Negli USA grande prova dell’aviere olimpionico che vale l’oro individuale e la finale di Coppa del Mondo. Quarto posto per il trio maschile compound ad Antalya e per gli azzurri del ricurvo a Salt Lake City
La Coppa del Mondo si infiamma nel giro di un mese. Il programma si fa più fitto e così tra maggio e giugno, a distanza di un mese l’una dall’altra, sono andate in scena due tappe tra Antalya, in Turchia, e Salt Lake City, negli Stati Uniti d’America.
UN ORO STORICO PER NESPOLI – La seconda, quella di fine giugno, rimarrà scolpita indelebile nella mente dei tifosi italiani e nella memoria di Mauro Nespoli. Dicono che la prima volta non si scordi mai, e così probabilmente sarà per l’arciere dell’Aeronautica Militare che vince il suo primo oro individuale in World Cup (l’ultimo per un azzurro del ricurvo risaliva al 2007, ottenuto da Michele Frangilli a Varese), approfittando al meglio dell’assenza in terra statunitense degli arcieri sudcoreani. Un oro che va in bacheca vicino a quello delle Olimpiadi e del Campionato Mondiale, che erano primi posti a squadre. Un obiettivo inseguito da tempo e che arriva nell’anno migliore, quello in cui cambia il regolamento e si decide che tutti i vincitori di tappa si rivedranno a Samsun, in Turchia, per sfidarsi nelle finali del 22 e 23 settembre.
Ci sarà Mauro Nespoli, perché sulla linea di tiro americana è perfetto in tutto: in tecnica, in tenacia, in concentrazione e voglia di vincere. Tutti dettagli, nemmeno troppo piccoli, che fanno emergere il talento anche nei momenti di massima tensione, in finale per esempio. All’ultimo atto l’azzurro si trova infatti davanti l’astro nascente dell’arco olandese e mondiale, Steve Wijler che l’anno scorso impressionò il mondo vincendo l’oro individuale alla prima apparizione in Coppa del Mondo e oggi, a soli 21 anni, ricopre già il 2° posto nel ranking mondiale, mentre l’aviere di Voghera con questo successo va ad occupare il 4° posto. Un osso duro che si piega nel primo set ma non si spezza, rimanendo agganciato alla gara con i pareggi delle successive due volée. A quel punto c’è bisogno del colpo da maestro che puntualmente arriva ed è di Mauro Nespoli, che piazza la zampata e vince 6-2 il match. Una gioia importante che poteva essere anche doppia se solo insieme a Marco Galiazzo e Marco Morello fosse arrivato anche il bronzo a squadre.
LA SQUADRA SI FERMA AI PIEDI DEL PODIO – Una medaglia che sfuma per un soffio quella della squadra ricurvo, allo shoot off contro la Malesia, testa di serie numero uno del tabellone. La partita è di quelle dure, di quelle in cui non si può mollare niente e così fa il terzetto azzurro che si trova due volte sotto, 2-0 e 4-2, ma riesce sempre a risalire fino a portare la finale alle frecce di spareggio in cui la sconfitta matura per soli due punti: 25-23.
IL TRIO COMPOUND 4° AD ANTALYA – Facendo un passo indietro, qualche rimpianto rimane anche alla Nazionale maschile compound che ad Antalya, in Turchia a fine maggio, si assesta ai piedi del podio. Sergio Pagni, Alberto Simonelli e Valerio Della Stua, al suo esordio in Coppa, si arrendono alla Russia per un solo punto, margine minimo che matura dopo che gli azzurri si erano portati avanti 56-55. Decisiva, alla fine, risulta essere la seconda tornata di frecce con la Russia che si prende tre punti di vantaggio (58-55) e poi gestisce il vantaggio. L’Italia infatti non va oltre il pari nella terza volée e al successo, per un solo punto nella quarta, una piccola soddisfazione che non basta per salire sul podio.
TRE RECORD MONDIALI AD ANTALYA PER LA SUD COREA – Se la tappa di Antalya non ha regalato nel complesso molte soddisfazioni agli azzurri, ben diverso è stato per la Corea del Sud che, a parte le 11 medaglie conquistate che la pongono di gran lunga in cima al medagliere, ha chiuso la manifestazione realizzando anche due record mondiali: sulle 72 frecce nel ricurvo femminile con Kang Chae Young che con 691 punti supera di 4 lunghezze il precedente e, insieme alle compagne Chang Hye Jin e Lee Eung Gyeong, firma anche il nuovo record del mondo a squadre con 2053, superando il precedente di 8 punti. Ma non è finita, perché nel mixed team compound Kim e So superano pure il primato mondiale di Marcella Tonioli e Federico Pagnoni con 160 punti e 8X (gli azzurri avevano realizzato il record nel 2016 con 160 punti e 6X). Insomma, l’ennesima prova di forza dell’armata sudcoreana.
GLI ITALIANI IN CLASSIFICA GENERALE – L’ultima tappa della Coppa del Mondo a Berlino decreta gli arcieri che completano la lista dei finalisti per le gare di Samsun. L’Italia spera di poter affiancare altri atleti a Mauro Nespoli, come già scritto, qualificato automaticamente come vincitore di tappa.
Al momento è Vanessa Landi ad avere maggiori speranze di qualificarsi. L’azzurra è quinta nel ricurvo femminile con 28 punti, a meno uno dalla quarta, l’atleta di Taipei Lei, e a più due sulla tedesca Kroppen. Se riuscirà a mantenersi in questa posizione, Landi potrà festeggiare l’accesso alle sfide in Turchia e per lei sarebbe la prima volta ad una finale di Coppa del Mondo nell’individuale, dopo la finale dello scorso anno a Roma nel misto con Nespoli dove però era qualificata d’ufficio come Paese ospitante.
