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QUALIFICAZIONI TOKYO 2020: APPUNTAMENTO AL 2021
di Matteo Oneto – Foto Foto World Archery e Tokyo 2020

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Aggiornati i criteri di qualificazione per i Giochi di Tokyo: le competizioni internazionali valide per arrivare in Giappone sono state posticipate al 2021 per l’emergenza Covid-19

Il rinvio al 2021 delle Olimpiadi e delle Paralimpiadi di Tokyo dovuto alla pandemia di Covid-19 costringe World Archery a cambiare la strada degli atleti per la qualificazione alle gare a cinque cerchi. Lo scorso 8 maggio sul sito della Federazione Internazionale sono stati pubblicati gli aggiornamenti sui criteri di qualificazione.
Giochi Olimpici: è ufficiale lo spostamento alla primavera o all’estate 2021 degli eventi continentali utili alla qualificazione che verranno organizzati in Nord e Sud America, in Europa e in Oceania; lo slittamento all’estate 2021 del torneo finale di qualificazione – che si sarebbe dovuto svolgere a Berlino nel maggio 2020 – è stato riprogrammato a Parigi, con un apposito torneo in occasione di una delle tappe della prossima Coppa del Mondo; il periodo per ottenere i punteggi minimi per la qualificazione è esteso fino al 28 giugno 2021; la deadline per i Comitati Olimpici Nazionali per la conferma delle carte conquistate è fissata per l’1 luglio 2021, mentre ci sarà tempo fino al 5 dello stesso mese per le iscrizioni.
Giochi Paralimpici: anche in questo caso è previsto lo spostamento alla primavera o all’estate 2021 degli eventi continentali e lo slittamento all’estate 2021 del torneo finale di qualificazione, mentre i punteggi minimi potranno essere raggiunti entro il 15 luglio e le date finali per le conferme dei posti e le iscrizioni degli atleti si spostano al 20 luglio e al 2 agosto.
Restano valide le qualificazioni già acquisite – Restano validi alcuni principi già decisi nei mesi scorsi tra cui il mantenimento dei pass già conquistati e la decisione di non organizzare nessun evento di qualificazione nel 2020.
Il calendario delle gare internazionali del 2021 verrà stilato e ufficializzato non appena inizieranno a migliorare le norme sulle restrizioni per i viaggi. Ricordiamo che al momento sono stati assegnati 87 posti su 128 per le prossime Olimpiadi e 93 su 140 per le Paralimpiadi.
Le qualificazioni degli azzurri – Ad oggi l’Italia ha conquistato due posti (uno al maschile e uno al femminile e quindi anche il posto nelle gara mixed team) per i Giochi Olimpici, e quindi tenterà nel 2021 di qualificare anche le due squadre per arrivare in Giappone con un totale di 6 arcieri; ben 7 i pass ottenuti per i Giochi Paralimpici (2 nel ricurvo femminile, 1 nel ricurvo maschile, 2 nel compound maschile e 2 nel compound femminile), con l’intento di portare a Tokyo anche 2 qualificazioni nel W1. •

