tecnica compoundASPETTI SPECIFICI DELLA PREPARAZIONE GIOVANILEFlavio Valesella – Tecnico Nazionale Compound

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ASPETTI SPECIFICI DELLA PREPARAZIONE GIOVANILE
di Flavio Valesella – Tecnico Nazionale Compound

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La modalità e le forme dell’avviamento allo sport per una preparazione adeguata e la permanenza nella attività sportiva dei giovani improntata alla realizzazione dei risultati sportivi

La preparazione sportiva giovanile è oggi di grande attualità perché è stata unanimemente considerata come uno dei passaggi fondamentali per il prosieguo della pratica sportiva.
Dopo numerosi studi ed analisi in Italia e all’estero si è determinato che proprio nella modalità e nelle forme dell’avviamento allo sport si creano i presupposti per una preparazione adeguata e soprattutto per una permanenza nella attività sportiva sufficientemente lunga, improntata alla realizzazione di grandi risultati sportivi.
Questi dati hanno permesso di affermare che buona parte di queste tendenze sia dovuta ad una specializzazione precoce di giovani tiratori. La definizione “specializzazione precoce” non è da associare alla giovane età, ma all’assunzione di un metodo di preparazione rigido legato al solo conseguimento del massimo risultato in tempi brevi, fondato sul solo perfezionamento della tecnica di tiro, incuranti del resto.
Lo schema descritto necessita di una grande attenzione e di molte conoscenze, non solo specifiche ma alternative allo “schema” usualmente applicato.
È indispensabile, dal momento che l’allenamento molte volte al giovane risulta monotono, portare delle motivazioni stabili e non difficili da conseguire, evitando interventi inopportuni.
Il fenomeno della specializzazione precoce ha caratterizzato i tempi del nostro sport, si è diffuso ed è cresciuto il modo di gareggiare, ricercando la prestazione a tutti i costi a discapito della voglia e del piacere di gareggiare. La possibilità di evitare gli effetti negativi di questo stato di cose, che sfocia spesso e volentieri in un “giustificabile” abbandono precoce dello sport, compromettendo sia lo sviluppo dei possibili futuri campioni, sia il valore formativo della pratica agonistica, consiste nel risistemare gli elementi ed i contenuti della preparazione, nonché la diluizione delle competizioni, per mantenere alto il livello delle motivazioni e ridurre gli stress che inevitabilmente aggrediscono il tiratore poco allenato e non preparato adeguatamente alla gara.
La diluizione programmata degli obiettivi durante l’anno permette il consolidamento delle capacità di gestione, insieme ad un ulteriore apprendimento della tecnica di tiro che in un giovane inevitabilmente si modifica per le ovvie ragioni di crescita fisica e psicologica.
Il principale obiettivo della preparazione giovanile è quello di assecondare le capacità tecniche nel limitare la curiosità alle novità tecniche, soprattutto verso i materiali, e di evitare, cosa non facile, problemi che scaturiscono da:
– imitazione o emulazione del campione adulto, raramente verso un coetaneo molto talentuoso;
– desiderio della grande prestazione, troppo spesso scambiata con la motivazione alla competizione e con il desiderio di crescita tecnica ponderata.

SAPERE PROGRAMMARE
Un programma di lavoro costituisce una guida importante per l’allenatore. Questo modo di operare gli rammenta costantemente gli obiettivi da raggiungere e lo porta ad una continua riflessione sui mezzi ed i modi utilizzati ed i risultati fin qui ottenuti. Tuttavia nel nostro sport sono ancora numerosi i tecnici che preferiscono evitare di sviluppare programmi di lavoro. Altri invece criticano chi fa programmazione, sottolineando come le situazioni di un allenamento siano spesso imprevedibili e tali da richiedere continui adattamenti e modifiche che una programmazione impedirebbe.
Alla base di queste valutazioni, purtroppo molto frequenti in diversi tecnici, esiste un fraintendimento sul significato della programmazione nel nostro sport. Essa non va confusa con l’elaborazione a tavolino e scritta a priori, secondo un’ideale sequenza tecnica impressa nella mente del tecnico, riportandone i punti salienti di ogni allenamento, anche se in ogni caso costituiscono un possibile percorso, ma va vista come un metodo generale, che permetterà al tecnico ed ai tiratori il massimo vantaggio dalle situazioni che emergeranno nella seduta di allenamento.
Il tempo trascorso dall’allenatore a programmare sedute di allenamento specifiche è tempo risparmiato durante la seduta stessa. Di questo risparmio l’allievo ne trarrà giovamento perché l’allenatore sarà meno stressato e di conseguenza avrà le idee più chiare.

Con il termine “programmazione” si intende un elenco di operazioni fondamentali che sono eseguite per individuare le varie fasi di una azione didattica che sia verificabile, migliorabile e possibilmente plasmabile, collaudata sulla base di un progetto realizzato e ben consolidato, ma non universalmente riproducibile poiché i tiratori, le condizioni e lo stesso tecnico, sono sempre differenti e variabili. Non si deve cadere nell’errore, purtroppo molto frequente, di scambiare la programmazione didattica con il programmare gli obiettivi.
Una volta alla settimana bisogna ricordare all’allievo che la maggior soddisfazione per entrambi non nasce dal punteggio (obiettivo), ma dalla capacità di trasformare in azioni corrette la fatica fatta fino a quel punto, incominciando ad “unire tra loro” le singole fasi per far sì che si intraveda un’unica e ripetibile sequenza di tiro.

LA PROGRAMMAZIONE DIDATTICA
– Organizzare sedute mirate all’apprendimento;
– descrivere le procedure scelte e l’attività da svolgere;
– verificare ogni possibile esperienza sportiva, disponibilità e volontà da mettere sul tavolo, per tracciare una base che porti a un percorso il più possibile calendarizzato, oltre che condiviso.

PROGRAMMARE GLI OBIETTIVI

– Definire con precisione le “azioni” che un tiratore al termine di una preparazione tecnico/fisica deve saper realizzare;
– identificare un percorso agonistico/operativo. Frazionarlo, così da poter introdurre una verifica puntuale che possa consentire eventuali interventi e correzioni sul tiratore, solo attraverso la ridefinizione delle fasi tecniche o degli obiettivi stessi spostando, qualora fosse il caso, il tempo per il loro raggiungimento senza nessuna remora.
– piano agonistico condiviso (calendario gare), analizzando le eventuali note poste dal tiratore. •

(Sul prossimo numero di Arcieri la seconda parte dell’articolo)

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