campionati europei targaITALIA DA RECORD dGuido Lo Giudice – Foto World Archery...

campionati europei targa
ITALIA DA RECORD d
di Guido Lo Giudice – Foto World Archery Europe/Waldemar Varszal

8
0

Azzurri da applausi a Legnica: conquistano 6 podi e 7 pass per i Giochi Europei di Minsk 2019. Mauro Nespoli e Vanessa Landi vincono l’oro nel misto ricurvo. Esordio sul campo per il Direttore Tecnico Berruto

Nella prima edizione di un Europeo targa ospitato in Polonia, l’Italia lascia una traccia che rimarrà negli annali del tiro con l’arco: sei podi, 7 pass sugli 8 disponibili per la qualificazione ai Giochi Europei di Minsk 2019, un record europeo e un record italiano.
Al termine della manifestazione di Legnica le frecce azzurre compiono più di un’impresa andando ad occupare il 3° posto nel medagliere, ma col maggior numero di podi conquistati rispetto a tutte le altre: a guidare la classifica per Nazioni è stata la Russia (3 ori, 1 argento, 1 bronzo), seguita da una Turchia (2 ori, 1 bronzo) sempre più competitiva ai massimi livelli. Gli azzurri escono dal campo delle finali con l’oro mixed team ricurvo, con l’argento dei terzetti dell’olimpico maschile e femminile, cui si aggiungono l’argento delle azzurre compound, autrici di un record europeo e di un primato italiano, e l’argento e il bronzo individuale ad opera di Sergio Pagni e Federico Pagnoni. Insomma, gli azzurri hanno dimostrato di esserci e di avere tutte le carte in regola per continuare ad essere considerati tra i migliori.
Se aggiungiamo che questa edizione degli Europei era valida anche per ottenere la qualificazione per i Giochi Europei e che l’Italia ha ottenuto quasi il pieno delle carte disponibili, è chiaro che passa in secondo piano il fatto che alcune delle finali disputate potevano valere l’oro e invece hanno portato l’argento. L’importante era infatti arrivare a giocarsi il metallo più prezioso e le finali senza lieto fine serviranno sicuramente al team italiano per migliorare in vista dei Mondiali di qualificazione olimpica del prossimo anno.

