Grandissima impresa per gli avieri Marco Galiazzo, Mauro Nespoli e David Pasqualucci che, dopo 18 anni, riportano in Italia il titolo iridato ricurvo. Nella storia pure l’argento del trio compound.
Per gli azzurri c’è anche il bronzo misto compound e il 2° posto nel medagliere
Abbiamo finito gli aggettivi per definire le emozioni che ci regalano gli arcieri azzurri, capaci in quasi tutti gli appuntamenti che contano di tirare fuori delle prestazioni che valgono medaglie immortali. Anche a Città del Messico è accaduto, così come nel precedente Mondiale di Copenaghen 2015, dove però erano in palio anche i pass olimpici per Rio 2016.
Sia nel ricurvo che nel compound l’Italia c’è e se ne sono accorti soprattutto gli avversari e i tifosi che, da casa, hanno potuto seguire le imprese dell’Italia Team in diretta web e in differita tv su Rai Sport, oltre che leggerle sui quotidiani sportivi che hanno dato finalmente il seguito che meritavano a queste imprese sportive.
La suspense nel tiro con l’arco la fa da padrone. Soprattutto quando una freccia decisiva sembra pesare una tonnellata. Ma gli arcieri italiani ci hanno abituato a sperare fino alla fine per sovvertire i pronostici e farci gioire con dei successi che entrano di diritto nella storia di questo sport. Così, il palmarès italiano dopo il Mondiale messicano vale il secondo posto nel medagliere dietro la Corea del Sud grazie al titolo iridato nel ricurvo di Marco Galiazzo, Mauro Nespoli e David Pasqualucci, che mancava da ben 18 anni nonostante i vari successi olimpici, all’argento a squadre dei compound Sergio Pagni, Federico Pagnoni e Alberto Simonelli e al bronzo mixed team, sempre compound, di Sergio Pagni e Irene Franchini.
I NUMERI DEL MONDIALE – A scanso di equivoci, va detto che i risultati ottenuti sono arrivati da un Mondiale che non valeva per la qualificazione olimpica, ma che contava su numeri di tutto rispetto: 61 Nazioni rappresentate, 376 arcieri al via, 201 nell’olimpico e 175 nel compound. L’Italia ha schierato il numero massimo possibile di arcieri, 12 in tutto ma è importante citare anche le altre Nazionali che si sono presentate a Città del Messico al gran completo: Colombia, Danimarca, Francia, Germania, India, Corea del Sud, Malesia, Messico, Russia, Taipei, Turchia e Stati Uniti d’America.
IL MEDAGLIERE PREMIA GLI AZZURRI – Come detto l’Italia, con i suoi tre podi, ha ottenuto la seconda piazza nel medagliere dietro la Corea del Sud, che ormai vince con regolarità anche nel compound, chiudendo la rassegna con 5 ori, 1 argento e 2 bronzi. Per le altre le briciole: la Francia è terza con un oro e un argento, mentre Stati Uniti e Colombia condividono la quarta piazza con un oro e un bronzo. Numeri che confermano il buon lavoro svolto dall’Italia, che ha sempre raggiunto almeno una medaglia nelle ultime sei edizioni Mondiali.
In questa occasione lo staff azzurro ha cercato di dare un’importante opportunità a diversi giovani puntando sulla crescita degli esordienti. Nell’olimpico, oltre ai veterani olimpionici Galiazzo e Nespoli, erano in gara il giovane ma già punto fermo da un biennio David Pasqualucci e le campionesse del mondo junior Tatiana Andreoli, Lucilla Boari e Vanessa Landi, alla loro prima esperienza in una rassegna iridata senior. Certo, per loro è arrivata la delusione di non entrare per soli 5 punti nelle eliminatorie a squadre: le azzurrine dopo le 216 frecce chiudono infatti 17esime, prime delle escluse. Un risultato negativo che servirà loro per crescere e comprendere quanto sia difficile essere competitivi tra i senior. Da Rosario aveva fatto i bagagli per Città del Messico anche la junior compound Sara Ret, che affiancava due campionesse navigate del calibro di Irene Franchini e Marcella Tonioli. Il trio maschile compound ha invece rivisto in campo dopo la paternità il campionissimo Sergio Pagni, al fianco di Federico Pagnoni e del vicecampione paralimpico a Rio 2016 Alberto Simonelli che, dopo aver gareggiato in tutte le trasferte internazionali del 2017 e aver vinto ai Mondiali Para-Archery il titolo a squadre, a Città del Messico ha messo un’altra tacca al suo incredibile ruolino, essendo diventato il secondo arciere paralimpico nella storia a conquistare un podio iridato con i “normodotati”.
