Una logistica perfetta e un luogo meraviglioso, le basi del successo e dei numeri raddoppiati per la seconda edizione della gara in Sardegna che ha visto di nuovo gli azzurri primi nel medagliere
L’obiettivo poteva sembrare ambizioso ma dopo solo un anno di rodaggio può dirsi decisamente centrato. La Para-Archery European Cup puntava a diventare una “classica” degli appuntamenti internazionali paralimpici e così, con ogni probabilità, sarà, visto l’ingresso tra le manifestazioni valide per il ranking World Archery e la conseguente rafforzata adesione di Nazioni e arcieri che hanno partecipato. Al via ben 22 Nazioni per un totale di 118 arcieri divisi tra arco Olimpico (36), Compound (57) e W1 (25). La competizione apre le porte anche a Nazionali extraeuropee come Australia, Brasile, Giappone, Kazakistan, Corea del Sud e Mongolia.
L’obiettivo è ospitare il prossimo anno il “test match” che precede i Mondiali in Olanda che daranno anche i pass per Tokyo, mentre nel 2020 il mirino punta dritto all’organizzazione dell’Europeo che darebbe le ultime carte paralimpiche continentali prima della partenza per il Giappone. E non è un caso che, oltre ai vari partner della manifestazione, la Para-Archery Cup di Olbia abbia potuto godere sul contributo concesso dalla Fondazione Terzo Pilastro Internazionale che si prefigge l’obiettivo di promuovere lo sport paralimpico sul territorio nazionale attraverso l’organizzazione di manifestazioni sportive di rilievo internazionale, all’interno del Progetto “Lo sport paralimpico dall’attività di base ai Giochi di Tokyo 2020 e Beijing 2022”. D’altronde, rispetto alla prima edizione del 2017 i numeri sono praticamente raddoppiati e l’Italia si è confermata al top con l’organizzazione griffata Torres Sassari e tutti i suoi volontari, con l’ausilio dell’azienda PMG per i mezzi di trasporto, le Fiamme Azzurre nella gestione della logistica, il tutto nelle splendide e funzionali strutture del Geo Village che consente spostamenti minimi tra alloggi e campo di gara.
Ma se le delegazioni estere sono rimaste soddisfattissime per la trasferta, il successo italiano è stato anche agonistico. L’anno scorso gli azzurri si piazzarono al primo posto del medagliere con 7 medaglie: quest’anno hanno confermato la prima posizione con ben 10 podi (2 ori, 5 argenti e 3 bronzi) davanti agli 8 della Russia. Per i tecnici della Nazionale guidati dal C.T. Willy Fuchsova, presente con i coach Antonio Tosco, Stefano Mazzi, Gabriele Meneghel e lo psicologo Gianni Bonas, sono arrivate ottime indicazioni in vista degli Europei di Pilsen. La gara di Olbia ha infatti affinato i meccanismi delle squadre e ha fatto maturare esperienza internazionale ai giovani alle prime uscite in azzurro, oltre a contare l’esordio internazionale del campione italiano compound Paolo De Venuto.
I PODI A SQUADRE
Oro per Cassiani e Pellizzari – La medaglia più brillante all’Italia la regala il mixed team W1 di Daniele Cassiani e Asia Pellizzari che in finale batte la Russia (Krutova-Meshkov) 142-122. Gli azzurri fanno subito capire agli avversari come sarà lo spartito del match imponendosi sin dalle prime due volée, chiudendo la loro esaltante finale con ampio distacco.
Azzurre Compound d’Argento – Eleonora Sarti, Giulia Pesci e Maria Andrea Virgilio salgono sul secondo gradino del podio dopo la sconfitta nella finale a squadre compound contro la Russia (Alekseev, Andrievskaia, Artakhinova) 221-217.
Argento per il trio W1 – La Russia di Dorofeev, Levin, Meshkov, blocca in finale gli azzurri del W1. Fabio Azzolini, Daniele Cassiani e Salvatore Demetrico perdono la finale per l’oro 190-195, ma affinano ulteriormente l’intesa dopo l’ottimo bronzo del Mondiale 2017.
