di Guido Lo Giudice – Foto Dean Alberga e Paolo Poddighe
L’Italia ha chiuso la stagione al chiuso come meglio non avrebbe potuto: stravincendo il medagliere dei Mondiali Indoor di Ankara con la bellezza di 5 titoli iridati, cui si aggiungono 2 argenti e 3 bronzi. Vittorie seguite in diretta dal Presidente del CIO Thomas Bach che ha premiato gli azzurri, autori di prestazioni che rimarranno nella storia del tiro con l’arco. Tra gli eventi storici, non possiamo non citare l’en plein di medaglie degli junior ricurvo: argento per la campionessa uscente Tatiana Andreoli che ribadisce la sua crescita, l’oro di David Pasqualucci tornato con i pari età dopo aver contribuito lo scorso anno con gli olimpionici Nespoli e Frangilli a qualificare l’Italia per Rio 2016.
Alle soddisfazioni individuali aggiungiamoci i titoli iridati dei terzetti juniores femminile (Andreoli, Giaccheri, Spera) e maschile (Pasqualucci, Belli, Bizzotto). Non è mai bene guardare troppo avanti, ma nulla ci vieta di ambire ad ottenere tali risultati anche nelle competizioni internazionali outdoor, il che significherebbe contare su un gruppo di giovani prontissimo a prendere il testimone dei grandi campioni della Fitarco e vedrebbe ampiamente ripagati gli sforzi di questi atleti, dei loro tecnici e della Federazione che hanno puntato nello sviluppo sempre più consistente dell’attività giovanile attraverso la Scuola Federale e il Progetto Talenti.
A questi risultati d’eccellenza, vanno naturalmente ascritti anche i successi dei terzetti giovanili compound, che concludono il puzzle azzurro con un argento e un bronzo a squadre. L’altra menzione speciale che rende quella turca una trasferta storica riguarda il bronzo a squadre conquistato dal compound femminile che contava in squadra la giovane ma ormai veterana Laura Longo, una grande campionessa come Irene Franchini e la giovane iridata Para-Archery Eleonora Sarti che ha bagnato la sua prima trasferta da titolare con la Nazionale “normodotati” con un podio internazionale dal valore doppio. Pensate, era dal lontano 1996 che questo non accadeva. Prima di Eleonora, solamente la pluricampionessa paralimpica Paola Fantato era riuscita nell’impresa di mettersi al collo una medaglia. Purtroppo, a differenza della Fantato, che ad Atlanta fece scalpore per la sua doppia partecipazione olimpica e paralimpica, per l’atleta delle Fiamme Azzurre non ci sarà la possibilità di puntare alle Olimpiadi visto che, ad oggi, la divisione compound è prevista solamente nel programma delle Paralimpiadi (a pag.30 le interviste a Eleonora Sarti e Paola Fantato). Discorso diverso invece per la campionessa del mondo compound Irene Franchini. Ad Ankara si è portata a casa il suo primo titolo iridato individuale compound indoor, ma lei alle Olimpiadi ci è già stata. Sì, perché la portacolori delle Fiamme Azzurre può essere considerata a buon diritto una delle arciere più complete del mondo: campionessa del mondo a squadre nel ricurvo a Riom nel 1999, è stata titolare alle Olimpiadi di Sydney 2000 e dopo aver conquistato altri podi internazionali, ha saputo vincere in tutte le divisioni e specialità, passando dal ricurvo con la Nazionale campagna al compound con la Nazionale 3D, gareggiando in maglia azzurra anche col pancione in piena gravidanza, per poi competere sempre ai massimi livelli nelle gare indoor e outdoor passando da una divisione e l’altra come nulla fosse.
