world cup – gwangju e parigiITALIA D’ARGENTO NELLA PATRIA DELL’ARCOMatteo Oneto –...

world cup – gwangju e parigi
ITALIA D’ARGENTO NELLA PATRIA DELL’ARCO
di Matteo Oneto – Foto World Archery

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Grazie alle frecce di Nespoli, Paoli e Pasqualucci l’Italia sale sul podio anche nella seconda tappa di Coppa a Gwangju, giocando la finale contro i padroni di casa coreani

La seconda tappa della World Cup 2022 va in archivio con il bis d’argento della squadra maschile dell’arco olimpico. A Gwangju come era prevedibile la Corea del Sud ha fatto la parte del leone vincendo tre ori su quattro nell’individuale, tre su sei tra squadre e mixed team e prendendosi il primo posto nel medagliere con 6 ori, 2 argenti e un bronzo davanti all’India (1 oro, 1 argento e 1 bronzo) e Germania (1 oro e un 1 argento).
I RISULTATI AZZURRI A GWANGJU – In copertina finiscono ancora Mauro Nespoli, David Pasqualucci e Alessandro Paoli che salgono sul secondo gradino del podio a Gwangju perdendo solamente in finale, proprio come nell’esordio internazionale stagionale ad Antalya. In Turchia la Nazionale maschile dell’arco olimpico si era arresa a Taipei, questa volta si ferma ancora solo in finale contro la Corea del Sud. Kim Je Deok, Kim Woojin e Lee Woo Seok vincono 6-0 mettendo subito il turbo (59-53), resistendo al ritorno azzurro, 58-57 il secondo parziale, e poi chiudendo il match con il 57-52 della terza volée.
Si fermano ad un passo dalla semifinale femminile Tatiana Andreoli, Lucilla Boari e Chiara Rebagliati che prima battono gli Stati Uniti d’America 6-2 poi vengono sconfitte da Taipei 5-3, il tabellone di certo non ha dato una mano alle azzurre. Quarti di finale fatali anche per le ragazze del compound Marcella Tonioli, Elisa Roner e Paola Natale eliminate dalla Corea del Sud (223-228) dopo il successo con il Kazakhstan. Le altre squadre non vanno oltre agli ottavi, Sergio Pagni, Federico Pagnoni e Viviano Mior si piegano all’India 229-235, Nespoli e Andreoli nel mixed team olimpico perdono allo shoot off con il Canada 5-4 (19-17) e Roner-Pagnoni escono di scena dopo il 156-157 con Taipei.
Non va molto meglio nell’individuale dove la presenza di quasi tutti gli arcieri più forti del mondo rende la competizione durissima. Nell’olimpico Nespoli esce agli ottavi dopo l’1-7 con il giapponese Kuwae, Pasqualucci e Paoli si arrendono un turno prima a Lee (Kor) e a Peters (Can) 7-1 e 6-0, mentre Galiazzo non va oltre il primo turno battuto da Jin Hyek Oh (Kor) 6-0. Per le azzurre invece è Yi-Ching Chiu l’ostacolo insormontabile, l’atleta di Taipei batte prima Andreoli ai quarti 6-4, turno in cui si ferma anche Rebagliati 4-6 contro Kuo (Tpe), e poi Boari allo shoot off 6-5 (10-8), Karen Hervat invece non riesce ad entrare nel tabellone degli scontri.
Nel compound la fortuna non accompagna Sergio Pagni sconfitto al secondo turno dall’indiano Saini alla freccia di spareggio 147-147 (10*-10), fuori anche Pagnoni allo stesso punto del tabellone con l’azzurro che non può nulla contro un Fullerton perfetto (145-150). Fuori un turno prima Viviano Mior contro il coreano Yonghee Choi (143-148). Nella gara femminile a fare più strada di tutti è Elisa Roner eliminata agli ottavi dalla spagnola Andrea Munoz 143-146, Tonioli perde al secondo turno con l’estone Lisell Jaatma 147-144 e Natale si ferma un turno prima 140-142 con la coreana Yung Soo Song.
GLI ALTRI RISULTATI – Nella corsa ai podi è dominio coreano con i padroni di casa che fanno incetta di medaglie. Nell’arco olimpico maschile l’oro è andato a Kim Wojin nel derby contro Lee Woo Seok vinto 7-1, mentre il bronzo se lo è meritato lo spagnolo Miguel Alvarino con il 6-2 sull’olandese Rick Van der Ven. Trionfano i padroni di casa anche nel femminile dove la vittoria è andata a Choi Misun su Lee Gahyun (6-2) e il terzo posto a Yi-Ching Chiu che si è presa la sfida tutta di Taipei con Tze Ying Kuo (6-2). Tra le squadre, vittoria al maschile della Corea del Sud sull’Italia 6-0 e bronzo alla Spagna che allo shoot off ha battuto la Francia 5-4 (29-27). Padroni di casa d’oro anche nel femminile con il 5-1 sulla Germania, bronzo all’India con il 6-2 su Taipei. Il dominio coreano si interrompe nel mixed team dove a salire in cima al podio è la Germania, 5-3 sugli Stati Uniti d’America, e al terzo posto chiude l’Olanda, altro 5-3 sul Canada.
