Un intero anno stravolto dalla pandemia non ha fermato gli azzurrini. Si è passati dal campo al web, con una nuova sfida: guardare avanti, sentirsi psicologicamente più forti ed essere pronti alla ripresa
Obiettivi, programmazione, valutazioni e misurazioni sono elementi dell’allenamento funzionali alla prestazione sul campo, il collante principe tra questi elementi è dato dalla motivazione che si traduce in azione vera e propria.
Vorrei partire dall’aspetto motivazionale per raccontare il percorso dei ragazzi della Nazionale giovanile compound. Un percorso interrotto solo apparentemente dalla complessa emergenza sanitaria iniziata il giorno successivo ai Campionati Italiani Indoor e che oggi, dopo una fase di respiro estivo, ahinoi si sta di nuovo diffondendo con prepotenza.
Gli azzurrini in raduno – I raduni si svolgono presso la struttura Kappa Kosmos a Rovereto dal giovedì pomeriggio e terminano di consuetudine la domenica dopo pranzo.
Gli incontri invernali si tengono in palestra al chiuso. La struttura offre una sala con un’illuminazione diffusa e omogenea perciò tutti gli atleti lavorano nella medesima condizione.
Il periodo favorisce sedute di tecnica, verifica del materiale, rilevazione dei dati legati alla crescita fisiologica degli atleti, colloqui, valutazione di lavori di preparazione atletica, cura degli aspetti mentali legati al tiro e coincide con l’accoglienza e l’ingresso dei nuovi.
Esclusivamente in vista della partecipazione a Campionati Internazionali Indoor, la tipologia di training cambia diventando valutazione prestativa dello stato di forma dei papabili che comporranno le rappresentative nazionali.
L’attività all’aperto ha un percorso diverso rispetto al “chiuso” perché funzionale alle gare internazionali che per la giovanile sono rappresentate dalle due classiche tappe del circuito Youth Cup e ad anni alterni dal Mondiale e dall’Europeo Targa.
Sul campo alla distanza dei cinquanta metri si provano squadre e routine, si fanno simulazioni di gara, scontri a eliminazione diretta, lavori di ripetizione sulle 15 frecce, si verificano le possibili formazioni mixed-team. Vengono proposti lavori a blocchi, lavori sul ritmo, sulla gestione del vento, targhe modificate per la mira.
L’obiettivo è creare un’intesa tra i singoli e i componenti delle squadre. In senso più ampio cercare di favorire la crescita del gruppo che possa diventare più possibile coeso tra i ragazzi e le ragazze.
I momenti di tempo libero, il pranzo e la cena concorrono al rinforzo.
In funzione del calendario gare internazionale e delle convocazioni ai raduni, la motivazione dei ragazzi è per ovvie ragioni molto alta, ma del resto anche la posta in gioco lo è; la trasferta è occasione di esperienza sotto molteplici aspetti: viaggio, conoscenza di nuovi coetanei e luoghi stranieri, culture diverse, adattamento a orari e tempi differenti e, soprattutto, la possibilità di confrontarsi su un campo diverso dai soliti standard e di misurarsi con atleti incontrati per la prima volta, perciò con qualcuno che non è abitudine, ma interamente da scoprire e che potrebbe farci sorprese nella classifica. In questo contesto, anche la stagione di calendario interregionale viene programmata dai ragazzi e dai loro tecnici personali per avere dati di partenza sullo stato di forma.
Attraverso questa collaborazione vengono forniti dati realistici al Direttore Tecnico e all’Allenatore. Numeri che fotografano le condizioni di partenza di ciascun atleta rapportate alla performance e sui quali valutare il potenziale.
Per quanto possibile, l’intento è avere cura di ogni dettaglio, tenendo sempre ben presente che i ragazzi sono giovani in crescita e non solo tiratori, con tutto ciò che la parola “crescita” comporta.
Stagione 2020: l’incertezza del futuro – Il nuovo anno ci lascia appena il gusto della partecipazione ai Campionati Italiani Indoor, dove si respira aria di incertezza perché è già presente forte la minaccia del virus invisibile, contagioso e pericoloso. Di lì a breve, cadranno obiettivi, vacilleranno certezze e le domande sul futuro resteranno prive di risposta.
Se la motivazione è azione, come ristabilire il motivo che è alla base del nostro agire?
Perso lo stimolo che fa lavorare sodo per raggiungere il sogno di vestire la maglia azzurra, quale motivazione trovare per andare avanti e mettere, come sempre e come se nulla fosse accaduto, il medesimo impegno nel tiro e la stessa costanza negli allenamenti?