Quello di Ankara per Irene Franchini è il suggello di una carriera da standing ovation. Quelle sopra citate sono tutte storie favolose e per questo non possiamo non citare quella dei fratelli Mandia. Anche loro in forza alle Fiamme Azzurre, hanno già dimostrato tanto in maglia azzurra ma molta strada possono ancora percorrere e hanno chiuso la rassegna turca con ottimi risultati: bronzo per Claudia e 4° posto per Massimiliano. Tra loro un legame bellissimo che il tiro con l’arco ha reso ancora più stretto e siamo certi che le motivazioni che spingono entrambi li condurranno ancora più lontano. Nessun legame di sangue, ma hanno fatto valere la forza del gruppo rendendola proficua come la spinta di una vera famiglia fino a vincere l’oro. Questa è stata invece la storia che hanno scritto i tre azzurri del compound Sergio Pagni, Luigi Dragoni e il giovane Michele Nencioni per portarsi a casa il titolo iridato che conferma l’Italia come una delle capofila in questa divisione. Insomma, quella dell’Italia ad Ankara è stata una storia di successo che nessuno poteva prevedere pensando alle ansie che hanno preceduto la trasferta.
I fatti storici che stanno avvenendo in tutto il mondo e gli ultimi attentati avvenuti proprio in Turchia avevano fatto tremare World Archery. Ma la Federazione internazionale e le istituzioni turche hanno rasserenato tutte le delegazioni prima della partenza, assicurando dei sistemi di sicurezza rafforzati e garantendo sull’incolumità degli atleti. Per questo alla fine il Mondiale ha contato 35 nazioni partecipanti e 262 atleti. Insomma, un campionato probante che ha visto anche la presenza del Presidente del Comitato Olimpico Internazionale Thomas Bach che, oltre ad aver assistito ai successi italiani, li ha anche premiati segnando l’ennesimo momento storico di questa rassegna. Un Mondiale al quale gli azzurri non hanno voluto rinunciare nemmeno quando il Presidente Scarzella ha comunicato loro che sarebbero stati liberi di non partecipare se avessero avuto timori per la situazione internazionale. E forse per questo la storia che pone l’Italia in cima al medagliere, davanti alla Germania con soli 2 ori e alla Russia con 1 oro, 3 argenti e 4 bronzi, è ancora più bella. Perché i nostri atleti, supportati dai tecnici e da dirigenti sempre presenti, hanno voluto scrivere il nome dell’Italia su questo Mondiale con tutte le loro forze, portando sulla linea di tiro coraggio, volontà, decisione e tutte le qualità tecniche di cui disponevano.
I PODI AZZURRI DELL’ARCO OLIMPICO
Dopo il bronzo del 2014 il trio junior composto da David Pasqualucci, Dino Bizzotto e Yuri Belli sale sul gradino più alto del podio battendo i padroni di casa della Turchia 6-0. Bis iridato poi per le campionesse uscenti Tatiana Andreoli, Loredana Spera e Tanya Giaccheri che lottano e superano allo spareggio Taipei 5-4 (30-27) dopo che aveva stabilito il nuovo record mondiale allieve in qualifica con 588 punti. Il trionfo italiano è proseguito con le sfide individuali. David Pasqualucci, dopo aver chiuso il 2015 con la Pre-Olimpica di Rio, inizia alla grande il 2016 vincendo per 6-2 il titolo iridato giovanile in finale col moldavo Dan Olaru (nel 2014 Pasqualucci aveva chiuso col bronzo).
Per l’arciere capitolino è l’ultimo appuntamento della stagione indoor: ora il suo impegno sarà interamente dedicato alla preparazione sulle lunghe distanze con l’obiettivo di realizzare il sogno olimpico, avendo conquistato la scorsa estate insieme a Mauro Nespoli e Michele Frangilli il pass per l’Italia e l’argento mondiale. Per la campionessa uscente Tatiana Andreoli, dopo aver stabilito il primato mondiale allieve in qualifica con 588 punti, è invece arrivato l’argento in un match equilibratissimo vinto allo shoot- off dalla Szu- Ping Su (Tpe) per 6-5 (30-27).
