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UN SUCCESSO DA CONDIVIDERE
di Mario Scarzella Presidente FITARCO

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Stiamo vivendo un’estate caldissima sotto ogni punto di vista. Ma, messe da parte le temperature record che abbiamo riscontrato in Italia e che hanno messo a dura prova i nostri atleti nel corso dei vari eventi federali disputati tra maggio e luglio, è giusto concentrarci su quanto è stato fatto in ambito internazionale dagli azzurri. Siamo entrati nel vivo della stagione estiva con eventi che si sono susseguiti uno dopo l’altro, spesso accavallandosi alle competizioni nazionali. Nel complesso non posso che esprimere un giudizio molto positivo per quanto abbiamo ottenuto. E il mio primo pensiero è rivolto ai nostri arcieri, capaci ogni volta di non lasciare nulla di intentato per onorare al meglio la maglia che rappresenta un’intera nazione.
È grazie a loro e al supporto sempre presente dei tecnici se abbiamo esultato ai Campionati Europei, ai Giochi del Mediterraneo, in Coppa del Mondo e alla Para-Archery Cup. Mentre questa rivista va in stampa, si sono disputati anche i World Games e la quarta tappa di World Cup, gare alle quali è giusto che venga dedicato ampio spazio sul prossimo numero di Arcieri, così come ad altri eventi federali dei quali parleremo la prossima volta.
Seguendo un ordine puramente cronologico, si sono confermati un gruppo di altissimo livello gli azzurri del ricurvo maschile: Nespoli, Paoli e Musolesi hanno vinto con merito il titolo continentale a Monaco, mentre le azzurre del compound Tonioli, Roner e Ret ci hanno portato l’argento e il misto olimpico Nespoli-Andreoli un bronzo. Tre medaglie che ci riempiono d’orgoglio ma che non sono rimaste isolate, visto che l’Italia ha ottenuto l’argento con Nespoli, Musolesi e Pasqualucci nella patria dell’arco, in Corea del Sud, dove era ospitata la seconda tappa di coppa del mondo.
Ma gli applausi più scroscianti da parte dello sport italiano sono arrivati in occasione dei Giochi del Mediterraneo, dove abbiamo dato, come da tradizione, il nostro bel contributo al raggiungimento del primo posto nel medagliere dell’Italia. In Algeria, Federico Musolesi ha compiuto una vera impresa prima superando in semifinale Mauro Nespoli – che si è rifatto vincendo il bronzo – e poi battendo in finale il campione olimpico Mete Gazoz. Un acuto individuale meritato che sicuramente lo farà crescere ulteriormente. Ai due podi del ricurvo maschile vanno aggiunti i podi arrivati dopo le finali giocate con un osso duro come la Turchia: l’argento di Lucilla Boari che ha dato seguito all’oro vinto a Tarragona nel 2018, l’argento delle azzurre Rebagliati, Andreoli e Boari nella prova a squadre e l’argento nel misto di Nespoli e Boari.
Tornando a parlare di medagliere, non possiamo non fare i complimenti ai nostri beniamini che hanno dominato il podio alla Para-Archery Cup di Nove Mesto. In Repubblica Ceca il gruppo italiano, che portava anche alcuni arcieri alle prime esperienze internazionali, ha annichilito la concorrenza portandosi a casa ben 13 medaglie: 7 ori, 3 argenti e 3 bronzi. Il viatico migliore per arrivare pronti agli Europei Paralimpici di Roma.
Se le performance degli azzurri meritano il plauso di tutto il movimento arcieristico, altrettanto va fatto nei confronti di chi sta organizzando gli eventi internazionali in Italia e chi ha organizzato gli ultimi eventi federali. La Coppa Italia Master di Pistoia è stata un successo, visto che ha raddoppiato i partecipanti; la Coppa delle Regioni rimarrà a lungo nella memoria per le sfide sentitissime giocate davanti agli spettacolari templi di Paestum; i tricolori paralimpici sono approdati per la prima volta a Lanciano dando spazio a sfide di altissimo livello e, infine, le emozioni che abbiamo vissuto a Palmi per il Memorial Odilia Coccato ci hanno riempito il cuore di gioia: vedere i nostri giovanissimi arcieri vivere la finale nazionale dei giochi della gioventù con quel trasporto non può che farci guardare al futuro con fiducia.
Fiducia che mi è stata ribadita al Congresso Elettivo World Archery Europe di Monaco. È stato un grande onore essere confermato per il quinto e ultimo mandato alla presidenza della Federazione Europea. Un privilegio e una responsabilità che vivo come se fosse la prima volta. Ci tengo a ringraziare le nazioni che mi hanno supportato, comprendendo il lavoro portato avanti in questi anni, ma un ringraziamento speciale lo voglio dedicare ai nostri tesserati, perché la mia rielezione è il successo dell’intero movimento italiano, non di un singolo. •

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