Tutti i podi del mondiale
Nel compound maschile il titolo iridato va a Sebastien Peineau (Fra) che lascia l’argento al campione uscente Stephan Hansen (Den) e il bronzo al vincitore della World Cup di Roma Braden Gellenthien (Usa). Nel femminile l’oro se lo aggiudica la sud coreana Song Yun Soo, davanti a Bostan Yesim (Tur) e a Kristina Heigenhauser (Ger). Nelle prove a squadre, all’oro degli USA ottenuto contro l’Italia, si aggiunge il bronzo della Colombia. Nel femminile invece la Colombia sale sul tetto del mondo lasciando al secondo posto l’India, mentre il bronzo va alla Corea del Sud. Le asiatiche conquistano però il primo posto nella prova a squadre miste, battendo in finale la Germania, mentre per l’Italia c’è il bronzo.
Nel ricurvo maschile non si lascia sfuggire l’oro individuale Im Dong Hyun (Kor), vincente in finale su Wei Chen-Heng (Tpe), mentre il terzo posto va in Olanda con Steve Wijler. Nel femminile si conferma in grandissima forma Ksenia Perova (Rus) vincente in finale su Chang Hye Jin (Kor), mentre Tan Ya-Ting (Tpe) si consola col bronzo. Nella prova a squadre è arrivato il trionfo degli azzurri sulla Francia, mentre il bronzo è sud coreano. Il podio femminile vede invece la Sud Corea padroneggiare come da tradizione, davanti alle padrone di casa del Messico e a Taipei che chiude col bronzo. Anche nel mixed team c’è la conferma della Corea del Sud, che lascia l’argento alla Germania, mentre il terzo posto va alla Gran Bretagna.
LA CORSA ALL’ORO DEGLI AVIERI AZZURRI
Dopo aver ottenuto il quarto punteggio in qualifica (1966 punti), l’excursus dell’Italia nelle eliminatorie a squadre è stato entusiasmante, considerando il livello degli avversari affrontati e superati.
La corsa all’oro degli atleti dell’Aeronautica Militare Mauro Nespoli, Marco Galiazzo e David Pasqualucci inizia agli ottavi di finale con Taipei (Deng, Lee, Wei) in una sfida molto equilibrata in cui la Nazionale italiana va subito sopra (55-53) ma viene immediatamente recuperata dal 56-50 del secondo parziale. La parità resta immutata anche dopo la terza volée conclusa 55-55, ma nei successivi sei tiri arriva il successo 56-54 che vale il 5-3 finale.
Ai quarti gli avversari sono gli Stati Uniti di Brady Ellison, Jake Kaminski e Thomas Stanwood. La sfida è praticamente una partita a scacchi in cui nessuno nei primi tre set riesce a trovare il modo di sopravanzare l’avversario, tutti i parziali terminano pari 54-54, 55-55 e 54-54. A spezzare l’equilibrio sono gli azzurri nel momento in cui le frecce valgono e pesano di più. Il 58-57 della terza volée vale il secondo 5-3 e la conquista di un posto in semifinale.
