Dopo l’argento ai Giochi Paralimpici di Rio, intervistiamo Alberto Simonelli che ha cominciato il 2017 alla grande: per lui trasferta e tre podi con la Nazionale “normodotati”. Ma è solo l’inizio
Durante uno dei suoi allenamenti quotidiani, abbiamo raggiunto telefonicamente Alberto “Rolly” Simonelli per farci raccontare questo suo inizio di 2017 che lo ha rivisto grande protagonista con la Nazionale “normodotati” e anche alla luce dell’argento individuale conquistato ai Giochi Paralimpici di Rio 2016.
Alberto, com’è stato il post Rio?
“Arcieristicamente parlando, la stagione indoor è stata caratterizzata da una sostanziale pausa, il giusto distacco dalla linea di tiro per poter recuperare le forze e il necessario riposo mentale. In realtà ho sempre avuto qualcosa da fare: aver conquistato la medaglia paralimpica mi ha portato a partecipare e presenziare a diversi eventi”.
Poi però una partenza anticipata di stagione outdoor…
“Sì, l’invito a partecipare alla terza edizione del Fazaa International Archery Competition a Dubai già a fine gennaio non si poteva rifiutare e mi ha fatto molto piacere. Mi sono però trovato catapultato ai 50 metri tipici della stagione all’aperto senza aver praticamente mai tirato una freccia a quella distanza durante tutto l’inverno.
Ho deciso di partecipare per ripartire ufficialmente con le gare, senza la dovuta preparazione ma con la consapevolezza di avere un’ottima lucidità mentale e la voglia di ritrovare quel feeling e quelle emozioni tipiche del tiro outdoor.
Dopo aver eguagliato il record del mondo sulle 72 frecce di qualifica (già suo n.d.c.), ho concluso al secondo posto perdendo la finale contro il britannico Nathan Macqueen: in pratica una folata di vento non mi ha permesso di salire sul gradino più alto del podio. Ma non è stato un problema, quello che contava era il risultato complessivo dell’evento, non solo dal punto di vista dei punteggi e dei numeri: Dubai è stato lo stop ufficiale alla stagione indoor. Lì ho ritrovato la giusta voglia di tirare e fare bene”.
Sensazioni positive confermate anche dalla convocazione per il Grand Prix di Legnica con la squadra “normodotati”.
“Dopo Dubai avevo capito come lavorare; se fino ad ora era arrivato tutto un po’ a sorpresa, al buio, adesso ero tornato sulla linea di tiro come avevo concluso l’anno scorso. La gara di selezione a Grosseto ha ulteriormente confermato le mie sensazioni, oltreché ovviamente i punteggi, portandomi la convocazione con la squadra compound maschile per la prima tappa del Grand Prix in Polonia. Sono partito molto carico e, nonostante le condizioni meteo decisamente avverse per tutta la settimana, tra freddo, vento e pioggia, ho sempre trovato il giusto tiro. Ho concluso la trasferta con questa tripletta: il bronzo individuale, ottimo; l’oro a squadre con Sergio Pagni e Michele Nencioni, altro grande risultato, e l’oro mixed team. Quest’ultima medaglia, ottenuta con Marcella Tonioli, è stata sicuramente quella che mi ha dato più soddisfazione in assoluto, non solo per il risultato in sé, ma per l’aver tirato con un’amica e una grande arciera come Marcella. inoltre queste erano le tre medaglie che ancora mi mancavano, cioè quelle di un European Grand Prix”.
Nel momento in cui parliamo, ti trovi sul campo di allenamento per preparare la seconda tappa del Grand Prix a Bucarest: attraverso i risultati, hai ottenuto di nuovo fiducia.
“Questo periodo di ottima forma, sia fisica che mentale, sta proseguendo alla grande e così mi trovo nuovamente a partire con gli azzurri normodotati per la seconda tappa in Romania. Questi giorni li sto trascorrendo sul campo per allenarmi perché ho di recente cambiato l’arco, grazie alla nuova sponsorizzazione e ho dovuto mettere da parte quello vecchio e tutte le soddisfazioni a esso legate. Il periodo è quindi carico di sessioni di tiro per ritrovare il giusto feeling col nuovo attrezzo e proseguire con la dovuta preparazione mentale”.
Il tuo nome non compare tra i convocati per Olbia, la prima tappa della Coppa Europea Para-Archery, come mai?
“Beh di sicuro non perché me ne starò tranquillo a casa, anzi – ride il campione di Gorlago – farò gli Italiani Targa Para-Archery a Castenaso per l’ultimissima rifinitura e l’ultimo test e in previsione della mia partecipazione alla seconda tappa di World Cup ad Antalya. Il primo weekend di giugno sarò quindi impegnato nei Tricolori anche per ricevere le ultime indicazioni da parte dei tecnici e capire cosa “mettere nello zaino”, e poi il giorno dopo si parte subito per questa nuova e ulteriore sfida”.
Possiamo dire che, alla luce dei risultati e di queste premesse, la stagione potrebbe davvero essere intensa e ancora ricca di soddisfazioni.
“Se tutto dovesse andare come spero e per come mi sto preparando, direi proprio di sì. Poco dopo Antalya ci sarebbe la terza tappa di World Cup negli Stati Uniti, a Salt Lake City; a luglio la seconda tappa della Coppa Europea Para-Archery a Nove Mesto e a inizio agosto la quarta e ultima tappa, sempre di World Cup, a Berlino. Perché non sognare in grande?!”.
Ma non finisce qui…
“Diciamo che la possibilità di poter gareggiare in casa, allo Stadio dei Marmi di Roma per la Finale di World Cup 2017 non sarebbe male. Come Nazione organizzatrice abbiamo la certezza di avere sicuramente un partecipante sulla linea di tiro, poter però conquistare sul campo il diritto a esserci è tutt’altra cosa. Quello che posso dire è che a Roma vorrei essere in gara e lotterò per questo!”.
Settembre, oltre a Roma, prevede un altro appuntamento fondamentale per il movimento Para-Archery: i Mondiali di Pechino. Cosa ti aspetti?
“Questo è sicuramente un altro evento a cui devo guardare e se vogliamo anche con un focus maggiore: è un evento per il mondo paralimpico e quindi essere su quella linea di tiro sarebbe molto importante. Ma sarebbe bello tornare lì anche per il significato che Pechino ha per me: è innegabilmente legato alla mia prima esperienza paralimpica, coronata tra l’altro dalla prima medaglia, d’argento anche in quel caso. Quella è stata la mia vera e propria rampa di lancio arcieristica. Tornare nuovamente lì e, perché no, ottenere un successo, sarebbe decisamente appagante. Anche per avere una scusa per andare a cercare vecchie foto dell’avventura del 2008.
In relazione ai Mondiali, sarà sicuramente importante poter partecipare ai raduni a Padova in preparazione dell’evento a squadre e della gara mixed team; purtroppo fino a ora ho saltato entrambi i momenti di lavoro congiunto perché si sovrapponevano con gli eventi di Dubai e Legnica. Ma so che sarà molto importante la preparazione, anche perché i nostri avversari non stanno certo a guardare: già l’anno scorso, e con Rio ne ho avuto un’ulteriore conferma, è aumentato il numero di rivali ma anche il livello nelle sfide. Bisogna solo lavorare bene e rimanere focalizzato su ciò che sto facendo”.
Gli obiettivi sono sicuramente ambiziosi, ma Alberto Simonelli ha dato prova di grande determinazione, per altro ripagata da ottimi risultati; non possiamo perciò che unirci a questa sua riflessione finale come augurio per questa stagione. •




