fazza para-archery tournament ITALIA DI LUSSO A DUBAI di Marco D’Incà...

fazza para-archery tournament
ITALIA DI LUSSO A DUBAI
di di Marco D’Incà – Foto FITARCO

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Il medagliere della prima competizione internazionale si tinge d’azzurro. La Nazionale italiana torna con 2 ori, 4 argenti e 2 bronzi. Fuchsova: “bene le medaglie, ma dobbiamo perfezionarci in vista degli Europei e di Tokyo 2020”

La Nazionale italiana Para-Archery sale sull’otto…volante. Perché otto sono i podi centrati a Dubai, in occasione del primo appuntamento all’aperto nella nuova stagione: il Fazza Para-Archery Tournament. Grazie a due ori, quattro argenti e due bronzi, l’Italia riesce a precedere la Turchia e il Giappone nel medagliere. Se è vero che il buongiorno si vede dal mattino, allora il sole splende già alto nel cielo azzurro.
Il primo oro ha una triplice impronta: quella di Alberto Simonelli, Matteo Bonacina e Giampaolo Cancelli, alfieri di un compound maschile capace di sconfiggere il Giappone in semifinale (223-211) e la Turchia nell’atto conclusivo (226-218). Gradino più alto del podio pure per Asia Pellizzari e Salvatore Demetrico: il mixed team la spunta 134-132 sulla Gran Bretagna, al termine di una sfida al cardiopalma. E a proposito di mixed team, è d’argento la coppia formata da Alberto Simonelli e Giulia Pesci, piegata soltanto a un soffio dal traguardo dalla Gran Bretagna di Stretton e Macqueen (155-150) nel compound. Prima della finale, il nostro mixed team aveva battuto 139-137 Hong Kong (Choi, Ngai). Peccato per l’uscita di scena ai quarti del duo Elisabetta Mijno-Stefano Travisani, sconfitto 5-1 dall’Ucraina (Dzoba-Balyan, Tsymbaliuk).
Rimanendo in tema di argenti, Maria Andrea Virgilio è protagonista di una splendida cavalcata, sempre nel compound: a negarle il primato è l’arciera di Singapore, Syahidah (131-135). A tale proposito, Maria Andrea ha un ottimo approccio al confronto e si aggiudica la prima volée 29-27, poi il quadro si ribalta con l’atleta asiatica abile a rimontare nei due successivi parziali (29-23 e 27-26). A quel punto, non bastano a Virgilio le ultime tornate di frecce, concluse 29-29 e 24-23.
Secondo posto pure per Elisabetta Mijno nell’arco olimpico (la finale parla turco con Merve Nur Eroglu: 7-1) e per l’infaticabile Simonelli, piegato di un solo punticino dallo slovacco Marcel Pavlik.
Per quanto riguarda Mijno, si ritrova subito sotto nel primo set (25-20), mentre nel secondo, dopo un “6” iniziale, prende forma il pareggio a quota 23. Tuttavia, Eroglu ha ancora la forza di accelerare nelle tre frecce successive con il 26-25 che vale il 5-1. E nel quarto set, l’arciera azzurra si arrende definitivamente 27-26.
E Simonelli? Nel suo caso la finalissima si sviluppa sul filo dell’equilibrio. Almeno inizialmente (28-28 e 29-29), perché lo scatto di Pavlik nel terzo set (29-27) risulterà decisivo. A nulla vale il tentativo di reazione dell’italiano, che pareggia il quarto parziale (28-28) e vince 30-29 l’ultimo. Ma la rimonta non è sufficiente per sopravanzare il portacolori della Slovacchia. Alberto, comunque, riesce a mettersi al collo la bellezza di tre medaglie, una per ogni metallo, meritandosi uno spazio di rilievo nella copertina del Fazza Para-Archery Tournament.
Mancano all’appello i due bronzi: il primo arriva nell’arco olimpico maschile per merito della squadra formata da Fabio Tomasulo, Stefano Travisani e Giuseppe Verzini. Dopo aver perso 6-0 in semifinale contro la Mongolia (Amarbayasgalan, Azbileg, Namjilmaa), matura un altro 6-0, stavolta all’attivo, al cospetto del Kazakhstan (Ryabov, Sarkulov, Yeskarayev). E di bronzo è anche Giulia Pesci, che nel compound femminile si rende protagonista di un match, quello decisivo, sostanzialmente impeccabile di fronte alla turca Oznur Cure. L’azzurra, infatti, conduce in porto tutti i parziali: 27-25 il primo, 29-28 il secondo, il terzo e il quarto, oltre a un pareggio (30-30) nell’ultimo atto.

