Dopo l’ottimo Europeo la Nazionale Paralimpica prosegue il suo lavoro per arrivare ai Mondiali in Olanda: il mirino degli azzurri è puntato ai titoli iridati e soprattutto ai pass per i Giochi di Tokyo 2020
La Nazionale italiana paralimpica del tiro con l’arco non conosce la parola sosta. Dopo gli Europei di Pilsen in cui gli azzurri hanno centrato il secondo posto del medagliere con lo straordinario bottino di 3 ori, 3 argenti e 4 bronzi, c’è necessità di dar seguito alla crescita del gruppo che, col lavoro del Commissario Tecnico Guglielmo Fuchsova, coadiuvato dai coach Gabriele Meneghel, Antonio Tosco, Stefano Mazzi, dalla fisioterapista Chiara Barbi e dallo psicologo Gianni Bonas, oltre che da una serie di professionisti con varie specializzazioni che danno il loro contributo durante i raduni, è pronto ad affrontare una stagione cruciale in vista di Tokyo 2020.
Anzi, è il caso di dire che questo percorso non si è mai interrotto, visto che al termine della stagione estiva gli azzurri sono già stati impegnati in raduno all’O.I.C di Padova dal 4 al 7 ottobre: 17 convocati, con la conferma in blocco dei protagonisti in Repubblica Ceca. Il numero degli arcieri coinvolti è lo stesso anche per la tappa di novembre: raduno dal 15 al 18 novembre, sempre a Padova, in quello che è il secondo appuntamento per preparare gli azzurri alla nuova stagione, particolarmente importante in vista dei Mondiali 2019 che valgono per la qualificazione ai Giochi di Tokyo 2020.
È un dato di fatto che i senior abbiano il mirino puntato all’appuntamento clou del prossimo anno, con diverse novità che riguardano il loro percorso di lavoro, in virtù dell’accordo tra FITARCO e GEO Spa, che permetterà alla Nazionale di rimanere nella città veneta ma di svolgere i suoi allenamenti anche presso la Fiera di Padova per poter tirare sulle lunghe distanze nel periodo più freddo dell’anno.
Insomma, tutto è studiato per un’ulteriore crescita delle frecce azzurre che, guardando i risultati del 2018, hanno già ottenuto un miglioramento tangibile, come si evince dalle prestazioni nelle competizioni paralimpiche e dai piazzamenti agli ultimi tricolori targa di Bisceglie e Trani, dove gli arcieri della Nazionale Para-Archery sono anche andati sui podi assoluti con Maria Andrea Virgilio (individuale compound), Paolo Cancelli (squadre compound) ed Eleonora Sarti (mixed team compound).
LE SFIDE DEL 2019 – I raduni continueranno per tutto l’inverno e non c’è tempo da perdere, visto che il Mondiale di Hertogenbosch è in programma dal 3 al 9 giugno. In Olanda sarà l’occasione non solo per dare l’assalto ai titoli iridati ma soprattutto per centrare la qualificazione ai Giochi Paralimpici del 2020.
Non sarà questa però l’unica settimana da circoletto rosso: gli azzurri puntano a una serie di passaggi intermedi per arrivare alla rassegna iridata nelle migliori condizioni possibili. Nel corso dell’inverno sono previsti raduni mensili a Padova e, una volta trovate le soluzioni migliori e tutti gli approfondimenti sul versante tecnico, fisico e psicologico, si comincerà con le competizioni vere e proprie, a partire dai confini nazionali, visto che dal 2 al 3 febbraio a Pesaro si disputeranno i Campionati Italiani Indoor. Messa da parte la competizione al chiuso, si passerà il prima possibile alle gare all’aperto. Dal 10 al 19 aprile gli arcieri azzurri potrebbero volare a Dubai, per il Fazza Para-Archery Tournament. Mentre dal 29 aprile al 5 maggio è certa la loro presenza alla prima tappa della European Cup di Olbia, diventata un appuntamento importante per il movimento paralimpico che, dopo il numero raddoppiato di iscritti ottenuto lo scorso anno alla seconda edizione, nella prossima stagione outdoor assumerà ancor più importanza proprio perché rappresenta l’ultimo test match che precede i Mondiali.
Una volta salutata la Sardegna, ci saranno gli ultimi ritocchi prima di andarsi a giocare il Mondiale in Olanda dove l’Italia ha l’obiettivo di non rimpiangere i 2 ori e i 2 bronzi conquistati nel 2017 alla rassegna iridata di Pechino o, per andare più indietro nel tempo, 1 oro, 1 argento e 6 bronzi ai Mondiali di Donaueschingen del 2015, dove ottenne anche 8 pass per i Giochi Paralimpici di Rio 2016.
Successivamente a questo fondamentale crocevia della stagione che, come accadde solamente a Torino 2011, vedrà nella stessa location sia il Mondiale Para che quello “normo”, nel mese di luglio si disputerà invece la seconda tappa della European Para-Archery Cup a Nove Mesto, in Repubblica Ceca. Questo sarebbe l’ultimo appuntamento internazionale che anticipa il Campionato Italiano Targa Para-Archery che si disputerà a Firenze, dal 14 al 15 settembre. In quest’ultima occasione ci sarà la classica rimpatriata del mondo paralimpico che vedrà in campo come da tradizione i big azzurri insieme alle nuove leve, alcune delle quali potrebbero anche esordire in azzurro già a Nove Mesto.
