I nostri arcieri ci hanno fatto cominciare l’anno con il sorriso sulle labbra. La stagione indoor si è conclusa come meglio non poteva e, allo stesso tempo, la Nazionale Paralimpica ha cominciato “fuori stagione” i suoi impegni outdoor, avendo già disputato in pieno febbraio il Campionato Mondiale Para-Archery.
Tra Europei Indoor e rassegna iridata paralimpica l’Italia si è confermata ad altissimi livelli e di questo dobbiamo dare merito agli azzurri e allo staff tecnico. Nonostante tutte le problematiche che ci affliggono, dal Covid che ancora non ci ha abbandonati, alla difficilissima situazione geopolitica che ha portato guerra e distruzione nel continente europeo, gli arcieri italiani sono riusciti a portare a termine lo stesso, egregiamente, il loro compito.
Partendo dalla trasferta più lontana, il gruppo Para-Archery era arrivato negli Emirati Arabi con la volontà di dar seguito ai risultati ottenuti ai Giochi Paralimpici di Tokyo. Sappiamo bene che il Mondiale post-olimpico difficilmente ha la stessa valenza di quello che mette in palio i pass per le Paralimpiadi, ma questo non toglie assolutamente valore ai successi italiani a Dubai. Non era mai accaduto che una Nazionale riuscisse a vincere tre medaglie d’oro in un così breve giro di lancette… Tre titoli iridati nel ricurvo in un solo pomeriggio: col mixed team di Travisani e Petrilli, con la squadre femminile, che portava la novità del doppio composto da Floreno e Petrilli e, infine, la ciliegina sulla torta dell’oro individuale che ha permesso ad Enza Petrilli di vivere un sogno a occhi aperti. Una grandissima impresa affiancata dagli argenti di Maria Andrea Virgilio nel compound e di Asia Pellizzari e Salvatore Demetrico nel misto W1, oltre al bronzo visually impaired di Daniele Piran. Una scorpacciata di medaglie e delle prestazioni che ci rendono fieri e orgogliosi. L’unica ombra è stata l’assenza di una campionessa come Elisabetta Mijno, fermata dal Covid proprio al momento della partenza. Betta avrebbe meritato di giocarsi le sue chance di podio, ma sono certo che, col grande carattere che la contraddistingue saprà reagire, arrivando magari a una convocazione con la Nazionale “normo” che ha già sfiorato in più occasioni.
Una trasferta da applausi è stata anche quella degli Europei Indoor di Lasko. In Slovenia abbiamo messo in bacheca 12 podi, raggiungendo il secondo posto nel medagliere. A farci particolarmente piacere sono state le prestazioni dell’arco nudo che faceva il suo esordio in questa manifestazione. Le azzurre hanno dominato la gara occupando i tre gradini del podio individuale e vincendo l’oro a squadre, gli uomini hanno chiuso con l’argento del terzetto. Ma ottime prestazioni sono arrivate anche nel ricurvo e nel compound, sia da parte dei senior che dagli junior.
Nel complesso un eccellente Europeo che è stato preludio per il saluto conclusivo alla stagione al chiuso che ci ha riportati a Rimini per gli attesissimi Tricolori indoor. Nel ricordo del compianto Andrea Bertolino, abbiamo portato quasi 1300 arcieri a giocarsi il titolo italiano in tre divisioni attraverso sfide davvero avvincenti. Abbiamo vissuto quattro giorni di gare intensi che hanno evidenziato la voglia dei tesserati di vivere in prima persona i grandi appuntamenti arcieristici.
Nel corso della stagione ce ne saranno molti altri a partire da aprile, sia in Italia che all’estero: sarà un’annata out-door lunga che ci apprestiamo a vivere con entusiasmo e voglia di migliorarci sotto ogni punto di vista. Numerose ulteriori iniziative verranno portate avanti dalla Federazione e tante altre storie avremo da raccontare per dare visibilità al nostro sport. Alcune di queste le leggerete nelle pagine di questo numero della rivista Arcieri. Molte di più le ritroveremo lungo il nostro cammino nel corso della stagione che, mi auguro, porti a tutto il movimento arcieristico importanti soddisfazioni e la realizzazione dei nuovi obiettivi prefissati. •
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