youth cup – roveretoAZZURRINI SUPER A ROVERETOGuido Lo Giudice – Foto...

youth cup – rovereto
AZZURRINI SUPER A ROVERETO
di Guido Lo Giudice – Foto Daniele Montigiani

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Nella prima tappa di Youth Cup organizzata al Palakosmos, centro federale della Nazionale Giovanile e sede del Progetto Talenti, Italia da applausi per l’organizzazione e per i risultati

Il Palakosmos di Rovereto, divenuto ufficialmente sede del centro federale della Nazionale Giovanile e da più di un quadriennio anche dei raduni del Progetto Talenti, ha accolto l’edizione più partecipata di sempre di una tappa di Youth Cup: sulla linea di tiro 246 atleti in rappresentanza di 35 nazioni, comprese quelle extra europee.
Nulla è stato lasciato al caso e, tanto l’organizzazione coordinata dalla società “di casa”, il Kosmos Rovereto, dal Comitato Fitarco Trento e dal CONI Trento, quanto gli atleti in gara, hanno vissuto col sorriso una splendida manifestazione affrontando senza remore anche il vento e la pioggia che, in alcuni frangenti, hanno imperversato intervallandosi a un clima caldo e soleggiato.
Se il Comune di Rovereto si è detto molto soddisfatto per aver ospitato un evento di prima grandezza, sul lato agonistico l’Italia ha chiuso la prima tappa dell’European Archery Youth Cup col pieno di medaglie e il secondo posto nel medagliere: solo la Russia ha fatto meglio vincendo 4 ori, 2 argenti e 3 bronzi, mentre gli azzurri hanno ottenuto 3 ori, 2 argenti e 1 bronzo; terzo posto alla Turchia con 3 ori e 1 argento. Un risultato molto soddisfacente per l’Italia, che ha potuto far apprezzare le prestazioni dei suoi protagonisti nel corso delle dirette streaming prodotte da YouArco e in una sintesi andata in onda su Rai Sport +HD.

LE FINALI INDIVIDUALI – Nel ricurvo allieve Elisa Ester Coerezza ha provato fino alla fine a salire sul gradino più alto del podio contro la russa Viktoria Kharitonova che alla fine ha vinto 7-1, mantenendo una media punti elevatissima, mettendo a segno tutte le frecce nel giallo e un solo 8 al termine della sfida per l’oro.
Gli azzurri hanno poi confermato le loro qualità anche nella divisione compound. Tra le allieve ha sfiorato il bronzo Elisa Bazzichetto, che aveva dato spettacolo in semifinale nel derby azzurro con Elisa Roner, conclusa col doppio spareggio. Nella sfida per il bronzo l’atleta veneta è stata superata dalla estone Meeri-Marita Paas per 142-140.
È invece riuscita ad ottenere il metallo più prezioso l’atleta di casa Elisa Roner che ha ricevuto l’abbraccio di tutti – soprattutto quello della zia, suo tecnico personale e chef insostituibile del Palakosmos, José Fontana, durante i raduni della Nazionale – riuscendo a superare in finale la croata Amanda Mlinaric 144-141, con una vera e propria prova d’autorità.
Urlo di gioia anche per il bronzo allievi compound conquistato dall’esordiente Antonio Brunello, che mette da parte l’emozione e batte lo svedese Marcus Arlefur-Wallstedt con un netto 143-138. A chiudere la festa italiana nell’individuale è un altro atleta in forza al Kosmos: Jesse Sut conquista l’oro dando vita a un match emozionante risolto allo spareggio contro il danese Simon Olsen. Dopo aver subito il ritorno dell’avversario che pareggia il conto alla quinta serie portandosi sul 144-144, allo shoot-off l’atleta friulano torna ad essere implacabile come ad inizio match e piazza un 10 che, contro il 9 dell’avversario, vale il meritato gradino più alto del podio.

LE FINALI A SQUADRE – Nelle finali a squadre l’Italia aveva cominciato subito bene la sua avventura giocata in casa nei match dedicati al mixed team. Tanya Giaccheri e Simone Guerra vincono infatti la medaglia d’oro nell’olimpico junior grazie a un netto 6-0 sulla Russia (Gomboeva, Irdyneev), mentre si sono fermati ai piedi del podio gli junior compound Jesse Sut e Sara Ret superati 153-149 nella finale per il bronzo dalla Svizzera (Hunsperger, Vallaro).
Archiviate le sfide del misto, nella penultima giornata si sono invece svolte le finali a squadre che hanno portato l’argento al trio junior maschile olimpico composto da Federico Musolesi, Matteo Canovai e Simone Guerra, superati in finale dalla Russia (Budaev, Irdyneev, Zhargalov) per 5-3.
A queste medaglie vanno aggiunti anche i podi ottenuti dagli azzurri nei cosiddetti “chocolate match”, le sfide che non prevedono l’assegnazione del titolo quando non sono presenti 4 squadre in gara come da regolamento.
Nel dettaglio il primo oro italiano in termini di tempo era arrivato grazie alle frecce di Elisa Bazzichetto e Antonio Brunello. La coppia degli allievi compound vince infatti un’appassionante finale con l’Estonia (Jaatma, Paas) conclusa 152-151 dopo una bellissima rimonta. Oro anche per le allieve compound Camilla Alberti, Elisa Bazzichetti ed Elisa Roner, che superano nella finale secca l’Estonia (Lippand, Paas, Puusepp) 222-217 e, in chiusura, viene messo a referto anche l’argento compound junior nella sfida vinta 223-219 dalla Gran Bretagna (Carpenter, Gibson, Moon) sulle azzurre Francesca Bellini, Sara Ret e Aurora Tozzi.

Nel complesso per l’Italia la Youth Cup è stata un ottimo modo per sottolineare la qualità del lavoro che svolge il nostro settore giovanile in una struttura moderna e funzionale che molti dirigenti esteri non hanno nascosto di invidiare. Ma, a prescindere da questo, è stato gratificante riconoscere nei comportamenti di questi giovani l’elevato grado di agonismo quando sono sulla linea di tiro, unito a un forte legame di amicizia appena i match sono conclusi. Nei loro comportamenti un esempio e un insegnamento anche per gli adulti.
E non è un caso che gli organizzatori abbiano voluto cominciare l’avventura della Youth Cup di Rovereto celebrando la cerimonia di apertura in un luogo a dir poco simbolico, sul Colle di Miravalle, che sovrasta il Palakosmos, dove i ragazzi hanno potuto ascoltare i rintocchi dell’imponente Campana dei Caduti – Maria Dolens, diventata simbolo di un’autentica e profonda vocazione alla pace, perché fusa con il bronzo dei cannoni delle nazioni partecipanti al primo conflitto mondiale. •

 

 

 

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