Prosegue la tradizione vincente ai Giochi del Mediterraneo. L’Italia è prima nel medagliere dell’intera manifestazione grazie anche al bottino degli arcieri azzurri
Se non è una tradizione poco ci manca… Ancora una volta l’Italia del tiro con l’arco saluta i Giochi del Mediterraneo con un ottimo bottino. Nelle sette precedenti edizioni disputate le frecce nostrane avevano sempre riportato a casa almeno un podio.
Obiettivo raggiunto anche nell’avventura di Orano, in Algeria: gli azzurri hanno portato in dote al medagliere complessivo italiano cinque podi, che in verità sarebbero potuti essere ancor più luminosi se non ci fosse stata la Turchia sul loro cammino.
Parlando della manifestazione multisportiva, Italia Team ha dominato con il medagliere di Orano 2022. Per la quinta volta consecutiva da Almeria 2005, la squadra italiana sale sul gradino più alto del medagliere dei Giochi del Mediterraneo, confermandosi anche nell’edizione nell’edizione ospitata in Angeria.
A Orano l’Italia Team ha collezionato 159 medaglie (48 ori, 50 argenti e 61 bronzi) migliorando di 3 podi il risultato di Tarragona 2018, ma soprattutto conquistando tre ori in più della Turchia, seconda nel medagliere della rassegna a 3 cerchi ospitata dalla città algerina. Un’Italia trascinata dalle donne che hanno portato in dote 25 delle 48 vittorie (52,08%).
Ma a confermare la leadership tricolore tra i Paesi dell’area del Mediterraneo sono i numeri: su 19 edizioni disputate, infatti, la squadra italiana ha primeggiato per ben 14 volte. E tra quattro anni cercherà di sfruttare al meglio il fattore campo, a Taranto 2026.
La copertina del tiro con l’arco è senza dubbio per Federico Musolesi: l’aviere bolognese vince infatti l’oro individuale battendo in finale 6-4 il campione olimpico Mete Gazoz. Il suo è l’acuto migliore della spedizione, cui fanno seguito Lucilla Boari, d’argento, fermata in finale dalla spagnola Infante Fernandez (7-1), mentre Mauro Nespoli si mette al collo il bronzo grazie al 7-3 rifilato al francese Bernardi.
Doppio argento poi nelle gare a squadre: il trio femminile con Andreoli, Boari, Rebagliati e il mixed team Boari-Nespoli vengono stoppati in finale, entrambi dalla Turchia per 5-3. Quarto posto poi per il trio maschile: anche Nespoli, Musolesi e Paoli sono stati superati dalla Turchia, che si aggiudica la finale per il bronzo allo spareggio 5-4 (28-26).
ORO, ARGENTO E BRONZO INDIVIDUALI – Quella di Federico Musolesi, che vince la finale 6-4 con Mete Gazoz è una bella impresa che fa seguito alla vittoria in semifinale sul vicecampione olimpico Mauro Nespoli. L’azzurro parte meglio dell’olimpionico turco (25-23), poi però vede l’avversario vincere i successivi due parziali 29-26 e 28-27 e operare il sorpasso. Il giovane talento italiano, reduce dall’oro a squadre agli Europei, però non trema, anzi trova le forze per la rimonta che arriva con le ultime sei frecce. I set finiscono 27-23 e 26-25 e segnano la vittoria di Musolesi che ha saputo gestire meglio il vento che ha dato non pochi grattacapi agli atleti sulla linea di tiro per tutta la giornata.
Vince l’argento nel femminile Lucilla Boari che nella finalissima viene sconfitta 7-1 dalla spagnola Leyre Infante Fernandez. L’equilibrio nella sfida regge solo per il primo set (24-24), poi l’iberica mette il turbo e si porta a casa i restanti parziali 25-24, 25-19 e 28-25, senza lasciare spazio a un eventuale rimonta dell’atleta delle Fiamme Oro.
Non torna a mani vuote nemmeno Mauro Nespoli: l’aviere di Voghera si mette il bronzo al collo dopo il successo per 7-3 sul francese Nicolas Bernardi. La gara è lunga ed equilibrata, con il primo set che finisce pari 24-24, il secondo che vede l’azzurro portarsi avanti (26-21) e il terzo ancora in parità (27-24). Il transalpino, sotto 4-2 a questo punto, non molla la presa, riesce a pareggiare anche il quarto parziale (24-24) ma si deve arrendere nel quinto 25-24, un punto di differenza che permette a Nespoli di salire sul podio per due terzi italiano.
DUE ARGENTI A SQUADRE – Nel match che vale l’oro a squadre femminile, Lucilla Boari, Tatiana Andreoli e Chiara Rebagliati vengono sconfitte 5-3 da Anagoz, Basaran e Coskun. Le azzurre vanno sotto nel primo set 50-49, poi pareggiano il secondo 53-51, ma vengono di nuovo superate nel terzo 55-53. Mancano quindi sei frecce, serve una vittoria per rimanere nel match, la Turchia però non si fa sorprendere e con il 54-54 chiude la partita.
Stesso risultato nel mixed team dove Boari-Nespoli sfidano Anagoz-Gazoz perdendo 5-3 e si guadagnano così l’argento. Questa volta sono gli azzurri a partire meglio con il 35-34 del primo parziale, poi però gli avversari salgono di colpi, pareggiano 34-34 il secondo set e vincendo gli ultimi due 38-34 e 36-33 vanno a prendersi l’oro in rimonta.