 

 

 

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risultati

 

 

 

I NUMERI
25 Nazioni partecipanti
106 Arcieri in gara
33 Medaglie assegnate
8 I podi degli azzurri
2 Gli ori e i bronzi dell’Italia
4 Gli argenti dell’Italia
1 La posizione dell’Italia nel medagliere

Intervista al C.T. Willy Fuchsova di Marco D’Incà

Allargando l’orizzonte, tra il mare, il deserto e i grattacieli della città degli Emirati Arabi, la Nazionale italiana Para-Archery ha dato subito segnali confortanti. E, a meno di sei mesi dai Giochi Paralimpici di Tokyo, è già maturo il tempo di un primissimo bilancio per il responsabile tecnico Guglielmo Fuchsova: “La trasferta all’estero? Nel complesso è stata positiva – commenta – anche perché era la prima uscita in assoluto. Finora non avevamo mai tirato all’aperto in una competizione”.
Sul pennone più alto della manifestazione sventola il tricolore: il bottino complessivo è di tutto rispetto.
“Sì, in termini di medaglie è soddisfacente, ma se vogliamo tracciare un’analisi orientata al futuro, è bene evidenziare che alcuni aspetti sono ancora da sistemare. Sotto questo profilo, l’esperienza di Dubai si è rivelata una grande opportunità per capire e valutare cosa abbiamo fatto di buono e cosa, invece, rimane da perfezionare”.
Entriamo nel dettaglio delle prestazioni, partendo dall’arco olimpico.
“Elisabetta Mijno ha avuto un piccolo calo, ma è reduce da una stagione esaltante nell’indoor. E una leggera flessione è del tutto fisiologica. Per quanto riguarda Veronica Floreno e Annalisa Rosada, hanno lavorato molto e dimostrato di avere buoni margini di miglioramento”.
In merito alla squadra maschile?
“È ancora da rodare. Giuseppe Verzini è appena entrato a far parte del gruppo, tanto che quella di Dubai era la sua prima presenza in Nazionale: lui, Stefano Travisani e Fabio Tomasulo devono entrare in sintonia e acquisire fiducia. So che possono alzare il livello delle loro prestazioni, ma nel frattempo la medaglia di bronzo è già una conquista”.
E nel compound?
“Ci confermiamo i più forti al mondo. In ambito maschile, con Alberto Simonelli, Giampaolo Cancelli e Matteo Bonacina, abbiamo ottenuto uno splendido oro a squadre e ci siamo espressi bene pure negli scontri individuali, come testimonia la finale di Simonelli. A livello femminile va sottolineata la prestazione eccezionale di Giulia Pesci: prima in qualifica e poi capace di ottenere il bronzo. Virgilio e Sarti, invece, sono partite bene ma non sono riuscite a chiudere come avevano cominciato”.
Come procede il percorso verso Tokyo?
“È ricco di incognite perché, a causa del Coronavirus, un po’ tutta l’attività è bloccata. Basti pensare che non potremo prendere parte a un raduno con la Nazionale in Inghilterra. Diversi ragazzi, inoltre, non riescono ad allenarsi all’aperto, visto che i campi sono chiusi e, di conseguenza, non rimane che tirare ‘in casa’. Tuttavia, non ci possiamo fermare. La prossima tappa ci condurrà all’Europeo, in cui ci avremo l’opportunità di conquistare altri due pass paralimpici, sempre che il Coronavirus ci permetta di gareggiare a Olbia”.
A proposito di questo Covid-19, serpeggia un pizzico di apprensione?
“Difficile dare una risposta, dai media se ne sentono di tutti i colori. Questo virus non ci spaventa, però un po’ preoccupa: non tanto sotto l’aspetto della salute, quanto in termini di preparazione. Senza raduni, né incontri, ancora non sappiamo se verremo catapultati direttamente in Sardegna: se si disputerà l’Europeo sappiamo che non possiamo sbagliare, ma ad oggi purtroppo non abbiamo alcuna certezza…”.
Ha dato i “compiti per casa”?
“Ai ragazzi e alle ragazze ho solo detto di continuare a tirare nei box e di lavorare il più possibile sulla tecnica. Perché la preparazione mentale si coltiva in zona di no comfort: quindi in gara”.
In definitiva, al ritorno dal Fazza International, cosa contiene il vostro bagaglio?
“Molte indicazioni positive. E, a essere sinceri, anche quelle negative non mi spaventano perché c’è il tempo di mettere delle pezze, Coronavirus permettendo. Abbiamo lavorato parecchio sul gruppo. E il collettivo ha funzionato al meglio. Vi assicuro che tenere ventidue persone in spazi ristretti non è semplice. Ma i rapporti sono sempre stati buoni. E l’umore è altissimo. Sì, il gruppo c’è ed è pronto: gli atleti si sono aiutati, dati conforto a vicenda, mentre lo staff collabora, rispetta i ruoli e segue le direttive. Sotto questo punto di vista sono davvero contento. Anzi, orgoglioso”.
A proposito di staff, è doveroso citare i componenti partiti alla volta di Dubai, insieme ai sedici atleti convocati: dagli allenatori Antonio Tosco e Gabriele Meneghel, fino agli assistenti tecnici Stefano Mazzi e Fabio Fuchsova. Il primo posto nel medagliere di Dubai è frutto di un lavoro di squadra, in cui ognuno ha piazzato il proprio mattoncino per edificare un successo che profuma non solo di attualità, ma di domani. Quel domani che passa per la Sardegna dove andrà in scena l’Europeo nel mese di aprile e per Nove Mesto, ultimo appuntamento di qualificazione, per poi concentrarsi solo ed esclusivamente sui Giochi Paralimpici di Tokyo, nel Sol Levante.
Ma l’esordio outdoor degli Emirati Arabi ha già offerto conferme rilevanti. Una in particolare: la Nazionale italiana Para-Archery, in Giappone, ha tutte le intenzioni di recitare da protagonista.

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