Anche la Nazionale giovanile torna all’estero. L’Italia chiude col 3° posto nel medagliere la Youth Cup di Catez. Ilario Di Buò: “stiamo costruendo, ma è una buona partenza in vista dei Mondiali”
Anche per la Nazionale giovanile c’era voglia e bisogno di tornare a gareggiare in maglia azzurra. E finalmente quel momento è arrivato. Alla Youth Cup di Catez, in Slovenia, l’Italia è tornata a far confrontare i suoi atleti all’estero.
Dopo così tanto tempo senza competizioni internazionali molto è cambiato, tanto nella vita privata dei nostri giovani, quanto nell’organizzazione del settore. Sì, perché molti azzurrini in questo anno “di passaggio” sono entrati nella categoria senior senza aver avuto la possibilità di maturare ulteriori esperienze tra gli junior; altri hanno raggiunto l’età per poter entrare nei gruppi giovanili senza passaggi intermedi. Nel frattempo anche lo staff ha subito variazioni: il Responsabile Tecnico del settore è diventato Ilario Di Buò, nel gruppo dei tecnici ha fatto il suo esordio l’ex azzurra Guendalina Sartori, mentre sono rimasti nel ricurvo Gianni Falzoni e nel compound Raffaella Motta.
Così, dopo i raduni suddivisi per divisione e anche per categoria tra allievi e juniores, olimpici e compound, è finalmente arrivato il momento di confrontarsi con i pari età delle altre nazionali. Un gruppo in gran parte rinnovato, infarcito di esordienti. Un gruppo che ha trovato condizioni di tiro non facilissime tra freddo e vento, ma che ha saputo raggiungere risultati di rilievo. Una buona base per ripartire, anche in vista dei Mondiali di categoria che si disputeranno dal 9 al 15 agosto in Polonia, pur considerando che alla Youth Cup erano presenti quasi 200 arcieri in rappresentanza di 18 Nazioni.
Fatte le debite proporzioni, resta il risultato degli azzurrini, tornati dalla Slovenia con un bel bottino di medaglie e il terzo posto nel medagliere: 10 i podi complessivi che contano 3 ori, 4 argenti e 3 bronzi (considerando tutte le gare, anche quelle dove non si sono disputati scontri diretti, ma si è calcolato solo il punteggio della qualifica per la mancanza di squadre). Meglio hanno fatto solo la Turchia, con 11 podi (4 ori, 3 argenti, 4 bronzi) e la Francia, seconda con 10 medaglie (3 ori, 6 argenti, 1 bronzo).
Le prime medaglie in ordine cronologico sono arrivate grazie alle prestazioni a squadre e, poi, quelle individuali. Passiamole in rassegna.
ARGENTO CON GIALLO PER IL MIXED TEAM – La seconda giornata di gare è stata piuttosto difficile per l’Italia che stava festeggiando la medaglia d’oro allievi mixed team conquistata da Martina Serafini e Alessio Giannecchini. Un festeggiamento purtroppo interrotto sul più bello… I due azzurrini avevano battuto in finale la Slovenia dopo lo spareggio 150-150 (19-18), ma i padroni di casa hanno fatto ricorso per il mancato tiro alternato al momento dello shoot off e, nella ripetizione dello spareggio, hanno ribaltato il risultato piazzando nel giallo un 10 e un 9, contro i due 9 degli azzurrini. Tutta esperienza in più per i due esordienti che hanno dimostrato tutte le qualità per emergere definitivamente, considerando anche la vittoria in semifinale sulla Croazia per 145-144.
ORO PER GLI JUNIOR DELL’OLIMPICO – Non c’è stato bisogno di un doppio spareggio per gli junior del ricurvo: Matteo Balsamo, Matteo Bilisiari e Francesco Gregori hanno vinto una equilibrata finalissima allo shoot off contro la Germania per 5-4 (25-24). Il trio era arrivato a giocarsi il primo gradino del podio superando ai quarti l’Ucrania 6-2 e in semifinale la Polonia 6-0.
BRONZO PER LE ALLIEVE DEL RICURVO – Terzo posto invece per le allieve del ricurvo Elena Branca, Chiara Compagno e Ginevra Landi nella finale vinta 6-2 con la Polonia. L’Italia ha gestito meglio il vento e nel complesso la gara, dopo aver battuto ai quarti le padrone di casa della Slovenia allo spareggio 5-4 (26-25) e aver subito lo stop in semifinale dalla Francia 5-3.
4° POSTO PER LE JUNIOR RICURVO – Si sono invece fermate ai piedi del podio le junior dell’olimpico fermate dalla Russia dopo uno spareggio poco fortunato. Roberta Di Francesco, Karen Hervat e Aiko Rolando perdono 5-4 (27-27): nelle tre frecce di shoot off delle russe c’è infatti un 10 che lascia ai piedi del podio le azzurre. Il terzetto italiano era arrivato in finale battendo ai quarti l’Ucraina 6-0, uscendo sconfitta in semifinale con la Francia 6-0.
Il trio maschile allievi con Francesco Poerio Piterà, Mattia Ruffino Sancataldo e Francesco Zaghis si è invece fermato ai quarti di finale, sempre per uno spareggio: Romania vincente per 5-4 (30-26).
