Fu il quotidiano inglese Evening News a tirare fuori, per primo, la storia dei fantasmi degli arcieri di Mons. Alcuni giorni dopo la ritirata che, nonostante le perdite subite, consentì al Corpo di spedizione inglese di sopravvivere in terra di Francia, il giornalista e scrittore Arthur Machen (1863-1947) inviato di guerra, pubblicò su quella testata il racconto The Bowmen (Gli arcieri).
Machen era un appassionato di paranormale ed era anche amico di Aleister Crowley il famosissimo esoterista (e satanista) inglese, di cui quest’anno ricorrono i settant’anni dalla morte.
Nel racconto, Machen riesce a rendere in maniera molto vivida le condizioni disperate dell’esercito britannico e dettaglia con maestria narrativa i particolari dell’intervento soprannaturale attingendo alle sue profonde conoscenze storiche e mitologiche.
Il racconto narrava di un soldato britannico che, trovatosi in difficoltà a Mons, sottpo l’attacco nemico, aveva pregato intensamente per ricevere aiuto dal Cielo. Ricordò il motto latino “Adsit Anglis Sanctus Georgius”. A quel punto si udirono forti grida: “Array Array Array! St. George for the Merry England!”.
Ecco allora apparire, mandati in soccorso direttamente da San Giorgio, una schiera di fantasmi armati di arco e frecce e vestiti con abiti di foggia rinascimentale. Secondo The Bowmen, si trattava delle anime degli arcieri caduti nella battaglia di Agincourt. In questa località, il 25 ottobre 1415 nell’ambito della Guerra dei cent’anni, le forze del Regno d’Inghilterra di Enrico V si scontrarono con quelle del Regno di Francia di Carlo VI. La decisiva vittoria riportata dagli inglesi è considerata ancor oggi uno dei più fulgidi episodi della storia dell’Inghilterra.
Sempre stando al racconto di Machen, le truppe tedesche erano rimaste atterrite dall’apparizione anche perché gli spiriti scagliavano frecce micidiali che facevano strage dei loro soldati. Il fante britannico autore dell’invocazione a San Giorgio, poi, aveva controllato i corpi dei tedeschi morti e aveva constatato l’assenza di frecce, ferite o altre tracce visibili.
Nonostante l’autore avesse, fin da subito, chiarito che si trattava di un racconto di pura fantasia, quelle pagine possedevano una tale carica di suggestione che, dagli stessi soldati inglesi del Bef inviati in Francia, cominciarono a provenire resoconti in cui giuravano di aver visto figure spettrali durante gli scontri. Tuttavia, vi era una differenza sostanziale: i militari non parlavano di fantasmi di arcieri, ma di figure angeliche. Un ufficiale raccontò di come i suoi soldati fossero stati protetti da cavalieri di luce. Un soldato anonimo, durante la ritirata, avrebbe avuto questa visione: “Ho potuto vedere piuttosto chiaramente una strana luce a mezz’aria che sembrava nettamente delineata e non era un riflesso della luna, né vi erano nubi nelle vicinanze. La luce divenne più brillante e ho potuto vedere piuttosto distintamente tre forme: quella al centro aveva come delle ali spiegate, le altre due non erano così grandi, ma erano abbastanza distinte da quella centrale. Sembrava che indossassero un lungo mantello svolazzante di color dorato”. Altri ufficiali testimoniarono circa il fatto che uno squadrone di cavalleria tedesca era stato trascinato nell’aria dagli angeli. Nessuno si seppe spiegare, all’epoca, per quale motivo la cavalleria tedesca non avesse sferrato l’ultimo attacco, fatto sta che l’intera vicenda contribuì a sollevare il morale dei soldati inglesi, il che era lo scopo non dichiarato di tutti i protagonisti.
I testimoni affermavano che tutto fosse davvero successo, anche se è molto probabile che queste visioni fossero state frutto di stress, paura, sofferenza o gli effetti di inalazione di gas lanciato dai nemici. Altri affermano che le visioni non erano altro che le anime dei soldati appena morti nella battaglia. Dal punto di vista militare, l’arresto dei tedeschi sarebbe possibile imputarlo, col senno di poi, alla stanchezza fisica delle truppe. I fanti del Kaiser macinavano decine di km al giorno con 40 kg di zaino sulle spalle. La cavalleria doveva tenere il loro passo anche per coprirli da eventuali attacchi franco-britannici. È plausibile che avessero deciso di raccogliere le forze.
Arthur Machen continuò ad essere in forte imbarazzo per quanto aveva involontariamente creato, ma soprattutto i rappresentanti della Chiesa anglicana tenevano a dare per buona questa leggenda. A questo punto, continuare a sollevare proteste sulla veridicità del fatto rischiava di risultare contro gli interessi del Paese. All’inizio della guerra, tutti gli schieramenti pensavano che si sarebbe trattato di un conflitto breve, di pochi mesi. Il fattore psicologico era quindi fondamentale per tenere alto l’impeto delle truppe.
La forza del mito aveva, dunque, sopraffatto la creazione artistica: praticamente, secondo il tipico fenomeno del passaparola, il racconto The Bowmen, passando attraverso varie versioni e abbellimenti – caratteristici dei racconti orali – aveva creato quella che oggi chiameremmo una leggenda metropolitana che, anche dopo la fine della guerra, fu ripetuta ossessivamente, persino da francesi e tedeschi, nell’ambito del folklore europeo. Può essere curioso notare che questa è pressoché l’unica leggenda bellica di cui si conosce con precisione l’origine. Infatti, per quanto riguarda le leggende metropolitane, che tutti conosciamo, rimane difficilissimo stabilire chi per primo le abbia messe in circolazione. •
Curiose Supposizioni
I battaglioni di spiriti e gli eserciti fantasma sono una leggenda antica. Vi sono testimonianze a partire dal XVII secolo. Ad esempio, nel gennaio del 1630 si raccontava di due eserciti spettrali che si combatterono l’un l’altro in Germania, a Rothenburg ob der Tauer. Trentacinque anni dopo, sei pescatori furono testimoni di una strana “battaglia tra le nuvole” sul cielo di Stralsund di fronte al Mar Baltico. Delle navi da guerra sospese nell’aria si combatterono tra di loro con grandi esplosioni e schianti.
