europei para-archery – qualificazione paralimpicaAll’Italia sei medaglie e due pass per RioGuido...

europei para-archery – qualificazione paralimpica
All’Italia sei medaglie e due pass per Rio
di Guido Lo Giudice – Foto Thierry Quehen e P’tit Alchimiste

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Con freddo, pioggia e vento gli azzurri tornano dalla Francia col titolo europeo di Alberto Simonelli, due argenti e tre bronzi. Grazie a Monica Borelli e Alessandro Erario arrivano a 9 i pass paralimpici

Dopo aver imperversato come attore co-protagonista sul campo di gara delle qualifiche e delle eliminatorie, l’avversario più temuto dagli arcieri ha deciso di prendersi interamente la scena sul campo delle finali che gli organizzatori francesi avevano allestito sul lungomare di Saint Jean de Monts. L’atteggiamento da prima donna del maltempo, nelle giornate conclusive degli Europei Para-Archery che mettevano in palio anche i pass paralimpici per Rio 2016, è stato talmente preponderante da costringere World Archery Europe a far slittare le finali di due ore. Dopo lunga attesa, le sfide si sono disputate e le medaglie sono state assegnate, ma il freddo, la pioggia e un vento quasi ingestibile hanno accompagnato gli atleti fin sul podio.
L’Italia ha patito queste condizioni meteo, ma è uscita comunque a testa alta ottenendo nel complesso nove finali, quattro podi a squadre e due individuali, dove Alberto Simonelli ha saputo mettersi alle spalle maltempo e avversari fino a vincere il titolo europeo, unico oro tinto di tricolore.

ORO E BRONZO NELL’INDIVIDUALE
Simonelli sul tetto d’Europa – Grande impresa nel compound open maschile per Alberto Simonelli: per il campione della Nazionale è il terzo titolo a distanza di 10 anni dall’ultimo e di 20 dal penultimo! A testimonianza di un carattere e di una classe che nemmeno gli anni riescono a scalfire. L’azzurro è Campione d’Europa grazie al successo in finale 138-134 sul russo Aleksander Zubar. Il match, teso, è rimasto in equilibrio per i primi due set (27-27 e 28-28). Poi l’azzurro accelera e l’avversario non riesce a resistere. Arrivano così i successi nel secondo e terzo parziale: 26-25 e 30-26. Le ultime tre frecce premiano Zubar 28-27 ma non ribaltano lo score finale: Alberto Simonelli si mette al collo l’ennesimo oro di una straordinaria carriera.
Claudio Peruffo bronzo Visually Impaired – Per i colori azzurri c’è anche la grande soddisfazione di veder tornare sul podio internazionale un rappresentante della categoria Visually Impaired. È Claudio Peruffo a guadagnarsi il bronzo tra i V.I. 2/3 imponendosi nella finalina su Carmel Bassett (Gbr) con il punteggio di 6-0. Peruffo guida da subito la gara riuscendo a vincere tutti e tre i parziali 14-8, 18-13 e 22-18.
Quarto posto per Eleonora Sarti – Si ferma ai piedi del podio invece Eleonora Sarti. Nell’individuale compound l’azzurra, campionessa del mondo in carica, perde il bronzo contro la russa Stepanida Artakhinova 140-126. L’atleta delle Fiamme Azzurre soffre molto il vento e il ritmo dell’avversaria che vince i parziali dei primi 4 set e non tira mai una freccia sotto il 9, guadagnandosi con merito il terzo posto.

