Ladro gentiluomo o rimorso di coscienza? Dopo il grande battage mediatico in seguito al furto, è stato riconsegnato l’arco rubato all’olimpionico Mauro Nespoli
La notizia è stata ufficializzata da Tamara Nespoli, sorella dell’aviere olimpionico, la quale ha avvertito il fratello inviandogli una fotografia appena venuta a conoscenza del ritrovamento. L’arco col quale si stava preparando in vista dei Giochi Olimpici di Tokyo 2020, rubato lo scorso 17 febbraio, è stato riconsegnato dai ladri all’azzurro Mauro Nespoli.
Con ogni probabilità le notizie apparse su tutti gli organi di stampa in seguito al furto hanno portato i ladri al “ripensamento”, visto che sarebbe stato praticamente impossibile riuscire a rivendere un arco da professionisti con un libbraggio talmente elevato che nessun atleta avrebbe potuto utilizzare.
“Non sappiamo quando di preciso è stato riconsegnato, probabilmente tra la notte di giovedì 27 e venerdì 28 febbraio – ha spiegato Nespoli –. Mia sorella Tamara mi ha mandato la foto con l’arco, che è stato riportato nella casetta dove teniamo l’attrezzatura da allenamento al campo del DLF Voghera, in pratica nello stesso luogo dove era stato effettuato il furto. Così, ieri ho fatto un post su Facebook per ringraziare chi mi ha dimostrato solidarietà, gli organi di stampa che hanno dato grande risalto alla notizia e, naturalmente, anche il ladro che per fortuna è tornato sui suoi passi.”.
Queste le parole dell’arciere di Voghera attraverso un post sul suo profilo Facebook:
Ho pensato parecchio a cosa scrivere in questo post ma alla fine GRAZIE è la parola giusta.
Grazie a tutti gli amici che mi hanno mostrato vicinanza dopo il furto dell’attrezzatura.Grazie agli organi di informazione per aver dato spazio e visibilità a quanto accaduto.
Per finire, il più sincero GRAZIE a te che ci hai ripensato. Hai riportato il mio arco al campo. L’hai rimesso al suo posto perché lo potessi ritrovare.
Le Olimpiadi si avvicinano e non poteva esserci slancio migliore
In un periodo in cui siamo sommersi da cattive notizie, è proprio il caso di dire che in questa occasione “tutto è bene quel che finisce bene.”
L’ACCADUTO
Il 17 febbraio è lo stesso Mauro Nespoli ad aver dato la notizia del furto del suo arco attraverso un post su Facebook, con un vero e proprio elenco degli oggetti rubati: “un riser, una stabilizzazione completa, una coppia di flettenti”.
Una disavventura che ha rallentato il programma giornaliero dell’arciere ma di certo non gli ha fiaccato il morale: “faremo in modo di riprendere gli allenamenti in vista di Tokyo nonostante il furto. Abbiamo già fatto la denuncia ai carabinieri e spero che si riesca a ritrovare, ma mando lo stesso un messaggio ai ladri: essendo materiale impossibile da rivendere vi invito a lasciarlo da qualche parte, tanto non riuscirete a farci nulla…”, aveva detto il campione dell’Aeronautica Militare, che poi ha aggiunto: “questa situazione non mi toglie la voglia di allenarmi e di guardare agli appuntamenti fondamentali della stagione. Certo, avrei fatto volentieri a meno di questa brutta sorpresa, ma guardo oltre e penso solo a concentrarmi su ciò che serve per raggiungere gli obiettivi che ci porteranno a Tokyo 2020”.
Quello dei furti di archi è purtroppo una notizia sempre più frequente nell’ambiente. Lo scorso dicembre vennero infatti rubati gli archi di alcuni nazionali sloveni arrivati in Italia per la gara internazionale indoor “Roma Archery Trophy”: per fortuna in quel caso la Polizia di Stato è riuscita a recuperare il maltolto e i 6 archi sono già stati rispediti nel mese di gennaio dalla FITARCO alla Federazione slovena. Meno male che anche il caso di Nespoli è finito nel migliore dei modi. (redazione) •