Nel penultimo atto della competizione l’avversario è il più duro di tutti. Nespoli, Galiazzo e Pasqualucci si trovano davanti i maestri della Corea del Sud nel remake della finale per l’oro del 2015. Nelle file asiatiche ci sono campioni del calibro di Im Dong Hyun, Oh Jin Hyek e il primatista del mondo Kim Woojin che accelerano subito portandosi sul 2-0 (56-55). L’Italia però non trema, anzi, si rimette subito in carreggiata con il 57-53 che vale il 2-2 e poi effettua anche il sorpasso sul 4-2 grazie al 55-54 della terza volée. La Corea riesce comunque a mandare la sfida alle tre frecce di spareggio con il 51-50 che vale il 4-4. Il capolavoro del trio azzurro arriva proprio negli ultimi tre tiri, tutte e due le squadre mettono a referto 27 punti ma la prima freccia azzurra è la più vicina al centro e regala la finale per l’oro all’Italia che batte così la Corea del Sud 5-4 (27*-27).
Un risultato che ripaga dei bocconi amari ingoiati in passato contro i campioni asiatici e che porta l’Italia all’ultimo match contro la Francia che, nel frattempo, aveva battuto Giappone, Germania e Canada. Contro ogni pronostico, quindi, a Città del Messico nel ricurvo sono due Nazionali europee a giocarsi il titolo, fatto più unico che raro!
La finalissima – L’ordine di tiro resta naturalmente immutato nella finalissima: Pasqualucci detta la via, Galiazzo aggiunge la sua esperienza e Nespoli chiude col punto esclamativo. Il trio azzurro parte decisamente meglio degli avversari, due 9 e un 10 per mettere pressione e un totale di 54 punti dopo sei frecce. Il ritmo fa subito tremare i transalpini e a cedere alla pressione è il giovane Thomas Chirault che piazza la prima freccia sul 6, un errore irrecuperabile e così l’Italia va sul 2-0 con il parziale di 54-50. La seconda volée ricalca a grandi linee la prima, Chirault sbaglia ancora tirando un 5 e un 7, Pierre Plihon prova a tenere a galla i suoi, ma il vicecampione olimpico Jean-Charles Valladont non è in linea con i suoi standard, così gli azzurri ne approfittano con il 54-48 che vale il 4-0.
Il vantaggio è considerevole ma la forza dell’Italia in questo Mondiale è quella di tenere sempre alta la concentrazione, un valore aggiunto che ha permesso agli azzurri di eliminare i maestri coreani nel loro percorso e che, nel suggestivo scenario dello Zocalo, li porta a vincere la finale 6-0. L’ultimo set è più combattuto rispetto ai primi due, un 8 e un 7 alle ultime frecce rendono necessario almeno un 9 per portarsi a casa la vittoria e Nespoli, nonostante la tensione, scocca il liberatorio 10 conclusivo: finisce 52-51 e l’Italia è campione del Mondo!
Le dichiarazioni degli Azzurri
Mauro Nespoli: “Una gara bellissima, una medaglia importantissima. Dopo Rio dovevamo rifarci, la squadra ha tirato molto bene, la Francia ha sofferto più di noi la tensione, che abbiamo risposto colpo su colpo. Nell’ultima volée serviva un 9 o un 10 per vincere e ce l’abbiamo fatta. Sono molto contento di aver avuto la possibilità di tirare l’ultima freccia: dopo la finale olimpica di Pechino 2008 volevo riscattarmi e aver chiuso con un 10 questa finale mondiale mi riempie di emozione”.
Marco Galiazzo: “Ho vinto tanto in carriera, ma è la prima volta che conquisto il titolo mondiale a squadre, mi mancava e ci tenevo a raggiungerlo. È stata una bella vittoria, raggiunta con una grande squadra. Un risultato che ci fa guardare al futuro con fiducia e la voglia di confermarci”.
David Pasqualucci: “Siamo la squadra più forte del mondo. Avevo detto che eravamo degli alieni e lo abbiamo dimostrato vincendo l’oro. Abbiamo controllato il match e gestito il risultato indipendentemente da come stavano tirando i francesi. Siamo riusciti a portare a casa il titolo iridato e ci siamo rifatti dopo l’argento di Copenaghen 2015. Devo ringraziare i miei compagni di squadra per questo grande risultato”.