4 PODI A SQUADRE
Argento per Sarti e Simonelli nel misto compound – La premiata ditta del mixed team compound Eleonora Sarti e Alberto Simonelli sfida nella finalissima la Svezia (Reppe-Cleasson).
Il duo scandinavo affronta la sfida e il maltempo senza patemi passando subito in vantaggio alla prima volée (36-32). Nella seconda manche Eleonora, condizionata dal vento, tira uno 0 che compromette il corso della sfida (73-58). Anche nel terzo parziale gli italiani vanno sotto e serve a poco il parziale positivo dell’ultima volée (35-34): per l’Italia è argento; l’oro va alla Svezia che vince 144-124.
Argento per il trio compound maschile – Il trio compound composto con Giampaolo Cancelli, Alberto Simonelli e Matteo Bonacina assapora il titolo continentale fino all’ultimo, ma vede sfumare l’oro allo spareggio in favore della Turchia (Korkmaz, Aygan, Hanci). Gli azzurri passano avanti dopo le prime 6 frecce (55-51) e mantengono il +4 pareggiando il secondo parziale (52-52). Nella terza volée sembra fatta, l’Italia allunga il passo e si porta addirittura sul 162-153, ma un’ultima volée sciagurata, conclusa col parziale di 48-57), permette al trio turco di portarsi sul 210-210. Le tre frecce di spareggio non premiano gli italiani che devono accontentarsi dell’argento per un solo punto di distacco (22-23), mentre i turchi festeggiano un titolo che pensavano di aver già perso.
Rimonta e bronzo per il trio olimpico – Situazione inversa per il trio olimpico composto da Roberto Airoldi, Alessandro Erario ed Ezio Luvisetto, che vincono il bronzo contro la Turchia (Savas, Yorulmaz, Polat) allo shoot off (5-4/24-21) al termine di una gara straordinaria. Gli avversari si prendono i primi due set 47-43 e 51-44. La sfida sembra segnata ma gli azzurri reagiscono e si portano sul 4-4 con due volée vincenti (46-38 e 42-36) per poi vincere alle frecce di spareggio 24-21.
Mijno e Airoldi di bronzo nel ricurvo – Bronzo conquistato anche da Elisabetta Mijno e Roberto Airoldi nel mixed team ricurvo. Gli azzurri battono la Turchia (Eroglu-Savas) per 6-2. Primo set con successo italiano 26-20 subito pareggiato dagli avversari 25-15. La coppia della Nazionale non sbaglia più niente e si prende gli ultimi due parziali 26-24 e 32-28.
Sfuma il bronzo per le azzurre ricurvo e compound – Chiude al quarto posto il trio femminile arco olimpico open. Elisabetta Mijno, Annalisa Rosada e Veronica Floreno perdono la finale per il bronzo con la Gran Bretagna (Gorge, Chaisty, Nadarajah) vincente 6-2. Finale poco fortunata anche per il trio compound con Eleonora Sarti, Giulia Pesci e Ifigenia Neri che vengono superate dall’Ucraina (Markitantova, Pavuk, Mikhnieva 191-182.

 


L’Italia raggiunge 9 pass paralimpici
Non solo titoli continentali in Francia. In palio c’erano anche i pass per Rio 2016 e l’Italia sognava di arrivare a quota 13 facendo l’en-plein. In realtà al termine della competizione ne sono arrivati due e altri tre sono sfumati. Bisognerà quindi attendere la riallocazione dei pass dopo il torneo internazionale di Nove Mesto, l’ultimo che mette in palio le qualificazioni, per capire se la spedizione azzurra volerà in Brasile con 9 arcieri o se qualcun altro potrà aggiungersi al gruppo. Al momento l’Italia è comunque rappresentata da almeno un atleta in tutte le Numeri in gara delle Paralimpiadi.

Monica Borelli qualificata nel W1 Dopo i sette pass staccati ai Mondiali in Germania, l’Italia ha raggiunto la Francia con l’ottava carta per Rio già in tasca, quella del W1 femminile. Poche settimane prima, infatti, ai Campionati continentali asiatici, a sorpresa, non erano in gara atlete di questa categoria, quindi si è liberato un posto per la prima delle escluse nella gara di qualificazione dei Mondiali 2015 che aveva visto vincere al torneo di recupero l’azzurra Monica Borelli.

Ad Alessandro Erario il 9° pass azzurro nell’olimpico – A guadagnare il 9° pass a suon di 10 sul campo di gara è stato invece nel ricurvo open Alessandro Erario. In palio 3 posti e l’arciere pugliese ha superato 6-0 Kostal (Cze) agli ottavi; 6-4 il lettone Jonasts ai quarti e 7-1 il tedesco Szarszewski in semifinale, fino a raggiungere il secondo posto dopo l’ultimo match concluso 7-3 per il francese Maxime Guerin. Una sconfitta dolce, il biglietto per il Sambodromo era già staccato.

Delusione per Luvisetto, Floreno e Cassiani – Nella stessa gara era terminata ai quarti la corsa al pass di Ezio Luvisetto vincente 6-4 contro l’ucraino Taras Chopyk ma stoppato per 6-0 dal polacco Ireneusz Kapusta. Conclusione amarissima anche per Veronica Floreno nell’olimpico femminile: l’azzurra chiude al 4° posto ed è quindi la prima delle escluse, dopo aver battuto ai quarti di finale 7-3 la compagna di squadra Annalisa Rosada; poi cede 6-0 contro la turca Zehra Torun Ozbey e nella finalina del dentro o fuori si vede sconfitta 7-3 da Hatice Bayar (Tur).
È venuto a mancare anche il secondo pass azzurro nel W1 maschile (Azzolini lo aveva già ottenuto nel 2015) che vedeva in gara Daniele Cassiani, sconfitto dallo slovacco Peter Kinik per 133-121.

