Maria Andrea Virgilio e Matteo Bonacina, piegati in finale da una Gran Bretagna che non sbaglia praticamente nulla: Stretton e Macqueen perfezionano il 151-148 conclusivo. Applausi a scena aperta pure nel mixed team dell’arco olimpico, con Elisabetta Mijno e Stefano Travisani piegati solo allo shoot off dalla Polonia di Olszewska e Ciszek, 5-4 (17-15).
Travisani si metterà poi al collo un’altra medaglia: di bronzo, insieme a Giuseppe Verzini nell’olimpico maschile, con l’Ucraina travolta 6-0. E in tema di bronzi hanno voce in capitolo pure Eleonora Sarti e Maria Andrea Virgilio nel compound: decisivo, in tal senso, il successo sulla Polonia (Dudka e Markitantova) per 141-138.
I PODI INDIVIDUALI – L’Italia dell’arco è un autentico spettacolo anche nell’individuale. A cominciare da Elisabetta Mijno, tornata sul tetto d’Europa a distanza di otto anni dall’ultima volta. Percorso netto, quello di “Betta”: dalle qualifiche agli scontri diretti, nemmeno una sbavatura. Tantomeno contro Dorothea Poimenidou. Già, proprio la greca che l’aveva eliminata a Tokyo. Ma a Roma non c’è storia: tre parziali su quattro sorridono all’azzurra che vince 6-2 e si prende l’oro. Lo stesso metallo di Daniele Piran. Il quale, nel Visually Impaired 2/3, impacchetta un eloquente 6-2 contro lo spagnolo Adrian Orjales Vidal. E si ritaglia una gioia inenarrabile alla sua prima rassegna continentale.
L’unico argento individuale, invece, arriva nel compound maschile con Matteo Bonacina, a un soffio dal titolo già conquistato nel 2018: nell’atto decisivo, il finlandese Jere Forsberg la spunta sul filo di lana (139-137). Secondo bronzo, invece, per Stefano Travisani, che supera il francese Guillaume Toucoulle allo shoot off 6-5 (10-8), al termine di una sfida di altissimo profilo. Poi c’è Asia Pellizzari: sazia dopo l’oro misto? Al contrario! Superba è la sua gestione della finale per il bronzo, nel W1, al cospetto della turca Fatma Danabas, superata 129-113. A medaglia va anche Matteo Panariello tra i Visually Impaired: il 6-0 inflitto all’arciere di Andorra, Jordi Casellas Albiol, vale la terza piazza. Menzione particolare, infine, per il giovane Francesco Tomaselli: pur essendo all’esordio nella rassegna continentale, lotta ad armi pari contro avversari di rango ed esperienza. E non riesce ad agguantare il podio per un solo punticino: il confronto con il turco Bahattin Hekimoglu termina 134-133, ma il futuro è dalla parte di “Checco”. Sempre nella sfera individuale, infine, vanno vicinissimi alla medaglia Maria Andrea Virgilio (compound) e Giovanni Maria Vaccaro (Visually Impaired 2/3) che si fermano al quarto posto. Ennesima dimostrazione della capacità degli arcieri italiani di raggiungere sempre e comunque le sfide che possono valere una medaglia… •
“Siamo la nazionale di punta”

“Sì, lo possiamo affermare: l’Italia è la Nazionale di punta del tiro con l’arco paralimpico a livello europeo”. Lo dice la realtà. E lo conferma il commissario tecnico, Guglielmo Fuchsova, profondamente grato nei confronti di atlete e atleti: “Continuano a regalarci enormi soddisfazioni. All’interno di una stagione intensa, hanno saputo gestire energie e risorse con grande razionalità. Ringrazio ognuno di loro: non tanto e non solo per i risultati ottenuti, ma per i sacrifici che compiono, l’abnegazione, l’impegno. Come ringrazio tutto lo staff, oltre alla FITARCO e al Comitato italiano paralimpico”. A proposito dello staff, è sulla stessa linea di pensiero il coach Antonio Tosco: “Siamo soddisfattissimi per il numero di medaglie conquistate. E questo ci conforta in prospettiva futura. I Giochi di Tokyo ce li siamo appena lasciati alle spalle e, di conseguenza, avremo un anno in meno per preparare i ragazzi. Tuttavia, il lavoro sta già procedendo spedito”.