Dopo i match del giovanile si sono svolte le sfide dei senior che vedevano impegnati per il terzo posto i fratelli Mandia delle Fiamme Azzurre. Claudia Mandia conquista il bronzo battendo Veronica Marchenko (Ucr) 6-4, mentre chiude con un onorevole 4° posto Massimiliano Mandia, superato dal fuoriclasse statunitense Brady Ellison per 6-4. mondiali indoor coppa del mondo indoor I PODI AZZURRI COMPOUND Sergio Pagni, Michele Nencioni e Luigi Dragoni sono i nuovi campioni del mondo indoor senior a squadre. Il trio azzurro ha la meglio in finale 231-230 sulla Danimarca (Stephan Hansen, Patrick Laursen, Martin Damsbo).
L’Italia parte meglio e si porta subito sul 57-55. Un vantaggio già importante che i danesi limano nel secondo parziale (57-58). Nel terzo frecce azzurre quasi perfette e altro punto guadagnato (59-58). L’ultimo set, perso 59-58, è quello che incorona l’Italia campione del mondo. Irene Franchini, Eleonora Sarti e Laura Longo salgono sul terzo gradino del podio dopo la vittoria in finale contro gli Stati Uniti (Crystal Gauvin, Micaela Mcghee e Brogan Williams). Successo in rimonta per le azzurre che cedono il primo set (58-57), pareggiano il secondo (57-57) e sorpassano le americane nel terzo (58-55). La lotta continua nel quarto e decisivo parziale.
L’Italia controlla il ritorno delle avversarie e vince la finale con il risultato di 230-228. Gli junior Jesse Sut, Viviano Mior e Manuel Festi conquistano la medaglia d’argento dopo una lunga e combattuta finale con la Russia (Anton Bulaev, Dmitriy Stepanov, Boris Chizhov).
Assoluta parità nel primo parziale (59-59), poi gli avversari accelerano e nelle successive sei frecce si allontanano di due punti (59-57). Equilibrio anche nella terza parte di gara (59-59) mentre nella quarta gli azzurri non riescono nella rimonta e si devono arrendere con il punteggio finale di 234-230. Le junior Giulia Grascelli, Aurora Tozzi e Camilla Alberti, stabilito il primato italiano in qualifica con 1706 punti, vincono poi la finale per il bronzo compound con l’Iran di Geesa Bybordy, Hannaneh Aziminia e Setareh Sheikhipour. Le tre italiane prendono il largo durante i primi due set e poi chiudono i conti nelle ultime dodici frecce. In totale sono ben 14 i dieci messi a segno.
Tiri straordinari che mettono a referto il risultato finale di 228-216. Irene Franchini è la nuova campionessa del mondo individuale senior compound. L’azzurra in finale vince contro la russa Albina Loginova 141-138. L’atleta delle Fiamme Azzurre va sotto 29-28 nel primo parziale ma poi alza il ritmo e finisce per travolgere l’avversaria. 29-28, 26-26, 29-28 e 29-27 è questa la sequenza dei parziali che regala la medaglia d’oro alla specialista italiana.
