roma archery trophyESORDIO VINCENTEGuido Lo Giudice – Foto Filippo Corsini e Fabio...

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ESORDIO VINCENTE
di Guido Lo Giudice – Foto Filippo Corsini e Fabio Olivieri

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Un vero successo l’esordio della tappa italiana delle Indoor World Series. Alla Fiera di Roma oltre 600 arcieri e, tra questi, i migliori del mondo. Ottime le prestazioni degli azzurri: in 13 sono saliti sul podio

Dopo Strassen e Macao la terza fase delle Indoor World Series, nuovo circuito ideato da World Archery, è approdata alla Fiera di Roma, unica tappa italiana che precedeva la prova di Nimes, per poi concludersi con la finalissima di Las Vegas.
Quello della Capitale è stato un ottimo esordio, tanto dal punto di vista organizzativo quanto sul versante agonistico. Oltre 630 gli arcieri che hanno calcato la linea di tiro, la metà dei quali stranieri provenienti da 38 Paesi, per giocarsi podi, premi in denaro e, per molti amatori, il brivido e la possibilità di tirare al fianco di alcuni dei più titolati arcieri del mondo. Erano presenti infatti sulla linea di tiro allestita alla Fiera di Roma medagliati olimpici, campioni mondiali e continentali di tutte le divisioni. Insomma, parliamo di una competizione di primissimo livello che punta a crescere ulteriormente già dalla prossima edizione.
IL COMITATO ORGANIZZATORE – Il Comitato Organizzatore, che ha gestito del tutto privatamente la manifestazione, ha visto impegnati Vittorio Polidori come Presidente; Massimo Nardinocchi per la gestione economica grazie alla sua esperienza di commercialista ed esperto di economia aziendale dello sport presso l’Università LUISS “Guido Carli”; Giovanni Bonanni come responsabile dei trasporti gestiti grazie al supporto delle Amministrazioni dei Gruppi Sportivi Militari che hanno messo a disposizione pullman e autisti per i trasporti dall’aeroporto e dall’hotel convenzionato, lo Sheraton Parco de’ Medici, e il campo di gara; Fabio Oliveri come responsabile dei campi allestiti al padiglione 9 della Fiera e col prezioso supporto di Ardingo Scarzella per la parte sportiva e per la gestione della diretta streaming, hanno fatto valere la riuscita esperienza della Finale di Coppa del Mondo “Roma 2017”, grazie anche alla voglia di mettersi in gioco di numerosi volontari provenienti da tutta la Regione Lazio e tanti professionisti che hanno prestato la loro esperienza per la riuscita di questa edizione zero, come ad esempio lo staff Ianseo e Andreas Lorenz della Beiter presente nelle vesti di speaker come aveva fatto in occasione dei Mondiali Field di Cortina d’Ampezzo.
Il contratto per la gara di Roma prevede tre edizioni, con la possibilità di prolungare l’accordo a 5 anni. Per questo gli organizzatori hanno l’obiettivo di passare da una tappa di ranking da 250, a una da 500, che prevedrebbe quindi per il 2019 l’aumento di partecipanti, del montepremi e dei punti per la classifica generale del circuito validi per arrivare alla finale di Las Vegas. Da parte di tutti i big, al termine della competizione, grande soddisfazione e i complimenti all’impegno degli organizzatori, con la promessa di tornare con certezza il prossimo 13-15 dicembre.
La competizione era cominciata subito col punto esclamativo al termine della qualifica grazie al record mondiale della statunitense Faith Miller e, al termine delle eliminatorie e dell’assegnazione dei premi per il torneo secondario, nella giornata di domenica si sono disputate tutte le finali assolute junior e senior. Tra queste anche le sfide per il podio delle divisioni arco nudo e longbow, una peculiarità messa in campo dal Comitato Organizzatore a differenza delle altre tappe delle World Series che ha riscontrato un grande successo.
Per l’Italia la soddisfazione di vedere nei match che valevano i premi in denaro numerosi arcieri della Nazionale azzurra che, come da regolamento, erano però in gara con la maglia della società o di uno sponsor. Alla fine sono state 13 in totale le medaglie conquistate dagli atleti di casa di cui 4 ori, 4 argenti e 5 bronzi.