LE MEDAGLIE AZZURRE
Landi e Nespoli d’oro nel mixed team – L’Italia è campione d’Europa nel mixed team grazie alle frecce di Vanessa Landi e Mauro Nespoli che dominano la finale con la Francia (Gaubil-Chirault) vincendo 6-0. È la prima medaglia sul campo per il Direttore Tecnico Mauro Berruto che a Legnica ha seguito per la prima volta i due arcieri in qualità di allenatore sul campo. La sfida è senza storia, la coppia Landi-Nespoli vince tutti i parziali 34-32, 38-35 e 37-35. Per la Nazionale è il terzo titolo continentale nella specialità dopo i successi di Natalia Valeeva e Marco Galiazzo nel 2010 e di Natalia Valeeva e Mauro Nespoli nel 2012. Un oro che assume grande rilevanza considerando che il CIO ha inserito questa gara nel programma dei Giochi Olimpici di Tokyo 2020.
Argento per il trio dell’olimpico – Sconfitta all’ultimo atto per i campioni del mondo in carica Mauro Nespoli, Marco Galiazzo e David Pasqualucci che si piegano nella finale per l’oro alla Russia (Baldanov, Bazarzhapov, Popov) solo dopo lo shoot off 5-4 (28-25). Qualche rammarico per gli avieri azzurri che si ritrovano due volte in vantaggio, nel primo (53-50) e terzo (56-54) set ma vengono due volti ripresi (57-55 e 56-54 i risultati dei parziali a favore della Russia) per poi uscire sconfitti alle ultime tre frecce dopo che erano stati a un passo dalla vittoria.
Andreoli, Boari e Landi d’argento – Le giovani Tatiana Andreoli, Lucilla Boari e Vanessa Landi salgono sul secondo gradino del podio europeo dopo la sconfitta in finale contro la Turchia (Aktuna, Anagoz, Cosku) per 6-2. Le azzurre, che solo lo scorso anno vincevano il titolo iridato juniores, si sono fatte valere anche tra le “grandi”. Partono forte portandosi sul 2-0 (53-47), ma poi escono troppe volte dal giallo, complici anche le difficili condizioni meteo e vengono sconfitte nelle successive tre tornate di frecce 52-49, 56-53 e 50-49 che valgono la rimonta delle avversarie.
Le azzurre compound d’argento – È una finale ricca di colpi di scena quella per l’oro a squadre compound femminile in cui l’Italia viene sconfitta allo shoot off dalla Turchia (Bostan, Elmaagacli, Suzer) 227-227 (30-28) dopo che aveva sfiorato la vittoria prima dello spareggio. Irene Franchini, Anastasia Anastasio e Marcella Tonioli vanno subito sotto (57-58) ma riescono nelle successive due volée prima a pareggiare i conti (58-57) e poi a sorpassare le avversarie (57-56). A sei frecce dal termine il risultato è di 172-171, le azzurre mantengono prestazioni alte fino alla penultima freccia di Anastasia Anastasio che colpisce il 7 e permette alla Turchia di mandare la gara alla freccia di spareggio, grazie al parziale di 56-55. Bostan e compagne negli ultimi e decisivi tiri sono perfette, colpiscono tre volte il bersaglio sul dieci e si portano a casa il titolo continentale.
Argento per Sergio Pagni – Niente bis europeo per Sergio Pagni, campione continentale nel 2012 e ora d’argento dopo la finale persa 147-145 contro il russo Anton Bulaev. Lo specialista azzurro parte piazzando subito tre 10 che valgono il 30-29 della prima volée, poi l’avversario inizia a salire di colpi e in un continuo crescendo si prende l’oro grazie ai parziali di 29-29, 30-29, 29-28 e 30-29.
Federico Pagnoni di bronzo – Federico Pagnoni vince il bronzo al termine di una finale dominata e vinta 149-144 contro il francese Pierre Julien Deloche. È un vero e proprio show quello dell’azzurro che tira la prima freccia sul 9 e tutte le altre sul 10 lasciando solo le briciole all’avversario. I parziali delle singole volée, 29-28 la prima e 30-29 le successive quattro, certificano il largo e meritato successo di Federico Pagnoni. •

Due record per le azzurre compound

Straordinaria prestazione del terzetto femminile compound formato da Anastasia Anastasio, Irene Franchini e Marcella Tonioli che, prima di guadagnarsi l’argento a squadre, ha anche firmato il nuovo record europeo nella gara di qualifica con 2087 punti. Il precedente primato di 2071 punti era sempre italiano, realizzato da Marcella Tonioli, Anastasia Anastasio e Laura Longo nel 2012.
Le azzurre non si sono fermate e, il giorno successivo, nel corso delle eliminatorie che le hanno portate fino alla finale per il titolo continentale, hanno migliorato anche il primato italiano battendo ai quarti di finale 233-225 la Spagna. Il precedente record nazionale era stato realizzato allo scorso Grand Prix di Sofia dal trio Giulia Cavalleri, Sara Ret ed Eisa Roner, che avevano messo a referto 231 punti nella finale per il bronzo vinta con l’Ucraina.

La parola ai protagonisti
Vanessa Landi: “un anno fantastico”
Il 2018 di Vanessa Landi è un concentrato di successi che parte da Shanghai, prima tappa di Coppa del Mondo, e viaggia veloce verso l’Europeo di Legnica, in Polonia. Un percorso che l’ha portata al bronzo individuale in Cina, a sfiorare la qualificazione alle Finali di World Cup a Samsun, ottavo posto per lei a una manciata di punti dal pass, e poi all’apoteosi polacca con l’oro nel mixed team, l’argento a squadre femminile e la qualificazione ai Giochi Europei di Minsk. “Sono partita per l’Europeo con l’intenzione di fare bene – spiega l’azzurra – forte anche di una partenza di stagione molto positiva con le frecce di Shanghai e l’ottavo posto nella classifica generale di Coppa del Mondo. Per quello che riguarda il mixed team sono molto felice perché lo avevano annunciato già da un mese e quindi volevo far valere questa posizione: è stata una vittoria che ha avuto un grande rilievo forse anche perché l’Italia non arrivava all’oro dal 2012. La coppia con Mauro Nespoli funziona ed è molto bello lavorare così”. Vanessa Landi è uno dei cardini anche della selezione femminile: insieme a Lucilla Boari e a Tatiana Andreoli stanno inanellando successi a ripetizione: “Dopo il titolo Mondiale Junior a Rosario è arrivato anche l’argento continentale: penso sia un ottimo risultato che ci fa guardare al futuro con fiducia”. Giovane, forte e vincente, Vanessa Landi è lo specchio della Nazionale femminile italiana che ora si prepara alla volata più lunga, quella verso le Olimpiadi di Tokyo 2020.