Record Mondiali: benvenuto Arco Nudo
L’arco nudo entra a far parte della famiglia dei record mondiali. Dopo arco olimpico e compound, anche gli specialisti del barebow potranno vedere i loro migliori punteggi riconosciuti da World Archery. La novità era stata approvata nel Congresso della Federazione Mondiale del 2019. Un anno di rodaggio e poi, dal primo aprile 2020, ecco che i punteggi sono stati ufficializzati. Ovviamente l’emergenza Coronavirus e il conseguente annullamento di tutte le gare a livello internazionale nei primi sei mesi dell’anno hanno cambiato il percorso. Sono stati, infatti, presi in considerazione solamente i punteggi realizzati fino al 31 marzo, mentre in origine dovevano essere reclamati i record indoor dal primo aprile in poi e quelli all’aperto dal primo giugno in poi.
In totale sono arrivate in World Archery ben 54 dichiarazioni di record valide, dopo aver preso in esame le documentazioni, la Federazione internazionale ha assegnato 23 nuovi record del mondo. Al momento i primati sono stati conseguiti da arcieri provenienti da 16 nazioni; Croazia, Danimarca, Finlandia, Gran Bretagna, Italia, Lettonia, Nuova Zelanda, Slovenia, Svezia e Stati Uniti sono stati accettati.
I nuovi record del mondo dell’arco nudo outdoor sono stati realizzati in un evento in Nuova Zelanda, uno dei pochi riconosciuti che si è riusciti a disputare nonostante l’emergenza Covid-19. Vista la penuria di gare all’aperto restano ancora da assegnare ventuno primati mondiali, tra questi tutti quelli a squadre che devono essere registrati durante un evento internazionale. Passata l’emergenza e una volta ricominciata l’attività, anche questi primati vacanti saranno assegnati.
UN RECORD AZZURRO – Tra i 23 arcieri che possono vantare un record del mondo nell’arco nudo c’è anche una italiana; è Isabella Salmoirago che ha messo a segno la migliore prestazione indoor Master al mondo sui 25 metri. Con le sue 60 frecce ha fatto segnare ben 488 punti. La cinquantasettenne portacolori degli Arcieri Tre Torri si guadagna così una piccola fetta di storia del tiro con l’arco. Nella categoria Master femminile, a fare compagnia all’italiana Salmoirago, c’è per la distanza dei 18 metri la statunitense Carol Richards con 524 punti, sempre sulle 60 frecce. Tra i più esperti, ma al maschile, si sono meritati i nuovi primati Rick Stonebraker (USA) con 541 sulle 60 frecce a 18 metri, e per la distanza dei 25 metri il finlandese Pasi Ahjokivi. Festa neozelandese nelle gare all’aperto con Kerry Hoole che si prende i migliori punteggi a 50 metri sia sulle 72 frecce (571 punti) che sulle 144 con 1129.

Tokyo 2020: il primo rinvio della storia dei Giochi
Il Coronavirus rimanda le Olimpiadi, ma non ferma il sogno olimpico. Dopo mesi di incertezza, i Giochi Olimpici di Tokyo, in programma nel 2020, sono stati posticipati al 2021. Impossibile disputare la più importante manifestazione del pianeta con una tale emergenza in atto. Il CIO ha così deciso per la prima volta nella storia di rinviare i Giochi di un anno, dodici mesi in più di attesa, non uno di più però come spiega il Presidente del CIO Thomas Bach: “il Giappone non può andare oltre, la priorità resta la salute degli atleti e di chiunque sia coinvolto, questa sarà la base per tutte le decisioni future”. Il rinvio è stato una decisione dolorosa, ma giusta e di sicuro non si andrà oltre: “il Primo Ministro giapponese – spiega Bach – ci ha detto che non potrà andare oltre il 2021, la disponibilità del villaggio olimpico e delle infrastrutture sportive deve essere garantita, non puoi rinviare tutto a tempo indeterminato”.
La storia complicata dei Giochi a Tokyo – Tokyo e i Giochi Olimpici continuano così ad avere un rapporto molto complicato. Le Olimpiadi dovevano svolgersi nella Capitale nipponica già nel 1940, ma il conflitto tra lo stesso Giappone e la Cina insieme allo scoppio della seconda Guerra Mondiale, che trascinò il mondo verso una delle pagine più buie della sua storia, cancellò la manifestazione. Gli atleti si arresero, ma lo sport non si fermò; nell’agosto dello stesso anno alcuni prigionieri di guerra celebrarono comunque i Giochi a Norimberga, dando vita alla prima Olimpiade dei prigionieri di guerra internazionali. Tokyo riuscì ad organizzare i Giochi Olimpici estivi solamente 24 anni dopo, nel 1964, ma non dimenticò il perché di quella lunga attesa: la Fiamma Olimpica fu infatti accesa da Yoshinori Sakai, nato il 6 agosto 1945, un’ora dopo il lancio della bomba atomica su Hiroshima.
Le altre cancellazioni delle Olimpiadi – La guerra fermò le Olimpiadi anche in altre due occasioni. Nel 1916 i Giochi avrebbero dovuto disputarsi a Berlino, ma la Prima Guerra Mondiale bloccò tutto. La manifestazione arrivò nella capitale tedesca vent’anni dopo, nel 1936, in pieno regime nazista. La terza e ultima volta che le Olimpiadi furono cancellate risale al 1944; la II Guerra Mondiale continuava a mietere morti in tutto il Mondo e così, per la seconda volta di fila, gli organizzatori non poterono fare altro che arrendersi. Lo sport però riuscì a resistere ancora una volta: dal 17 al 19 giugno a Losanna fu organizzata una serie di manifestazioni per quella che verrà poi definita la “Celebrazione del Giubileo del CIO”, così la definì Carl Diem, ideatore della fiaccola olimpica. Dal 23 luglio al 13 agosto, infine, alcuni detenuti polacchi, deportati in un campo di concentramento, riuscirono ad organizzare i secondi Giochi Olimpici dei prigionieri di guerra internazionali dopo quelli del 1940 a Norimberga. Il secondo conflitto mondiale cancellò anche due edizioni delle Olimpiadi Invernali, quella di Sapporo e quella di Cortina D’Ampezzo, originariamente prevista nel 1944.
Resta accesa la fiamma olimpica – Dopo cinque cancellazioni, per la prima volta nella storia quindi i Giochi vengono posticipati e, come ulteriore primato, l’edizione del 2021 sarà la prima a concludersi in un anno dispari. Come detto, il sogno olimpico questa volta non si cancella, ci sarà solo da attendere di più e per confermare la voglia di ripartire dello sport e di tutto il mondo, la fiamma olimpica, gia partita nel suo lungo giro del mondo proprio all’inizio dello scoppio della pandemia, non verrà mai spenta fino al giorno della cerimonia di apertura dei Giochi di Tokyo. La spiegazione del perché di questa scelta arriva direttamente dal CIO con un messaggio forte: “la Fiamma olimpica rappresenterà un faro di speranza per il mondo intero durante questi tempi difficili e diventerà la luce in fondo al tunnel in cui il mondo si trova attualmente”.