Le Azzurre dell’olimpico seconde – È nuovamente la Russia a fermare la corsa dell’Italia verso l’oro. Questa volta nell’arco olimpico femminile Elisabetta Mijno, Annalisa Rosada e Veronica Floreno vengono superate da Barantseva, Mirzaalieva e Sidorenko per 5-1. Dopo il primo set pareggiato, il terzetto italiano perde i successivi due parziali.
Travisani, Genovese, Tomasulo a un passo dall’oro – Anche l’Italia dell’arco olimpico maschile chiude al secondo posto, con un po’ di sfortuna, la gara a squadre. In finale Stefano Travisani, Giulio Genovese e Fabio Tomasulo perdono solamente allo shoot off contro la Corea del Sud (Kim, Kiwak, Lee). Gli azzurri partono meglio e si portano sul 4-0, poi subiscono la rimonta degli asiatici che prima pareggiano i conti sul 4-4 e infine completano l’opera allo spareggio: 22-20.
Mijno-Travisani bronzo misto – I campioni del mondo in carica Mixed Team Elisabetta Mijno e Alberto Travisani non lasciano scampo alla Corea del Sud vincendo la finale per il bronzo 6-0.
Simonelli, Cancelli e Bonacina di bronzo – Nella finale per il bronzo compound trionfo dell’Italia sulla Francia (Joussaume, Lelou, Pereira) 228-224. Gli azzurri fanno il vuoto nelle prime dodici frecce, i transalpini provano a risalire la china, ma Simonelli e compagni non tremano e salgono sul terzo gradino del podio respingendo il tentativo di rimonta avversaria.
Mixed team compound di bronzo – Finale con vittoria e bronzo al collo per Maria Andrea Virgilio e Alberto Simonelli nel Mixed Team compound contro la Gran Bretagna (Grinham-MacQueen) 153-144.
LE FINALI INDIVIDUALI
Simonelli argento allo spareggio – Alberto Simonelli conquista l’argento compound al termine di una finale da brividi contro l’australiano Jontahon Milne. Gara tutta in rimonta per l’azzurro che va sotto nel primo e nel terzo parziale, limita i danni nella parte centrale per poi scatenarsi nel finale e portando la sfida allo shoot off. La freccia di spareggio premia l’australiano che centra la X mentre Simonelli scocca il suo tiro “solo” sul 10.
Cassiani d’argento – Si ferma in finale la corsa di Daniele Cassiani nel W1 maschile. A vincere la finale per l’oro è il ceco David Drahoninsky per 139-122. L’azzurro non riesce a tenere il ritmo dell’avversario.
Mijno seconda – Finale sfortunata nell’arco olimpico femminile per Elisabetta Mijno sconfitta 6-4 dalla russa Svetlana Barantseva. L’azzurra si porta subito in vantaggio ma subito dopo arriva il pareggio e la chiusura da parte della russa.
Travisani d’oro – La finale contro Ireneusz Kapusta (POL) è lunga e dura: l’azzurro va sotto nel primo set ma poi ribalta la sfida nei successivi due. Il polacco rimane agganciato al match ma deve cedere infine 4-6 a Travisani.
HANNO DETTO
Eleonora Sarti: “La gara di Olbia credo sia una delle più belle trasferte che ci siano nel nostro circuito. Come squadra ci stiamo unendo sempre più, riusciamo a essere un’unica persona con tanti difetti ma anche tantissimi pregi e io so che saremo fortissime… Saremo una squadra da temere nei prossimi appuntamenti”.
Maria Andrea Virgilio: “Sono molto soddisfatta del risultato. Una gara complessa date le particolari condizioni meteo, con pioggia e caldo afoso. Ho avuto la possibilità di gareggiare per la prima volta nel mixed team, una bellissima esperienza coronata dal bronzo. E poi l’argento a squadre: ci sarà da lavorare per avere risultati sempre migliori”.
Daniele Cassiani: “L’emozione più grande è sicuramente quella condivisa con Asia nel misto W1. Abbiamo vinto alla grande nonostante non fossimo i favoriti. Le prospettive per i prossimi appuntamenti si fanno interessanti: magari con un piccolo pensiero a cinque cerchi per Tokyo 2020. In una finale contro un mostro sacro come Drahoninsky non si può fare molto, ma sono felice e soddisfatto per la mia miglior prestazione di sempre”.