LE FINALI ARCO OLIMPICO – È Crispin Duenas il vincitore nell’arco olimpico maschile; il canadese si prende la finalissima battendo il fenomeno statunitense Brady Ellison 6-0, senza mai lasciargli la possibilità di entrare davvero in partita. Un weekend da incorniciare per Duenas: “sono stati due giorni incredibili, ho tirato bene in qualifica e anche nelle eliminatorie anche se ho dovuto soffrire parecchio nel primo match. Ho visitato la città, ho scattato tantissime foto al Colosseo e se il calendario me lo permetterà l’anno prossimo tornerò”. Sul podio sale anche il sudcoreano Lee Jong Young dopo il 6-4 rifilato al connazionale Ko Dusol.
I maestri asiatici si prendono invece l’oro al femminile grazie a Kim SuRin vincente 6-0 sull’olandese Gabriela Bayardo, un successo non facile come spiega la stessa arciera: “all’inizio del weekend ho avuto qualche problema con il jet lag ma grazie al buon cibo e all’ottima atmosfera sono subito riuscita a tirare al meglio. Questa città è magica, tornerò nel 2019”.
Terzo posto ancora per una sudcoreana con Kang Chae Young a battere la compagna di squadra Kim Chaeyun 6-4.

LE FINALI COMPOUND – Oro a stelle e strisce tra gli uomini con il numero tre del mondo Braden Gellenthien vincente al tiro di spareggio 148-148 (10-9) sul danese Martin Damsbo. Terzo posto per lo specialista italiano, colonna della Nazionale azzurra, Sergio Pagni che batte allo shoot off lo statunitense Kristofer Schaff 149-149 (10*-10).
La gara femminile finisce con la rotonda vittoria della statunitense Alexis Ruiz 147-139 sull’arciera del Lussemburgo Mariya Shkolna. Sul terzo gradino del podio sale la norvegese Sunniva Lislevand con il 147-146 sulla coreana Song Yun Soo.
Entrambi i vincitori americani non nascondono la soddisfazione per il risultato. Braden Gellenthien ammette: “mi sono sentito molto a mio agio nel tirare qui, è stato un gran bel weekend. Mi sono divertito, amo la città, il cibo, tutto è stupefacente. Roma mi porta fortuna, qui ho vinto la Finale di World Cup nel 2017 e adesso questo oro: sicuramente verrò anche nella prossima edizione”.
A fargli eco la connazionale Alexis Ruiz: “L’organizzazione della gara è stata perfetta. Non riparto subito, andrò a visitare la città, sono entusiasta di poterlo fare”.

LE FINALI ARCO NUDO – Si risolve allo shoot off la finale per l’oro maschile in cui il campione spagnolo David Garcia Fernandes batte 6-5 (9-2) il norvegese Stig Goran Berget. L’iberico racconta come è arrivato il successo: “ero molto nervoso all’inizio perché dovevo capire bene i tempi di tiro, poi sono cresciuto freccia dopo freccia. È stata una bella idea inserire l’arco nudo in gara, spero che questa iniziativa sia estesa anche ad altre tappe del circuito. L’organizzazione ha fatto un gran lavoro qui a Roma, tornerò perché la linea di tiro era davvero perfetta”.
Lo svedese Erik Jonsson è terzo dopo il 7-3 rifilato allo statunitense John Demmer III.
Al femminile successo per la portacolori delle Fiamme Oro Cinzia Noziglia grazie al 6-0 su Sara Giustini. L’azzurra esulta per il successo: “Essere su una linea di tiro tanto importante ha suscitato in me emozioni forti e contrastanti. Sono stati due giorni impegnativi ma belli. È stato un bell’esordio per l’arco nudo che di solito non cavalca palcoscenici così rilevanti e condividere la linea di tiro con tanti campioni è stato emozionante. Per quanto riguarda l’organizzazione posso dire che è stata ottima, meravigliosa l’idea della linea di tiro doppia, inusuale in una tappa di Coppa del Mondo”.
Il podio si colora di azzurro anche grazie al bronzo di Eleonora Strobbe che batte 6-2 la statunitense Fawn Girard.