Un aiuto economico alle stelle dell’arco mondiale
Fronteggiare l’emergenza Coronavirus sotto tutti gli aspetti. La missione di World Archery è stata questa fin dal giorno in cui la pandemia ha iniziato ad influire sull’attività arcieristica. Il primo punto affrontato è stato quello della salute degli arcieri, invitati a seguire le direttive in atto nei singoli Paesi per prendere le proprie, difficili ma necessarie, decisioni. Così sono stati cancellati tutti gli eventi internazionali, al momento le gare sono sospese fino alla fine dell’estate 2020, in modo da non dover mettere nelle condizioni gli arcieri di rischiare viaggi e contatti potenzialmente pericolosi.
Il problema è che il Covid-19 sta influendo pesantemente anche sulla situazione economica degli Stati e quindi delle persone. Per questo la Federazione Internazionale è scesa in campo al fianco degli arcieri di livello internazionale per garantire loro un fondo economico da 150mila dollari in totale a cui potranno accedere tutti gli atleti che hanno perso parte del proprio reddito a causa dello stop alle gare.

Gli aiuti economici agli arcieri di alto livello
– L’iniziativa è nata grazie al connubio con la Foundation for Global Sport Development e la cifra che potrebbe arrivare ad ogni arciere è di massimo 7.500 dollari una tantum. La domanda doveva essere inviata tramite un form pubblicato sul sito della World Archery entro e non oltre il 31 maggio 2020. La richiesta poteva essere effettuata da tutti quegli arcieri, sopra i diciotto anni, che hanno preso parte agli ultimi Mondiali, anche Para-Archery, oppure a una delle tappe della Coppa del Mondo svolte tra il 2018 e il 2019, dimostrando che con l’attività arcieristica internazionale guadagneranno meno del previsto nel 2020 e se la domanda verrà accettata i candidati dovranno anche fornire indicazioni su come questo contributo verrà speso. La priorità nella selezione andrà a tutti quegli arcieri che non potranno usufruire di aiuti economici di altro genere e la lista dei candidati idonei verrà pubblicata sul sito World Archery una volta analizzate tutte le richieste.

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