Il responsabile tecnico di settore Flavio Valesella analizza la ripresa degli azzurri tra gare di valutazione e trasferte internazionali: l’obiettivo è arrivare ai Mondiali di Yankton con un gruppo competitivo
L’attesa è finita, la Nazionale compound è pronta per le linee di tiro internazionali. Il primo assaggio è arrivato a Porec, poi si è entrati nel vivo con un programma denso fatto di raduni, gare di valutazione, tappe di Coppa del Mondo, Campionati Europei e poi il gran finale con i Mondiali di Yankton. “Quest’anno ci aspetta un calendario gare particolare – spiega il Responsabile Tecnico del settore compound azzurro Flavio Valesella – tre importanti competizioni compresse in 40 giorni, da metà maggio a fine giugno, per poi fare una lunga “pausa” fino a settembre inoltrato, in attesa dell’appuntamento più importante: il Campionato Mondiale negli Stati Uniti. Tutte queste valutazioni ci hanno portato a fare un cambiamento di programma in corso d’opera, per rendere più agevole il percorso di riallineamento dei componenti dei Gruppi Nazionali allo stato di forma prima della pandemia”.
LA SFIDA DI POREC – Il primo appuntamento della ripartenza della Nazionale Compound è stato il Grand Prix di Porec con il bronzo di Elisa Roner, trentina appena ventenne che dallo scorso anno è ormai in pianta stabile nell’organico della selezione “maggiore”. Valesella però allarga lo sguardo e ampia il discorso: “Nell’osservare i tiratori europei, ed i nostri, è emerso chiaramente che l’obbligata assenza dalle competizioni di alto livello ha influito sull’approccio psicologico alla competizione. Sappiamo bene tutti che determinati stimoli si possono provare e gestire solo in gara. In uno sport come il nostro, soprattutto in alcune competizioni, sono sensazioni determinanti per arrivare a tirare in tre/quattro giorni di gara all’incirca 150/170 frecce con la massima concentrazione, passando da due ben distinti approcci mentali: la qualifica e gli scontri diretti”.
Dopo le frecce il Direttore Tecnico ha voluto parlare con il suo gruppo dove “ho sottolineato la particolarità della stagione invitando tutti a partecipare il più possibile alle competizioni inserite nel calendario nazionale per far ritrovare quelle importantissime sensazioni che solo la competizione può riprodurre. Ora dopo poco più di un mese da Porec posso dire che un primo passo avanti è stato fatto verso un sostanziale buono stato di forma.
IL GRUPPO AZZURRO – Tornati tra i confini Nazionali, il 25 aprile la Nazionale compound si è confrontata nella gara di valutazione a Lagosanto: “Tutti hanno dimostrato di riuscire all’occorrenza a inserire nelle proprie prestazioni tecnica, tenuta psicologica e temperamento – spiega ancora Valesella – da sempre sostengo che la valutazione tecnica non può basarsi esclusivamente dallo score, dal ranking o da prestazioni passate. Le mie scelte devono individuare i tiratori più in forma in quel momento”. Nota di merito, anche a Lagosanto per le giovani arciere azzurre: “nonostante la giovane età, hanno riconfermato le loro doti tecniche ed agonistiche. In merito a questo devo ringraziare tutti i componenti del settore giovanile che hanno collaborato negli ultimi quattro/cinque anni con il settore senior per l’inserimento graduale dei giovani emergenti in competizioni internazionali”. Ma anche nel maschile c’è molto materiale su cui lavorare: “ci sono in questo settore le conferme di chi è entrato in Nazionale molto giovane circa tre stagioni fa, tutti si stanno confermando ad alti livelli, cancellando quel fastidioso divario che, fino a 4/5 anni fa, c’era tra giovani e senior nelle prime gare”.
MONDIALE NEL MIRINO – Analizzato il recente passato, è il momento di guardare al futuro e ai prossimi Mondiali di Yankton: “ci andremo preparati e ben consapevoli di dare il nostro contributo con il massimo dell’impegno”. Gli avversari però non mancheranno, anzi aumentano di anno in anno: “Nazioni che non più tardi di due anni fa erano le cenerentole – racconta il selezionatore – si sono evolute e ora gareggiano in Coppa del Mondo con i migliori. Dalla tappa di Coppa in Guatemala ho notato che, oltre allo strapotere statunitense, si sono distinti tiratori delle nazioni emergenti di Norvegia, Polonia, Slovacchia e diversi Paesi del centro America. Viste le premesse e la voglia di tornare a gareggiare, penso che sarà un “Mondiale di altissimo livello”.
E lo si è capito anche dalla seconda tappa di World Cup, dove l’Italia è scesa in campo e ha fatto valere tutto il suo peso portandosi a casa due podi di grande rilievo: “A Losanna siamo riusciti a lasciare un segno indelebile: battere la nazionale americana nella finale per il bronzo dopo i successi ottenuti dagli USA in Guatemala è stata una grande impresa da parte di Marco Bruno, Federico Pagnoni e Sergio Pagni. Un risultato ulteriormente avvalorato dalla finale per l’oro individuale di Federico Pagnoni, battuto sul filo di lana dall’iridato Mike Schloesser che, a parer mio, resta un avversario invincibile. Una medaglia di bronzo a squadre ed una d’argento nel singolo dopo un anno e mezzo di inattività segnano senza dubbio un buon rientro. Anche per le ragazze, pur non essendo andate a podio, devo ritenermi molto soddisfatto. Un ottimo esordio per Paola Natale ed una ulteriore conferma per Elisa Roner. Bene anche le ‘senatrici’, Marcella Tonioli e Irene Franchini, anche se oramai è difficile dare una collocazione anagrafica alle atlete che si giocano il podio nelle gare internazionali”. Dopo il giudizio sugli azzurri, Valesella si concentra sul livello che hanno raggiunto queste competizioni: “Queste gare mi portano sempre ad ulteriori valutazioni su come il settore compound si stia evolvendo e devo anche questa volta sottolineare che il livellamento verso l’alto oramai è un dato di fatto. È vero che l’America resta sempre una nazione all’avanguardia, anche per la possibilità di sperimentare e soprattutto per i loro grandi numeri, ma il resto del mondo non è stato a guardare e questo lo si nota gara dopo gara. Losanna, pur con i limiti della pandemia e di una gestione, che forse ha pagato oltremodo la velocità nell’organizzare un evento simile, ha ulteriormente confermato che le nuove leve stanno crescendo in una maniera rapida e soprattutto sono capaci di affrontare competizioni di questo livello”. Infine, un pensiero dedicato all’appuntamento continentale di Antalya, dove è cambiata parte dei convocati: “In Turchia ci aspetta un Europeo non facile. Il calendario con eventi così ravvicinati mi porta inevitabilmente a fare dei cambiamenti sui convocati, dovuti a problemi legati al lavoro o alla scuola degli azzurri: questo però mi dà modo di provare nuove formazioni nella speranza di ritrovare, oltre i giusti stimoli per gare di alto livello, le squadre più competitive per il Mondiale americano di settembre”. •





