mondiale giovanileAzzurrine compound in festa a WroclawMatteo Oneto – Foto World Archery

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Azzurrine compound in festa a Wroclaw
di Matteo Oneto – Foto World Archery

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Una giovane Italia rinnovata riparte dalla rassegna iridata, dove le allieve Del Duca, Serafini e Di Nardo conquistano il bronzo compound. Doppio 4° posto per i terzetti maschili del ricurvo

Riparte da Wroclaw la storia dei Mondiali Giovanili di tiro con l’arco, prima grande competizione dedicata ad allievi e juniores dopo un 2020 flagellato della pandemia di Covid-19. L’Italia torna dalla Polonia con una medaglia di bronzo con una squadra femminile confermando la crescita del settore. Se nel 2019 erano state Bazzichetto e Roner a salire sul terzo gradino del podio a Madrid, in questa occasione è invece il trio delle allieve a mettere in valigia la medaglia grazie alle prestazioni di Martina Del Duca, Martina Serafini e Giulia Di Nardo. Prove incoraggianti anche dall’arco olimpico, anche se l’Italia è rimasta a bocca asciutta: dopo i podi ottenuti nelle Youth cup, nella rassegna iridata l’Italia si è guadagnata una doppia finale per il bronzo, riuscendo però solo a sfiorare il podio. Una base di partenza positiva che deve essere preludio alla crescita di un gruppo in gran parte rinnovato e da rinnovare dopo i cambiamenti nella gestione tecnica.

IL BRONZO DELLE AZZURRINE COMPOUND
– Riavvolgendo il nastro della rassegna polacca non si può che partire dalla medaglia di bronzo conquistata dalle azzurrine nel compound. Martina Del Duca, Martina Serafini e Giulia Di Nardo si prendono un bronzo meritato al termine di una bella corsa iniziata con la terza posizione in qualifica e proseguita con il successo ai quarti contro il Messico con un netto 224-219. Purtroppo per le tre ragazze in semifinale l’ostacolo è l’India che in questo Mondiale ha lasciato solo le briciole alle avversarie e lo conferma anche tra le allieve compound superando le azzurrine 226-223 e poi vincendo la competizione. Bella però la reazione delle tre compoundiste italiane, che hanno saputo subito rialzarsi, mettendo sotto nella finale per il terzo posto la Russia 218-211.
La soddisfazione di prendersi la medaglia non sono riusciti a realizzarla invece i terzetti del ricurvo. Per loro purtroppo è arrivata una doppia medaglia sfiorata: gli allievi Simone Dezani, Francesco Poerio Piterà e Francesco Zaghis chiudono quarti dopo la sconfitta con la Francia per 5-3, mentre gli junior Matteo Bilisari, Francesco Gregori e Federico Novati non riescono nell’impresa di battere gli USA, vincente per 6-0, con un risultato abbastanza bugiardo visti i parziali in equilibrio.

GLI ALTRI RISULTATI AZZURRI – Meno lunga la corsa dei terzetti femminili del ricurvo: le allieve Branca, Compagno e Landi escono agli ottavi con la Slovenia, mentre le junior Di Francesco, Hervat e Rolando fanno un passo in più per poi uscire contro il Giappone. Fuori agli ottavi il mixed team Hervat-Gregori battuto dagli USA, mentre gli allievi Landi-Poerio Piterà si arrendono al Giappone.
Quarti di finale fatali per le squadre compound: gli allievi Giannecchini, Gubbini e Marchetti escono di scena contro il Sud Africa, le junior Bazzichetto, Roner e Bombarda non riescono a superare l’Ucraina e il mixed team junior Roner-Godano viene eliminato dell’Estonia. Fermati agli ottavi dalla Russia gli junior Costantino, Covre, Godano; stesso destino per il mixed team allievi Serafini-Gubbini, out contro la Gran Bretagna.
Nelle gare individuali nessun azzurro riesce ad arrivare alle semifinali e quindi alle sfide per il podio: nell’olimpico a percorrere la strada più lunga sono la junior Roberta Di Francesco e gli allievi Francesco Poerio Piterà e Ginevra Landi, battuti ai quarti rispettivamente dalla bielorussa Tratsiak 6-4, dal danese Henriksen 6-4 e dalla francese Lopez 7-1. Nel compound approdano ai quarti ma non riescono a superarli Elisa Roner tra gli Junior, ko con l’americana Scourbrough 147-145, Lorenzo Gubbini, fermato da Sullivan (USA) 148-143, Andrea Marchetti, stoppato dall’iraniano Aziz 144-143 e Martina Serafini, sconfitta dall’indiana Parneet 144-139.

INDIA PIGLIATUTTO
– I Campionati Mondiali giovanili incoronano l’India come superpotenza dell’arco con ben 15 medaglie, otto d’oro con sette titoli iridati a squadre: tre nel compound e quattro nell’olimpico con due successi nelle squadre maschili e due con i mixed team.
Nell’individuale i titoli compound vanno all’estone Jaatma, alla croata Mlinaric, allo sloveno Brenk e alla messicana Rodriguez. Nel ricurvo invece oro per il giapponese Aoshima, per l’indiana Bari e doppietta francese negli allievi con Bariteaud e Lopez.
Solo il tempo potrà dirci se a Wroclaw sono nate delle stelle oppure no. Nel frattempo l’Italia sta programmando il lavoro per far crescere ulteriormente le nuove leve che hanno l’importante compito di prendere il testimone vincente degli azzurri della Nazionale maggiore.