Sognando Rio 2016
Monica Borelli: “che emozione il pass paralimpico!” – L’ottavo pass paralimpico dell’Italia è arrivato senza nemmeno tirare. Monica Borelli, nel W1 femminile, ha staccato il biglietto per il Brasile qualche giorno prima dell’inizio degli Europei: “quando me l’hanno detto l’emozione è stata tanta, ho lavorato molto per raggiungere questo traguardo così importante” spiega Monica. Per approdare a Rio però mancavano ancora i minimi “e in Francia li ho fatti” afferma l’arciera che ricorda: “in Germania, ai Mondiali ero andata vicinissima alla qualificazione, sono stata ripescata proprio perché ero la prima della lista. Diciamo che in Francia sono stata rimborsata”. La strada per il Brasile è lunga: “per questo – ammette Monica Borelli – sto lavorando tutti i giorni, quando il mio lavoro lo permette, e anche nei week end insieme al mio coach Marco Pedrazzi e se verrò convocata per Rio mi immagino un’esperienza bellissima”. Per realizzare il sogno servirà però la documentazione medica che possa certificare la sua partecipazione, visto che dopo una prima visita medica per la Borelli c’è stato qualche problema per ottenere l’idoneità e, prima della partenza per Nove Mesto, sapremo se sarà tutto in ordine per vederla in gara al Sambodromo.

Alessandro Erario non si ferma: “dopo il pass voglio la medaglia a Rio” – Alessandro Erario è tornato dalla Francia col nono pass per la Nazionale italiana. Se arriverà la convocazione, per l’arciere pugliese sarebbe la prima paralimpiade: “Se verrò scelto metterei il mirino sulle medaglie” ammette Erario. “È stata una bella soddisfazione, ci speravo anche perché ho lavorato sodo per raggiungere questo obiettivo. Durante gli scontri ho capito che avrei potuto farcela perché avevo la concentrazione giusta anche se il forte vento e le condizioni generali climatiche erano complicate, discorso che valeva per tutti gli arcieri in gara. Il momento più emozionante è stato l’ultima volée della semifinale. Ero sul 5-1, mancava poco, lì forse ho realizzato davvero che il sogno si stava avverando”. Il primo passo è stato fatto, ora si punta dritti sul Brasile: “Sto lavorando come ho fatto per conquistare il pass, mi alleno su tecnica e concentrazione per arrivare preparato all’evento”. Il prossimo obiettivo è una medaglia al Sambodromo, ma sugli avversari non si vuole dilungare: “Ho parlato con chi alle Olimpiadi c’è stato, le carte si mischiano, l’emozione diventa un fattore importante e così puoi ritrovare un arciere da metà classifica nei primi posti e viceversa. Per questo penso solo a me stesso”.

Il campione europeo Alberto Simonelli
“Ne ho fatte molte di gare in carriera col maltempo, ma in Francia è stata la prima volta che ho tirato sentendo così tanto freddo e così bardato. Non bastavano nemmeno le maglie termiche!”. Esordisce così il campione azzurro del compound Alberto “Rolly” Simonelli ripensando ai match delle finali. “Abbiamo gareggiato con un freddo e un vento davvero difficili da gestire – dice ripercorrendo la strada che lo ha portato al titolo continentale –. Ci sono stati momenti complicati per tutti. Io per esempio ho rischiato di uscire nel corso delle eliminatorie, ma dopo aver messo un 5 ho recuperato con un 30 e ho ripreso forza e determinazione. Non ero in perfette condizioni, tra il mal di schiena e un’infezione all’alluce che mi ha dato un gran fastidio in tutti gli scontri; la fisioterapista Chiara Barbi mi ha dato un bell’aiuto anche tra una volée e l’altra. Ho stretto i denti, anche perché ci tenevo tantissimo alla medaglia, visto che avevo vinto l’oro nel 1996 e nel 2006: dopo 10 anni dovevo chiudere il cerchio. D’altronde l’argento l’avevo preso ai Mondiali, agli Europei volevo il gradino più alto”.
Questi Campionati hanno dato indicazioni importanti in vista dei Giochi di Rio: “Dopo aver battuto John Stubbs pensavo fosse tutto in discesa, perché è sempre stato uno dei miei migliori rivali e invece il russo che ho incontrato in finale è cresciuto moltissimo e sarà uno degli atleti che punterà al podio in Brasile. Per quanto riguarda il clima a Rio non farà così freddo, ma qualche problema di vento ci sarà. Proprio per questo ho cominciato un’impostazione nuova nel tiro, stabilizzando maggiormente l’arco. Ho fatto un 900 round sotto l’acqua con 709 punti, il mio record personale, e anche nello scontro in finale con Dragoni ho visto che il lavoro svolto fino ad ora sta dando i suoi frutti. Noi non siamo abituati a tirare con condizioni meteo del genere, ma quando si è in gara bisogna leggere subito il clima, il vento e il freddo per adattarsi nel minor tempo possibile. In questa maniera avremo maggiori chance di arrivare a medaglia”.

