Affinché rimanga traccia di un nuovo metodo di lavoro che sta dando buoni risultati vi riporto quanto fatto dal momento in cui ho ricevuto nell’ottobre 2019 l’incarico di gestire e coordinare l’attività del gruppo Nazionale Olimpico Seniores.
ll lavoro impostato si è reso particolarmente più complicato per l’avvento del Covid con conseguente annullamento della stagione agonistica 2020 e lo spostamento di un anno dei Giochi Olimpici, rendendo incerto lo svolgimento della manifestazione anche nel 2021.
Dopo aver condiviso le scelte con il Consiglio di Presidenza, lo staff Federale è stato così composto:
Coordintaore Tecnico: Sante Spigarelli
Assistente del C.T. – allenatore: Giorgio Botto
Psicologo: Manolo Cattari
Medico: Giorgia Micheletti
Fisioterapista: Andrea Rossi
Preparatore Atletico: Jacopo Cimmarrusti
Allenatori: Matteo Bisiani, Amedeo Tonelli, Natalia Vaaleva
Scelto lo staff, sono state valutate le problematiche che si erano create e che rendevano la gestione degli atleti e dei tecnici particolarmente difficili. Si è quindi proceduto per priorità.
PARTE PRIMA
1) Avere il supporto di una presenza continua ai raduni, sostitutiva del CT
2) Risolvere la conflittualità tra gli atleti
3) Risolvere la conflittualità e confusione di ruoli tra i tecnici
4) Riportare, per quanto necessario, gli atleti nella gestione interna allo staff.
PARTE SECONDA
5) Individuare due figure tra gli atleti che fungessero da “Capitano”
6) Introdurre tra i tecnici il lavoro di staff
7) Migliorare il lavoro di tutto lo staff: tecnici, psicologo, preparatore atletico, fisioterapista, medico
8) Coinvolgere i tecnici personali, richiesti e riconosciuti dagli atleti
1) Avere il supporto di una presenza sostitutiva del CT
È stato scelto per questo ruolo Giorgio Botto, tecnico di alto livello con ampia esperienza e comprovata affidabilità, residente a pochi km dal Centro Tecnico Federale di Cantalupa, disponibile a svolgere tutti i ruoli necessari, utili anche al buon funzionamento del centro.
2) Risolvere la conflittualità tra gli atleti
La conflittualità è stata ricondotta alla normale e sana competizione tra loro, dando certezza che il valore più importante per le varie qualificazioni sarà dato in prevalenza dai risultati sul campo.
3) Conflittualità e confusione di ruoli tra i tecnici
La suddivisione dei tecnici tra uomini e donne e l’assegnazione ad ogni tecnico dei suoi atleti da seguire ha risolto la problematica ed ha creato anche tra loro una sana competizione nel lavorare meglio e di più sui “propri” atleti.
4) Riportare, per quanto necessario, gli atleti nella gestione interna allo staff
Si è data la possibilità ai soli atleti Galiazzo, Nespoli e Frangilli, in considerazione del loro passato e dello stato attuale di decidere quando essere presenti ai raduni, in base alle loro necessità. Il risultato è stato quello di averli presenti molto più di prima e particolarmente collaborativi.
5) Individuare due figure tra gli atleti che fungano da “Capitano”
I due atleti scelti sono Elena Tonetta e Mauro Nespoli, la loro funzione è quella di raccogliere istanze collettive e portarle nella sede opportuna per la ricerca delle possibili soluzioni, evitando che i problemi si ingigantiscano, perché non trovano un autorevole ascolto organizzato.
Il loro coinvolgimento con tutto lo staff, nella stesura di massima dei programmi li pone nella condizione di condividere le scelte fatte.
6) Introdurre il lavoro di staff e dei tecnici
Per alzare ulteriormente il livello già alto di ogni singolo componente lo staff, è stato modificato il metodo di lavoro, che era sostanzialmente individuale sugli atleti.
