Superlativi gli azzurri a Pilsen: tre titoli continentali e 10 podi in totale! Panariello festeggia oro e record mondiale all’esordio tra i V.I.; Bonacina vince nell’individuale e a squadre con Cancelli e Simonelli
La Nazionale Para-Archery chiude gli Europei di Pilsen, in Repubblica Ceca, conquistando 10 medaglie (3 ori, 3 argenti e 4 bronzi): tutte e sei quelle in palio nei match individuali e quattro, sulle cinque possibili, nelle sfide a squadre. Un percorso da applausi, perché sono quattro in più rispetto al precedente appuntamento francese del 2016 e addirittura una in più rispetto alla Russia che, in questa edizione, si aggiudica però il medagliere finale con 4 ori, 2 argenti e 3 bronzi.
Erano 27 le Nazionali in gara per un totale di 126 atleti appartenenti alle cinque divisioni ammesse: Olimpico Open, Compound Open, W1, V.I.1 e V.I.2/3. Cinque i giorni di gara, dal 14 al 18 agosto, disputati nelle splendide location di Pilsen, magistralmente allestite da parte del Comitato Organizzatore: doppio campo di gara per le qualifiche, poi un solo campo per le eliminatorie; infine tutte le sfide che assegnavano medaglie sono state disputate nella centralissima piazza della città all’ombra della cattedrale, destando interesse e richiamando così pubblico sugli spalti a bordo campo.
LE MEDAGLIE DEGLI AZZURRI
Oro compound per la squadra maschile – Dopo il titolo mondiale ottenuto lo scorso anno, gli azzurri non deludono le aspettative confermandosi la squadra da battere. Matteo Bonacina, Paolo Cancelli e Alberto Simonelli conquistano così il titolo continentale nella finale contro la Turchia (Aygan, Eren, Korkmaz), vinta con una prova di autorità 226-219. La partenza degli italiani è ottima dopo la prima volée che si conclude 57-53. La Turchia recupera portandosi sul 110-112 e riesce anche a pareggiare il conto dopo la terza volée: 168-168. Ma nelle ultime sei frecce è l’Italia a prendere di nuovo il largo chiudendo il parziale 58-51.
Argento compound per il trio femminile – Un’altra conferma internazionale tinta d’argento per Giulia Pesci, Eleonora Sarti e Maria Andrea Virgilio, costrette ad arrendersi in finale alla Russia (Alekseeva, Alexandrova, Artakhinova) che ha la meglio per 226-218.
Bronzo nel W1 mixed team – L’Italia conquista un prezioso bronzo con Asia Pellizzari e Daniele Cassiani che superano con grande autorità la Russia (Krutova, Meshkov) 137-131, confermando la crescita di questo settore soprattutto in vista di Tokyo 2020. Il duo italiano parte bene portandosi subito sul 36-33 e mantenendo una media più alta degli avversari nelle due successive volée. Nell’ultima tornata di frecce gli azzurri amministrano il vantaggio pareggiando il parziale 34-34, andando a festeggiare un altro risultato importante che fa ben sperare in vista dei Mondiali di qualificazione paralimpica del prossimo anno.
Bronzo per il trio ricurvo maschile che dedica la medaglia agli abitanti di Genova – Bronzo anche nell’arco olimpico con Roberto Airoldi, Fabio Tomasulo e Stefano Travisani che battono i padroni di casa della Repubblica Ceca (Chaloupski, Kostal, Smondek) con un netto 6-0. La media punti degli avversari è nettamente inferiore a quella degli azzurri che vincono il primo set portandosi sul 2-0, raggiungono agevolmente il 4-0 e, nella terza frazione, non arriva la rimonta avversaria che vale così il secco 6-0 conclusivo. Da parte degli azzurri, grande sensibilità nel voler dedicare la loro medaglia alle vittime del crollo del ponte di Genova che, proprio in quelle ore, aveva sconvolto l’intero Paese.
Esordio d’oro con record mondiale per Matteo Panariello nel V.I.1 – Il primo titolo continentale nella giornata conclusiva degli Europei è arrivato nel Visually Impaired 1 (non vedenti) grazie all’esordiente azzurro Matteo Panariello (Arcieri Livornesi), che batte in finale Christos Misos (Cipro) 6-2. Il pluricampione italiano non soffre il battesimo internazionale e si porta subito sul 2-0, subisce il ritorno dell’avversario nella seconda volée (2-2) ma vince i successivi due parziali andando a chiudere la sua prima esperienza in maglia azzurra con la medaglia d’oro e un record mondiale, ed europeo, realizzati nella prima giornata di gare: 367 punti sulle 72 frecce.