LE FINALI LONGBOW – Marco Pontremolesi vince il Roma Archery Trophy con il 6-0 in finale contro lo statunitense Calvin Smock. L’azzurro a fine gara non può nascondere la gioia: “non posso credere di aver vinto in casa, è stata una grande competizione. La decisione di includere i longbow in una gara come questa è ottima. Spero di poterci essere anche l’anno prossimo”. Scontro bellissimo quello per il terzo posto con altri due azzurri a sfidarsi: Giuliano Faletti riesce ad avere la meglio su Alfredo Dondi dopo lo shoot off: 6-5 (7-6).
Podio tutto azzurro al femminile. Iuana Bassi vince l’oro battendo 6-0 la connazionale Adele Venturi. “Che esperienza straordinaria! – esclama la vincitrice – anche secondo me la scelta di inserire i longbow in gara è stata un bene”. Il bronzo è una questione tutta italiana in cui Paola Sacchetti ha la meglio su Marina Tesio 6-0.

LE FINALI JUNIOR – Trionfo italiano nell’arco olimpico maschile con il successo in finale allo shoot off 6-5 (10-9) di Matteo Canovai sullo statunitense Jackson Mirich. L’azzurro si dice “molto soddisfatto e felice di aver vinto. Spero che questo risultato mi aiuti ad essere chiamato nella Nazionale maggiore”. Bronzo a Federico Musolesi al termine di uno scontro infinito concluso al doppio shoot off 6-5 (9-9, 10-9) contro Alessandro Paoli.
Nella gara in rosa l’oro va, ancora alla freccia di spareggio, all’ucraina Olha Shubkina dopo il successo in rimonta contro l’azzurra Tatiana Andreoli 6-5 (10*-10) che non è riuscita a piazzare il colpo del ko dopo un ottimo avvio e si vede sfuggire una vittoria che sembrava vicinissima. Sul terzo gradino del podio sale la croata Tisana Kovacic, vincente 7-1 sull’azzurrina Sara Noceti.
Nel compound trionfa il finlandese Kalle Numminel che batte il norvegese Sander Figved 146-145. Terzo posto per il norvegese Anders Faugstad bravo a prendersi il match con il connazionale Trym Isnes 148-144.
Tra le donne vittoria per la statunitense Faith Miller che dopo aver realizzato il record del mondo in qualifica si prende anche l’oro con il successo in finale contro l’azzurrina Sara Ret con il punteggio di 144-141. L’argento al Roma Archery Trophy è il risultato giusto per tracciare il bilancio stagionale per Sara Ret: “Sono davvero felice per come ho concluso l’annata. Dopo le vittorie ai Mondiali Campagna e il tricolore assoluto targa è arrivata un’altra medaglia in una gara internazionale: non posso non sentirmi soddisfatta. La mia è una stagione da 9 in pagella. Il 2019 sarà un anno cruciale, passo tra le senior e spero di ambientarmi subito nella nuova categoria e continuare ad esprimermi al meglio”.
Il bronzo è andato alla croata Amanda Mlinaric vincente 146-139 sulla slovena Aneja Pajk.
Nel complesso una tre giorni avvincente, con le sfide per l’oro viste in tutto il mondo grazie alla produzione di YouArco mandata in onda sul canale YouTube di World Archery. Per la seconda edizione il Comitato Organizzatore è già al lavoro per migliorare ulteriormente quanto fatto nel 2018, tanto che il prossimo dicembre anche la RAI manderà in onda le finali con una sintesi e Benjamin Summers, titolare della Tru Ball, presente alla manifestazione, ha già deciso di investire per diventare title sponsor dell’evento. A conti fatti, possiamo tranquillamente affermare che si è trattato di un esordio vincente. •