Nel compoud secondo successo di fila dopo quello di Antalya per l’olandese Mike Schloesser che in finale ha la meglio sull’indiano Bhardwaj, bronzo a Steve Marsh (USA) dopo il successo 145-141 sull’austriaco Nico Wiener. Nel femminile è la coreana Kim Yunhee a prendersi l’oro con il 144-140 in finale sulla spagnolo Andrea Munoz, terzo posto per Dafne Quintero, messicana, 141-138 sull’estone Lisell Jaatma.
Nelle gare a squadre trionfano l’India al maschile, 232-230 sulla Francia, e la Corea del Sud al femminile, 232-228 sull’Estonia. I bronzi vanno invece nel primo caso alla Corea del Sud con il 238-229 sulla Danimarca e all’India con il 232-231 sulla Turchia. Nel mixed team oro a Taipei che in finale batte 148-144 l’Estonia e terzo posto all’India dopo il 156-155 con la Turchia.
PARIGI AMARA PER L’ITALIA
Un mese dopo la trasferta coreana è la Francia a ospitare la terza e penultima tappa della World Cup. Al termine delle sfide di Parigi è la formazione di casa a fare la voce grossa conquistando il primo posto del medagliere con cinque podi (2 ori, 1 argento e 1 bronzo), secondo posto per l’India con 1 oro e 2 argenti e terzo condiviso da Corea del Sud e Stati Uniti, entrambe con 1 oro, 1 argento e 2 bronzi. La buona notizia per il mondo arcieristico è il ritorno ai numeri prepandemia, in terra transalpina arrivano infatti 355 arcieri e un totale di quasi 500 persone contando anche tecnici e ufficiali di gara.
I VINCITORI – A fare festa al termine della competizione sono i vincitori di tappa delle varie divisioni che si mettono al collo l’oro e conquistano anche il pass per la finalissima di Coppa del Mondo. Nell’olimpico il brasiliano Marcus D’Almeida vince a sorpresa mettendosi alle spalle anche i coreani, nel femminile a trionfare è la giapponese Utano Gano, mentre nel compound per la prima volta in stagione il primo gradino del podio cambia padrone, dopo i due successi di Schloesser, tocca a Nicolas Girard, arciere di casa, far saltare il tappo dello Champagne. Nel femminile trionfa invece la britannica Ella Gibson che aveva già vinto in Corea e quindi il posto in finale verrà assegnato dopo la quarta tappa a seconda di come sarà la classifica finale.
Non valgono per la qualificazione, ma sono affermazioni importanti per il ranking che sarà uno dei criteri di selezione per le Olimpiadi di Parigi, quelle nelle gare a squadre di Corea del Sud e Taipei nell’olimpico maschile e femminile. Nel compound invece vincono l’oro Francia, tra gli uomini e Turchia tra le donne. Per quello che riguarda i mixed team a conquistare l’oro sono gli Stati Uniti nel ricurvo e l’India nel compound, in questo caso i punti ottenuti saranno importanti anche in chiave finali.
I RISULTATI AZZURRI – E l’Italia? Dopo le due medaglie in fila tra Antalya e Gwangju e le tre affermazioni agli Europei, la tappa di Coppa del Mondo di Parigi non porta grandi soddisfazioni al gruppo azzurro che conta ancora una volta sulla presenza della campionessa paralmpica Elisabetta Mijno tra il gruppo delle titolari dopo gli Europei e vede il ritorno in campo internazionale del grande Michele Frangilli.
Nell’olimpico la migliore è Tatiana Andreoli, eliminata agli ottavi di finale nell’individuale dall’arciera di Taipei Peng con il risultato di 6-2. Per il resto nessuno supera i sedicesimi a cui arrivano, ma vengono sconfitti Mauro Nespoli, Federico Musolesi e Chiara Rebagliati. Il turno precedente è invece ostacolo insormontabile per Lucilla Boari, Elisabetta Mijno, Alessandro Paoli e Michele Frangilli.
Si ferma allo stesso punto la corsa di Marco Bruno ed Elia Fregnan nel compound. Al termine del percorso individuale la migliore è Marcella Tonioli, eliminata agli ottavi dall’indiana Vennam 146-144. Per il resto escono ai sedicesimi Elisa Roner, Elisa Bazzichetto e Anastasia Anastasio. Out al primo turno Sergio Pagni e il giovane Leonardo Costantino.
Non va molto meglio con le squadre, il terzetto olimpico maschile (Frangilli, Nespoli, Musolesi) esce di scena con l’Ucraina 0-6 ai quarti, le donne (Mijno, Rebagliati, Boari) vengono escluse dalla corsa agli ottavi dalla Spagna sconfitte 5-1. Si fermano ai quarti Tonioli, Bazzichetto e Roner battute 229-226 dalla Gran Bretagna, mentre gli uomini (Fregnan, Bruno, Costantino) vengono eliminati agli ottavi dalla Slovenia conclusa allo shoot off: 235-235 (29-28). Nei mixed team entrambe le coppie non superano gli ottavi. •