Resta invece ai piedi del podio l’Italia maschile con Federico Musolesi, Mauro Nespoli e Alessandro Paoli che perdono la sfida per il bronzo, ancora contro la Turchia (Ak, Gazoz, Yildirmis), ma questa volta allo shoot off 5-4 (27-28). Una questione di centimetri al termine di una sfida che è una vera e propria altalena di emozioni. Italia avanti subito (57-56), poi ripresa (49-51), poi ancora avanti (58-52) e nuovamente riagganciata (53-55). Si va così allo spareggio in cui le frecce italiane centrano due volte il 9 e una l’8, mentre quelle turche non escono mai dal “giallo” (9-10-9) e valgono il bronzo. •
parola al protagonista
Intervista a Federico Musolesi

Per centrare l’oro ai Giochi del Mediterraneo ha dovuto far fuori il gotha di Tokyo 2020. Federico Musolesi è la nota più lieta in casa azzurra della trasferta di quest’estate a Orano, la sua prima volta in una rassegna multi-sport a due anni esatti dal sogno chiamato Parigi 2024. Le premesse sono davvero incoraggianti perché l’arciere emiliano dell’Aeronautica Militare ha dimostrato di avere grinta da vendere, battendo prima il compagno di squadra Mauro Nespoli (argento lo scorso anno in Giappone) nel derby azzurro di semifinale e poi sconfiggendo nientemeno che il campione olimpico in carica, ovvero il turco Mete Gazoz. Il bersaglio a cinque cerchi è acquisito.
Quali sono state le prime impressioni in Algeria?
“Vedere tutti gli sport insieme e il Villaggio degli atleti è stato qualcosa di speciale. Un’esperienza bellissima, magari tutte le trasferte fossero così”.
Si aspettava di trionfare?
“No, però sicuramente stavo tirando molto bene e il lavoro di quest’inverno sta dando i suoi frutti. Il 2022 non era partito nel migliore dei modi con la tappa di Coppa del Mondo in primavera ad Antalya, poi però mi sono rimesso in carreggiata con gli Europei, dove avevo perso agli ottavi contro lo spagnolo che poi ho battuto ai Giochi del Mediterraneo e lì avevamo vinto a squadre. Prima di Orano avevo avuto buone indicazioni anche dalla tappa di Coppa a Parigi, dove ho perso, ma tirando bene, perché avevo fatto il mio record in qualifica”.
Ci racconta la sua cavalcata vincente ai Giochi del Mediterraneo?
“Sicuramente non avevo un girone facile, con lo spagnolo Alvarino Garcia ai quarti, in semifinale Mauro e in finale poi Gazoz, non era proprio una passeggiata. Non avevo niente da perdere, ho fatto il mio e ho portato a casa la medaglia più importante tra quelle che finora ho vinto in carriera”.
L’amarezza per il quarto posto a squadre ha fatto scattare la molla prima della finale individuale?
“La mattina non ho tirato bene, così come non l’avevo fatto nella semifinale precedente contro la Francia. Mi è dispiaciuto molto perché non eravamo da quarto posto e forse nemmeno da bronzo perché potevamo giocarci l’oro, però capita. Ero arrabbiatissimo e questa cosa mi ha stimolato molto per la finalissima contro il turco del pomeriggio. Battere Mauro e Gazoz, così come lo spagnolo che era in forma stratosferica, è stato un qualcosa di più, che ha dato ancor più importanza al mio oro. Magari per la gente è importante soltanto il colore della medaglia, ma io in cuor mio so quello che ho fatto per raggiungerla”.
Com’è stata la festa a Casa Italia?
“Veramente bellissima. Tutti mi chiedevano qualcosa sulla medaglia, le interviste, i video per i social: mi gaso un sacco per questa roba”.
Una bella iniezione di fiducia per Parigi, che ne pensa?
“A vedere queste cose viene ancora più voglia di andarci, anche se sono scaramantico, perché l’anno scorso non ci siamo qualificati a squadre per un pelo. Tokyo è stata una scottatura, ma sarebbe stata comunque un’Olimpiade di passaggio per me, poiché è da parecchi anni che sto lavorando per Parigi. So di poter far bene e di consolidare le radici dentro la squadra”.
Quanto è utile avere una personalità del calibro di Nespoli al fianco?
“Molto. Cerco sempre di prendere ispirazione e ogni volta che parla, lo ascolto e tengo lì le sue parole, ragionando bene su quello che dice”.
Come ha cominciato a tirare?
“Seguendo mio papà Graziano, che lo faceva per hobby vicino a Bologna. Appena sono nato, mi aveva iscritto al Castenaso Arcieri Team che è stata sempre la mia società e ora è la mia seconda, visto che sono entrato anche in Aeronautica. Quando avevo 7 anni non è che mi facesse impazzire tirare con l’arco, preferivo giocare a calcio o fare altro. Stavo per mollare, ma poi mi sono avvicinato alla Nazionale e per me c’è stato soltanto più quello”.
Ha condiviso la trasferta con la sua compagna Tatiana Andreoli, bronzo a squadre: com’è stato?
“È stata una bella soddisfazione. Lei mi supporta e mi sopporta molto, perché io sono abbastanza pesante (Ride; ndr). Tatiana ha un grandissimo potenziale e può fare cento volte meglio, ne sono sicuro. In generale, in squadra c’è finalmente un bel gruppo, c’è armonia sia nella formazione maschile sia in quella femminile e credo che sia l’arma in più per lavorare ancora meglio”.
Nel tempo libero, che cosa fa?
“Guardo il calcio e sono tifoso milanista per cui ho festeggiato lo scudetto: chissà che un giorno non mi invitino a Milanello, andrei anche a piedi. Poi seguo un sacco di altri sport, a volte gioco un po’ alla playstation, oppure esco con gli amici o con Tatiana. In pratica non sono quasi mai a casa”.





