Protagonista di due incontri molto stimolanti, l’atleta delle Fiamme Oro racconta la sua esperienza all’Università Cattolica di Milano e all’Unità Spinale dell’Ospedale Santa Corona di Pietra Ligure
Quando si parla di Cinzia Noziglia si pensa ad un’atleta a tutto tondo, pluricampionessa delle Fiamme Oro. L’arciera di Zoagli tiene banco in televisione, la sua presenza a Italia’s Got Talent l’ha resa celebre al mondo social offrendole un motivo extraagonistico per far parlare di sé. Ma non solo. Invitata a parlare a Master Universitari sulla Comunicazione ed a Studi di Tecniche Avanzate con l’Università di Genova per mostrare il gesto tecnico del tiro con l’arco adattato alla biomeccanica, Cinzia ha dimostrato la sua innata disponibilità nel raccontare il tiro con l’arco non solo nel ruolo di arciera ma anche testimonial eccellente di un mondo a lei consono: la comunicazione e l’inclusività.
Il Master Universitario “Comunicare lo Sport” intende formare figure professionali, che siano laureati in possesso di titolo di laurea triennale e magistrale di qualsiasi facoltà ma anche a diplomati Isef, con lo scopo di formare esperti nelle aree della cultura dello sport, della comunicazione digitale, dell’organizzazione di eventi, della comunicazione e del marketing. I temi sono affascinanti e sicuramente accostabili ad altri argomenti trattati, come il pubblico e i fun, il racconto e lo storytelling, gli strumenti e i linguaggi digital e social, la struttura organizzativa e giuridica della materia, la rappresentazione mediale. Alla base di tutto, però, c’è lo sport con i suoi significati, la cultura e l’etica.
La presenza di Cinzia Noziglia all’Università Cattolica di Milano, voluta dalla professoressa Patrizia Musso, docente di “Laboratorio di Marketing aziendale e Internal Branding” e Direttore Didattico del Master in Account e Sales Management, è durata un intero pomeriggio. Preceduta dalla lezione della professoressa Musso sul marketing, lo sport e la comunicazione, la campionessa ligure ha fatto il suo intervento e successivamente risposto alle domande degli studenti dopo che Rebecca Rabozzi, docente di “Digital Communication & Social Selling” e profonda conoscitrice dell’ambiente arcieristico, ha illustrato i numeri e la storia della FITARCO, per poi analizzare insieme all’atleta azzurra alcuni esempi concreti di promozione sportiva, la comunicazione e l’immagine del tiro con l’arco su media e social, anche con il contributo del capo ufficio stampa della Federazione, collegato in videoconferenza.
“Per me è stata un’esperienza unica – racconta Cinzia – il confronto con dei laureandi su un tema come quello dello sport è sempre d’insegnamento, non solo per loro, ma anche per me. Il confronto su tematiche specifiche come quelle della comunicazione sportiva, relativa alla mia esperienza, mi ha fatto sentire parte integrante di un progetto didattico universitario di alto livello. Mettere il mio know-how di esperienza sportiva mi ha reso consapevole del ruolo mediatico che uno sportivo ricopre”. Un racconto quello di Cinzia che è entrato nel dettaglio di quella giornata speciale che è stata l’esibizione di tiro alla trasmissione Italia’s Got Talent: “La mia esperienza in tv ha rappresentato il momento clou del mio incontro con gli studenti, ho parlato dei retroscena, di come abbiamo scelto di gestire l’apparizione e quale era il messaggio che si voleva far passare. E sono contenta che tutto ciò ha portato ad identificare il mio sport con l’inclusività, proprio su questo gli studenti si sono sbizzarriti a farmi domande”. La giornata di lezione è terminata con la creazione, da parte degli studenti, di un piano marketing sul tiro con l’arco creato ad hoc per alcune tipologie di arcieri come le donne over 40, i giovani e i master.
Le esperienze proseguono per Cinzia Noziglia. Vediamo come la Biomeccanica si inserisce in un progetto legato al tiro con l’arco e dove Cinzia ha offerto anche in questo caso il suo contributo.
Ci spostiamo a Pietra Ligure, in provincia di Savona, presso l’Unità Spinale dell’Ospedale Santa Corona. Qui ha preso il via un progetto, nato dalla collaborazione tra il Dipartimento di Informatica, Bioingegneria, Robotica e Ingegneria dei Sistemi dell’Università di Genova, che si pone lo scopo di studiare i movimenti del corpo in fase normale e in una fase di trauma. Uno studio sviluppato per la riabilitazione, la cui finalità è volta ad analizzare il movimento e le attivazioni muscolari durante il gesto del tiro con l’arco in piedi e in carrozzina, con lo scopo di definire le strategie cinematiche (la cinematica è una parte della fisica che studia il movimento dei corpi) e muscolari adottate da atleti normodotati e con disabilità.
