arco e scuolaSCUOLA ATTIVA JUNIORGiusi de Angelis

arco e scuola
SCUOLA ATTIVA JUNIOR
di Giusi de Angelis

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Il racconto dei tecnici impegnati negli istituti scolastici di Emilia Romagna e Puglia nel progetto “Scuola Attiva Junior” che ha portato a scuola il tiro con l’arco

Continuiamo il nostro percorso lungo il progetto Scuola Attiva, voluto da Sport e Salute per l’attività motoria nella scuola primaria: i dati sono più che soddisfacenti con più classi, più bambini e con un numero di Federazioni che cresce. Un investimento pari a circa 17 milioni rispetto ai 6 del passato che ha permesso al Ministero dell’Istruzione e a Sport e Salute di proiettarsi all’anno prossimo sullo sviluppo dell’attività motoria nelle scuole, cosi come auspicato e voluto dal Sottosegretario allo Sport Valentina Vezzali e dal Ministro Patrizio Bianchi.
Sono tanti i temi e gli elementi affrontati da Scuola Attiva Kids come il coinvolgimento di tutte le classi dalla prima alla quinta elementare (ricordiamo che il precedente progetto “Sport di Classe” era rivolto ai bambini di quarta e quinta elementare); il tempo attivo a disposizione dei bambini coinvolti prevede 4 ore di attività settimanale con l’orientamento sportivo di 30 Federazioni Sportive Nazionali che, oltre al ritorno di tesseramento per le discipline presenti, coinvolge le stesse con la formazione dei tutor che a sua volta rappresentano un ruolo di raccordo tra il mondo sportivo e il mondo scolastico, con la possibilità di diventare anche riferimento per gli Organi Sportivi Territoriali che potranno proporre altre progettualità. Ma non solo, quello del tutor è un ruolo importante che affianca gli insegnanti di quarta e quinta all’interno delle palestre per un’ora a settimana e aiuta nella metodologia il corpo insegnante di prima, seconda e terza elementare.
È necessario ricordare che la formazione è stata realizzata non solo per i tutor, ma anche per gli insegnanti. Attraverso la piattaforma Teams sono stati realizzati 36 seminari online che comprendevano 3 incontri formativi per la presentazione del progetto, 2 webinar di formazione per tutor ed insegnanti e 30 corsi di formazione, realizzati dalle Federazioni, dedicati solamente ai tutor.
Scuola Attiva Junior in particolare ha trovato uno spazio importante all’interno delle scuole medie con 21.362 classi iscritte dalla prima alla terza, coinvolgendo circa 429.165 alunni e 2000 insegnanti, 34 Federazioni e 3000 tecnici federali.

I TUTOR FITARCO – Abbiamo avuto modo di incontrare alcuni tecnici della Federazione impegnati sul territorio e sul progetto che hanno condiviso la loro esperienza.
“I temi trattati sono stati molti – racconta Carla Di Pasquale Presidente della Castenaso Archery Team, società dell’Emilia Romagna e tutor della Fitarco oltre che Consigliera Federale – e dal punto di vista teorico abbiamo anche fatto una simulazione di tiro, per questo il kit fornito dalla Federazione ha permesso un percorso specifico con gli elastici, ovviamente passando dalla storia dell’arco. Ma indispensabile nel lavoro di approccio è stata la collaborazione con il docente di scienze motorie. Piace molto tra i giovani e gli stessi ragazzi hanno capito che il tiro con l’arco è uno sport inteso non solo come attività sportiva ma anche sport di concentrazione e studio di se stessi, anche se c’è stato un approccio diverso tra ragazzi e ragazze. Gli uni si sono concentrati sulla potenza e la vittoria, le altre erano soddisfatte di completare il gesto tecnico, decisamente più disciplinate e attente. Ma la condivisione con l’insegnante, molto presente, e con il collega istruttore Sergio Bisacchi, mi ha permesso di apprezzare il sorriso di tutti i ragazzi, anche di quelli che avevano problemi di socializzazione”. Un insegnamento per chi pensa che il tiro con l’arco è solo medaglie olimpiche, mentre raccontato tra i banchi di scuola e in palestra dimostra quanto socializzi e integri.
“La scuola come luogo di sport e inclusione – racconta Stefano Marino Fransoni, istruttore di primo livello – visto che alcuni alunni che hanno partecipato all’attività avevano problematiche psichiche e fisiche e che l’aiuto degli insegnanti in questo è stato fondamentale per l’organizzazione dei pomeriggi sportivi. Uno sport che ha suscitato curiosità tra i giovani, in pochissimi avevano provato il tiro con l’arco. Il piacere di cominciare è stato tanto che gli alunni stessi ci chiedono dove sono le società per continuare a tirare e a quanto ammonta la spesa di arco e materiale necessario per le gare”, conclude.
Insomma scuola e sport un connubio alla base delle esperienze dei tutor del tiro con l’arco: la scuola, luogo di crescita della cultura, può rivelarsi posto ideale allo sviluppo di qualsiasi attività e propedeutica per lo sviluppo capillare dello sport. Nei plessi pugliesi – dove Luigi Picci e Vitale Emanuele Minonne, tecnici federali – hanno seguito e preparato gli alunni, trattato argomenti rivolti all’attività sportiva, agli esercizi da effettuare a corpo libero per la preparazione al tiro, opportuni e necessari a riscaldare le fasce muscolari, hanno dato spiegazioni delle caratteristiche fisiche dell’attrezzo, in un clima distensivo hanno trovato l’esperienza di Scuola Attiva Junior “un progetto che contribuisce a veicolare il messaggio di una scuola più aperta alla società civile. E nel particolare il tiro con l’arco viene vista un’attività motivazionista ed utile ad una maggiore attenzione ai dettagli e alla coordinazione”, ci raccontano i due tutor che aggiungono: “i professori hanno manifestato una crescente soddisfazione e coinvolgimento. Un coinvolgimento totale anche da parte dei dirigenti scolastici che hanno messo a disposizione tutti i locali e gli spazi richiesti”.
Ma sono i docenti la vera chiave del progetto Scuola Attiva, secondo Antonio Fusti, Presidente Fitarco Puglia e tecnico federale: “la loro presenza e il loro coinvolgimento è fondamentale, attraverso il corpo insegnante possiamo spingere affinché la nostra disciplina diventi un punto di riferimento all’interno della scuola, l’interesse dei ragazzi può motivare gli insegnanti a voler proseguire”.
Un’esperienza con un impatto positivo tra Ministero dell’Istruzione e Sport e Salute, tra scuola e tiro con l’arco: uno sport che suscita curiosità e che ben si inserisce in un programma scolastico sportivo. L’arco, che rappresenta nell’immaginario uno strumento di amore, di precisione e di concentrazione, ha trovato nella scuola un intermediario che con maestria scocca la freccia lì dove era difficile entrare. •

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