La competizione, vera ragione sulla quale la motivazione si era sempre fondata fino a quel momento, era improvvisamente venuta meno e una domanda su tutte non poteva che essere la seguente: senza certezze, faticare ha ancora ragion d’essere?
La risposta è sì! Senza dubbio alcuno.
Così scegliere la continuità diventa la sfida: guardare avanti, costruirsi psicologicamente più forti, pensarsi più forti, continuare a comportarsi come se questo sconquasso non fosse mai entrato nelle nostre vite, diventano i nuovi obiettivi in attesa di poter ritornare, riprendere, ripartire.
La situazione da marzo in poi non ha facilitato il compito, però ha regalato ai ragazzi occasioni di incontro nei raduni di luglio e agosto e la possibilità di rimettersi in gioco nelle gare inizialmente sperimentali. Aspetti che sotto il profilo psicologico sono stati d’aiuto e motivanti.
Il ritmo di gara, seppur in una competizione di carattere sperimentale e con protocolli adatti alla situazione, ha offerto ai giovani atleti il gusto di tornare a “divertirsi”, di “rimettersi in gioco”, di ritrovare il ritmo scandito dal fischio di inizio tiri e di “sfidarsi” su un campo dopo un tempo apparso interminabile al punto anche di riuscire nell’impresa di ottenere risultati da record, purtroppo non omologabili, per cause di forza maggiore.
Di quest’estate 2020 resterà il rammarico di un’occasione perduta come il Campionato Europeo Giovanile. Avremmo potuto piazzare squadre forti, in particolare nel femminile Juniores, ma in entrambi i casi team che nella prossima stagione verranno necessariamente rivisitati per il cambio di classe degli atleti che, in quest’anno anomalo, concluderanno la loro esperienza nella giovanile.
Dal campo agli incontri via web – Affacciati sul mondo improvvisamente cambiato e trascorso un primo momento di disorientamento non ci siamo mai persi d’animo e non siamo rimasti con le mani in mano. Il web ha sostituito il campo, ed è diventato salotto di numerosi incontri programmati. Come spesso accade, si è fatta di necessità virtù.
Da questa situazione nasce il bisogno di “vedersi”, di “fare il punto della situazione” in riferimento al tiro, risolvere le difficoltà di organizzare spazi dove poter tirare per mantenere un minimo di frecce nelle braccia, dare contenuti alle sedute di allenamento “costrette” a distanze insolite, ma anche raccontare del proprio vissuto: le complicazioni della scuola con la didattica a distanza, l’obbligo di rimanere a casa, la nostalgia di svaghi, la quotidianità stravolta.
Nel susseguirsi degli incontri, è emersa l’idea di sfruttare questo tempo di sospensione a nostro favore.
Il calendario annuale lascia poco tempo per affrontare aspetti importanti come quello mentale.
Sui campi internazionali ci siamo accorti che “la nostra cassetta degli attrezzi” doveva e poteva arricchirsi di più strumenti perché per crescere nella prestazione, non basta più tirare solo frecce.
Sappiamo bene, nei numerosi impegni quotidiani, quanto sia difficile trovare il tempo per allenare la tecnica, figuriamoci ritagliarne altro per curare tutti gli aspetti che concorrono a rendere più solidi e forte l’agonista!
Poiché è controproducente perdersi d’animo e fondamentale avere sempre un “piano B” insieme a Manolo Cattari, lo Psicologo dello Sport che da ormai un anno affianca lo staff tecnico giovanile e al Direttore Tecnico Stefano Carrer, dopo aver fotografato e ragionato sui singoli e sul gruppo, si è pensato di introdurre e soprattutto ottimizzare un percorso di allenamento mentale e di utilizzare questo periodo di “sospensione” dalle competizioni per iniziare ad allenarlo sistematicamente.
L’obiettivo è chiaro: essere pronti per la ripresa!
Dato per certo che la motivazione può essere solo spinta e desiderio interiore, “motivare” dall’esterno i ragazzi perché si “muovano” in più direzioni, acquisiscano tecniche e conoscenze, imparino a curare ogni aspetto legato al tiro e alla competizione più in generale, farà si che si costruiscano per scoprirsi più forti.
Il pensiero sostenitore e il punto cardine di questa stagione Indoor che ci traghetterà alla primavera e agli obiettivi 2021 sarà quello di procedere a testa bassa, guardando sempre e solo avanti.
Giocheremo sulla variazione dei contenuti adattandoli alle sedute di tiro, considereremo le sedute di allenamento nel senso più ampio possibile del termine, porteremo avanti il percorso di preparazione mentale, inserendo esercizio fisico e potenziamento laddove richiesto, non dimentichi di lasciare giusto spazio al riposo e all’importante ruolo che esso ricopre affinché tutto il lavoro svolto possa venire assimilato. •



