Per il quarto anno di fila i Campionati Italiani Indoor sono stati ospitati alla Fiera di Rimini e ancora una volta la manifestazione è stata perfetta. Anzi, rispetto al passato è stato fatto segnare un nuovo record. La società Seven Arrows – Arcieri Città di Rimini insieme ad un manipolo di altri sodalizi e all’aiuto del Comitato Regionale Emilia Romagna è riuscita in un’impresa quasi impossibile: creare una linea di tiro da 128 paglioni. Nei padiglioni B5 e D5 della Fiera gli arcieri si sono ritrovati su un campo di gara mai visto prima con 126 bersagli più altri due dedicati al “red carpet” dove si svolgevano i match più interessanti e poi le finali. È stato il saluto di una città che in quattro anni ha premiato il tiro con l’arco con un’organizzazione di altissimo livello, un’ospitalità straordinaria e una location da favola che ha dato vita a sfide dagli altissimi contenuti agonistici riprese interamente in diretta dalle telecamere di YouArco. L’anno prossimo i Campionati Italiani Indoor si svolgeranno a Bari, nel nuovo padiglione della Fiera del Levante, dove il comitato organizzatore è già al lavoro per rimanere sugli stessi livelli delle precedenti edizioni.
Pasqualucci e Mandia campioni nell’olimpico
La linea da tiro da record è il palcoscenico perfetto per uno spettacolo esaltante. I migliori arcieri italiani si scontrano fino ad incoronare i nuovi campioni. Nell’arco olimpico maschile dopo l’argento della passata edizione a trionfare è David Pasqualucci (Tempio di Diana) autore di un weekend da urlo iniziato con il titolo di classe grazie ad una qualifica da primato italiano. Il 2015 per il ragazzo della Scuola Federale è stato quello dell’esplosione con le chiamate in Nazionale e l’argento Mondiale a squadre con tanto di qualificazione italiana ai Giochi di Rio. Questa deve essere la stagione della consacrazione e meglio di così non poteva iniziare, visto anche come sono andati i successivi mondiali indoor… Di fronte allo junior capitolino in finale c’è il decano degli arcieri, quell’Alvise Bertolini (Arcieri Altopiano Pinè) che da master navigato e vincente dà battaglia fino all’ultima freccia cedendo in finale 6-2 all’astro nascente azzurro. A completare il podio è Emanuele Magrini (Arcieri della Signoria), bravo a travolgere nell’ultimo scontro diretto 6-0 l’azzurro Luca Melotto (Aeronautica Militare). A Rimini continua per l’ennesimo anno la festa della famiglia Mandia. Se l’anno scorso era stato Massimiliano a salire sul primo gradino del podio assoluto, questa volta è la sorella Claudia a prendersi la corona nell’arco olimpico femminile per la prima volta in carriera. Dopo aver vinto tutti gli scontri diretti, in finale l’ostacolo dell’atleta salernitana è la junior Nicole Canzian, fresca vincitrice del titolo di classe e autrice di un percorso eccellente. La giovane degli Arcieri del Piave tiene botta nelle prime battute di gara alla nazionale in forza alle Fiamme Azzurre, ma poi deve arrendersi al risultato finale di 6-2. Il giovane podio di Rimini si completa con l’azzurrina Tatiana Andreoli (Iuvenilia), altra atleta della Scuola Federale vincitrice del titolo di classe, che in finale ha la meglio per 6-4 su Guendalina Sartori (Aeronautica Militare), vincitrice del titolo di classe senior.
Dragoni e Franchini trionfano nel compound
A un anno di distanza Luigi Dragoni e Michele Nencioni, compagni di squadra in azzurro, si ritrovano in finale per il titolo assoluto compound. Il remake del film ha un finale opposto rispetto a quello del 2015. Questa volta trionfa Dragoni (Arcieri del Roccolo) 146-145 che sale per la prima volta sul tetto d’Italia. Argento per Nencioni (Arcieri della Signoria), accompagnato sul podio da Jacopo Polidori (campione di classe senior) vincente nell’altra finale tutta di marca Arcieri Torrevecchia: 148-144 su Carlo Bernardini. Il podio al femminile è interamente azzurro e più precisamente composto dalle tre titolari dei Mondiali di Ankara. A trionfare è Irene Franchini, ennesima new entry dell’albo d’oro dei Tricolori Indoor. L’arciera delle Fiamme Azzurre, vincitrice anche del titolo di classe, dopo le grandi prestazioni in Coppa del Mondo vola sul primo gradino del podio grazie al successo in finale su Laura Longo 146-142. Momento straordinario anche per l’iridata paralimpica Eleonora Sarti (Fiamme Azzurre) che, fresca di prima convocazione nella Nazionale “normodotati”, si prende anche il bronzo ai Tricolori vincendo lo scontro con Rosa Dicandia (Arcieri Somnii) 144-140.