Il Direttore Tecnico Ilario Di Buò: “17 giorni di trasferta. Dopo il Covid ne avevamo bisogno”
“La Federazione sta puntando sui giovani. Dopo il lockdown è stato difficile per questi ragazzi, anche perché abbiamo avuto poco tempo per prepararci. Adesso però siamo ripartiti e, oltre a puntare ai risultati agonistici e alla crescita degli azzurrini, andremo a sviluppare un progetto per supportare i giovani, le loro società e i tecnici delle società”. Queste le parole del direttore tecnico del Settore Giovanile FITARCO Ilario Di Buò che giudica così i ravvicinati impegni internazionali di questa estate: “Come tutti abbiamo dovuto adattarci al Covid. Dovevamo essere pronti velocemente con un gruppo in gran parte rinnovato. Tra Youth Cup e Mondiali abbiamo vissuto una lunga trasferta di oltre 15 giorni: è stato un momento incredibilmente sentito dai ragazzi, molti erano all’esordio e si percepiva grande emozione, sia per i più esperti che per i più giovani. C’è stata una contaminazione bellissima, non tanto per il fattore prestazionale, ma principalmente per quello emotivo. Si sta sviluppando un senso di appartenenza che è una base fondamentale per far crescere questi ragazzi, non solo agonisticamente ma come individui. L’obiettivo è di migliorare anche il rendimento individuale e di conseguenza quello del gruppo. Insomma, questa estate era importante ricreare una vera squadra”.
Sui risultati aggiunge: “I podi del Mondiale parlano da soli: l’India si è dimostrata una grandissima squadra, mentre noi abbiamo migliorato il 70% delle prestazioni individuali, in altri casi gli atleti sono rimasti nella loro media e in alcuni c’è stato un peggioramento rispetto alla precedente edizione iridata. Mi riferisco sia ai podi che ai punteggi, tenendo presente che nel lavoro che ha preceduto la trasferta non abbiamo agito sulla tecnica dei nuovi arrivati, perché non avrebbero avuto tempo per metabolizzare alcun cambiamento. Abbiamo provato solamente a far esprimere il loro attuale potenziale e ora potremo concentrarci per svilupparlo al massimo. Nel complesso è stata una estate positiva, anche se sappiamo che c’è ancora tantissimo da lavorare non solo per ottenere dei podi internazionali, ai quali naturalmente puntiamo sempre, ma soprattutto per avere un gruppo di atleti affidabile che cresca sotto ogni aspetto e sia pronto al passaggio di categoria”.

 

youth cup: Esordi, conferme e medaglie
La Nazionale Giovanile ha scaldato i motori alla seconda tappa della Youth Cup a Bucarest prima di partire per i Campionati Mondiali in Polonia, l’appuntamento internazionale utile per testare il nuovo corso del gruppo azzurro.
È stato un periodo difficile per tutti, anche per i nostri giovani atleti che, dopo oltre un anno di lontananza dalle competizioni internazionali, si sono ritrovati con diversi atleti esordienti, altri saliti tra i senior senza poter concludere il loro percorso da junior e altri ancora passati tra gli juniores senza aver concluso un percorso di crescita tra gli allievi. Per tutti, la necessità di confrontarsi e di trovare soluzioni adatte per un miglioramento costante insieme a uno staff tecnico in parte rinnovato.
Nel complesso l’Italia ha concluso la gara in Romania con tante indicazioni utili. Per quanto riguarda le medaglie conquistate sicuramente le prestazioni degli azzurrini sono state soddisfacenti, considerando che tra podi individuali, a squadre e mixed team, l’Italia ha riportato a casa 12 allori: 1 oro, 6 argenti e 5 bronzi. Un risultato che dimostra la competitività dei nostri giovani portacolori ma che, guardando nello specifico alle finali perse, comprese quelle per il terzo posto, sottolineano la necessità di una crescita nella gestione dei match nei momenti decisivi.
PODI INDIVIDUALI – Le ultime in ordine di tempo sono state le medaglie individuali. Lorenzo Gubbini ha vinto l’argento allievi compound, superato in finale 145-142 da Eren Kirca (Tur), medaglia replicata dalla junior compound Maria Michelle Bombarda, superata in finale dalla spagnola Andrea Munoz 145-134. E, dopo tre quarti posti, l’Italia ha finalmente festeggiato anche l’oro con l’allievo del ricurvo Francesco Poerio Piterà che ha battuto nella finalissima il francese Iban Bariteaud 6-5 dopo lo spareggio (9*-9).
PODI A SQUADRE – Nei giorni precedenti l’Italia ha raggiunto tra squadre e mixed team 11 finali su 11. I terzetti hanno ottenuto nel compound l’argento delle allieve (Serafini, Di Nardo, Del Duca), il bronzo degli allievi (Marchetti, Gubbini, Giannecchini) e il bronzo degli junior (Godano, Covre, Costantino), mentre nel ricurvo è arrivato il bronzo degli allievi (Poerio Piterà, Zaghis, Dezani) e l’argento delle junior (Hervat, Rolando, Di Francesco).
Nella seconda giornata di gare erano invece già stati assegnati i podi mixed team, che hanno visto l’Italia vincere il bronzo juniores (Hervat, Gregori) nell’olimpico, il bronzo degli allievi (Serafini, Marchetti) e l’argento degli junior (Roner, Godano) nel compound.

 

 

 

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