Parecchie di quelle visioni sono state attribuite, dai più scettici, ad aurore boreali, ma questi fenomeni sono molto rari in Europa. Tali apparizioni rimangono quindi ancora un mistero, eppure pochi sanno che, nel corso degli ultimi anni, ha preso forma un’altra originale interpretazione dell’apparizione dei presunti angeli-arcieri di Mons e delle altre apparizioni citate.
Secondo alcuni, non si sarebbe trattato di creature soprannaturali, bensì di extraterrestri. Tra questi, l’ufologo inglese Nigel Watson, autore di un Manuale per le investigazioni Ufo, in procinto di pubblicare un volume dedicato proprio agli “Oggetti Volanti Non Identificati della Prima Guerra Mondiale”. “A distanza di decenni, la vicenda è ancora molto controversa” – ammette Watson – tuttavia le teorie spaziano dalla possibilità che sia solo una leggenda inventata da Machen al prodotto di allucinazioni collettive prodotte dallo stress e dalla stanchezza, fino a una vera apparizione angelica, fantasmi, gas di palude, dirigibili, ologrammi di Ufo o di altre forme proiettate sulla base delle aspettative dei testimoni oculari”.
Un altro ufologo, Kevin Goodman, è ben più convinto: “Il mistero Ufo era sconosciuto durante la Grande Guerra – ha dichiarato a un network –. I soldati avrebbero interpretato un evento del genere nell’unico modo in cui potevano, ovvero pensando che si trattasse di un messaggio inviato da Dio. L’apparizione ha poi preso forme diverse nel corso della storia. In un periodo di stress, di paura e di pericolo imminente di morte si cerca conforto in qualcosa con il quale ci si possa relazionare“.
La conduttrice del programma radiofonico Unexplained Show, Cas Lake, è dello stesso avviso: ”Entrambe le risposte potrebbero essere reali, nel senso che ciò che la cultura del 1914 avrebbe descritto come angeli, noi oggi lo descriveremmo come extraterrestre. Se davvero ad apparire sono state delle creature angeliche, lo hanno fatto per modificare il futuro e forse anche per far sì che si creda in loro. Io, sicuramente, penso che le entità spirituali possano intervenire, se necessario.”
“Devono esserci state diverse forze al lavoro- per la maggior parte umane” – commenta invece Albert Rosales, creatore del sito Ufoinfo.com dedicato agli alieni dall’ aspetto umanoide. Ma in questo caso, è piuttosto scettico. “Sono state viste entità soprannaturali a Mons? Forse. In tutti i conflitti ci sono storie del genere a metà tra folklore e verità. Probabilmente sono state ingigantite dalle autorità religiose e persino da quelle governative, per tirare su il morale delle truppe.”
Idea condivisa dall’editore della rivista online Magonia, John Rimmer. A suo avviso, tanto Arthur Machen che i soldati stavano solo rispondendo ad un bisogno spirituale. “ Tra gli orrori della Prima Guerra Mondiale, il desiderio di una simile intercessione divina è stato probabilmente così forte nella mente dei militari che – incapace di trovare espressione in un modo più razionale- esso si è proiettato in una simile visione”.
AC
La battaglia di Mons
Appena una settimana dopo lo scoppio della Prima guerra mondiale, l’Inghilterra aveva già predisposto un corpo di spedizione e lo aveva inviato in Francia il 14 agosto 1914. Si trattava del BEF (British Expeditionary Force) un corpo ben addestrato agli ordini del generale John French. Si trattava di soldati professionisti che erano stati preparati per interventi nelle colonie. Da nord, il Bef doveva muovere in soccorso dei francesi verso Charleroi. Fu durante questa marcia di avvicinamento che il corpo di spedizione britannico ebbe il suo battesimo del fuoco incrociando, il 22 agosto, la cavalleria tedesca presso Soignes.
Dopo i primi scontri, il generale French, decise di schierare le sue cinque divisioni a difesa del canale di Mons. Qui si trovò di fronte le truppe tedesche del generale von Kluck. Il britannico si preparò a dar battaglia, ma aveva sottovalutato clamorosamente l’entità delle forze avversarie: 160.000 tedeschi, coperti da 600 cannoni, contro 70.000 britannici, con meno della metà dei pezzi di artiglieria. Nonostante la sproporzione, i fucilieri inglesi si difesero efficacemente contro le fanterie tedesche, infliggendo loro pesanti perdite.
Gli scontri proseguirono fino al calar del sole, finché i francesi, compresa la preponderanza delle forze nemiche, ordinarono al Bef di ritirarsi.
I tedeschi aspettarono alcuni giorni ad inseguirli, per riprendersi dalle perdite subite, ma il 26 agosto raggiunsero le retroguardie britanniche e le colpirono duramente. Gli Inglesi – pur subendo molte perdite – poterono comunque ripiegare senza essere annientati.
La battaglia di Mons fu una sonora sconfitta per il Bef, e il generale French voleva ritirarsi fino alla costa, ma fu il Ministro della guerra inglese, lord Kirchener, a insistere perché il Bef rimanesse al fianco degli alleati. Come rinforzo, il Regno Unito invierà altri 30.000 uomini.
AC