Esposito bis e festa Biorci nell’arco nudo
Rimini è terra di conquista per Eric Esposito (Audax Brescia). Il giovane arciere della Nazionale italiana aveva iniziato proprio su questa linea di tiro a stupire tutti quando era ancora nella categoria ragazzi. Poi è diventato grande e la sua crescita inarrestabile lo ha visto sempre protagonista. Quest’anno ha concesso il bis con il secondo successo di fila nella classifica assoluta dell’arco nudo maschile battendo in finale Arcangelo Nuccilli dell’Arco Sport Roma 6-2. Bronzo per Marco Pannacci (Arcieri Rocca Flea) che batte 6-2 Antonio Bianchini (Medio Chienti). Primo titolo italiano assoluto in campo femminile per Felicina Biorci degli Arcieri Delle Alpi. Bastano tre set alla piemontese per battere 6-0 l’azzurrina Sara Noceti (Arcieri Tigullio). A completare il podio è Elena Alberici (Arcieri della Valtenesi) vincente 6-0 contro Virginia Giungato (Arcieri del Forte).
I titoli a squadre
Dominio degli Arcieri Torrevecchia nelle sfide dell’arco olimpico. Tra gli uomini il terzo titolo di fila arriva grazie alle frecce di Alberto Orsaia, Massimiliano Mandia, Paolo Caruso che sconfiggono in finale 6-2 il Sentiero Selvaggio (Nicolò Lapenna, Luca Melotto, Gaetano Bacchi). Terzo posto per gli Arcieri della Signoria (Emanuele Magrini, Alberto Cheloni, Paolo Lupo). Tre le donne il sodalizio capitolino trionfa per la prima volta nella propria storia. Manuela Mercuri, Marina Romoli e Claudia Mandia battono 5-1 le piemontesi dello Iuvenilia (Tatiana Andreoli, Gloria Trapani, Tiziana Libertone). Salgono sul terzo gradino del podio Natalia Valeeva, Stefania Franceschelli e Carla Di Pasquale del Castenaso Archery Team. Nel compound gli Arcieri Solese (Alberto Simonelli, Valerio Della Stua, Andrea Leotta) sono i nuovi campioni d’Italia grazie al successo 231- 228 sugli Arcieri Uras (Fabio Ibba, Daniele Raffolini, Alessandro Corda). Conquistano la medaglia di bronzo gli Arcieri Torrevecchia (Carlo Bernardini, Antonio Carminio, Jacopo Polidori). Primo titolo italiano in rosa per la Polisportiva Adrense (Marcella Tonioli, Giuseppina Parolisi, Jessica Fubiani) capace di battere in finale il Castenaso Archery Team (Irene Franchini, Eleonora Sarti, Alessandra La Bruna). Medaglia di bronzo per le campionesse 2015 degli Arcieri Tre Torri (Elena Crespi, Francesca Facchini Vailati, Elena Menegoli). Gli Arcieri Rocca Flea (Marco Nati, Gianluca Merli, Marco Pannacci) salgono sul primo gradino del podio nell’arco nudo maschile con il netto 6-0 in finale contro la Compagnia Frecce Apuane (Valter Basteri, Daniele Bruni, Daniele Bernacca). Chiude il podio l’XL Archery Team (Daniele Ovi, Claudio Valli, Davide Bertoncelli). Per il quarto anno consecutivo vincono il titolo italiano assoluto al femminile gli Arcieri Lupa Capitolina (Lucia Bove, Luisa Fantini, Stefania Salvatore). Nell’ultima sfida ad arrendersi alla squadra laziale per 6-2 sono gli Arcieri Cus Cosenza (Geraldine Scalzo, Lia Mollica, Mariangela Giguldo). Medaglia di bronzo per gli Arcieri del Forte (Virginia Giungato, Marilena Lorenzi, Simona Sassi).