Emozionato il Presidente Mario Scarzella che, come era accaduto ai Giochi di Londra 2012, ha avuto l’onore e la fortuna di premiare gli azzurri sul primo gradino del podio: “I ragazzi erano tesi, così come i francesi. I nostri però sono stati più precisi degli avversari. C’era un vento difficile da gestire e da capire, ma Marco, Mauro e David hanno iniziato bene senza mai scomporsi. Sicuramente il giovane francese ci ha dato una mano facendo qualche errore di troppo, ma gli azzurri sono stati bravi a gestire la gara senza pensare agli avversari. D’altronde il 6-0 non lascia spazio a dubbi. È il secondo titolo mondiale per l’Italia nel ricurvo a squadre maschile e ci ripaga del lavoro che gli atleti e i tecnici stanno facendo per mantenere il nostro movimento ai vertici internazionali”.
Il Commissario Tecnico azzurro Wietse van Alten non nasconde la sua soddisfazione dopo l’oro iridato: “siamo arrivati in finale dopo aver disputato tre scontri molto duri con Taipei, Stati Uniti e ovviamente la Corea del Sud, da sempre la squadra favorita. Nell’ultima sfida devo ammettere che la Francia non ha disputato una grande gara, ma noi abbiamo tirato forte fino alle fine e ci siamo presi il Mondiale. Sono contentissimo di tornare in Italia con la medaglia d’oro. Grazie Italia!”.
LE MEDAGLIE COMPOUND
Inutile girarci intorno, l’Italia del compound sa sempre dire la sua quando ci sono in palio le medaglie. Gli azzurri Sergio Pagni, Federico Pagnoni e Alberto Simonelli non riescono a battere in finale gli Stati Uniti di Steve Anderson, Braden Gellenthien e Kristofer Schaff, numeri uno del ranking mondiale, ma compiono comunque una grande impresa raggiungendo la finalissima col seguente percorso: agli ottavi vittoria sulla Turchia 228-225, poi superano allo spareggio la Francia 230-230 (29-28) e in semifinale sconfiggono la Croazia 236-233.
Poche ore dopo la prima medaglia, arriva anche la seconda. Il mixed team compound azzurro è una sentenza e dopo i titoli mondiali del 2011 e del 2013 che videro trionfare a Torino e a Belek-Antalya Sergio Pagni e Marcella Tonioli, a Città del Messico il duo composto da Sergio Pagni e Irene Franchini sale sul terzo gradino del podio andando a vincere la gara per il bronzo 156-151 contro l’Olanda di Mike Schloesser e Sanne De Laat.
L’argento a squadre – Gli Stati Uniti, primi nel ranking mondiale, partono subito forte, piazzano cinque “10” e un 9 e si prendono la volée con il risultato di 59-57. Gli azzurri provano a rimanere agganciati al match ma gli americani accelerano ancora con le ultime tre frecce del secondo parziale, tutte sul 10, e aggiungono un punto al loro vantaggio con il risultato di 58-57 che vale il 117-114 a metà gara.
Il ritmo degli States è altissimo, gli azzurri provano a mettere pressione a inizio terza volée con due “10” in fila ma dall’altra parte Anderson e compagni rispondono con cinque frecce tutte perfette, tutte sul 10. Il vantaggio a stelle e strisce aumenta ancora con il 59-57 che a sei tiri dal termine lascia l’Italia a meno cinque. Un gap incolmabile contro la squadra più forte del mondo che si dimostra tale nell’ultima volée chiusa 59-57 per il 235-228 finale.
Sergio Pagni, Alberto Simonelli e Federico Pagnoni salgono così sul secondo gradino del podio eguagliando il miglior risultato della storia dell’arco compound azzurro, il secondo posto a squadre maschile ai Mondiali di New York nel 2013. Un netto miglioramento rispetto all’ultima edizione delle gare iridate quando il terzetto italiano aveva concluso la rassegna al quarto posto.
Il bronzo mixed team – Sergio Pagni e l’atleta delle Fiamme Azzurre Irene Franchini hanno raggiunto la finale per il bronzo mixed team compound dopo aver superato agli ottavi la Russia 157-152, ai quarti il Messico 152-150, ma sono poi stati sconfitti in semifinale dalla Germania per un punto, 157-156.