Il programma dei raduni alla fiera di Padova
• 30 novembre-1 dicembre 2018
• 21-22 dicembre 2018
• 18-19 gennaio 2019
• 22-23 febbraio 2019
• 29-30 marzo 2019
Raduno di novembre: attrezzature, postura, alimentazione e mental coaching
Se la Nazionale “normo” torna da un raduno congiunto con il tiro a segno, dove si sono sviluppati nuovi argomenti con professionisti specializzati sull’apnea o la prestazione agonistica di alto livello, questo tipo di approfondimenti la Nazionale paralimpica li porta avanti già da oltre un biennio, avvalendosi delle consulenze di numerosi esperti spesso intervenuti ai raduni a titolo gratuito.
Nel raduno all’O.I.C. Padova “Angelo Ferro” del 15 al 18 novembre, per esempio, lo staff azzurro ha previsto un incontro con un’azienda di carrozzine che ha il compito di esaminare le attrezzature a disposizione degli arcieri della Nazionale per fornirgli le soluzioni migliori per affrontare allenamenti e competizioni con sedute più stabili, postura corretta ed un equilibrio maggiore, col chiaro obiettivo di elevare la prestazione dell’atleta e rendere al massimo al momento del tiro.
Oltre alla parte dedicata alla attrezzature, per il quale il gruppo viene diviso in due per procedere nel frattempo anche ai consueti test tecnici e atletici, gli arcieri della Nazionale saranno pure protagonisti nella giornata del sabato di un seminario sul Mental Coaching, al quale prenderanno parte numerosi psicologi che assisteranno anche all’intervento di un fisiologo proveniente dalla Gran Bretagna e un esperto di psicologia dello sport. Al termine della parte teorica, verrà effettuata una simulazione di gara.
Azzurrini in attesa dell’esordio
Naturalmente l’obiettivo della Federazione è quello di far crescere di pari passo alla Nazionale maggiore anche il gruppo della Nazionale Giovanile Para-Archery. Non è un caso che, nel corso dell’estate, l’attività giovanile ha visto i ragazzi in maglia azzurra ritrovarsi dal 30 agosto al 2 settembre per la prima volta al nuovo Centro di Preparazione Paralimpica del “Tre Fontane” a Roma.
Anche nel 2019 sono previsti almeno due raduni per le nuove leve e sembra avvicinarsi il momento del loro esordio nelle competizioni internazionali. Il Responsabile Tecnico Willy Fuchsova vorrebbe sfruttare la gara di Nove Mesto per raggiungere l’obiettivo: “Se il Mondiale in Olanda andrà come tutti vogliamo e speriamo, in Repubblica Ceca potremmo far fare un’esperienza importante ai nostri giovani. Lavorano ormai da anni col nostro staff, sono migliorati molto, ma hanno bisogno di un esame probante per crescere ulteriormente. La gara di Nove Mesto sarebbe perfetta per realizzare il loro sogno di indossare la maglia della Nazionale”.
INVICTUS GAMES: TRE MEDAGLIE A SYDNEY (di Matteo Oneto – Foto GSPD)
La quarta edizione degli Invictus Games regala tre importanti successi all’Italia del tiro con l’arco. A Sydney, in Australia, i Giochi dedicati ai veterani di guerra, uomini e donne, che hanno contratto disabilità permanenti in servizio o per causa di servizio mettono in risalto le prestazioni degli azzurri dell’arco olimpico open capaci di conquistare un oro, un argento e un bronzo. Un bel tris che migliora le prestazioni del 2017 quando la competizione si svolse a Toronto e gli arcieri vinsero due bronzi. Un’altra conferma, considerando che il tiro con l’arco è sempre salito sul podio fin dalla prima edizione di questa manifestazione, che ha avuto il suo esordio nel 2014 a Londra.
LE MEDAGLIE AGLI INVICTUS GAMES – La prima gioia in ordine di tempo a Sydney è quella della squadra maschile in cui Bonaventura Bove, Fabio Tomasulo e Piero Rosario Suma battono tutti gli avversari che gli si parano davanti e si prendono l’oro. L’ultima sfida è una battaglia lunga e avvincente in cui gli azzurri vanno due volte in vantaggio ma riescono a scrollarsi di dosso la Romania (Nicola, Parvu, Patru) solo al quinto set per il 6-4 finale.
La festa azzurra continua con Fabio Tomasulo che sale sul secondo gradino dopo la sfortunata finale individuale in cui perde 7-1 con il romeno Eugen-Valentin Patru capace di sfoderare una prestazione di altissimo livello lasciando poco spazio all’arciere italiano. Emozioni forti nel match che vale il bronzo, sempre nel ricurvo. Bonaventura Bove riesce ad avere la meglio sul polacco Andrzej Skrajny 6-5 (10-9) dopo lo shoot off, un successo che vale doppio vista la continua altalena in cui si deve ricorrere alla freccia di spareggio prima di decretare il vincitore.
Sulla linea di tiro australiana hanno partecipato alle gare, senza riu-scire ad arrivare in finale, anche Alessandro Recita e Angelo Corsaro.
LA SPEDIZIONE AZZURRA A SYDNEY – Gli Invictus Games sono stati un successo per tutto lo sport paralimpico azzurro non solo per le medaglie portate dal tiro con l’arco. Alla fine la spedizione italiana ha chiuso la sua avventura con un bottino di ben 18 podi con 7 primi posti, 4 secondi e 7 terzi, miglior risultato di sempre nelle 4 edizione della manifestazione. Prestazioni straordinarie se si pensa che in totale la selezione del Gruppo Sportivo Paralimpico della Difesa, contando tutti gli sport, ha portato in Australia 17 atleti. La competizione, fortemente voluta dal Principe del Galles Harry, dal Duca e dalla Duchessa di Cambridge, dal Ministero della Difesa e dalla Royal Foundation, ora si prende un anno di pausa per poi tornare in Europa, dove è nata con la prima edizione di Londra 2014. Già scelta la sede per il 2020, quando gli atleti si ritroveranno nei Paesi Bassi, a L’Aia.




