Alla cerimonia dei Collari d’Oro il tiro con l’arco è stato grande protagonista grazie agli iridati di Città del Messico Galiazzo, Nespoli e Pasqualucci e ai campioni del mondo paralimpici Mijno e Travisani
Lo scorso 19 dicembre sul palco del Salone delle Armi a Roma è andata in scena la festa dello sport italiano con la cerimonia della consegna dei Collari d’Oro 2017, la massima onorificenza legata al mondo dello sport. Alla cerimonia, andata in onda in diretta tv su Rai 2, ha partecipato l’eccellenza del movimento olimpico e paralimpico, omaggiata dal Premier Paolo Gentiloni, con il Presidente del CONI, Giovanni Malagò a fare gli onori di casa, alla presenza del Ministro per lo Sport, Luca Lotti, e del Presidente del Comitato Italiano Paralimpico, Luca Pancalli.
Due ore intense di premiazioni ed emozioni, impreziosite dall’efficace contenuto dei messaggi istituzionali. E anche in questa occasione il tiro con l’arco è stato tra i protagonisti della mattinata che vedeva raccolto il gotha dello sport italiano e tutte le testate giornalistiche. Per la soddisfazione del Presidente Federale Mario Scarzella e del Segretario Generale Marcello Tolu, che hanno presenziato alla cerimonia, sono stati premiati in totale 5 arcieri. A ricevere per primi il Collare d’Oro sono stati i Campioni del Mondo di Città del Messico, gli atleti dell’Aeronautica Militare Marco Galiazzo, Mauro Nespoli e David Pasqualucci, vincitori dell’oro a squadre ricurvo, titolo che mancava alla FITARCO da ben 18 anni. Dopo di loro è arrivato il momento di Elisabetta Mijno e Stefano Travisani, freschi del titolo iridato mixed team arco olimpico vinto lo scorso settembre a Pechino ai Mondiali Para-Archery.
LE PAROLE DEL TRIO AZZURRO – Le prime dichiarazioni sono quelle di Marco Galiazzo che è stato stuzzicato sul cappello da pescatore usato durante tutte le gare: “devo dire che non è un bel vedere – ha scherzato il campione del mondo – ma è funzionale, è per quello che oltre a me lo usano tanti altri arcieri tra cui alcuni miei compagni di squadra”.
Ad addentrarsi nel successo di Città del Messico ci ha pensato Mauro Nespoli: “La semifinale contro i mostri sacri della Corea del Sud è stata quella decisiva, siamo riusciti ad imporre il nostro ritmo alla gara e poi abbiamo vinto alla freccia di spareggio, in quel momento abbiamo capito che la medaglia era veramente alla nostra portata”.
L’ultimo azzurro premiato per il successo in Messico è stato David Pasqualucci, il più giovane della squadra griffata Aeronautica Militare. L’arciere capitolino ha affrontato i temi legati ai prossimi obiettivi: “adesso dobbiamo ripeterci e cercare di fare il massimo il prossimo anno per poi arrivare nelle migliori condizioni a Tokyo 2020 dove vogliamo riscattarci dopo la mancata medaglia di Rio”.
LE EMOZIONI DI MIJNO E TRAVISANI – Alla Cerimonia dei Collari d’Oro sono stati premiati anche i vincitori dell’oro mixed team dell’arco olimpico agli ultimi Mondiali Para-Archery. Per la prima volta infatti gli atleti paralimpici hanno ottenuto lo stesso riconoscimento riservato in precedenza solo ai “normodotati”. La prima a prendere la parola è stata l’atleta delle Fiamme Azzurre Elisabetta Mijno: “ricordo tutto e niente del giorno della vittoria, come spesso accade quando c’è l’adrenalina. Ricordo bene Stefano, l’ho dovuto un pochino trascinare perché per lui era il primo Mondiale e giustamente era un po’ spaventato. È stato bravissimo, anche perché nei giorni precedenti alla finale è stato lui a supportarmi. L’emozione di vincere un Mondiale è difficile da descrivere, io dico sempre che è bello il percorso più che l’arrivo”.
Infine è il turno di Stefano Travisani, che aveva festeggiato il compleanno vincendo il suo primo oro iridato: “forse non ho ancora realizzato quello che abbiamo fatto, essere qui, in mezzo a tutti questi campioni, a così poco tempo dal mio incidente è difficile da realizzare. Lo sport da un lato mi ha tolto molto ma mi ha ridato tutto con gli interessi”. • (redazione)
Stefano Travisani nelle Fiamme Azzurre
Dal primo Campionato italiano del 2016, al titolo mondiale del 2017, fino ad arrivare alla promozione nel settore paralimpico del Gruppo Sportivo della Polizia Penitenziaria ratificata di recente. La carriera da arciere di Stefano Travisani va veloce e taglia traguardi uno dietro l’altro. Il suo talento è sotto gli occhi di tutti; grazie a quello e ad una grande forza di volontà Stefano Travisani sta diventando un punto di riferimento per tutta la Nazionale azzurra come hanno dimostrato gli ultimi Mondiali in Cina. Stefano, insieme ad Elisabetta Mijno, altra atleta delle Fiamme Azzurre, all’esordio nella rassegna iridata di Pechino è salito sul primo gradino del podio nel mixed team arco olimpico. Una medaglia che è stata celebrata anche dal CIP durante la cerimonia di consegna dei Collari d’Oro 2017.
Stefano Travisani approda così ufficialmente nel Gruppo Sportivo delle Fiamme Azzurre dopo l’esperienza negli Arcieri San Bernardo, società che lo ha avviato alla pratica con arco e frecce e che rimarrà il suo sodalizio per le competizioni a squadre in ambito Nazionale, in virtù del doppio tesseramento consentito agli arcieri appartenenti ai Gruppi Sportivi Militari.
Le Fiamme Azzurre aggiungono un altro grande talento alla loro lunga lista che comprende tanti arcieri di livello internazionale inseriti in pianta stabile nelle varie Nazionali azzurre. (redazione)