I nostri beniamini partono subito fortissimo nella finale che vale il terzo posto contro l’Olanda, che schiera “Mr. Perfect” Mike Schloesser e Sanne De Laat: quattro frecce sul 10 e primo parziale chiuso sul 40-38.
Alla ripresa delle ostilità Schloesser continua a tirare tutte le sue frecce sul 10, così come la compagna Sanne De Laat non lascia mai il 9, ma gli azzurri non mollano un centimetro e la seconda volée si chiude in parità 38-38. Il terzo parziale è quello decisivo, l’olandese De Laat non tiene il ritmo piazzando le sue frecce sull’8, due errori che la coppia italiana fa pagare a caro prezzo con il 38-36 che a quattro tiri dal termine fa volare Pagni-Franchini a più quattro. La festa per il bronzo può scattare così dopo il 40-39 della quarta volée che certifica una vittoria azzurra senza discussioni per 156-151.
Irene Franchini e Sergio Pagni, la tradizione vincente del mixed team compound della Nazionale italiana, due volte campione del mondo nel 2011 e 2013 con la coppia Pagni-Tonioli, torna sul podio mondiale a confermare la qualità di un gruppo vincente. •
#arcosenzabarriere
Risultato storico per Simonelli
Alberto Simonelli, secondo arciere paralimpico nella storia dopo Kevin Polish a salire su un podio mondiale (il compoundista statunitense ci riuscì nel 2005), non nasconde la gioia per questo grande obiettivo raggiunto, dopo un’intera stagione in gara con la Nazionale “normo”. “Ho lavorato molto per essere qui e volevo fortemente arrivare a questo risultato, sono davvero felice”. A fargli eco è Sergio Pagni: “durante la World Cup avevamo tirato bene raggiungendo anche un podio, quindi siamo molto felici di aver confermato i nostri risultati anche a Città del Messico”. Il campione mancino ha poi voluto rimarcare quanto il tiro con l’arco sia uno sport che abbatte ogni barriera tra atleti normodotati e paralimpici: “non importa la condizione fisica dei componenti del team, la cosa più importante è avere un grande arciere in squadra, un forte tiratore che sappia scoccare le sue frecce ad alti livelli”. Sull’esito della finale Simonelli ha poi aggiunto: “Non è proprio andata come volevo, ma non torniamo a casa a mani vuote, quindi grazie a tutti quelli che hanno fatto il tifo per noi!”.
52° Congresso World Archery
Il Presidente Ugur Erdener confermato per il 4° mandato
di Guido Lo Giudice
La conferma del Presidente Ugur Erdener a capo di World Archery, la lotta al doping, alcuni cambi di regolamento e l’aiuto del tiro con l’arco mondiale per la ricostruzione del Messico dopo i terremoti che hanno sconvolto il Paese poche settimane prima della rassegna iridata. Sono questi alcuni degli argomenti affrontati dal 52° Congresso World Archery andato in scena a Città del Messico il 13 e 14 ottobre, al quale ha naturalmente preso parte anche il Presidente Fitarco Mario Scarzella, nelle vesti di Vicepresidente vicario World Archery, la cui riconferma nel suo ruolo dirigenziale non era tra quelle all’ordine del giorno.
Al termine della riunione è stato confermato all’unanimità alla presidenze della Federazione Internazionale, per il 4° mandato, il Presidente uscente e Vicepresidente CIO Ugur Erdener. Il risultato della votazione recita 79 votanti, 78 schede favorevoli e 1 astenuto. Queste le sue dichiarazioni a caldo dopo l’applauso della platea: “Sono davvero felice, anche perché come ho sempre detto siamo una bella famiglia, dove regna grande armonia al suo interno. Siamo una bella squadra che lavora sempre insieme per raggiungere gli obiettivi prefissati. Abbiamo bisogno di continuare a crescere con una organizzazione dinamica, per confermare di essere uno sport forte all’interno del programma olimpico”.