I primati battuti a Rimini
Spettacolo e record nella tre giorni di arco di Rimini. In totale sono stati infranti quattro primati Nazionali e per lunghi tratti ha tremato anche il record Mondiale di Michele Frangilli. Andando con ordine: 562 punti messi a segno durante l’Italian Challenge del venerdì nella specialità dell’arco nudo da Erik Esposito (Audax Brescia) non hanno eguali nella storia del tiro con l’arco Nazionale Allievi. Festeggia il nuovo record italiano Junior dell’arco olimpico Tanya Giada Giaccheri (Compagnia d’Archi) con 586 punti. Prestazione da urlo anche per Alberto Simonelli (Fiamme Azzurre), con 597 punti ha eguagliato il suo record italiano. Ancora meglio è riuscito a fare David Pasqualucci durante i Tricolori Indoor di sabato. Il suo weekend da dominatore assoluto è iniziato il sabato con 596 punti eguagliando i record Mondiale ed Europeo Junior e facendo segnare il nuovo primato Nazionale. Con un solo punto in più avrebbe agganciato il record Mondiale senior di Michele Frangilli che dura ormai da quindici anni. A chiudere il weekend da record di Rimini è Tatiana Andreoli. L’atleta della Iuvenilia con il punteggio di 582 mette a referto il nuovo record italiano Allievi dell’arco olimpico.
Un campionato di festeggiamenti
XLIII Campionato italiano indoor è stato anche una grande festa, costellata di momenti memorabili, che si porterà dietro una serie di primati davvero invidiabili e non solo in termini di partecipazione. In questa attesissima occasione abbiamo potuto festeggiare, infatti, anche i 30 anni di presenza della divisione arco compound ai Campionati italiani indoor, le 1.000 gare di Marino Bergna (Arcieri La Sorgente), che ha iniziato la sua avventura arcieristica proprio con Gianni Bernardini, primo atleta a vincere il titolo assoluto in questa specialità nel 1990, e, dulcis in fundo, i 100 eventi Fitarco organizzati da Ardingo Scarzella, una delle colonne portanti di Ianseo e promotore di alcune delle più importanti iniziative di comunicazione e divulgazione del nostro sport, a partire dall’avventura di YouArco. Marino Bergna, classe 1953, giunto alla sua 63a partecipazione ad un campionato, ha iniziato a tirare con l’arco nel 1991, facendo registrare sin da subito ottimi risultati. La sua predisposizione verso le differenti discipline del nostro sport si è fatta subito sentire, trasformando Marino in un vero e proprio record man, in grado di tirare con tutte e 3 le tipologie di arco riconosciute a livello federale (olimpico, nudo e compound), ma anche con il long bow, fatto che lo ha portato, in questi 25 anni, a cimentarsi praticamente in ogni varietà di competizione. Marino, che gli archi li ha persino fabbricati per diversi anni come dipendente della By Bernardini Archery, è anche istruttore (I livello) ed è stato uno degli animatori dell’attività giovanile del Comitato Regionale Lombardia per diversi anni, nei quali ha insegnato a tanti giovani campioni di ieri e di oggi il valore dello sport, della sana competizione e della condivisione. Il nostro “tiratore, istruttore e costruttore”, oltre ai punti realizzati in carriera (609.336) ed ai primati conquistati (è detentore di vari record, tra cui il punteggio più alto nella classe ANMM nell’Olympic round 18 frecce, fatto registrare il 19/02/2006), ha vinto diversi titoli nazionali e regionali, con le maglie di diverse società, compreso il mitico By Bernardini Archery Team (oggi Arcieri Tre Torri), che lo ha per lungo tempo accomunato all’altro arciere festeggiato. Gianni Bernardini (65 anni), il primo vero compoundista della storia dell’arcieria italiana, vincitore di vari titoli italiani ed allenatore nazionale, ha iniziato il suo percorso qualche anno prima di Marino (1977), arrivando a trasformare un hobby in una azienda il cui marchio è ancor oggi una solida realtà commerciale: la By Bernardini Archery, fondata nel 1989. Gianni è stato un vero precursore nell’arco compound, strumento che compie quest’anno 50 anni di vita (essendo nato nel 1966 ad opera di Holless Wilbur Allen): l’atleta milanese decise, infatti, di diventare uno dei primi specialisti di questa disciplina, quando ancora non era riconosciuta a livello internazionale o ammessa alle gare. La sua competenza è riuscita a trascinare con sé l’intero By Bernardini Archery Team che in soli 6 anni (1989-95) è arrivato a conquistare oltre 20 titoli italiani, molti dei quali legati al nome della moglie, Carmen Ceriotti, membro stabile della squadra italiana compound femminile negli anni ‘90
di Alessandra Pandolfi




