campionati mondiali para-archerySI RIPARTE DA QUIGabriele Giovine – Foto World Archery

campionati mondiali para-archery
SI RIPARTE DA QUI
di Gabriele Giovine – Foto World Archery

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Nella probante rassegna iridata di Pechino l’Italia si conferma tra le migliori al mondo: vince due ori, due bronzi, migliora un record mondiale e raggiunge altre quattro finali che la mantengono stabilmente sulle vette del movimento

Da un palcoscenico a cinque cerchi a un altro. A un anno esatto infatti da Rio 2016, dal 12 al 19 settembre a Pechino altrimenti detta Beijing (già città Olimpica e Paralimpica nel 2008) sono andati in scena i Mondiali Para-Archery 2017.
Sicuramente l’appuntamento più importante dopo le sfide del Sambodromo. Un’intera stagione outdoor per preparare la rassegna mondiale, avendo la consapevolezza di un movimento, quello paralimpico, e di un livello, quello agonistico, sempre più in crescita.
Nel confronto con la passata edizione del 2015 a Donaueschingen (Germania) si nota subito l’alto livello: 40 nazioni (nel 2015 erano 46) e 245 atleti (nel 2015 erano 260), ma l’appuntamento di due anni fa era valevole per le carte paralimpiche di Rio e dunque, come tutti gli eventi di qualifica, giustificava un numero maggiore di partecipazioni. A Pechino quest’anno c’erano in palio “solo” i titoli mondiali, eppure si è andati vicini a quegli stessi partecipanti.
Pechino era però anche l’evento zero, quello da cui ripartire per costruire il quadriennio, anzi il triennio oramai, che separa dal prossimo appuntamento a cinque cerchi in terra nipponica, Tokyo 2020.
Esattamente come due anni fa, sul gradino più alto del medagliere per nazioni c’è la Cina con 7 medaglie (4 ori, 1 argento e 2 bronzi) davanti alla Russia, col maggior numero di medaglie (9) e all’Iran (5); l’Italia chiude l’evento in quinta posizione (proprio come nel 2015) con 4 medaglie (2 ori e 2 bronzi), tutte conquistate nelle sfide a squadre. Un risultato ottimo se si considera che il gruppo azzurro è riuscito a guadagnarsi anche altre tre finali che ci hanno visto prendere 4 medaglie di legno che non valgono purtroppo per la classifica generale, ma che sono la dimostrazione di grande competitività.
Dopo i buoni piazzamenti al termine delle qualifiche, le speranze in azzurro nel concorso individuale vanno via via riducendosi, fino a sfiorare il podio con i quarti posti di Alberto “Rolly” Simonelli (nel compound maschile) e di Maria Andrea Virgilio (nel compound femminile, al suo esordio mondiale), complici anche alcuni sfortunati derby italiani lungo la strada delle eliminatorie.
Diversa invece la storia per quanto riguarda le squadre: gli ottimi piazzamenti delle qualifiche, sempre nei primi posti, permettono ai nostri arcieri di affrontare con maggior sicurezza le sfide e di raggiungere le medaglie.

PER LE AZZURRE RICURVO BRONZO ALLO SPAREGGIO – Nel ricurvo femminile, dopo il passaggio diretto in semifinale, grazie al secondo punteggio in qualifica e dopo essere stato battuto dalla Russia 6-0, il trio formato da Elisabetta Mijno, Veronica Floreno e Annalisa Rosada si rifà conquistando la finale per il bronzo sull’Iran della campionessa olimpica Zhara Nemati (assieme a Delkhosh e Rahimi). Chiuso in parità lo scontro, la vittoria arriva alle frecce di spareggio: 24 a 18 per le azzurre.
Elisabetta Mijno: “Sicuramente, di materiale, mi porto a casa le due medaglie, ma non solo… il mio record personale e l’aver consolidato maggiormente il mio essere atleta, soprattutto nel gestire il recupero e un evento di questo calibro nel post-infortunio. Un grande supporto da parte dello staff, per l’ottimo lavoro che sta facendo, ma devo guardare anche al passato e dedicare a Marco Pedrazzi la medaglia di squadra. Era il primo Mondiale post Paralimpiade e c’è sempre qualcosa di diverso, non è cambiato però il fatto che fuori dall’Italia siamo sempre in grado di dimostrare il nostro valore. Mi porto anche a casa grandi e tanti sorrisi di questa famiglia azzurra”.
Veronica Floreno: “Il 2017 è stato un anno di cambiamenti e di novità, non è stato facile ripartire ma grazie al grande lavoro e alla professionalità di tutto lo staff siamo riusciti a ritrovare fiducia e nuovi stimoli. La soddisfazione più tangibile è quella di essere tornata a casa con una medaglia al collo. Sicuramente una cosa che mi ha lasciato questo Mondiale è l’idea che non è mai troppo tardi per ripartire, crescere e diventare più forti”.
Annalisa Rosada: “È stato il mio primo Mondiale, ricco di emozioni e sensazioni positive. Posso dire che questa per me è la medaglia della rivincita, arrivata dopo un periodo particolarmente difficile, mi ha insegnato la perseveranza, l’essere positivi sempre, crederci e non mollare mai. Sono state importanti le mie compagne di squadra, il Ct e tutto il team, che ha fatto un gran lavoro ricreando le condizioni favorevoli”.