A Roma ha brillato ancora una volta la stella di Elisabetta Mijno: “Quella degli Europei è stata una tappa importante, all’interno di una stagione in cui ho raccolto record e soddisfazioni personali. Mi aspetta ancora un sacco di lavoro – dice pensando alle prossime Paralimpiadi di Parigi –. Non bisogna mai pensare di essere arrivati. In ogni caso, indipendentemente dai risultati, quella francese sarà di sicuro una bella edizione: più di Tokyo, visto che non ci sarà più il Covid a dare fastidio”.
Da incorniciare pure l’Europeo di Asia Pellizzari nel W1: “Giocare in casa non sempre aiuta, ma è stata un’esperienza meravigliosa. In alcuni frangenti avrei potuto fare meglio e di questo sono consapevole. Come sono consapevole che, per migliorare, dovrò lavorare su alcuni aspetti”.
All’esordio in una rassegna continentale, invece, è andato a un soffio dalla medaglia Francesco Tomaselli: “Ho ottenuto un risultato inaspettato. Anche se, raggiunta la finale, una medaglia si cerca sempre. Sono contento di come ho tirato, era il mio primo Europeo. Parigi 2024? Rappresentano un sogno, ma voglio continuare a tirare così, e se possibile meglio, per vedere dove posso arrivare”.
Brilla, inoltre, l’argento di Matteo Bonacina: “La gara a squadre è andata molto bene, mentre nell’individuale mi sono smarrito su qualche freccia. C’è da lavorare. E pure sodo per rimediare ai piccoli errori che ho commesso continuando ad allenare ogni aspetto, soprattutto per gestire i momenti decisivi”.
Daniele Piran, invece, è il nuovo campione europeo della categoria V.I. 2/3: “Vincere a Roma i miei primi Europei mi rende felicissimo. Tutto è iniziato dagli indoor di Macerata, andati benissimo. Da lì è scattato qualcosa che mi ha dato la voglia e la forza di andare avanti e di alzare l’asticella”. Immancabili i ringraziamenti: “Dalla squadra allo staff, passando per gli amici a casa, la famiglia. E per la guida Adriano Peruffo: metà del risultato è merito suo”. Ed è proprio Peruffo a porre l’accento sull’exploit di Nove Mesto: “In Repubblica Ceca abbiamo ottenuto il record italiano e ci siamo avvicinati al primato europeo. Siamo pronti ad affrontare altre sfide”. Sul podio sale pure Matteo Panariello, bronzo nel V.I.1: “In semifinale ero emozionato e ho incontrato un avversario forte. Ma avevo voglia di godermi la finale per questo terzo posto in casa. Per me è sempre stato un sogno e sono riuscito a confermarmi”. Un pensiero speciale va al fratello: “L’anno scorso gli ho dedicato l’oro agli italiani di Grottaglie e ora il bronzo europeo. Sono sicuro che, da lassù, si è divertito a vedermi tirare. Questa medaglia è soprattutto per lui”.
Italia super a Nottingham!
Sul prossimo numero di Arcieri spazio alla finale della Para-Archery Cup che si è disputata dal 13 al 16 settembre a Nottingham (GBR). Nella patria di Robin Hood l’Italia ha portato in gara otto azzurri: Stefano Travisani (Fiamme Azzurre) e Vincenza Petrilli (Fiamme Oro) nel Ricurvo Open; Matteo Bonacina (Arcieri delle Alpi), Maria Andrea Virgilio ed Eleonora Sarti (Fiamme Azzurre) nel Compound; Paolo Tonon (Società Arcieri del Castello), Francesco Tomaselli (Gruppo Arcieri Solese) e Asia Pellizzari (Società Arcieri del Castello) nel W1. Anche in questa occasione l’Italia non ha tradito le aspettative, vincendo 5 ori, 3 argenti e 1 bronzo e, tanto per rinnovare la tradizione, ottenendo il primo posto nel medagliere…