Poi le decisioni che riguardano da vicino gli a-tleti e le Federazioni. Il Congresso ha stabilito, tra le altre cose, la prosecuzione del divieto di fare uso di alcol durante le competizioni, una scelta salutata con felicità dal presidente Ugur Erdener: “sono contento della decisione del Congresso”. Lo stesso Presidente ha poi voluto affrontare il discorso legato ad una delle piaghe dello sport mondiale: “la lotta al doping è fondamentale per proteggere l’integrità del nostro sport”.
Durante il Congresso sono state aggiornate anche alcune norme regolamentari: aumenta il tempo per scoccare la freccia nel tiro alternato per gli atleti del Para-Archery da 20 a 30 secondi; il numero di squadre ad accedere agli scontri dopo le frecce di ranking round passa da 16 a 24; viene data la possibilità agli atleti di non tirare l’ultima freccia quando ci sia l’impossibilità di vincere il match e, infine, cambia anche il regolamento dello shoot off: in caso di parità dopo la prima freccia di spareggio se ne tirerà una seconda e il vincitore, a questo punto, sarà chi avrà piazzato la sua freccia più vicina al centro del bersaglio.
Nella giornata di sabato, il Congresso ha anche deciso di considerare in futuro alcune mozioni, come quella di eliminare il Campionato Mondiale Indoor per investire maggiormente sul circuito della Coppa del Mondo Indoor.
Il Congresso ha pure ratificato l’ingresso in World Archery delle federazioni di Andorra, Isole Vergini, Repubblica del Congo, Gibuti, St Kitt and Nevis, Sierra Leone e Turkmenistan.
Il Presidente Erdener, come aveva preannunciato, ha poi consegnato un assegno da 50 mila dollari per conto di World Archery agli organizzatori dei Campionati Mondiali: i fondi saranno destinati alla ricostruzione di Città del Messico, colpita da due terribili terremoti nelle settimane che precedevano la rassegna iridata. “Speriamo che questa piccola donazione possa aiutare a ricostruire un Paese che ha sofferto di questi terribili disastri”, ha detto il Presidente Ugur Erdener.
Al termine dei lavori sono state effettuate le votazioni dove sono stati confermati tutti i membri. Ecco l’organigramma con gli incarichi rinnovati del Consiglio WA.
Presidente
confermato il Presidente uscente
Prof. Dr. Ugur Erdener
Vice-Presidente Vicario
Mario Scarzella (ITA)
Vice-Presidenti
Philippe Bouclet (FRA)
confermati i due Vice-Presidenti uscenti
Maria Emma Gaviria (COL)
Sanguan Kosavinta (THA)
Membri del Consiglio
Gao Zidan (CHN)
Kotaro Hata (JPN)
Jorg Brokamp (GER)
Eva Thesen (NOR)
Viktoriya Koval (UKR) – Rappresentante Atleti
Mark Miller (USA) – Membro ex officio
confermati i 3 membri uscenti
Greg Easton (USA)
Vladimir Esheev (RUS)
Aladin Gabr (EGY)
Segretario Generale
Tom Dielen (SUI)
COMMISSIONI:
Finance and Audit Board
sono stati riconfermati i tre membri uscenti
• Robert Smith USA (2021)
• Hilda Gibson GBR (2021)
• Rolf Lind DEN (2021)
Medical and Sport Sciences Committee
• Martin Bauer GER (2021)
• Anne Smith CAN (2021)
• Carlos Hermes GUA (2021)
• Fiammetta Scarzella ITA (2019)
• Ahmad Shojaei Baghini IRI (2019)
Para-Archery Committee
• Dominique Ohlmann FRA (2021)
• Nancy Littke CAN (2021)
• Sheri Rhodes USA (2021)
• Carole Hicks NZL (2019)
• Pippa Britton GBR (2019)
Target Archery Committee
• Allan R Wills CAN (2021)
• Lee Eun Kyung KOR (2021)
• Andreas Lorenz GER (2021)
• Olivier Grillat FRA (2019)
• Qu Yinan CHN (2019)
Technical Committee
• Don S. Rabska USA (2021)
• Kurt Nuenlist SUI (2021)
• Jonathan Shales GBR (2021)
• Chiu Ping-Kun TPE (2019)
• Susanne Womersley AUS(2019)







