Nella gara di Antalya, valida per il ranking internazionale, le frecce azzurre recitano un ruolo da protagoniste: 4 finali raggiunte, argento per Alessandro Paoli e bronzo per Lucilla Boari
È stata uno squarcio di luce in un lungo periodo di buio la competizione organizzata ad Antalya il primo fine settimana di ottobre. Quello in Turchia è stato uno dei pochissimi eventi internazionali che, fortemente voluti da World Archery e validi anche per il ranking, ha dato la possibilità agli atleti di alto livello di mettersi a confronto dopo un lunghissimo periodo privo di sfide internazionali a causa del Covid-19.
Purtroppo, considerando l’andamento della pandemia, è stato un vero e proprio “one shot”, nel senso che tanto la nostra Nazionale Olimpica quanto i loro avversari dovranno ormai attendere il 2021 per confrontarsi nuovamente in una competizione probante in presenza.
Il fatto che ad Antalya ci fossero 13 nazioni e oltre 100 atleti partecipanti ha spinto la FITARCO ad aderire e a sfruttare l’occasione per portare sulla linea di tiro una compagine giovane che, per la prima volta, ha visto l’olimpionico Mauro Nespoli nelle vesti di “veterano” del gruppo.
GLI AVVERSARI – Oltre all’Italia erano presenti Austria, Bulgaria, Danimarca, Gran Bretagna, Iran, Isole Vergini, Spagna, Moldavia, Polonia, Russia, Slovenia e Turchia. Tra gli avversari degli azzurri diversi atleti che rendevano la sfida “allenante”, come il padrone di casa Mete Gazoz, ventunenne, già quinto del mondo, e il compagno di squadra Samet Ak che a soli 19 anni ha già partecipato da titolare a tutte le tappe della scorsa World Cup. Dalla Moldavia Dan Olaru, numero 26 del mondo, mentre la Russia ha schierato il numero 22 del ranking Artem Makhenko, protagonista delle ultime finali di Coppa del Mondo e il numero 27 del mondo Galsan Bazarzhapov. Per Slovenia e Spagna, spazio ai giovani rampanti Gasper Strajhar e Daniel Castro, rispettivamente 22 e 23 anni.
In campo femminile le rivali con il palmarès più importante arrivavano dalla Russia: Ksenia Perova, numero 8 del mondo, campionessa iridata nel 2017 e titolare a Rio 2016, insieme a Sayana Lee, dodicesima nel ranking e finalista di World Cup l’anno scorso grazie anche al brillante argento ottenuto proprio nella tappa di Antalya. La Turchia schierava le giovani titolari agli ultimi Mondiali Yasemin Anagoz e Gulnaz Coskun, mentre la Danimarca contava sulle frecce di Maja Jager e Moldavia su Alexandra Mirca.
La gara, come da protocollo Covid-19, non prevedeva le sfide a squadre ma solo quelle individuali e, naturalmente, sia la permanenza in hotel che gli spostamenti degli atleti hanno dovuto tenere conto di tutte le norme di sicurezza per poter gestire la competizione senza rischi di contagio.
Nel complesso si è trattato di una trasferta sicuramente fruttuosa per la Nazionale italiana. Al termine delle sfide che si sono disputate tra il 2 e il 4 ottobre gli azzurri hanno riportato a casa 4 finali, un argento, un bronzo e due quarti posti.
ARGENTO PER PAOLI – Il gruppo azzurro può gioire per l’ottimo percorso di Alessandro Paoli, al suo primo exploit in campo internazionale con la Nazionale senior. Per lui una condotta di gara eccellente: il ventunenne torinese si guadagna la finalissima del ricurvo dopo aver battuto ai 16esimi Iglesias (SPA) 6-2, agli ottavi il compagno di squadra Marco Morello 6-4 e in semifinale il russo Baltakov 6-2. L’atleta della Iuvenilia ha poi perso la finalissima 6-4, dopo un match molto equilibrato, contro il russo Artem Makhenko. Si è guadagnato il primo set 27-26, ma subisce il ritorno dell’avversario che si prende le due volée successive 27-25 e 29-28 portandosi sul 2-4. Paoli però non si arrende e con il 28-26 della quarta tornata di frecce si guadagna il 4-4 rimandando tutto alla quinta e decisiva volée. L’azzurro mantiene alta la media con due “10” e un “9”, ma Makhenko la spunta piazzando tre frecce sul “10” che valgono il 6-4 conclusivo.