Oro per Matteo Bonacina nel compound – Il campione del mondo a squadre Matteo Bonacina conquista il suo primo titolo europeo individuale in una finale equilibrata risolta solo all’ultima freccia contro Nail Gatin (Russia): 142-141. L’atleta bergamasco (Arcieri Castiglione Olona) parte a punteggio pieno (30-28) e incrementa il vantaggio nella seconda volée (59-56). Nella terza frazione Gatin recupera un punto (87-85) e nella quarta e conclusiva volée è un punto di riga a portare sul gradino più alto del podio l’azzurro che può esultare per la sua prima grande affermazione individuale.
Argento per Giovanni Maria Vaccaro nel V.I. 2/3 – Nella sfida per il titolo Visually Impaired 2/3 (ipovedenti) l’esordiente Giovanni Maria Vaccaro si batte come un leone per raggiungere l’oro ma è costretto a lasciare il passo a Steve Prowse (Gran Bretagna) solamente dopo la freccia di spareggio: 7-9. Il primo set si chiude in parità (26-26), mentre l’avversario si porta sul 3-1 nella seconda frazione. L’arciere siciliano pareggia il conto nel terzo set: 24-22 che vale dunque il 3-3 e, nel quarto set, è ancora il britannico a riportarsi avanti sul 5-3 (26-23). Con un perentorio 27, contro il 23 avversario, Vaccaro riesce però a portare la sfida fino allo shoot-off: ma al 7 dell’azzurro il britannico risponde con un 9. Si tratta per il campione italiano in carica di uno splendido argento al suo debutto internazionale.
Argento per Maria Andrea Virgilio nel compound – Nella finale per il titolo compound femminile Maria Andrea Virgilio si conferma competitiva e ottiene un prezioso argento, superata solamente dalla russa Stepanida Artakhinova per 142-136. L’atleta siciliana pareggia la prima volée 28-28, ma perde terreno sotto i colpi dell’avversaria nella seconda (53-57) e nella terza volée (108-114), senza riuscire a recuperare nell’ultima frazione, che si conclude in parità col parziale di 28-28. Anche per lei un’altra importante affermazione internazionale in vista delle qualificazioni paralimpiche del prossimo anno.
Bronzo per Asia Pellizzari nel W1 – Scende in campo e si comporta come una veterana la giovanissima Asia Pellizzari che conquista il terzo gradino del podio battendo nella finalina Elena Krutova (Russia) 136-124. L’allieva azzurra si guadagna subito un ottimo margine dopo la prima volée (28-23), subisce il ritorno dell’avversaria nella seconda frazione (53-50), si rimette a distanza di sicurezza portandosi sull’82-76 nella terza e prende il largo nella quarta volée (109-100) per poi chiudere in bellezza con le ultime tre frecce (27-24) che valgono l’ennesima conferma internazionale in vista del sogno a cinque cerchi.
Bronzo per Elisabetta Mijno nell’arco olimpico – Non tradisce le aspettative la pluridecorata campionessa delle Fiamme Azzurre. Elisabetta Mijno si guadagna il bronzo nel ricurvo battendo Yagmur Sengul (Tur) 6-4 al termine di un match equilibrato. L’arciera torinese vince il primo set portandosi sul 2-0 ma subisce la rimonta dell’avversaria nella seconda frazione (2-2). Nel terzo set è ancora vantaggio per l’italiana che va sul 4-2, ma la turca pareggia di nuovo il conto portandosi sul 4 pari. Nel quinto set è l’azzurra a mettere il turbo e con un 29-25 si guadagna i due punti che valgono il bronzo e che la mantengono tra le migliori arciere del mondo da un decennio a questa parte. •
La parola ai protagonisti
Matteo Panariello: un Europeo da record
L’esordio a Pilsen è stato il coronamento di un sogno: rappresentare con la maglia azzurra l’Italia in una manifestazione internazionale. “L’emozione per la chiamata del CT Willy Fuchsova è indescrivibile. Poter vivere l’Europeo da protagonista era già di per sé una vittoria, figuriamoci questa medaglia d’oro con cui sono tornato a casa…”, ha detto Panariello ripensando al suo Europeo.
“C’è stata tanta emozione, ma il gruppo degli azzurri è qualcosa di veramente incredibile, tanto dal di fuori e ancora di più viverlo dall’interno. Mi hanno aiutato un sacco, supportandomi dalla prima freccia di qualifica all’ultima freccia della finale: a volte un gesto, altre una parola, ogni volta alleggerivano la mia tensione e mi restituivano serenità. Sono quindi orgoglioso e fiero di aver fatto questa esperienza, tanto sul piano tecnico che su quello umano”.