LE FINALI INDIVIDUALI – Per quanto riguarda le finali individuali, queste hanno premiato con la medaglia tre azzurre su quattro impegnate nelle sfide per il podio. Prima di tutto è giusto segnalare una bella nota di colore: il gruppo della Fitarco si è distinto ancora una volta, come da tradizione pre-Covid, per il calorosissimo tifo di sostegno ai compagni di squadra impegnati sulla linea di tiro, ben udibile e a volte anche visibile durante le dirette streaming delle finali prodotte da YouArco.
Il primo podio è arrivato grazie alla finale per l’oro delle allieve compound con Martina Serafini. L’atleta in forza all’Arco Club Tolmezzo ha superato la rumena Bernadett Hajnalka Haragos guadagnandosi un ottimo vantaggio dopo le prime due volée e riuscendo poi a gestire la sfida terminata 138-132.
Dopo di lei è scesa in campo Maria Michelle Bombarda per giocarsi il bronzo juniores compound contro la transalpina Candice Candronet: in questo caso è stata l’azzurra a perdere terreno nelle prime volée, senza riuscire a recuperare. L’atleta francese si è così guadagnata la terza piazza vincendo sull’arciera del Decumanus Maximus 134-128.
Nella finale juniores compound femminile conclude invece con l’argento Elisa Bazzichetto, superata dalla russa Nika Snetkova 144-136. L’atleta degli Arcieri del Torresin, che in questa stagione ha già esordito con la Nazionale senior, dopo il -2 al termine della seconda volée, non è riuscita a rimettere in piedi il match nella terza e quarta frazione, lasciando all’avversaria la possibilità di guadagnarsi il metallo più prezioso.
La quarta ed ultima finale dell’Italia a Catez è stata quella per il bronzo allieve arco olimpico che ha visto protagonista Ginevra Landi con l’ucraina Dzvenyslava Chernyk. L’atleta della Maremmana Arcieri, dopo aver pareggiato il primo set, si è presa le successive tre volée con autorità guadagnandosi il terzo posto col risultato di 7-1. •
Le parole del c.t. Ilario Di Buò
Queste le parole del nuovo Responsabile Tecnico del Settore Giovanile FITARCO Ilario Di Buò, al termine della competizione che lo ha visto esordire in questo nuovo ruolo insieme a Guendalina Sartori, oltre che con i numerosi azzurrini che hanno calcato per la prima volta un palcoscenico internazionale: “Come immaginavamo questa Youth Cup è stata un ottimo test per i nostri atleti – ha detto –. Questa e la prossima tappa del circuito sono le uniche due gare che precedono il Mondiale Giovanile in Polonia ad agosto. Era importante esserci per capire il livello della squadra e nel complesso non possiamo che essere soddisfatti, abbiamo visto delle belle prestazioni e risultati di rilievo sia nell’olimpico che nel compound. Qualcosa va sicuramente regolato e messo a posto ma la strada che abbiamo intrapreso è quella giusta, soprattutto se facciamo un confronto con le nostre avversarie. È chiaro che il Covid e un’assenza così prolungata dai campi di gara internazionali lasciano degli strascichi e penalizzano tutti. Questi giovani avevano bisogno di tornare a confrontarsi e di avere nuovamente degli obiettivi tangibili. I nostri hanno risposto benissimo alla chiamata: si sta creando un gruppo unito ed è importante che questo valore emerga perché è risaputo che quando si è uniti si va più lontano e si possono raggiungere anche i traguardi più difficili”.
Poi Di Buò si concentra sui tanti esordienti che formano una Nazionale per certi versi ancora da scoprire nelle sue reali potenzialità: “Un’altra nota positiva è aver messo alla prova un gruppo in larga parte rinnovato: avevamo 14 arcieri all’esordio internazionale, 9 olimpici e 5 compound sui 25 convocati. La strada che porta alla crescita del gruppo è ancora lunga, ma per questo bell’inizio vanno ringraziati gli atleti e naturalmente i coach: Gianni Falzoni, Raffaella Motta, Guendalina Sartori e lo psicologo Manolo Cattari, per come hanno gestito il gruppo tra i raduni e questa prima uscita internazionale. È molto positivo aver cominciato questa avventura col piede giusto. Faremo del nostro meglio per migliorarci e confermarci alla prossima tappa di Youth Cup, per poi provare a dire la nostra ai Campionati Mondiali Giovanili”.
Di Buò parla anche delle novità che vorrebbe portare nel gruppo: “Gli atleti a questa età hanno anche il diritto di divertirsi pur facendo sport agonistico – spiega –. Noi dobbiamo ricordargli quali sono gli obiettivi da raggiungere e come devono comportarsi quando vestono la maglia della Nazionale, ci devono essere poche regole ma ferree. Però devono anche divertirsi per aver un bel ricordo della loro esperienza e poter migliorare con maggior facilità la prestazione. Un altro aspetto su cui lavorare è la creazione di un gruppo compatto, che abbia tra olimpico e compound maggior contaminazione. Anche questo può essere utile per uscire dalle problematiche che ci hanno portato Covid e chiusure. Da settembre faremo una serie di raduni più ravvicinati, per vederci con maggior frequenza, sfruttando anche un nuovo luogo di lavoro che sarà il Centro di Preparazione Olimpica Giulio Onesti di Roma. In alcuni settori abbiamo un numero di atleti inferiore alle aspettative perché con la pandemia non hanno avuto la possibilità di gareggiare e mostrare il loro livello”.