Mauro Nespoli: “le scelte fatte hanno pagato” – Non è mai facile confermarsi e spesso i pronostici della vigilia vengono smentiti. Mauro Nespoli non aveva la certezza che l’Italia avrebbe recitato un ruolo da protagonista agli Europei, ma ha sempre creduto nella qualità del gruppo azzurro: “Personalmente non mi fascio la testa prima di essermela rotta – dice l’aviere azzurro, che ha vinto a Legnica il suo secondo titolo continentale nel mixed team dopo quello del 2012 ottenuto con Natalia Valeeva – Sono sempre stato convinto delle potenzialità che abbiamo come squadre e alla fine siamo riusciti a confermarlo in Polonia”. La novità che riguarda la composizione della squadra mixed che Berruto ha voluto rendere nota con largo anticipo lo vede d’accordo: “Aver avuto un preavviso su chi avrebbe tirato ci ha permesso di indirizzare tutta la concentrazione e la preparazione alla competizione invece di pensare a chi sarebbe stato selezionato. La scelta del Direttore Tecnico ha pagato ed ero favorevole a questa ipotesi già da tempo, prima di Mondiali o Olimpiadi. Questo perché quando ti senti il fiato sul collo e senti che può subentrare una riserva non lavori tranquillo. Prima dei Giochi di Pechino è stato così e si è verificato lo stesso prima di Londra. Poi per fortuna nel 2012 non venne cambiato nulla e vincemmo l’oro. A Legnica siamo andati come speravamo e la stessa cosa era accaduta prima dei Mondiali che poi abbiamo vinto. Vanessa ed io abbiamo avuto la possibilità di gestire la qualifica con un altro spirito e focalizzarci sugli scontri. Naturalmente questo discorso è valido solamente se ci sono dietro una precisa pianificazione e un duro allenamento. Poi servono uno stato di forma buono e anche un po’ di fortuna per salire sul podio”.
Mauro Nespoli è abituato ad allenare i dettagli e trovare vie sempre nuove per migliorare le prestazioni. A Legnica per esempio le finali si sono svolte con una pioggia difficile da gestire e non è un caso che Berruto abbia parlato in più occasioni di allenarsi rimanendo fuori dalla propria “comfort zone”: “Gli atleti vanno stimolati per essere pronti a gareggiare in qualunque condizione – dice l’olimpionico di Voghera –. L’importante è avere ben chiari quali siano i motivi e i benefici di alcuni tipi di allenamento. Per intenderci, ci capiterà di tirare con 36 gradi, ma questo non significa dovere svolgere allenamenti solo con quella condizione climatica. Va studiato nel dettaglio il come e il quando prepararti in condizioni difficili, come quelle che abbiamo incontrato agli Europei. A Legnica per esempio durante la finale a squadre non sono stato in grado di mirare bene a causa della pioggia, perché si era appannata la diottra. Dopo, per la sfida mixed team, ho preso un mirino forato senza vetro e ho subito fatto due 10. Questo fa capire quanto sia importante conoscere come reagiscono i materiali nelle varie condizioni che incontriamo. Il mio obiettivo è quindi quello di ampliare il più possibile la ‘comfort zone’ per sentirmi sicuro e in grado di tirare bene anche quando ci sono condizioni difficili”.
Per Nespoli la preparazione non è però finita. Dopo la soddisfazione dell’Europeo l’azzurro è atteso dalla finale di Coppa del Mondo: “Quando gareggiai a Parigi arrivò un risultato deludente. A Samsun arrivo con maggiore consapevolezza, dopo aver giocato già una finale nella tappa di Salt Lake City. Non sto lasciando nulla al caso perché il mio obiettivo non è partecipare ma vincere”.
Il DT Mauro Berruto: “l’emozione più grande da quando sono nel tiro con l’arco” – Quello di Legnica è stato un risultato importante sul versante agonistico che ha portato anche una novità assoluta per Mauro Berruto che, per la prima volta, è sceso sul campo di gara al seguito di Mauro Nespoli e Vanessa Landi nelle sfide del misto che hanno portato all’oro. Per il DT azzurro si è trattata “dell’emozione più forte da quando sono entrato nel mondo del tiro con l’arco”.