Il Compound punta il mirino verso LA2028
di Gabriele Giovine


#Compound28: questo l’hashtag che accompagnerà il percorso di candidatura ufficializzata da World Archery per provare a portare l’arco compound ai Giochi Olimpici di Los Angeles 2028. La terza tappa di Coppa del Mondo svolta a Parigi, già futuro palcoscenico a cinque cerchi, è stata ulteriormente impreziosita dalla rivelazione della Federazione Mondiale circa il futuro del settore compound. “Il dado è tratto”, il compound è entrato ufficialmente nell’iter di selezione del CIO che valuterà dunque la possibile inclusione all’interno del massimo evento sportivo mondiale, assieme ad altre nuove discipline. La proposta attualmente è di un evento indoor, della durata massima di tre giorni (rispetto agli attuali nove del ricurvo), dedicato al settore maschile, femminile e mixed team.
La competizione a 18 metri, decisamente differente dalle distanze tipiche del targa outdoor, differenzierà profondamente questa specialità dal ricurvo; la scelta di un evento al chiuso è in prima battuta dettata dall’ampia diffusione della nuova formula delle Indoor World Series, promosse da World Archery stessa e che negli USA (paese ospitante dei Giochi) stanno spopolando in termini numerici di partecipanti.
Il compound è sicuramente una divisione più recente, seppur nata negli anni 60′ del secolo scorso, ed è sicuramente massima espressione di precisione, tensione e perfezione. È presente ai Campionati Mondiali dal 1995 e nel circuito di Coppa del Mondo dal 2006. Per rafforzare la candidatura, va rimarcato che attualmente è già presente in numerosi eventi multi-sportivi come gli Asian Games, i Giochi Europei, i Pan-American Games, i World Games e i Mondiali Universitari.
Queste le parole del Segretario Generale World Archery, Tom Dielen: “per circa 30 anni, ricurvo e compound sono sempre stati trattati allo stesso livello all’interno del mondo arcieristico, con grossi investimenti per la crescita e la promozione a livello mondiale. Il compound è ormai uno degli sport di rilievo nei principali eventi multi-sportivi. Da sempre praticato da milioni di persone negli Stati Uniti, quale miglior occasione per celebrarne l’ingresso ai Giochi Olimpici proprio da loro?!”.
Non resta dunque che attendere i prossimi step di valutazione, con le dita incrociate. L’Italia, da sempre tra i principali protagonisti del settore, sostiene la candidatura e sicuramente non si farà trovare impreparata.COSA NE DICONO GLI AZZURRI?
Abbiamo chiesto il parare anche ad alcuni azzurri del compound, e nello specifico a due atleti che nella loro precedente vita arcieristica hanno avuto modo di calcare già le linee di tiro delle Olimpiadi, seppur con il ricurvo: si tratta di Irene Franchini, olimpica a Sydney 2000, e di Elia Fregnan, in gara nella prima edizione dei Giochi Olimpici Giovanili a Nanchino 2014.
Irene Franchini: “Non può che farmi piacere, in primis perché rappresenterebbe un successo per il nostro settore, e poi perché no, aspirare a una doppia partecipazione! Sono però un po’ scettica sulla formula di gara proposta: una gara indoor alle Olimpiadi estive… Potrebbe nascere dall’idea di equiparare il compound agli altri sport di precisione come il tiro a segno e forse per provare a differenziarlo nettamente dal ricurvo. E allora perché non cambiare decisamente la formula di gara? Perché non fare un “tutti contro tutti”, dall’inizio alla fine, con eliminazioni per fasi? In questa maniera i campioni avrebbero modo di dimostrare la loro reale bravura, dall’inizio alla fine, senza essere troppo soggetti al caso. È innegabile che, se dovesse passare questa proposta, ci sarà da gestire una doppia preparazione per affrontare anche la qualifica ai Giochi oltre al normale circuito outdoor”.
Elia Fregnan: “L’Olimpiade Giovanile non la dimenticherò mai ovviamente, resterà uno dei momenti indelebili (visto anche il tatuaggio ad hoc) nella mia vita arcieristica e non. Anche se vissuta da giovane e tutto mi sembrava così grande, credo non avesse nulla in meno rispetto a quelle dei grandi. Ovviamente ho una doppia speranza: la prima che venga accettata la candidatura e la seconda è quella di essere presente a rappresentare l’Italia. Ci punto tanto, già adesso! È anche vero che la formula proposta spiazza un po’ rispetto al lavoro che stiamo facendo attualmente; bisognerà, nel caso, cambiare decisamente i piani di allenamento e l’anno prima sarà sicuramente focalizzato su quello.”