Fabio Azzolini: “Nel W1 abbiamo perso l’oro con la Russia, a mio avviso male rispetto ai nostri standard: non siamo riusciti a esprimerci come sappiamo. Dovremo lavorarci in previsione degli Europei”.
Veronica Floreno: “Una trasferta ricca di medaglie ma soprattutto di grande crescita per tutta la squadra. Speravamo di poter salire sul gradino più alto: in questo sport vince chi sbaglia meno e la squadra russa a Olbia ha dimostrato di essere superiore. Una sconfitta che ci darà una spinta maggiore per migliorare e diventare sempre più competitive.”
Elisabetta Mijno: “Anche quest’anno Olbia è stato un evento impeccabile, location comoda e accogliente e, cosa non irrilevante, è aumentato il numero degli iscritti. L’Italia ancora una volta si conferma nei primi posti del medagliere, segnale che siamo una squadra che sta lavorando nella stessa direzione e sembra essere quella vincente. Sul piano personale, sono scesa dalla linea di tiro della finale con tanta rabbia: ho avuto un po’ di problemi tecnici, ma è meglio che siano sorti a Olbia piuttosto che all’Europeo. Voglio pensare a questa gara come un punto di partenza”.
Fabio Tomasulo: “Rispetto alla passata edizione hanno partecipato molte più Nazioni, sembrava di essere a un Mondiale. Rimane un po’ di amaro in bocca per la sconfitta allo shoot off contro la Corea del Sud: abbiamo comunque dimostrato di essere un’ottima squadra”.
Giulio Genovese: “Personalmente sono felice del percorso di crescita mio e di tutta la squadra. È stata una trasferta carica di emozioni di tutti i generi, l’organizzazione impeccabile e la bella location hanno reso i giorni passati ad Olbia molto piacevoli”.
Stefano Travisani: “È stata davvero una trasferta fantastica, molto intensa e piena di emozioni, finita nel migliore dei modi con l’oro individuale. Un utilissimo test in vista degli Europei di Pilsen, che mi ha permesso di capire su quali aspetti concentrarmi in allenamento. Nella finale a squadre purtroppo ha pesato la poca esperienza: un argento amaro perché la vittoria era assolutamente alla nostra portata. Nel mix-ed team, dopo aver perso la semifinale con la Polonia per loro merito, siamo riusciti a conquistare la medaglia di bronzo tirando molto bene e con buone sensazioni per il futuro e per il titolo da difendere. Nella speranza che la gara di Olbia diventi una tappa fissa negli anni a venire, ne approfitto per ringraziare tutto lo staff dell’organizzazione per il lavoro impeccabile”.
Giampaolo Cancelli: “Evento ben riuscito. Grazie a organizzatori e volontari. Considerando il numero di atleti partecipanti, essendo solo il secondo anno, è stata una gara ben riuscita e un buon test per tutti noi. Per il terzo posto a squadre dobbiamo lavorare di più in vista degli Europei, anche se è sempre meglio un bronzo che la medaglia di legno…”
Matteo Bonacina: “È stata una trasferta molto bella ma anche difficile per le condizioni meteo. Peccato per lo scontro individuale perso per via di un guasto tecnico. Per quanto riguarda la squadra potevamo sicuramente fare meglio ma sappiamo anche su cosa lavorare. Ci stiamo preparando bene e sicuramente arriveremo pronti e determinati agli Europei.”
Alberto Simonelli: “Super evento. Un luogo di gara ottimo nonostante molto vento, che ho potuto sfruttare per fare esperienza in condizioni di tiro così particolari. Grazie al Comitato Organizzatore e a tutti i volontari. Mi porto a casa 2 bronzi e un argento: la mia partecipazione è stata incerta fino all’ultimo per alcuni problemi fisici, quindi va bene così. Le altre nazioni crescono in fretta e bisogna stare al loro passo. Abbiamo dimostrato a Olbia che siamo pronti portando a casa un po’ di medaglie e lo faremo anche agli Europei, ne sono sicuro.” •