Prima dell’inizio di ogni raduno, tutto lo staff si riunisce e verifica il programma giornaliero, esponendolo e valutando eventuali priorità. Il mattino dopo tutti i tecnici osservano i tiratori, annotando una opinione/visione personale del primo raduno e altrettano viene fatto successivamente rispetto al raduno precedente.
Successivamente, in un apposito momento di lavoro, c’è una consultazione su quanto hanno rilevato, si valutano le osservazioni di tutti con il tecnico preposto a quell’atleta, il quale ne trae delle conclusioni e, se lo ritiene opportuno, adotta le soluzioni proposte collegialmente.
Nel contempo, psicologo, preparatore atletico e fisioterapista incontrano singolarmente tutti gli atleti per il loro specifico lavoro individuale.
Con questo metodo di lavoro si raggiungono più scopi: più occhi e più esperienze dei tecnici vedono meglio, si evita che un tecnico vada da un atleta non suo quando valuta delle situazioni necessarie di immediato intervento, bensì riporta il problema al tecnico dell’atleta e così questo mantiene invariata la sua autorità nei confronti del suo arciere, usufruendo però anche della visione degli altri colleghi. In ultimo, ma non meno importante, se in gara per un qualsiasi motivo non è presente il tecnico personale, ogni altro coach può, ragionevolmente, sostituirlo perché conosce almeno tecnicamente tutti gli atleti.
7) Migliorare il lavoro di tutto lo staff
Ad ogni raduno tutto lo staff riunito ha un colloquio individuale con ogni atleta. Lo scopo principale è quello di far percepire all’atleta che c’è una équipe coordinata, che focalizza tutto il suo lavoro su di lui. Durante il colloquio parlano con l’atleta solo il suo allenatore e gli altri componenti dello staff.
Il compito del C.T. in quel colloquio è di conoscere il prima possibile se ha problemi particolari, dei quali deve prendersi carico per tentare di risolverli.
Successivamente si analizzano questioni tecniche specifiche, di cui si occupano lo specialista, il tecnico, lo psicologo, il fisioterapista ecc.
8) Coinvolgimento dei tecnici personali richiesti e riconosciuti dagli atleti
Il loro coinvolgimento è fondamentale, per più motivi. Per dare loro la possibilità di una importante esperienza, per ottenere da loro informazioni preziose sul passato dell’atleta e sulla reale possibilità di lavoro a casa.
L’occasione di poter partecipare e condividere la stesura degli obbiettivi, dei programmi generali, sino alla gestione di ogni singolo microciclo, pone i tecnici personali nella migliore condizione di poter gestire gli allenamenti, concordati con il tecnico federale, da far svolgere a casa.
Mi rammarico, anche se comprendo le difficoltà, che pochi tecnici personali abbiano aderito alla chiamata a carico Fitarco e che l’arrivo del Covid habbia interrotto la presenza di chi ha aderito.
CONCLUSIONI
Grazie alla grande professionalità, disponibilità e condivisione del metodo di lavoro da parte di tutti i componenti lo staff è stato possibile adottare questo programma e portarlo avanti.
Al momento tale metodo, seppure con piccoli necessari aggiustamenti, sta funzionando egregiamente e per questo ritengo possa essere tenuto in considerazione come metodologia di lavoro anche per altri gruppi simili.
Il metodo è adatto a valorizzare il lavoro dello staff agli occhi dell’atleta, pur mantenendo l’importanza del lavoro autonomo di ogni singolo componente lo staff.
I continui momenti di confronto collegiale per ogni singolo arciere, gli fanno percepire che il lavoro su di lui non è fatto a spot dai singoli, ma da una équipe che lo supporta a 360 gradi.
Ritengo che a breve, con i dovuti tempi di adattamento dalle singole realtà Regionali, questo metodo di lavoro, con il necessario supporto dello staff tecnico centrale, con un notevole ma necessario sforzo organizzativo, possa essere adottato dai settori tecnici dei Comitati Regionali, partendo dalla creazione di appositi staff tecnici regionali.