MIJNO-TRAVISANI CAMPIONI DEL MONDO NEL MIXED TEAM – Sempre nel ricurvo, ancora una volta è il Mixed Team a dare davvero spettacolo: la coppia Elisabetta Mijno-Stefano Travisani sbaraglia il Brasile per 6-0. Quello stesso Brasile qualificatosi ultimo e capace di risalire, uno scontro dopo l’altro, fino alla finale per l’oro. L’esperienza di una campionessa del calibro di Elisabetta (due le medaglie paralimpiche al suo collo) e delle doti atletiche e psicologiche dimostrate fin da subito da Stefano (milanese, all’esordio iridato dopo appena due anni sulle linee di tiro), hanno permesso alla neocoppia arcieristica di salire sul gradino più alto del mondo.
Non poteva esserci regalo migliore per Stefano, nel giorno del suo 32esimo compleanno. Un risultato esaltante che da seguito al bronzo di Mijno e Airoldi ai Giochi di Rio.
Stefano Travisani: “Mi porto a casa sicuramente l’esperienza. Gestire la tensione in una gara così importante è stato difficile, soprattutto nel campo della finale, dove tutto viene amplificato. Vivere una trasferta così lunga e impegnativa, capirne le dinamiche è stata una grande opportunità come prima esperienza mondiale. Ovviamente poi, l’enorme soddisfazione per la medaglia d’oro vinta con Elisabetta. Una soddisfazione che mi ripaga di tutto il sacrificio e l’impegno dei mesi precedenti. Momenti indimenticabili che mi daranno la carica per affrontare le prossime sfide con grande determinazione”.

RECORD MONDIALE PER SARTI-SIMONELLI – I due assi del compound Alberto Simonelli ed Eleonora Sarti mettono a referto il record del mondo sulle 15 frecce ai quarti di finale delle sfide mixed team compound con uno strabiliante 158 utile a superare la Corea del Sud (Kim-Lee), ferma a 145. Dopo il successo 155-148 sulla Spagna (Rodriguez Gonzalez-Rubio), i due azzurri vengono però sconfitti in semifinale dalla Russia (Artakhinova-Kozlov) 154-148 e si sono giocati il bronzo contro la Gran Bretagna (Pine-Walker) che ha avuto la meglio di misura, 152-151. L’amarezza per la medaglia sfiorata per un solo punto di distacco è lenita dall’ennesimo primato dei due portacolori delle Fiamme Azzurre.

BRONZO STORICO PER IL TRIO W1 – Fabio Azzolini, Daniele Cassiani e Salvatore Demetrico, nel W1 maschile, conquistano il terzo gradino del podio nella sfida vinta contro la Corea del Sud: 200 a 196. L’unica squadra ad aver disputato i quarti di finale, annientando la Cina 208-144, aveva poi perso la semifinale contro la Turchia 198-215, dovendo ripiegare così sulla finale per il bronzo. Un risultato storico: l’Italia non aveva mai vantato una medaglia a squadre in questa categoria.
Fabio Azzolini: “Dopo aver partecipato alle Paralimpiadi del 2008 proprio a Pechino, mi allettava molto tornarci per questo Mondiale. Purtroppo non è stato il mio anno migliore, arcieristicamente parlando, e ho avuto anche qualche dubbio sulla mia partecipazione, poi però la Federazione ha deciso di portare la squadra W1 maschile per la prima volta in assoluto. Nonostante la prematura eliminazione a livello individuale, dopo poche ore ci siamo rifatti portando a casa la medaglia di bronzo. Credo rimarrà una delle più belle perché vincere di squadra ha un sapore veramente particolare che non avevo ancora provato. Un risultato che ci ha dato tanta benzina e tanta voglia di tirare ancora molte frecce in giro per il mondo”.
Daniele Cassiani: “È stata la mia prima medaglia internazionale dopo 21 anni di tiro con l’arco di cui 14 nel Para-Archery. Medaglia che purtroppo mio padre, con il quale ho condiviso questo sport, non ha potuto vedere. È a lui che la dedico”.
Salvatore Demetrico: “L’esperienza al Mondiale è stata sicuramente soddisfacente, sia dal punto di vista arcieristico che sociale. Il confronto con atleti di livello internazionale ti dà sicuramente la possibilità di metterti in gioco al 100%. Mi porto a casa anche la soddisfazione personale di una medaglia di bronzo e l’aver potuto tifare e gioire insieme ai miei compagni per le altre sfide e medaglie conquistate”.