Record mondiale
a sorpresa

È cominciato subito col botto il Roma Archery Trophy, registrando alla prima giornata di gare un record del mondo, realizzato dalla statunitense Faith Miller nella categoria junior compound. Al termine delle 60 frecce a 18 metri di distanza l’atleta a stelle e strisce ha realizzato 594 punti battendo di 1 punto il precedente primato che apparteneva alla connazionale Erika Jones (593 pt).
Surreale il commento a caldo dell’atleta americana che, grazie al 30 realizzato anche all’ultima volée, non si era accorta che quel punteggio le era valso il primato mondiale. “Siete sicuri che ho realizzato il record mondiale?”, chiede incredula. Poi, guardando i risultati online da un telefono che le viene messo davanti, strabuzza gli occhi, trattiene il respiro e scende subito una lacrima di felicità… “Davvero, non me lo aspettavo assolutamente e non credo ai miei occhi. Non immaginavo potessi riuscire a fare tanto, sono felicissima ma ancora fatico a crederci… Cosa cambierà questo primato nella mia carriera? Non lo so, devo prima realizzare quanto accaduto, ma sicuramente continuerò a tirare con l’arco e tornerò il prossimo anno”, dice commossa circondata dagli amici e dai parenti che la abbracciano, mentre il coach statunitense Kisik Lee si complimenta con lei e gli organizzatori del Roma Archery Trophy le mettono in testa l’elmo da centurione romano per immortalarla davanti alle fotocamere.

Roma apre
ad arco nudo e longbow

È stata l’unica tappa delle Indoor World Series a distinguersi per aver ammesso alla competizione anche le divisioni arco nudo e longbow. Il Roma Archery Trophy è arrivato primo anche in questo, considerando che gli arcieri italiani e non che tirano con questi archi hanno accolto con gran favore l’ingresso dei due archi in un evento internazionale indoor.
In gara tanti campioni della Nazionale azzurra, della Nazionale spagnola, ma anche arcieri da Francia, Svezia e Stati Uniti d’America. Insomma, una scelta che ha pagato e che verrà riproposta. Un’idea che è piaciuta anche a World Archery, visto che il video della vittoria dell’azzurro Marco Pontremolesi è stato postato sui social della Federazione Internazionale con questa descrizione: “Probabilmente la volée più impressionante del 2018? 10-8-9 a 18 metri con un longbow…”.

Charity
Tournament

Prima delle sfide decisive per la medaglia d’oro il Comitato Organizzatore ha trasmesso in diretta streaming su YouArco il “Charity Tournament”, una gara di beneficenza con raccolta fondi da destinare all’associazione “Parent Project”, una onlus che si occupa di genitori con figli con distrofia muscolare. Tutti i partecipanti alla competizione e naturalmente anche gli spettatori potevano aderire versando 10 euro per essere sorteggiati per affiancare i big internazionali per una sfida mixed team dedicata alle quattro divisioni in gara. Sono stati in molti a voler prendere parte all’iniziativa e un plauso va allo spirito col quale si sono messi a disposizione campioni come Brady Ellison, Crispin Duenas e Zac Garret nel ricurvo, Toja Ellison e Logan Wilde nel compound. Nell’arco nudo si è assistito alla sfida tra Cinzia Noziglia e Daniele Bellotti e nel longbow sono scese in campo le azzurre Marina Tesio e Paola Sacchetti. Un’iniziativa riuscita che si potrà ripetere alla prossima edizione.

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