“Il giudizio complessivo sull’Europeo è molto positivo – dice Berruto – Credo non sia capitato spesso di aver portato tutte e tre le squadre del ricurvo alla finale per il titolo. Abbiamo tirato fino all’ultima freccia per giocarci l’oro con i terzetti e col misto. Un risultato che mi ha dato grandi emozioni. Aver raggiunto questo obiettivo dà forza al progetto che ci porterà il prossimo anno al Mondiale di qualificazione olimpica: sarà un appuntamento fondamentale, perché lì le squadre dovranno giocare un ruolo decisivo, visto che sarà la via più breve per ottenere i pass per Tokyo 2020”.
Berruto ripensa con emozione al suo esordio come coach sul campo: “Mi mancava da matti quel pezzo di esperienza. Ho avuto l’opportunità di farlo perché gli asset delle squadre maschile e femminile sono ormai molto chiari, mentre ho deciso di esercitare ad interim la funzione di allenatore del mixed team. Come? Prima di tutto studiando tanto: ho passato molte notti a scaricare numeri e statistiche e a scegliere la coppia che avrebbe composto la squadra senza attendere la qualifica come è tradizione in questo sport, dando così a questa coppia la solidità di un progetto stabilito. Le gare che ci hanno portato alla finale sono state emozionanti e complicate. La finale stessa è stata giocata in condizioni difficili, con vento e pioggia, e per me è stata un’esperienza nuova nel tipo di approccio a questa disciplina. Essere in campo mi ha risvegliato istinti che ho ben presenti. Essere lì a due passi dai tuoi atleti e, per quanto possibile, poter interagire con una parola o uno sguardo per incidere nella prestazione è stata una bellissima sensazione”.
L’ex CT della pallavolo parla poi del programma di lavoro in vista dei Mondiali del 2019: “La strada maestra per qualificarci per Tokyo al completo, con 3 uomini, 3 donne, compreso il mixed team, è quella di portare ai Mondiali in Olanda le squadre tra le prime otto: questo ci permetterebbe a più di un anno di distanza dai Giochi di lavorare al meglio per le gare in Giappone. Abbiamo stilato un programma molto dettagliato. La prima scelta che abbiamo fatto è di rinunciare all’indoor, nel senso che ci alleneremo già da fine settembre sempre e solo sui 70 metri, dando naturalmente la possibilità ai singoli atleti di partecipare a gare al chiuso se lo vorranno. L’importante è che gli azzurri siano sempre pronti ad allenarsi fuori dalla loro ‘comfort zone’ per essere pronti a gestire le variabili che si incontrano durante una competizione. Poi cercheremo dei luoghi in Europa che ci permettano di allenarci all’aperto nella fase più delicata dell’inverno, tra dicembre e febbraio: andremo in Grecia e in Spagna. Il terzo elemento del programma è che faremo riferimento a un’alternativa come luogo di allenamento che sarà il Centro Olimpico di Formia, che permette condizioni ideali in un certo periodo dell’anno per tirare all’aperto e perché mi interessa creare una contaminazione tra i nostri arcieri e altri atleti di altre discipline. Infine, già a fine ottobre faremo un primo esperimento: un collegiale congiunto tra noi e le squadre Olimpiche di tiro a segno: è un’idea che ho sviluppato con Niccolò Campriani, uno degli atleti che più stimo nel panorama italiano. Saranno tre giorni a Bologna, in coda al ritiro di Formia: condivideremo informazioni sui materiali, sulla parte psicologica e sull’allenamento fisico. È difficile dare un significato tecnico preciso a questo esperimento, ma è una delle qualità che i nostri atleti devono sempre allenare: la curiosità di conoscere, sperimentare e mettersi di fronte a stimoli e suggestioni diversi. Credo sarà un bell’esperimento di avanguardia per lo sport italiano”.