Poi l’arciere livornese parla del suo primato mondiale: “Ammetto di aver controllato qual era il record, ma non sono andato sulla linea di tiro con quel pensiero. Anche perché sono uno che non si accontenta mai e credo che avrei addirittura potuto far meglio. Visto però il livello di tensione e di novità in cui mi sono ritrovato, direi che un record del mondo sia sufficiente per cominciare un’avventura internazionale. Devo dire che ho sofferto di più la semifinale della finale, soprattutto per via della differenza nella situazione di tiro, visti i cambiamenti di posizione sul campo di gara. Ci tenevo tanto a conquistare la finale e credo di aver sofferto maggiormente proprio in quell’occasione.
La finale invece è stata ‘normale’: sono salito sulla pedana cancellando immediatamente tutta la tensione e mi sono sentito nel mio ambiente, quasi familiare, di tiro. Non credo di aver fatto nulla di così incredibile, se non quello che so fare e che mi piace fare: tirare con l’arco!”. Dopo un successo del genere i ringraziamenti sono d’obbligo: “Grazie a Paolo Del Nista e a tutta la famiglia azzurra per l’accoglienza dimostrata nei miei confronti: tutti hanno contribuito al raggiungimento di questo mio traguardo”.
La doppietta di Matteo Bonacina
“Meglio di così non poteva andare!”. Esordisce così il neo campione d’Europa individuale e a squadre Matteo Bonacina. Per l’arciere bergamasco degli Arcieri Castiglione Olona si tratta infatti della prima affermazione internazionale individuale, che si aggiunge all’ennesima conferma nella prova a squadre, dopo l’oro mondiale ottenuto sempre insieme a Simonelli e Cancelli ai Mondiali di Pechino 2017.
“Sono partito sereno contando sulla preparazione che avevo svolto. Certo, da lì a vincere tutto non è così semplice e neanche scontato. In qualifica, nonostante il vento, ho visto che il mio tiro c’era e le sensazioni erano decisamente buone. La finale è poi una gara a sé: sono contento per aver messo in pratica quanto appreso e costruito nei raduni sia a livello fisico che psicologico. In quel momento ero davvero concentrato solo sul mio gesto e, anche se la tensione si è fatta sentire, sono riuscito a metterla da parte per lottare fino all’ultima e decisiva freccia”.
Bonacina parla anche del titolo a squadre: “Dopo l’oro Mondiale partivamo da favoriti, ma sappiamo bene che ogni volta bisogna conquistarsi la conferma, freccia dopo freccia. Non sempre i più forti vincono e quindi l’oro europeo ha dimostrato ancora il nostro livello. Per il prossimo anno, pensando alle carte paralimpiche, dovremo ripetere un’ottima preparazione per ottenere alla prima occasione la qualifica per Tokyo”.
Anche per Matteo, i ringraziamento sono d’obbligo: “Un grande grazie va allo staff, il loro supporto è notevole e fondamentale: abbiamo tante necessità e loro sono sempre disponibili, oltre ovviamente a tutto il lavoro di preparazione. Tutti insieme siamo forti perché da soli non si vince niente”.
Guglielmo Fuchsova: “L’ordinario che sa di straordinario”
Il Responsabile Tecnico della Nazionale Para-Archery non può non sorridere insieme a tutto lo staff azzurro per i risultati ottenuti: “Siamo sulla strada giusta. Il lavoro svolto è stato corretto, i ragazzi stavano bene, anche se sono partiti in sordina. Alla fine hanno espresso il loro potenziale sulla lunga distanza. La nostra preparazione paralimpica è iniziata in realtà due anni fa: tutti questi eventi, Europeo compreso, sono solo una delle tante tappe di avvicinamento, alcune più importanti di altre, come per esempio saranno i Mondiali del prossimo anno dove sono in palio i pass per Tokyo. Questa stagione ci restituisce fiducia sul lavoro fatto e ci sprona a proseguire su questa strada, consci del fatto che i ragazzi stanno crescendo sotto tanti punti di vista. Mi preme citare il fatto che, nonostante l’intenso lavoro di preparazione, nessuno ha riportato infortuni o problematiche particolari: un aspetto fondamentale”.