PODI AZZURRI COMPOUND
Sergio Pagni, Michele Nencioni e Luigi Dragoni sono i nuovi campioni del mondo indoor senior a squadre. Il trio azzurro ha la meglio in finale 231-230 sulla Danimarca (Stephan Hansen, Patrick Laursen, Martin Damsbo). L’Italia parte meglio e si porta subito sul 57-55. Un vantaggio già importante che i danesi limano nel secondo parziale (57-58). Nel terzo frecce azzurre quasi perfette e altro punto guadagnato (59-58). L’ultimo set, perso 59-58, è quello che incorona l’Italia campione del mondo. Irene Franchini, Eleonora Sarti e Laura Longo salgono sul terzo gradino del podio dopo la vittoria in finale contro gli Stati Uniti (Crystal Gauvin, Micaela Mcghee e Brogan Williams). Successo in rimonta per le azzurre che cedono il primo set (58-57), pareggiano il secondo (57-57) e sorpassano le americane nel terzo (58-55). La lotta continua nel quarto e decisivo parziale. L’Italia controlla il ritorno delle avversarie e vince la finale con il risultato di 230-228. Gli junior Jesse Sut, Viviano Mior e Manuel Festi conquistano la medaglia d’argento dopo una lunga e combattuta finale con la Russia (Anton Bulaev, Dmitriy Stepanov, Boris Chizhov). Assoluta parità nel primo parziale (59-59), poi gli avversari accelerano e nelle successive sei frecce si allontanano di due punti (59-57). Equilibrio anche nella terza parte di gara (59-59) mentre nella quarta gli azzurri non riescono nella rimonta e si devono arrendere con il punteggio finale di 234-230. Le junior Giulia Grascelli, Aurora Tozzi e Camilla Alberti, stabilito il primato italiano in qualifica con 1706 punti, vincono poi la finale per il bronzo compound con l’Iran di Geesa Bybordy, Hannaneh Aziminia e Setareh Sheikhipour. Le tre italiane prendono il largo durante i primi due set e poi chiudono i conti nelle ultime dodici frecce. In totale sono ben 14 i dieci messi a segno. Tiri straordinari che mettono a referto il risultato finale di 228-216. Irene Franchini è la nuova campionessa del mondo individuale senior compound. L’azzurra in finale vince contro la russa Albina Loginova 141-138. L’atleta delle Fiamme Azzurre va sotto 29-28 nel primo parziale ma poi alza il ritmo e finisce per travolgere l’avversaria. 29-28, 26-26, 29-28 e 29-27 è questa la sequenza dei parziali che regala la medaglia d’oro alla specialista italiana. •
QUESTI RAGAZZI CI REGALERANNO UN FUTURO LUMINOSO
Nell’Italia che conquista il mondo alla rassegna iridata di Ankara ci sono i giovani alla ribalta. Il settore Juniores ha portato sul podio tutti i dodici atleti partiti per la Turchia. Un risultato storico che Stefano Carrer, Responsabile Tecnico della Nazionale Giovanile, commenta così: “Meglio proprio non si poteva fare. C’è grande soddisfazione da parte di tutti. Sapevamo di essere forti nel settore femminile visto che avevamo vinto sia il Mondiale che l’Europeo Indoor. Per il maschile avevamo buone sensazioni e i ragazzi hanno dato il meglio vincendo l’oro”.
C’è chi ha fatto il bis e insieme alla vittoria a squadre si è portato a casa anche l’oro e l’argento individuale: Tatiana Andreoli e David Pasqualucci; “penso che a livello di indoor non ci sia mai stata nella storia un’atleta forte come la Andreoli – dice Stefano Carrer – e vincendo tre gare di fila del calibro di Mondiali ed Europei lo ha dimostrato. Per quello che riguarda Pasqualucci speravamo che avesse questa soddisfazione. L’anno scorso ha esordito e fatto un primo percorso con la Nazionale senior; il ragazzo aveva bisogno di vincere anche a livello giovanile ed è per questo che lo abbiamo inserito nella squadra Junior.
Il Commento del Tecnico Nazionale Compound Senior Flavio Valesella
Da quando siamo partiti da Ankara ho un pensiero fisso in testa: riuscirò a rivedere e magari a rivivere un Mondiale simile? Non mi riferisco ai soli podi, ai punteggi delle qualifiche o alle prestazioni dei componenti del mio gruppo. Mi riferisco all’intero contesto, che va dall’ottima organizzazione, la logistica, il soggiorno, i trasporti, la sicurezza ed i vari controlli e l’interesse ai nostri risultati del team Ianseo oltre che la loro mole di lavoro per far funzionare l’intera macchina.