La qualificazione per i Giochi Europei di Minsk 2019

Grazie alle prestazioni fornite nel corso delle eliminatorie a squadre degli Europei di Legnica l’Italia si è assicurata il pieno delle qualificazioni per i Giochi Europei di Minsk 2019 con entrambe le squadre del ricurvo (3 pass al maschile e 3 al femminile). Per quanto riguarda la divisione compound, per la prima volta è stata ammessa nel concorso individuale della manifestazione multidisciplinare che si disputerà in Bielorussia. L’Italia, che nel corso degli Europei ha portato ben 2 atleti a giocarsi le medaglie, si è quindi guadagnata il pass nel compound maschile. L’unico mancante è dunque quello del compound femminile, dove non è bastato il 9° posto individuale di Anastasia Anastasio, che praticamente ha posto l’Italia come prima delle escluse.
Al termine delle eliminatorie degli Europei si è poi disputata la gara di qualificazione per quelle Nazioni che erano rimaste fuori. Una gara che ha concluso il quadro delle Nazionali qualificate per Minsk. Nell’arco olimpico maschile oltre all’Italia hanno già qualificato la squadra Spagna, Lussemburgo, Russia e Gran Bretagna; nel femminile sicure avversarie delle azzurre saranno Germania, Russia, Turchia e Gran Bretagna senza contare la Bielorussia che da Paese ospitante partecipa di diritto a tutte le competizioni. Nel compound l’Italia ha staccato il pass al maschile insieme a Russia, Francia, Finlandia, Olanda, Lussemburgo, Turchia e Croazia. Al femminile le qualificate oltre alla Bielorussia sono Russia, Francia, Turchia, Slovenia, Danimarca, Spagna, Belgio e Olanda. Per le azzurre ci sarà ora la possibilità di ottenere il pass individuale in occasione del Grand Prix di Sofia del prossimo anno. Se arrivasse la qualificazione in quella occasione, l’Italia andrebbe in Bielorussia al gran completo.

Tanya Giaccheri e Vanessa Landi in Aeronautica

Aumenta ulteriormente il numero di Avieri azzurri della Federazione Italiana Tiro con l’Arco. Sono stati infatti ufficializzati nel mese di settembre gli arruolamenti di due arciere della divisione olimpica: Tanya Giada Giaccheri e Vanessa Landi, che andranno ad incrementare il già nutrito gruppo di arcieri che hanno avuto il privilegio di entrare a far parte dei Gruppi Sportivi Militari.
Tanya Giaccheri è nata a Desio (Mi) il 19 gennaio 1998, era tesserata con gli Arcieri Bosco delle Querce ed è cresciuta nella Scuola Federale FITARCO ottenendo ottimi risultati con la Nazionale Giovanile. Conta già diverse presenze con la Nazionale maggiore, con la quale in questa stagione ha preso parte ai Giochi del Mediterraneo e alla tappa di Coppa del Mondo di Berlino.
Vanessa Landi, nata a Grosseto il 12 settembre 1997, è passata alla categoria senior da questa stagione. Cresciuta nella Compagnia Ilcinese Arcieri Montalcino, ha conquistato lo scorso anno il titolo iridato juniores a squadre con Tatiana Andreoli e Lucilla Boari, ma già da più di un biennio partecipa con regolarità alle trasferte della Nazionale maggiore. Nel 2017 è infatti stata titolare con Mauro Nespoli nella finale mixed team di Coppa del Mondo a Roma e ai Mondiali Targa di Città del Messico. Nel 2018 ha gareggiato ai Giochi del Mediterraneo e nelle tappe di World Cup, vincendo il bronzo individuale nella prima prova di Shanghai, e si è laureata campionessa continentale nel mixed team con Mauro Nespoli agli Europei di Legnica (Pol).

 

 

 

 

 

 

gallery

 

 

 

risultati

 

 

 

Condividi
Share

NO COMMENTS