BOARI DI BRONZO – La finale per il bronzo femminile è stata invece il un remake di “Italian Job”. La sfida è infatti tra Lucilla Boari e Chiara Rebagliati. Anche per loro un bel percorso. Chiara Rebagliati ai 16esimi ha battuto 7-1 la danese Andersen, agli ottavi la britannica Piper 6-4, ai quarti l’atleta di casa Anagoz 6-4, prima di venir superata allo spareggio in semifinale dalla spagnola Cebrian 6-5 (9*-9). Lucilla Boari ha battuto ai 16esimi De Velasco (SPA) 7-1, agli ottavi la russa Osipova 6-4 e ai quarti Perova (RUS) 6-2. La corsa dell’atleta delle Fiamme Oro si è poi stoppata in semifinale contro la polacca Smialkowska, vincente per 6-4, poi prima classificata del torneo.
Ad aggiudicarsi il terzo posto nella sfida tutta italiana è stata Lucilla Boari concludendo la finale sul 7-1. La titolare di Rio 2016 vince il primo set 27-26, la ligure prova a rialzarsi pareggiando il secondo 27-27, ma poi si ritrova sotto 5-1 perché la compagna di squadra vince 26-22 la terza volée. Si arriva così alla quarta tornata di frecce in cui Boari chiude la partita con un 28-26.
MUSOLESI QUARTO – Si è fermato ai piedi del podio Federico Musolesi, superato nella finale per il terzo posto dal russo Gaslan Bazarzhapov per 7-1. L’andamento della gara è molto simile a quello della finale per il bronzo femminile. Bazarzhapov si porta avanti (27-23), Musolesi pareggia il secondo set (26-26) ma non riesce più ad arginare l‘avversario che vince le successive volée 28-27 e 27-25. Per arrivare a giocarsi la medaglia Musolesi aveva battuto ai 24esimi allo spareggio lo sloveno Strajhar 6-5 (9-8), poi l’atleta di casa Tumer (TUR) 6-4, agli ottavi l’atleta delle Isole Vergini D’Amour 6-4, ai quarti il campione turco, primo in qualifica, Gazoz (TUR), dopo lo shoot off 6-5 (9*-9), mentre in semifinale si era arreso al compagno di squadra Alessandro Paoli, vincente 6-0.
In conclusione, la gara in Turchia è stata una trasferta dai tanti risvolti. Innanzitutto il gusto per i protagonisti di tornare a calcare un campo internazionale per sondare il proprio stato di forma dopo moltissimo tempo senza poter fare dei test probanti. E il responso, guardando le classifiche, è stato che il lavoro svolto tra casa e Cantalupa è sicuramente stato fruttuoso. Poi la maturazione di un importante bagaglio di esperienza, soprattutto in riferimento agli arcieri più giovani che scalpitano per potersi giocare le loro chance olimpiche il prossimo anno e, infine, la confermata competitività della nostra Nazionale, indipendentemente dagli interpreti. Quando c’è l’Italia sulla linea di tiro è difficile che non ci sia uno dei nostri rappresentanti a giocarsi un gradino del podio. Questo significa che anche i nostri giovani stanno crescendo nel migliore dei modi. •
I NUMERI
I convocati azzurri
Lo staff tecnico della Nazionale ha deciso di convocare per l’occasione nove arcieri, 5 uomini e 4 donne, tutti già presenti ai raduni organizzati tra luglio, agosto e settembre.
Nel maschile erano in gara Mauro Nespoli, David Pasqualucci e Marco Morello, tutti arcieri dell’Aeronautica Militare, insieme ai giovani Federico Musolesi (Castenaso Archery Team) e Alessandro Paoli (Arcieri Iuvenilia).
Nel femminile la scelta è ricaduta sulle due atlete della Fiamme Oro, Tatiana Andreoli e Lucilla Boari, su Vanessa Landi (Aeronautica Militare) e su Chiara Rebagliati (Arcieri Torrevecchia).
Ad accompagnare la Nazionale i tecnici Matteo Bisiani e Natalia Valeeva e lo psicologo Manolo Cattari.