Nel compound maschile sono in piena corsa sia Federico Pagnoni che Sergio Pagni, rispettivamente decimo e undicesimo in classifica generale con 21 e 19 punti. Ne bastano una manciata per recuperare il russo Bulaev, e solo qualcuno in più per provare a recuperare anche gli altri contendenti: Verma (Ind), Schaff (USA) e Deloche (FRA), mentre l’americano Gellenthien è ormai irraggiungibile. Tra le donne proverà a rientrare nelle migliori otto Marcella Tonioli, ora undicesima con 17 punti a meno uno da Chen (TPE) e Meissner (GER) e staccata di sole tre e quattro lunghezze dalla coppia statunitense Van-Natta, Perace-Gore. •
I qualificati per la finale di Samsun
Shanghai, Antalya e Salt Lake City hanno emesso i propri verdetti e la tappa di Berlino decreta tutti coloro che parteciperanno alle finali di Samsun, in Turchia, in programma il 22 e 23 settembre. Il nuovo regolamento di Coppa del Mondo concede ai vincitori di tappa di tutte le specialità di volare direttamente alle finali, così i primi nomi per le frecce decisive per l’assegnazione dei titoli sono già noti.
Nell’arco olimpico ci saranno, oltre all’azzurro Mauro Nespoli, i coreani Kim Woojin e Lee Woo Seok, clienti pericolosi e che sicuramente saranno tra i favoriti per il successo finale. Più variegata la composizione delle finaliste del ricurvo: a prendersi il pass per Samsun fino ad oggi sono state la coreana Cheng Hye Jin, l’indiana Deepika Kumari e la russa Ksenia Perova.
Poche sorprese al momento nel compound dove si ritroveranno per l’ennesima volta i fenomeni Mike Schloesser (NED) e Stephan Hansen (DEN) con al fianco il coreano Kim Jongho. Già qualificate nel femminile, la numero uno del mondo Sara Lopez, colombiana, e la turca Yesim Bostan, in questo caso quindi sono ancora cinque le posizioni aperte, in una spera di inserirsi anche la nostra Marcella Tonioli.
Parla il protagonista
Nespoli d’oro: “Emozionato e felice, ora Europei e finale”
“Sono molto emozionato e felice perché ho lavorato tanto per migliorare i miei risultati nelle competizioni individuali e grazie a questo percorso ho conquistato la mia prima medaglia d’oro in Coppa del Mondo”. È questo il primo commento a caldo di Mauro Nespoli ai microfoni della World Archery dopo la vittoria su Steve Wijler a Salt Lake City. L’atleta dell’Aeronautica Militare si conferma nel gotha dell’arco mondiale, scala la classifica dei migliori arcieri del pianeta arrivando fino al quarto posto, ma tutto questo sembra non bastargli visto che subito dopo arriva una piccola stoccata verso se stesso: “non ho tirato molto bene in qualifica, ma ero molto concentrato durante gli scontri diretti”.
Per l’azzurro un vero e proprio salto di qualità nell’approccio a un match decisivo. Un passo avanti arrivato attraverso il duro lavoro giornaliero: “Ho investito molto su me stesso e ho cercato di imparare dalle sconfitte. È stato fondamentale il lavoro che Roberto Finardi e Valentina Onorato hanno svolto con me giornalmente, da anni. Non si può diventare più forti contando solo sulle proprie forze e capacità”. Nespoli ha espresso lo stesso concetto anche nell’intervista che ha rilasciato a Simone Battaggia su La Gazzetta dello Sport il giorno successivo alla vittoria. Ha detto che questo risultato “è il frutto di tanto lavoro per colmare il gap tra risultati a squadre e individuali. Già da piccolo non mi sentivo all’altezza, pensavo di non meritare di vincere; gareggiando per la squadra andava meglio perché mi dicevo che in ogni caso c’era qualcuno che poteva darmi una mano. Ho dovuto smontare pezzo per pezzo queste convinzioni, ci sono ore e ore di colloqui dietro questo lavoro. Avevo una repulsione verso gli scontri individuali. Il clic è scattato a Roma. Io e Vanessa Landi partecipammo al mixed team come a-tleti del paese ospitante, la cosa forse mi rilassò, fatto sta che ho iniziato a godermi la pressione. La responsabilità di essere l’uomo di riferimento per la squadra mi ha dato fiducia, ai Mondiali di Città del Messico abbiamo vinto l’oro, adesso è arrivata questa vittoria individuale. Ora c’è Berlino, lì ci sarà la Sud Corea, con loro ho un conto aperto. Non vedo l’ora di affrontarli a muso duro”.
L’olimpionico e iridato ha lanciato la sfida e non si ferma mai. Anche dopo una vittoria così pesante, guarda al futuro: “ho lavorato per la medaglia in Coppa del Mondo ed è arrivata, ora ritornerò ad allenarmi anche per gli Europei e ovviamente per la finale di World Cup a Samsun. Spero che possa andare meglio rispetto a quella di Parigi”, dove Mauro finì ottavo nell’unica partecipazione della sua carriera. Era il 2013, sono passati gli anni e la bacheca è diventata sempre più grande e importante: mancherebbe proprio una vittoria alle finali di Coppa…
SALT LAKE CITY
ANTALYA