BONACINA, CANCELLI E SIMONELLI CAMPIONI DEL MONDO – Basta un solo punto in più del tuo avversario per poter vincere, e la dimostrazione la fornisce la squadra compound maschile di Alberto Simonelli, Matteo Bonacina e Giampaolo Cancelli.
Il trio azzurro ha sconfitto, nell’ordine: la Polonia (231-221) agli ottavi, l’India (224-207) ai quarti, la Russia (231-224) in semifinale, per poi completare il capolavoro contro l’Iran (226- 225).
Un punto che vale la medaglia d’oro e il titolo mondiale. Decisamente un passo avanti rispetto al bronzo di due anni fa e sicuramente la soddisfazione più grande da ottenere al momento, data l’assenza delle prove a squadre ai Giochi Paralimpici, sostituite dai mixed team.
Alberto Simonelli: “Mi porto a casa molte cose, sicuramente: in primis una medaglia d’oro a squadra che rincorrevamo da Bangkok; un record del mondo con il mixed team; due quarti posti e poi l’esperienza.
Ho avuto l’ennesima conferma di non dover mai sottovalutare niente e nessuno e di dover lavorare per essere sempre al top, come ho fatto per tutta la stagione anche tra i “normo”.
La voglia di fare, di essere sempre competitivo e la fame di medaglie non mi è ancora passata”.
Matteo Bonacina: “Il Mondiale mi ha dato una medaglia d’oro sudata e meritata, e tanta esperienza in più. Oltre a questo la consapevolezza di potermela giocare con tutti e di sapere che il lavoro da fare è ancora tanto. Un ringraziamento speciale allo staff che ha fatto davvero un ottimo lavoro”.
Giampaolo Cancelli: “Tornare con l’oro al collo è stato bello, anche perché è diversi anni che tentiamo di vincerla e per piccole sbavature non ci eravamo mai riusciti. Eravamo e siamo consapevoli di essere una delle squadre più forti e forse non avevamo mai creduto fino in fondo in questo sulla linea di tiro, tranne quest’anno, ovviamente! Il grazie più grande ai miei compagni”.

LE AZZURRE COMPOUND SFIORANO IL PODIO – Rimane appena fuori dal podio invece la squadra compound femminile: quarto posto e sconfitta 217-229 per mano della Russia ai danni di Sarti, Pesci e Virgilio.
Da citare anche le altre due squadre in gara. Il Mixed Team W1 cresce in esperienza ogni volta che si presenta su una linea di tiro internazionale, e questo vale tanto per Daniele Cassiani e ancor di più per la giovanissima Asia Pelizzari.
Una squadra rinnovata quella del ricurvo maschile, che si affida alle frecce di Roberto Airoldi, Fabio Tomasulo e Stefano Travisani. Una buona qualifica che però non riflette le sfide delle eliminatorie. •

Parla il Responsabile Tecnico Guglielmo Fuchsova
Questo Mondiale non era importante solo per le medaglie che si potevano portare a casa, ma anche perché dovevamo testare tutto il lavoro impostato in questo primo anno del nuovo quadriennio.
Abbiamo apportato grandi cambiamenti a livello di staff, con persone nuove, e impostato il lavoro al 60% su alimentazione e psicologia. Due punti che erano risultati critici a Rio.
Inoltre ci sono nuovi atleti anche sulla linea di tiro, alcuni sono provenienti dal settore giovanile.
Siamo tornati a casa molto soddisfatti, sia a livello agonistico che sociale.
Non voglio pensare troppo alle medaglie vinte, tanto meno alle medaglie lasciate sul campo.
La medaglia d’oro della squadra maschile compound non poteva che essere nostra, siamo tra i più forti e sicuramente è la giusta dose di energia per Matteo e Gianpaolo, e conferma il livello di Rolly.
La squadra femminile ha vinto un ottimo bronzo; mentre la nuova coppia del Mixed Team si è laureata Campione del Mondo.
Maria Andrea Virgilio è arrivata quarta assoluta, al suo primo Mondiale: non è una medaglia persa, specialmente quando si tira al proprio meglio, significa aver vinto quel quarto posto.
I miei complimenti quindi a tutto lo staff e ai ragazzi, e poi un doveroso grazie a Oscar e alla Federazione; quando c’è un supporto come quello che abbiamo oggi è ovvio che i risultati arrivano.
Sono proprio felice!
Adesso faremo un ultimo raduno, prima della fine dell’anno, per formulare un bilancio di questo 2017 e cominciare a tracciare le linee guida del 2018. Ci aspetta un Europeo.

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