Fuchsova analizza poi le prestazioni di ogni comparto: “Il compound maschile ha maturato altra esperienza e ha elevato il suo livello. Bonacina e Cancelli seguono le orme di Simonelli al quale adesso bisogna chiedere di guidare e stimolare ulteriormente la squadra per un altro salto di qualità. Bonacina col titolo europeo ha messo la ciliegina sulla torta. Al femminile idem, Virgilio ha conquistato i due argenti dimostrando la sua forte crescita agonistica; Sarti sta tornando ai suoi livelli e Pesci ha contribuito alla crescita della squadra. Nel W1 non posso che citare Pellizzari e Cassiani: ci stanno regalando, oltre alle medaglie, anche tante emozioni. Si è visto come individualmente, ma ancor di più nel mixed team, esprimano tutto il loro potenziale. Basta guardarli negli occhi durante i match, i loro sguardi sono carichi di spirito agonistico. Per quanto riguarda gli esordienti V.I., Panariello e Vaccaro, a loro vanno i nostri complimenti: hanno tenuto alto il colore azzurro con due scontri di alto livello, sintomo di un movimento in grande crescita. Non da ultimo devo citare i protagonisti del ricurvo: Mijno ha tirato un grandissimo scontro nella sua finalina; mentre la squadra maschile, nonostante i problemi di Airoldi, ha ritrovato un grande livello agonistico, dimostrato pienamente nella sfida per il bronzo”.
Fuchsova distribuisce poi i meriti del successo azzurro: “Quando mi fermano per complimentarsi con me per i risultati ottenuti, penso non sia assolutamente merito mio, ma della grande squadra che guida il movimento e la Nazionale Paralimpica. Lo staff, sia durante la stagione e ancor di più in occasione degli eventi, si dimostra sempre professionale e determinante. Ma sono davvero tante le tessere del puzzle che fanno sì che ci troviamo a lavorare nel migliore dei modi: la Federazione, gli sponsor, i partner e tutti coloro che ci mettono del loro. Alla luce di tutto questo allora c’è da chiedersi se quello che abbiamo dimostrato, una volta ancora, sia davvero così straordinario o se invece sia il naturale frutto di una così bella famiglia ben orchestrata, che poggia semplicemente su dedizione e professionalità”.
NAZIONALE GIOVANILE PARA-ARCHERY
Primo raduno degli azzurrini al CTF del Comitato Paralimpico
Se i grandi continuano a vantare numerosi successi internazionali, la FITARCO non dimentica i più giovani per assicurarsi il futuro. Così, come previsto dal Programma Tecnico Agonistico 2018, da giovedì 30 agosto fino a sabato 1 settembre, la Nazionale Giovanile Para-Archery ha affrontato un nuovo raduno che, per la prima volta, si è svolto al Tre Fontane, nel nuovo Centro Tecnico Federale del Comitato Italiano Paralimpico a Roma. Il Responsabile Tecnico della Nazionale Paralimpica Willy Fuchsova ha convocato 7 giovani arcieri seguiti nel raduno con la consueta passione dai coach Fabio Olivieri ed Ezio Luvisetto. A quest’ultimo, un sentito ringraziamento per aver rinunciato a tornare a casa dopo aver subito un grave lutto familiare, pur di poter concludere il lavoro con i giovani arcieri della Nazionale. Una decisione molto difficile la sua, che rende l’idea della professionalità con la quale vengono seguiti i giovani atleti azzurri.
Nell’arco olimpico open hanno preso parte al raduno Francesco Ceppaglia (Arcieri della Murgia), Francesco Miglionico (Arcieri Lucani Potenza), Giulia Baldi (Maremmana Arcieri G. Dalle Bande Nere) e Francesca Morselli (Arcieri Aquila Bianca) e nel W1 Francesco Tomaselli (Arcieri dello Jonio).
Non hanno invece potuto prendere parte all’incontro il compoundista Marco Coluccini (Arcieri Kentron Dard) per impegni universitari e, nel W1, Asia Pellizzari (Arcieri del Castello), di ritorno proprio in quelle ore dagli Europei Paralimpici dove ha ottenuto, gareggiando tra i senior, il bronzo individuale e il bronzo mixed team insieme a Daniele Cassiani.
Per tutti i presenti un importante appuntamento svolto in una struttura moderna e funzionale, condividendo gli spazi e gli allenamenti con alcuni dei migliori atleti paralimpici italiani, utile a cementare il gruppo e ad ottenere una crescita tecnica ed individuale che consenta a questi giovani arcieri di far mantenere alla FITARCO un ruolo guida nel movimento Para-Archery internazionale.