Parla il Responsabile Tecnico Fuchsova
“Il vero protagonista dell’Europeo è stato il cattivo tempo, nella buona e nella cattiva sorte”, spiega il Responsabile Tecnico della Nazionale Paralimpica Guglielmo Fuchsova. “Questa manifestazione ci ha dato indicazioni importanti in vista di Rio 2016. Noi italiani non abbiamo grossi problemi di tecnica o di attrezzature, dobbiamo invece lavorare sotto l’aspetto psicologico: il maltempo non deve sopraffare la volontà di vincere, non deve condizionare l’atleta e fargli perdere il controllo. Pioggia o non pioggia, quando si arriva sulla linea di tiro è fondamentale solo tirare al meglio. Non dobbiamo crear-ci alibi di nessun tipo, che riguardino le condizioni atmosferiche o gli hotel poco confortevoli. Con il gruppo lavoreremo proprio su questo obiettivo: restare sempre ‘sul pezzo’, senza farci distrarre da nulla. Nel complesso speravo in qualcosa di più, perché conosco le qualità di questa squadra”.
Poi il C.T. esprime un giudizio sui singoli, a partire da Alberto Simonelli che ha riportato a casa il titolo continentale: “Ha confermato le sue grandi capacità e ha saputo sfruttare ogni momento per salire sul gradino più alto del podio. Nonostante il maltempo, che ha rischiato di compromettere anche i suoi match, ha saputo cogliere ogni occasione favorevole e arrivare fino in fondo raggiungendo il massimo possibile”.
Alessandro Erario? “Sono molto felice per il pass paralimpico che è arrivato attraverso un bel percorso di gara. È rimasto concentratissimo dall’inizio alla fine ottenendo prestazione e risultato, ripetendo quanto di buono aveva fatto agli Indoor di Suzzara”. C’è invece amarezza per la delusione di Veronica Floreno: “Si allena e impegna tantissimo e veder sfumare così tutte le energie investite è stato un peccato. Era a un passo dalla qualificazione. Nel suo caso ha inciso molto il forte vento, perché per struttura fisica non può avere un libbraggio elevato. Meritava di più ma non disperiamo, perché così come accaduto per la Borelli nel W1, Veronica è la prima delle escluse nel ricurvo e forse, dopo la gara di Nove Mesto, con la riallocazione dei pass paralimpici, potremmo avere delle sorprese, sia per l’olimpico femminile, sia per il W1 maschile”. Infine una parola di elogio per un altro deluso dal mancato arrivo del pass paralimpico: “Ezio Luvisetto ha messo a repentaglio addirittura il suo lavoro pur di giocarsi questa chance.
Ci teneva, ci credeva, ma non ci è riuscito. A lui va un plauso per l’esempio che ha dato a tutto il movimento e soprattutto ai giovani che si affacciano a questa disciplina con ambizioni. È stato disposto a rischiare tutto per guadagnarsi dopo tanti anni un’altra presenza alle Paralimpiadi”.

Eleonora Sarti alla Domenica Sportiva
Dopo il titolo iridato compound conquistato ai Mondiali 2015 in Germania, la qualificazione per i Giochi Paralimpici di Rio 2016, il bronzo a squadre con Irene Franchini e Laura Longo ai Mondiali Indoor di Ankara (Tur) alla prima chiamata con la Nazionale “normodotati” e l’argento mixed team con Alberto Simonelli agli Europei Para-Archery in Francia, Eleonora Sarti è stata ospite domenica 17 aprile della storica trasmissione di Rai Due “La Domenica Sportiva”, condotta da Alessandro Antinelli e l’atleta paralimpica Giusy Versace che, proprio come la nostra campionessa, è da poco entrata a far parte del Gruppo Sportivo delle Fiamme Azzurre.
Un breve intervento per Eleonora, insieme a due atleti del Gruppo Sportivo Paralimpico della Difesa, che però è stato seguito da diversi milioni di spettatori.

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