“L’incontro con l’Unità Spinale è arrivato tramite gli Arcieri 5 Stelle, la società più vicina a quel territorio. Mi hanno contattato chiedendomi di partecipare ad una iniziativa legata ad alcuni dottorati di ingegneria che, attraverso studi legati all’attività muscolare di persone normodotate e di persone con disabilità di vari livelli, sfrutta la biomeccanica del tiro con l’arco per l’analisi del movimento e dell’attività muscolare in arcieri normodotati e con lesioni al midollo spinale”. Un’esperienza unica per Cinzia che la immerge totalmente in un mondo, quello della medicina, così vicino a quello dello sport di cui è spesso tassello fondamentale per il recupero fisico delle persone colpite da traumi fisici.
Ma come hanno monitorato i movimenti della muscolatura per ottenere due differenti risultati? “Mi hanno posizionato dei sensori sulle braccia e sul tronco; mi hanno fatto tirare normalmente, in piedi, monitorando l’attività dei muscoli e poi da seduta registrando quali sono le differenze. La stessa cosa è stata fatta su un paziente con disabilità che aveva già tirato con l’arco. Anche a lui hanno posizionato i sensori e lo hanno monitorato ed ora cercheranno di farlo con altri pazienti per capire quali sono le differenze di attivazione muscolare”.
Concluse le due esperienze come testimonial l’atleta della Polizia di Stato ci ha voluto ricordare quanto inclusivo sia questo sport e quanto ci sia da imparare da queste nuove prove di sperimentazione che uniscono e studiano, per migliori sviluppi, i differenti sforzi tra un’atleta paralimpico e “normodotato”. •

In che modo la biomeccanica può sopperire ad un danno fisico che riguardi l’attività muscolare in arcieri con lesioni e qual è la differenza con un normodotato?
La biomeccanica del movimento è la scienza che studia come e perché il copro umano si muove. Essa fornisce informazioni chiave sui modelli di movimento, le attrezzature e gli esercizi più efficaci e più sicuri per migliorare il movimento umano; può infatti essere uno strumento utile per educatori fisici, allenatori, scienziati dell’esercizio, preparatori atletici, fisioterapisti e altri coinvolti nel movimento umano.
L’applicazione della biomeccanica può portare al miglioramento delle prestazioni o alla riduzione e alla riabilitazione delle lesioni attraverso il miglioramento di tecniche, attrezzature o allenamento. L’indagine biomeccanica sul movimento articolare e sui modelli di attivazione muscolare degli atleti con lesioni midollari fornisce informazioni rilevanti per comprendere il ruolo delle menomazioni motorie nell’esecuzione di compiti motori sportivi e per poter monitorare durante la fase di training di tali atleti come lo sport specifico vada a modificare nel tempo e con l’esperienza la cinematica e l’attività muscolare. Quest’ultimo aspetto è sicuramente applicabile anche ad atleti normodotati, che rispetto ad atleti con disabilità fisiche, non attuano strategie compensatorie per ottimizzare il movimento. In questo senso l’applicazione della biomeccanica nel tiro con l’arco è molto utile. Ovviamente, nel caso di soggetti/arcieri mielolesi, oltre a quantificare il movimento, i metodi biomeccanici contribuiscono a un approccio globale alla comprensione dell’effetto degli interventi riabilitativi.
Cosa si intende realizzare e verificare con il progetto nato in collaborazione tra il Dipartimento di Informatica, Bioingegneria, Robotica e Ingegneria dei sistemi dell’Università di Genova e Spinal Cord Italian Lab presso l’Unità Spinale dell’Ospedale Santa Corona?
Si intende caratterizzare la cinematica e le strategie muscolari adottate dagli arcieri normodotati e con lesioni del midollo spinale, utilizzando tecniche di analisi avanzate quali sistemi di motion capture markerless e studio delle sinergie muscolari durante l’esecuzione task specifica del tiro, in modo da comprendere come varia la suddetta caratterizzazione in funzione dell’allenamento e del livello di expertise dell’atleta, e nel contempo per comprendere meglio i meccanismi compensativi di controllo motorio utilizzati dagli arcieri mielolesi in confronto agli arcieri normodotati.
Può essere utile l’uso dei risultati di questi studi anche per atleti che non tirano con l’arco?
Ci teniamo a precisare che la biomeccanica può essere impiegata in un’ampia varietà di attività sportive e di esercizio al fine di:
• Identificare schemi di movimento ottimali per migliorare le tecniche specifiche per lo sport
• Analizzare il reclutamento e il carico muscolare per determinare il metodo più sicuro per eseguire un particolare compito/movimento.
• Aiutare a sviluppare abitudini di movimento corrette che possono essere mantenute a lungo termine (massimizzando le prestazioni e riducendo al minimo il rischio di lesioni)
• Analizzare attrezzature sportive e per esercizi fisici, ad es. scarpe, superfici, racchette, ecc.
Quindi, certamente le tecniche di analisi che si utilizzano possono essere applicate nello studio di compiti motori sportivi di vario genere, sia per atleti normodotati che con disabilità fisiche.