Nella speranza che tutto questo si ripeta, mi sto assaporando il gusto di tutto quello che questo meraviglioso gruppo mi ha fatto vivere. Ora provo a coinvolgere con questo scritto le persone che hanno tifato da casa. Irene Franchini ha festeggiato nel migliore dei modi il 25° anno dal primo Mondiale vinto da Lucia Panico in Finlandia nel lontano1991. Poi ci aveva pensato Eugenia Salvi, sempre in Turchia nel 2006 a portare a casa la medaglia d’oro. Irene, oltre a salire sul gradino più alto del podio nella gara individuale, ha dato il suo prezioso contributo per la stupenda finale per il bronzo con Laura Longo ed Eleonora Sarti. Come prima trasferta da Tecnico del Settore senior compound, ho avuto molta fortuna nell’azzeccare le formazioni. Nel portare ad un Mondiale due giovani tiratori, Eleonora Sarti e Michele Nencioni, qualche momento di ansia l’ho avuto ma, come affermava Napoleone, “la fortuna dei generali conta molto più della tattica”. Tutto questo ha fatto sì che a distanza di 15 anni, i ragazzi hanno riportato a casa il titolo mondiale a squadre maschile, vinto nel 2001 da Tosco, Ruele e Zaetta a Firenze.
Ora parlare dei singoli diventa difficile, pur considerando le due medaglie vinte come squadra ed una individuale, ma una citazione la meritano. Irene ha dato dimostrazione di tenuta emotiva oltre ogni aspettativa. Tecnicamente è stata perfetta e la sua calma ha coinvolto le altre componenti. Laura è oramai un punto fisso di questa Nazionale. Nel momento che conta lei è sempre presente. Eleonora: la sorpresa che ogni tecnico vorrebbe avere ad ogni convocazione. Grinta, controllo e gestione emotiva nei momenti topici. Penso che solo un’altra tiratrice del settore paralimpico abbia partecipato con risultati eccezionali al settore “normo”. Per lei spenderei qualche riga in più se ne avessi la possibilità. Arriviamo al settore maschile.
Su Sergio Pagni penso si sia scritto tanto e non voglio ripetermi. Ci tengo in ogni caso a sottolineare che il punto di riferimento non può che essere lui. Non mi riferisco ai 10 fatti quando nella gara a squadre gli lasciavano 2 secondi (che fifa…). Il ruolo di trascinatore gli calza soprattutto per l’atteggiamento verso i compagni di squadra, per i consigli in gara, anche in qualifica quando Dragoni stava raggiungendo il suo record personale di 300 punti. Credo che i risultati ottenuti siano anche merito di un’amicizia che regna nel gruppo e penso che il mio lavoro non consista solo nel mettere a punto un arco o far spostare la mano più in alto o meno, ma nel far sì che tutto questo continui e che ognuno, pur nella sua individualità, dia il suo apporto a questa Nazionale, con serenità e senso di appartenenza. Luigi Dragoni: che nessuno me ne voglia, penso che al mondo ci siano pochissimi tiratori che usano il rilascio a pollice come lo usa lui. Una prestazione in qualifica da incorniciare. Ammirevole anche il suo autocontrollo. Michele Nencioni: nonostante la sua giovane età e la poca esperienza con la senior, sono convinto che diventerà un punto fermo di questo gruppo, che mi permette di operare con 5/6 tiratori di alto livello, Michele ha un’ottima tecnica ed il punto forte della sua sequenza è la mira. Piccolo accenno sui materiali.
Sia i componenti della squadra maschile che della femminile usano Compound Hoyt. Tutta la squadra femminile usa il rilascio a pollice, mentre nella maschile il pollice lo usa Dragoni. Nencioni usa un rotazione e Sergio un depressione. I maschi hanno spiral cam come Irene, mentre Laura ed Eleonora hanno Cam GTX.