l’intervista
Elisabetta Mijno: “Parigi emozione unica”
di Matteo Oneto


Dalla Nazionale paralimpica con cui ha vinto tutto, a quella normodotati. La convocazione per gli Europei è stata la prima per Elisabetta Mijno a cui è seguita quella per la World Cup di Parigi: “Quando fai le cose bene i risultati arrivano, per me è stato così in tutto, anche negli esami universitari. I punteggi li avevo fatti, è stato il traguardo tagliato alla fine di un percorso in cui è stato ripagato il lavoro fatto”. Racconta l’arciera delle Fiamme Azzurre di rientro dalla trasferta francese.
La carriera azzurra dell’arciera di Moncalieri è lunga e ricca di soddisfazioni: “A Parigi però mi sono emozionata molto, e sono contenta di aver ritrovato questi sentimenti che non vivevo da molto tempo, il rischio è quello, che le trasferte internazionali diventino quasi una routine, questa volta però non è stato così. Ho sentito di far parte di una élite, ho tirato al fianco di persone che fino a qualche anno fa guardavo come esempio o come stimolo per migliorarmi. In quel momento ero lì con loro, è stata davvero un’emozione forte, più che agli Europei se devo essere sincera”.
Un mese di fuoco vissuto tra Monaco di Baviera e Parigi: “A livello di risultati potevo fare meglio, sono arrivata un po’ stanca e mi dispiace molto, però ho imparato delle cose che mi serviranno per il futuro. Solitamente ho la tendenza a fare più punti a inizio stagione, forse perché sono più fresca, comunque è stata un’esperienza importante, la vedo come una tappa intermedia della mia carriera tra quello che ho vissuto prima, che è stato oro, e quello che arriverà più avanti, per esempio il prossimo obiettivo sono gli Europei di Roma. L’obiettivo è quello di continuare la mia crescita”.
La doppia trasferta con la nazionale ha permesso a Elisabetta di inserirsi anche in un nuovo gruppo: “È andato tutto bene, sono persone competenti che fanno il proprio lavoro con passione. Conoscevo tutti gli azzurri, ci si trova sempre ai campionati italiani, anche se non eravamo mai stati insieme così tanto tempo, è stata una bella esperienza”.
ELISABETTA E IL TIRO CON L’ARCO – Monaco di Baviera e Parigi sono solo le ultime due tappe del lungo percorso arcieristico di Elisabetta Mjino partito fin da bambina: “Ho iniziato a 9 o 10 anni, poi ho interrotto per alcuni problemi di salute. Ho ripreso a tirare in maniera seria attorno al 2006 e da lì sono iniziate anche le soddisfazioni a livello internazionale con la convocazione per le Paralimpiadi del 2008 dopo alcuni raduni sostenuti l’inverno precedente”.
Un amore nato a piccoli passi: “Perché – spiega ancora l’azzurra – non credo esistano gli amori a prima vista, le cose vanno conosciute per essere amate e così è stato. Penso che non avrei mai potuto trovare uno sport migliore per me, prima di tutto perché ti permette di stare all’aria aperta e poi ha caratteristiche che mi piacciono particolarmente. Serve una grossa capacità di concentrazione, non necessita di una preparazione fisica pazzesca, altrimenti per me sarebbe stato difficile, e poi è precisione, delicatezza del gesto, è saper stare su un obiettivo”. Talenti che Eisabetta Mijno ha coltivato in campo e nella vita: “trovo una certa affinità tra il lavoro del chirurgo e quello dell’arciere: la delicatezza del gesto è la stessa, non bisogna mai distrarsi e poi entrambi sono percorsi lunghi e in cui ci vuole pazienza per arrivare al risultato”.

 

 

 

 

 

 

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